Si parla di “vacanze in toscana”

Visitare Firenze in 72 ore: le tappe finali del viaggio inedito fra i capolavori dell’arte rinascimentale / 3

Panorama di Firenze da Piazzale Michelangelo

Terzo giorno

Da Palazzo Horne, tappa conclusiva della seconda parte, ci dirigiamo su Ponte alle Grazie per attraversare il fiume e arrivare in Oltrarno. In via dei Renai troviamo il Museo Bardini, dal nome del suo fondatore, Stefano Bardini, il più stimato antiquario italiano tra l’Ottocento e il secolo scorso, che decise di trasformare una serie di palazzi tra loro contigui nella sede della sua attività di antiquario. Bardini donò poi tutto alla città di Firenze, inclusa la sua intera collezione di opere d’arte: pitture, sculture, ceramiche, mobili antichi… In questo insieme eclettico di oggetti preziosi spiccano la Madonna dei Cordai di Donatello, il Martirio di una santa di Tintoretto, oltre a opere del Guercino, del Tiepolo, del Giambologna e di Antonio del Pollaiolo.

Usciti dal Museo Bardini saliamo per le ripide Costa Scarpuccia e Costa San Giorgio, fino a raggiungere il Forte di Belvedere, collocato nel punto più alto della collina di Boboli, dal quale si coglie uno dei panorami più incredibili di tutta Firenze. Il Forte venne realizzato nel tardo Cinquecento sui disegni di Bernardo Buontalenti, con lo scopo di difendere la città dagli assalti esterni. In questi casi, la fortezza poteva essere raggiunta anche da Palazzo Pitti, la residenza principale dei Medici in città, attraverso i giardini di Boboli. All’interno del Forte sorge la Palazzina del Belvedere, antica villa medicea preesistente alle fortificazioni; oggi, la Palazzina è sede della donazione Della Ragione, una collezione di 241 opere che ripercorrono l’intero ciclo dell’arte italiana nel Novecento, dal Futurismo agli anni Sessanta.

Oltre a quella offerta dal Forte di Belvedere, un’altra incantevole vista sulla città potete coglierla dal piazzale della basilica romana di San Miniato al Monte. La si raggiunge percorrendo la passeggiata ombreggiata dai grandi alberi di viale dei Colli. Pochi metri più in giù, verso l’Arno, troviamo piazzale Michelangelo, il più famoso punto turistico per ammirare il panorama di Firenze. Ai piedi del piazzale, poco più sotto, si distende il quartiere di Oltrarno. Non potete lasciare questa parte della città prima di aver visitato la Basilica di Santa Maria del Carmine. Il complesso fu fondato nella seconda metà del Duecento, annesso al convento carmelitano ancora oggi esistente. Santa Maria del Carmine è nota per la Cappella Brancacci e il suo ciclo di affreschi realizzati da Masaccio e da Masolino, ritenuto il primo esempio del nuovo stile rinascimentale nella pittura quattrocentesca. La Cappella scampò miracolosamente all’incendio del 1771 che distrusse quasi tutto il complesso religioso.

Tra le prime colline fiorentine, a soli dieci minuti dal centro storico della città, potete scegliere di rilassarvi nella magnifica tenuta di Relais Villa Il Sasso. La villa trecentesca, dopo un’accurata opera di restauro, ha conservato decorazioni e pregevoli affreschi, soffitti a cassettoni, pavimenti in cotto antico e graniglia e splendidi soffitti a cassettoni. Sette camere, ognuna dedicata ad una famiglia della nobiltà fiorentina, arredate con mobili d’epoca. Di particolare fascino la Suite Ciampolini, tutta affrescata e servita da tre accessi, uno diretto alla piscina del relais. Al suo interno, pavimento in graniglia, un sontuoso letto a baldacchino, soffitto a cassettoni e un camino settecentesco. Pavimento in cotto fiorentino, camino e bagno con decori in marmo di Carrara nella Suite Peruzzi, al secondo piano della villa. Per vacanze da veri signori, la Suite Falchi, composta da due grandi stanze disposte su altrettanti piani, una sontuosa camera matrimoniale e dal bagno con vasca jacuzzi.

Nel grande salone o nella corte interna protetta da cristalli possono essere allestiti su richiesta cene romantiche, meeting di lavoro e raffinati ricevimenti di matrimonio. Nella bella stagione, si possono scegliere anche gli spazi esterni intorno alla piscina e nei due giardini abbelliti da un boschetto e da una cappella privata.

Per visitare Firenze, la dimora vi propone un servizio di guida turistica e l’accompagnamento per lo shopping. Se invece vi piace il golf, non dimenticate che vicino a Relais Villa Il Sasso sorge il prestigioso Florence Golf Club dell’Ugolino, fondato sul finire dell’Ottocento dagli ospiti inglesi di Firenze, indicato dallo scrittore americano Chris Santella come uno dei 50 circuiti più belli al mondo.

L’Arno presso Ponte alle Grazie    Museo Bardini    Fortezza di Belvedere    Cappella Brancacci - Ciclo di affreschi

Relais Villa Il Sasso    Relais Villa Il Sasso - Suite Ciampolini    Relais Villa Il Sasso - Suite Falchi    Relais Villa Il Sasso - Suite Peruzzi

20 settembre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

Visitare Firenze in 72 ore: continua il viaggio inedito fra i capolavori dell’arte rinascimentale / 2

Piazza Santa Croce con la Basilica

Secondo giorno

Il nostro tour alla scoperta di Firenze in 72 ore prosegue sempre nel centro storico della città. Da Piazza della Signoria passiamo accanto a Palazzo Vecchio per raggiungere Piazza San Firenze, per poi proseguire tra i borghi che conducono a Piazza Santa Croce. Vista dall’alto, via dei Bentaccordi arriva ad abbracciare con il suo perimetro ellittico Borgo de’ Greci e via dell’Anguillara, a ricalcare la forma esatta di un antico anfiteatro romano.

Borgo de’ Greci e via dell’Anguillara sfociano nel grande spazio aperto di Piazza Santa Croce, chiuso ad est dalla mole della basilica omonima, in stile gotico, progettata nell’ultimo scorcio del XIII secolo da Arnolfo di Cambio. La Basilica di Santa Croce è conosciuta come il Tempio dell’Itale glorie: la chiesa, una delle più antiche dell’ordine francescano, ha accolto nei secoli numerose sepolture di illustri personaggi. Come un pantheon romano, qui si trovano le tombe, tra i tanti, di Galileo Galilei, Vittorio Alfieri, Ugo Foscolo, Michelangelo Buonarroti, Niccolò Machiavelli e Guglielmo Marconi. Al suo interno, la basilica custodisce sommi capolavori dell’arte trecentesca, fra cui alcune cappelle decorate da Giotto, altari e pulpiti del Quattrocento realizzati dai più famosi artisti fiorentini dell’epoca.

Di notevole fascino la Cappella dei Pazzi, incastonata nel primo dei due chiostri della basilica: si tratta di una cappella di famiglia, commissionata da Andrea de’ Pazzi nel primo Quattrocento all’architetto Filippo Brunelleschi. L’opera rappresenta uno dei massimi capolavori dell’arte rinascimentale, composto da un rigoroso e armonico assetto geometrico. La Cappella dei Pazzi fa parte del grande complesso conventuale della basilica francescana: questa comprende il Refettorio trecentesco, l’ambiente che dopo l’alluvione del 1966 ha accolto il Crocifisso del Cimabue, una delle opere-chiave dell’artista fiorentino.

Lasciata la Basilica di Santa Croce ci avviciniamo di qualche passo ancora all’Arno. Bastano pochi metri per raggiungere Palazzo Horne, già Palazzo Corsi. Il nome attuale discende dallo storico dell’arte inglese Herbert Percy Horne, che nel 1911 decise di acquistare il palazzo fiorentino per custodirvi la sua inestimabile collezione di opere d’arte rinascimentali. Dipinti, disegni, sculture del Museo Horne ricreano l’atmosfera di un’autentica dimora rinascimentale, arredata con capolavori  compresi tra il Due e il Seicento. La collezione Horne comprende, fra i tanti, il polittico di Santo Stefano realizzato da Giotto, forse il pezzo più pregiato di tutta la raccolta, oltre ad altre pitture e sculture del Masaccio, del Giambologna e di Simone Martini.

Per vivere appieno il fascino di una delle città d’arte più straordinarie al mondo, non basta un semplice albergo. Ci vuole un hotel di charme all’altezza dei più grandi capolavori rinascimentali. Noi vi suggeriamo l’Hotel Il Guelfo Bianco, una dimora speciale nel cuore del centro storico fiorentino, a poche decine di metri da Piazza Duomo e dai maggiori monumenti cittadini. Appena varcate le porte dell’hotel, la sensazione sarà quella di sentirsi “a casa”. L’atmosfera è cordiale e rilassante. Sarete accolti dalla gentilezza del personale e da una pregevole collezione di opere d’arte contemporanea collocate negli ambienti quattrocenteschi della residenza.

Troverete le stesse sensazioni nelle 40 stanze dell’hotel, tutte ampie e luminose, differenti l’una dall’altra per arredi e architettura. Al loro interno, oggetti d’antiquariato, mobili di antica foggia, stoffe artigianali, dipinti realizzati da artisti contemporanei, scelti con passione e competenza dagli stessi proprietari dell’albergo. Perfino i bagni riservano la sorpresa della ceramica dipinta a mano dai maestri decorati bassanesi. Da ogni camera potete ammirare una vista diversa, sulla centralissima via Cavour, sui tetti di Firenze o sui giardini interni dell’hotel. Per il vostro weekend romantico chiedete la camera con la veduta sulla cupola del Duomo: vi lascerà senza fiato.

Accanto all’Hotel Il Guelfo Bianco, Il Desco è un caffè-bistrot dall’atmosfera calda e simpatica, come nel più genuino spirito fiorentino. In questo locale si assaggiano solo pietanze sane, realizzate con ingredienti di qualità superiore, come i prodotti biologici provenienti dai poderi di famiglia. Per i celiaci, Il Desco offre un menu completo senza glutine. Colazioni, break, spuntini, pranzi, una selezione di piatti “al coltello” e abbinamenti indovinati con le più grandi etichette toscane – Chianti Classico e Brunello di Montalcino in testa. Nel pomeriggio, dopo una visita ai musei e alle boutique del centro, vale la pena ritornare per assaggiare almeno uno dei tanti dolci freschi fatti in casa, insieme a un tè o a un infuso. D’altra parte, senza un po’ di dolcezza, che vacanze sarebbe?

Appuntamento alla prossima settimana per la terza e ultima parte del nostro itinerario a Firenze in 72 ore.

La Basilica di Santa Croce vista dall’alto    Basilica di Santa Croce - Chiostro    Basilica di San Croce - Interno della Cappella dei Pazzi    Museo Horne - Saletta rinascimentale

Hotel Il Guelfo Bianco - Camera    Hotel Il Guelfo Bianco - Camera    Hotel Il Guelfo Bianco - Parte della collezione di opere dell’arte contemporanea    Bistrot Il Desco - Interno

15 settembre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

Visitare Firenze in 72 ore: un viaggio inedito fra i capolavori dell’arte rinascimentale / 1

Panorama di Firenze

Chi non conosce Firenze? Se ci siete stati almeno una volta, potreste aver sempre voglia di tornarci. Ma se desiderate scoprire un’altra Firenze, quella meno conosciuta e che farete fatica a trovare sulla classica guida turistica, possiamo darvi qualche suggerimento. Una cosa è certa: a Firenze non mancano certo le cose da vedere. Tutto sta nel saper scegliere cosa vedere. Se programmate un weekend lungo a Firenze, ecco l’itinerario che vi condurrà alla scoperta della città in 72 ore.

Primo giorno

L’inizio del nostro tour può apparire scontato, perché si parte dal cuorerinascimentale del centro storico, Piazza Duomo. Sul retro della piazza, è possibile visitare il Museo dell’Opera del Duomo: dalla fine dell’Ottocento espone tutte le opere d’arte che per ovvi motivi di conservazione sono state rimosse dall’esterno della Cattedrale, del Battistero e del Campanile di Giotto. Nel museo è possibile ammirare opere d’arte dei maggiori artisti rinascimentali: le sculture realizzate per la facciata della Cattedrale di Arnolfo di Cambio, il mitico artista del Trecento originario di Colle Val d’Elsa; le Cantorie di Donatello e di Luca della Robbia; i pannelli della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti; la Maddalena lignea, sempre di Donatello. Al patrimonio artistico del Duomo di Firenze appartennero pure la Pietà di Michelangelo e l’Altare di San Giovanni, opera dell’oreficeria fiorentina del Quattrocento realizzata per il Battistero.

Lasciamo Piazza Duomo e i suoi tesori per seguire via del Proconsolo. Percorsi nemmeno duecento metri in direzione dell’Arno ecco il Palazzo Nonfinito: l’origine del nome è intuibile, poiché si tratta di un’opera incompiuta dell’architetto Bernardo Buontalenti, commissionata nel 1593 da Alessandro di Camillo Strozzi, che volle qui erigere la sua residenza. Intorno a questo Palazzo aleggia una sinistra leggenda ispirata, con tutta probabilità, dai mostri alati presenti nei timpani delle finestre collocate al piano terreno: si disse infatti che lo Strozzi avesse stretto un piatto con il diavolo, il quale maledisse poi l’edificio e ne impedì la fine dei lavori. Superstizioni a parte, oggi il Palazzo Nonfinito ospita la sezione di antropologia ed etnologia del Museo di Storia Naturale, con ben venticinque sale che raccontano delle popolazioni di tutto il mondo, dalle culture africane a quelle indigene dell’Australia e dell’Amazzonia.

Qualche passo ancora su via del Proconsolo ci condurrà davanti al Palazzo del Bargello. L’edificio risale al Duecento e fu sede del Capitano del Popolo, il rappresentante cittadino della borghesia contrapposta alla nobiltà nell’età comunale. In epoca medicea, il Palazzo divenne la sede del Bargello, ossia del capo delle guardie incaricate dell’ordine pubblico cittadino. Per quasi tre secoli, dal Cinquecento all’Ottocento, venne adibito a carcere e a luogo di esecuzioni. Perdute queste funzioni, a partire dal XIX secolo il Palazzo fu restaurato e trasformato in museo. Al suo interno sono custodite soprattutto le sculture del Rinascimento fiorentino.

Al piano terreno s’incontra subito la Sala del Cinquecento decorata da un affresco di Giotto; in questo spazio hanno trovato collocazione numerose opere di Michelangelo Buonarroti, tra cui il Bacco, il Tondo Pitti e il David-Apollo. Sempre in questa sala si trovano opere del Giambologna, di Benvenuto Cellini e di Bartolomeo Ammannati. La Sala del Quattrocento è dedicata invece in gran parte alle opere di Donatello, fra le quali il San Giorgio e il David, insieme a capolavori del Brunelleschi e del Ghiberti – sono loro i due Sacrifici di Isacco realizzati per il concorso indetto per la seconda porta del Battistero di San Giovanni.

Una brevissima deviazione da via del Proconsolo per Piazza San Firenze, via della Condotta e via dei Magazzini ci porta in Piazza della Signoria, altro immenso capolavoro dell’arte rinascimentale. Palazzo Vecchio, la Torre di Arnolfo, la Loggia della Signoria, la Fontana del Nettuno e il David di Michelangelo: in pochi metri quadrati sono raccolte alcune delle più straordinarie opere d’arte mai realizzate dalla mano dell’uomo. Per cogliere una vista d’insieme esclusiva della Piazza e dei suoi capolavori, potete varcare le soglie di Palazzo Uguccioni, elegante residenza cinquecentesca adibita a dimora di charme per le vostre vacanze a Firenze. Il quinto e ultimo piano di Palazzo Uguccioni, servito da un comodo ascensore, ospita cinque appartamenti, uno più affascinante dell’altro. Le tre grandi finestre dell’Appartamento Panorama offrono viste splendide su Palazzo Vecchio, sul Duomo, sul Palazzo del Bargello e sulla Chiesa della Badia. All’interno, pavimenti e travi a soffitto in legno antico, arredi in stile fiorentino, atmosfere dense di charme. L’appartamento ha una camera matrimoniale a soppalco, angolo cottura, zona pranzo, divano letto matrimoniale e area conversazione. Ricavata in un’altana del palazzo, la Camera con Vista è un altro appartamento semplicemente straordinario: le vedute su Palazzo Vecchio e sul Duomo valgono da sole il prezzo del soggiorno. L’atmosfera è romantica e suadente: letto a baldacchino, arredi di pregio, un alto soffitto a capriate e splendide vetrate avvolte dalle forme cinquecentesche dell’edificio. La Camera con Vista è la scelta preferita dalle coppie in cerca di romanticismo, ma all’occorrenza, grazie ai suoi quattro posti letto, potete sceglierla anche per un soggiorno in famiglia.

A domani per la seconda parte dell’itinerario a Firenze in 72 ore.

Il Duomo con il Campanile di Giotto    Palazzo del Bargello     Il David di Donatello nel Museo del Bargello    Piazza della Signoria - Fontana del Nettuno e Palazzo Uguccioni sullo sfondo

Palazzo Uguccioni - Appartamento Panorama    Palazzo Uguccioni - Appartamento Panorama - Camera matrimoniale a soppalco    Palazzo Uguccioni - Camera con Vista    Palazzo Uguccioni - Camera con Vista - Colazione

14 settembre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

Colle di Val d’Elsa, la Città del Cristallo dove tutto è arte

Veduta di Colle alta

Già nell’Ottocento era conosciuta come la Boemia d’Italia. A Colle di Val d’Elsa l’industria del cristallo, propiziata da quelle del vetro e del ferro, è un vero e proprio comparto a sé dell’economia locale. Non per nulla, oggi Colle di Val d’Elsa è conosciuta come la Città del Cristallo. Il motivo? Presto detto: da sola produce oltre il 95 per cento del cristallo italiano e il 15 per cento di quello mondiale. Una specialità tanto preziosa da essersi meritata un museo tutto per sé in città.

Colle di Val d’Elsa sorge su un alto poggio della Toscana, a sud di Firenze, a mezza via tra Siena e Volterra, sul tracciato dell’antica via Francigena. La città si divide in tre parti – il Borgo di Santa Caterina, il Castello di Piticciano e il Piano, o Borgo San Iacopo -, anche se ormai si preferisce distinguere più semplicemente fra Colle alta e Colle bassa. Là dove oggi si trova il borgo antico venne fondato per opera degli etruschi il primo insediamento di Colle di Val d’Elsa. Nel Medioevo il borgo conobbe prosperità e fortuna, almeno fino al Trecento.

Di sicuro fascino è Colle Alta, la parte più antica dell’abitato, che guarda la Val d’Elsa dall’alto di uno sperone roccioso. Il tessuto urbano della parte storica è medioevale e protetto un tempo da alte mura di cinta, di cui rimangono solo poche tracce intorno al castello e, talora, fra le abitazioni. La parte alta della città è percorsa dalla via del Cristallo, la strada principale del borgo introdotta dall’arco rinascimentale di Palazzo Campana, uno degli angoli più suggestivi di tutta Colle alta. Il centro storico colligiano è silenzioso, appartato, percorso da vie e vicoli acciottolati sulle quali si specchiano antiche residenze signorili e piazzette pittoresche.

Lungo via del Cristallo e nelle altre strade di Colle alta è tutto un susseguirsi di palazzi d’epoca medioevale e rinascimentale: Palazzo del Capitano, Palazzo Giusti, Palazzo Morozzi, Palazzo Dini, Palazzo Renieri, Palazzo Boninsegni sono solo alcuni dei più notevoli. Giunti in Piazza Duomo troverete anche il Palazzo del Podestà, oggi adibito a sede del Museo archeologico: la sua facciata grezza potrebbe suggerire scarso interesse, ma un attento restauro compiuto negli anni Novanta ha svelato alcuni affreschi e decori rinascimentali di assoluto pregio artistico. Da vedere è anche la Casa Torre di Arnolfo di Cambio, noto scultore e architetto del Duecento, una delle poche torri rimaste a Colle.

Nelle vie e nei vicoli di Colle alta si aprono le piccole botteghe e i laboratori artigianali dei maestri del cristallo e del vetro: dai ninnoli più semplici alle grandi creazioni uniche, potrete trovare tante occasioni per un regalo originale. Non si può lasciare Colle alta senza però aver provato l’altra specialità della Val d’Elsa, quel Chianti Classico di cui proprio in questo periodo si celebra la vendemmia. Scegliete uno fra i tanti locali tipici del centro storico, entrate e assaporate il sapore armonico di questo vino per palati fini.

Lasciamo Colle alta da Porta Nuova per raggiungere la parte bassa della città, la parte della città con Piazza Arnolfo e la duecentesca Chiesa di Sant’Agostino. Verso la località Le Grazie troviamo un prestigioso edificio convertito in un elegante hotel di charme. Palazzo San Lorenzo è ospitato negli spazi dell’antico “Spedale di San Lorenzo”, eretto nel primo Seicento su commissione della famiglia Usimbardi. Modernità e rispetto per la Storia convivono in armonia in tutti gli ambienti della residenza. Nelle camere troverete comfort, tecnologica e servizi di ultima generazione: tutti gli ambienti sono insonorizzati e luminosi, arredati con soluzioni di pregio che richiamano un’eleganza classica, mai eccessiva, dai morbidi toni caldi.

Un soggiorno nel segno della tradizione non significa rinunciare al benessere. La Spa San Lorenzo, all’interno del Palazzo, vi condurrà in un’oasi di beato relax. Sauna, bagno turco, piscina riscaldata, idromassaggio, docce emozionali, percorsi wellness. Cos’altro chiedere? Forse un massaggio distensivo? Presto detto: la scelta potrà ricadere su uno dei tanti trattamenti personalizzati, eseguiti da mani esperte, con l’uso di prodotti naturali dalle sorprendenti proprietà benefiche, in vendita nell’antica Spezierìa.

Nella cappella annessa all’edificio seicentesco si schiudono le porte del Ristorante Sopra Le Mura, un luogo dal fascino magico, da sempre votato alla più tradizionale cucina toscana. Gli chef rivisitano con un tocco di creatività i piatti tipici regionali, senza mai tradire la qualità delle materie. Il personale di sala è lieto di accogliere nel ristorante cene, ricevimenti, degustazioni e ogni altro evento speciale. Per il business, Palazzo San Lorenzo ha riservato una sala meeting provvista di tutte le ultime tecnologie, oltre ad una sala privata più piccola. Che il vostro sia un soggiorno di piacere o di lavoro, vi consigliamo di trovare qualche minuto per sorseggiare un buon bicchiere di vino nel wine bar San Lorenzo Caffè, al primo piano del Palazzo: l’intesa fra tradizione e innovazione, lo stile moderno e ricercato, i giochi di riflessi del cristallo e il rosso rubino del Chianti vi sussurreranno di Colle Val d’Elsa e della sua Storia secolare.

Palazzo Campana a Colle alta    Casa Torre di Arnolfo di Cambio    Lavorazione del cristallo    Palazzo San Lorenzo - Ricevimento

Palazzo San Lorenzo - Camera    Palazzo San Lorenzo - Salottino nella Camera Executive    Palazzo San Lorenzo - Centro benessere    Ristorante Sopra Le Mura

13 settembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Palaia e le colline pisane, un viaggio nel set cinematografico della Toscana

Scorcio della campagna toscana

I fratelli Taviani la scelsero come set per il film La notte di San Lorenzo. Paolo Virzì per Io e Napoleone. Palaia e i suoi dintorni hanno un che di speciale. Le morbide colline toscane sono punteggiate di ville, casolari e antiche fattorie. Coltivi di ulivi e di viti le solcano. Il panorama è profondo e lo si può misurare solo se si percorrono le strade segnate dai filari di cipressi che portano da un borgo ad un altro. L’Alta Valdera non è certo terra di grandi città.

Siamo a poco meno di cinquanta chilometri da Pisa e dal litorale tirrenico, sul crinale che separa la Valdera dalla Valle dell’Arno. In questo paesaggio a misura d’uomo sorge il borgo medioevale di Palaia, uno dei primi comuni d’Italia. Le sue origini sono etrusche ma il suo periodo di maggiore fortuna risale al tardo Duecento, età a cui risale sia la Chiesa di Sant’Andrea – custode fra le tante opere di una quattrocentesca Madonna col Bambino di Luca della Robbia -, sia la Pieve di San Martino, edificio in cotto decorato da archetti pensili, con inserti in stile romanico e gotico. Al periodo tra Cinque e Seicento risale invece la Torre dell’Orologio che sormonta la Porta civica, una delle antiche vie d’accesso al borgo.

A Palaia si respira l’amore dell’uomo per la sua terra. Un amore che ritroviamo nel Museo del Lavoro e della Civiltà Rurale di San Gervasio, ospitato in una casa contadina in stile fiorentino del Settecento. Il museo custodisce la preziosa memoria della civiltà contadina: tra gli oggetti più interessanti esposti, una macina a mano in pietra per il grano, una locomobile azionata a vapore risalente al tardo Ottocento e un telaio a tessere dello stesso secolo.

Da Palaia si può partire alla volta della campagna pisana per un’escursione nella natura. Il Parco della Valdera include i cinque comuni della zona: oltre Palaia, Capannoli, Peccioli, Lajatico e Terricciola. Lungo le strade bianche fiancheggiate dai filari di cipressi si attraversano i borghi di Colleoli, un antico castello oggi trasformato in residenza signorile, Villa Saletta – set cinematografico per eccellenza – e Toiano, piccolo centro disabitato immerso fra colline e profondi calanchi di sabba.

Da qui passa anche la Strada del Vino delle Colline Pisane. La tradizione vitivinicola della Valdera è antica almeno di sei secoli; già nel Quattrocento in vari documenti si parla dei vini prodotti fra le colline pisane. Il vitigno più diffuso è il Trebbiano Toscano, ma non mancano il Sangiovese, la Malvasia del Chianti e il Vermentico: da queste tre varietà nasce il Montescudaio Rosso, uno dei più notevoli DOC pisani, dal profumo intenso e fruttato. Accanto ai vini, nei dintorni di Palaia si può andare a caccia di tartufi. La zona è particolarmente ricca, tanto che in tempi recenti è stato fondato il Parco fluviale del tartufo, primo esempio in Italia di territorio per la salvaguardia del prezioso tubero.

Settembre è il mese speciale di Palaia. Il 20 del mese il borgo sarà il teatro della tradizionale Festa medioevale organizzata dal locale comitato storico: sbandieratori e musici in costume d’epoca sfileranno per Palaia, che per l’occasione accoglierà una mostra di antiquariato e numerose presentazioni di prodotti tipici.

Nella strada principale del borgo medioevale potrete decidere di soggiornare all’Antica Dimora Leones, dimora gentilizia del Settecento. Qui potrete bearvi dei colori e dei profumi speciali della Toscana di fine estate. Le camere della residenza si richiamano alle tinte e alle tradizioni del territorio pisano: finiture di pregio, pavimenti in cotto antico, camini in pietra e volte con mattoni a vista. Alle pareti, quadri e stampe antiche, affreschi originali dell’Ottocento, preziosi pezzi d’antiquariato per un soggiorno da veri signori d’altri tempi. Il momento più bello della giornata sarà però la colazione, servita nell’antica scuderia della dimora o nel giardino, sotto al glicine secolare; i sapori perduti della Toscana rurale sapranno mettervi subito di buon umore.  Per il relax, sotto alla volta della cisterna settecentesca, avrete modo di provare la grande vasca idromassaggio.

A pochi chilometri dall’Antica Dimora Leones, in direzione Firenze, troverete il borgo di San Miniato, centro posto fra il capoluogo toscano e Pisa, famoso per il cuoio, per i tartufi bianchi e per la possente Rocca di Federico II, costruzione turrita simbolo della città. In direzione opposta, verso la campagna senese si può arrivare fino alle mura dell’etrusca Volterra o si può percorrere la strada che da Palaia conduce a San Gimignano, ritenuta fra le più belle del mondo. Sarebbe un peccato non percorrerla. San Gimignano è famosa per le sue torri medioevali. Nel tempo, il borgo ha saputo conservare quasi intatto il suo aspetto tardo duecentesco, tanto da meritarsi il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La Toscana è anche questa.

Borgo di Palaia visto dall’alto    Palaia Torre dell’Orologio    Villa Saletta     Antica Dimora Leones - Giardino

Antica Dimora Leones - Sala del camino    Antica Dimora Leones - Sala delle colazioni    Antica Dimora Leones - Camera    Le torri di San Gimignano

8 settembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Una visita a Lucca, la città della musica, dell’arte e delle cento chiese

Lucca - Vista dall’alto del centro storico

Chi ama l’Italia e il suo patrimonio artistico non può evitare, una volta almeno nella vita, l’incontro con Lucca. Certo, per estensione non è e non sarà mai fra le più grandi città d’arte del Belpaese, ma quel che si può vedere a Lucca siamo sicuri che non lo troverete in alcun altro luogo d’Italia né d’Europa. Raccontare Lucca vuol dire parlare anzitutto della sua cinta muraria, famosa in tutto il mondo per una peculiarità: si tratta infatti di uno dei pochi esempi di mura rinascimentali ancora perfettamente intatte.

La cinta cela ai nostri occhi il tesoro dell’antica città descrivendo tutt’attorno al centro storico un grande perimetro lungo oltre quattro chilometri, oggi percorso da una piacevole passeggiata ombreggiata da grandi alberi secolari. Eretto per scopi difensivi più volte nel solco delle più antiche fortificazioni di età romana, il complesso è stato ricostruito più volte, l’ultima tra Cinque e Seicento. Da allora le mura non sono state più toccate; attraverso una delle loro sei porte dovrete passare per accedere al centro storico.

Oltre i tetti cittadini spiccano le sagome della Torre Guinigi e della Torre delle Ore, la prima eretta verso il Trecento, la seconda commissionata dal consiglio comunale lucchese. Lucca non è soltanto nota per le sue mura rinascimentali; molti la conoscono infatti come “la città delle cento chiese”. Non saranno proprio cento, ma certo il centro storico accoglie un gran numero di edifici religiosi. Il maggiore è ovviamente il Duomo, altrimenti conosciuto come Cattedrale di San Martino, un complesso architettonico di stampo medioevale con contaminazioni rinascimentali; al suo interno, potete ammirare i capolavori artistici di Nicola Pisano, Tintoretto e di Jacopo della Quercia. Se amate l’arte pittorica vi consigliamo anche una visita alla Pinacoteca Nazionale di Palazzo Mansi, uno dei palazzi signorili più lussuosi dell’ultimo Cinquecento. La collezione conservata al suo interno presenta opere di Guido Reni, Jacopo Pontormo, del Bronzino e del Tintoretto. Le fastose sale si susseguono in un trionfo di arredi originari: di notevole impatto visivo è la Camera degli Sposi, di chiara impronta barocca.

Il corso principale di Lucca è via Fillungo, la strada che taglia da sud a nord il centro storico e introduce ai più bei palazzi medioevali e rinascimentali di tutta la città. Percorrendola arriverete allo sbocco di Piazza dell’Anfiteatro, oggi Piazza del Mercato, luogo ove un tempo si trovava l’antico anfiteatro romano. Oltre al nome, di quel monumento storico la piazza conserva anche la caratteristica forma ellittica. Potete accedere a Piazza dell’Anfiteatro da una delle sue quattro porte; varcata una di queste soglie, vi troverete nel bel mezzo di un arredo urbano d’altri tempi, puntellato da numerosi e accoglienti ristoranti e botteghe di pittori e artisti locali.

Il nostro breve tour nel centro storico di Lucca non sarebbe completo senza Piazza Napoleone, che i lucchesi chiamano Piazza Grande. Si tratta senza dubbio dello spazio più monumentale di tutta la città, tanto da ricordare le grandi places parigine. Non a caso, perché la sua forma attuale deriva dai lavori commissionati da Elisa Bonaparte Baciocchi nell’Ottocento, in memoria del fratello Napoleone Bonaparte. Piazza Napoleone è da sempre il fulcro della vita politica lucchese e ancora oggi non ha perso questa sua vocazione. Su questa distesa abbellita dal perimetro alberato si affaccia Palazzo Ducale, attuale sede della provincia, non meno monumentale dell’adiacente piazza. Accanto a Piazza Napoleone c’è Piazza del Giglio con il Teatro omonimo, ogni anno, a partire dalla stagione autunnale, sede di una ricca e curata programmazione di spettacoli di prosa, lirica, musical e danza.

La musica fa parte a pieno titolo della storia di Lucca, se non altro perché la città ha dato i natali a Giacomo Puccini, il più importante compositore d’opera fra Otto e Novecento. Tutta Lucca renderà omaggio a Puccini martedì 13 settembre, giorno in cui sarà nuovamente aperta al pubblico la casa natale del maestro sita in Corte San Lorenzo, a conclusione di una serie di lavori di restauro. Il museo allestito nella dimora conserva cimeli, lettere autografe, foto d’epoca e una collezione di lavori giovanili di Puccini.

Siete cultori della musica jazz? Da non perdere gli appuntamenti di Universo Jazz Club, una rassegna completa dell’universo jazz: sei appuntamenti in programma tra ottobre 2011 e marzo 2012. Tutti i concerti saranno eseguiti nella splendida cornice dell’Hotel Universo, dimora di charme affacciata su Piazza del Giglio. L’Hotel Universo può essere ritenuto a pieno titolo uno dei monumenti storici della Lucca ottocentesca. Le sue camere guardano su tre lati diversi della città: da una parte il Duomo, dall’altro lato Piazza Napoleone e davanti Piazza del Giglio. I più grandi nomi della lirica e del teatro di scena al Giglio  soggiornarono nelle eleganti stanze dell’Hotel Universo. Nella galleria degli ospiti illustri scesi all’Hotel Universo spiccano intellettuali del calibro di Giuseppe Ungaretti, Guido Ceronetti e Theodor Adorno, musicisti e compositori come Pietro Mascagni e Giacomo Puccini – che pernottò all’Universo nel settembre del 1907 – e il grande trombettista americano Chet Baker.

Se volete rivivere i grandi fasti del primo Novecento provate la Junior Suite Old Style, con vista sul Teatro cittadino, corredata da un salotto privato e da splendidi arredi d’epoca. Modernità e stile unico li troverete nelle Camere Deluxe, grandi ambienti composti da morbidi tendaggi, parquet e travi in legno a vista, con affacci sul lato più tranquillo dell’hotel. Lucca e i suoi tesori sono appena fuori e attendono solo voi.

Passeggiata sui bastioni delle mura    Torre dei Guinigi    Cattedrale di San Martino    Piazza dell’Anfiteatro

Piazza del Giglio    Hotel Universo - Prospetto su Piazza del Giglio    Hotel Universo - Interno    Hotel Universo - Camera Deluxe

7 settembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Monteriggioni e la Montagnola Senese per assaporare il fascino del Medioevo

Monteriggioni - Veduta dall'alto

[…] però che, come su la cerchia tonda / Monteriggion di torri si corona, / così la proda che ‘l pozzo circonda / torreggiavan di mezza persona / li orribili giganti […]

La sua imponenza impressionò a tal punto Dante da ispirargli questa famosa similitudine contenuta in una terzina del XXXI canto dell’Inferno. Il borgo fortificato di Monteriggioni non ha eguali in tutta la Toscana. Una cinta muraria di forma tondeggiante eretta nel Duecento abbraccia tutt’oggi la sommità del colle conosciuto come monte Ala, circondato da coltivi di olivi e vigne. Ci troviamo nella campagna senese, a metà strada fra la città del Palio e Colle Val d’Elsa, sulla storica Via Francigena, la strada dei pellegrini che da Canterbury scende alla volta di Roma.

Dal colle svettano quattordici torri di forma quadrangolare protette da alte mura percorse alla loro sommità da un cammino di ronda che corre lungo i 570 metri del perimetro fortificato, ancora oggi percorribile; dal camminamento potrete ammirare il borgo da una prospettiva inedita, oltre che cogliere incantevoli panorami sulle campagne del Chianti e della Valdelsa. Fondato nel secondo decennio del Duecento dalla Repubblica di Siena quale avamposto difensivo contro le mire espansionistiche della rivale Firenze, il castello di Monteriggioni perse questa sua funzione nel Cinquecento, quando passò con tutto il Senese sotto il controllo dei fiorentini.

Monteriggioni è un piccolo angolo di Medioevo, assolutamente delizioso. Al borgo turrito vi si accede per due porte, la Porta di San Giovanni rivolta verso Firenze e la Porta Franca, o Romea, sulla strada per Siena. Dalla seconda si raggiunge subito il cuore del borgo medioevale, Piazza Roma, sulla quale si affaccia la Chiesa di Santa Maria Assunta e la sede del Museo, con una serie di sale che ripercorrono la storia del borgo, attraverso cimeli storici dell’età medioevale e rinascimentale; intorno alla piazza si sviluppa l’abitato, un piccolo reticolo di caratteristiche viuzze contornate da case in pietra a vista, piccoli giardini e orti che un tempo contribuivano a sfamare la popolazione in caso di assedio.

Oltre queste mura, si schiude un paesaggio incantato, scelto da numerosi registi quale scenario per le riprese di spot pubblicitari e celebri film – fra i tanti, nelle campagne di Monteriggioni vennero girate alcune sequenze de Il gladiatore di Ridley Scott. Questa parte di Toscana prende il nome di Montagnola Senese, una delle aree collinari più importanti della provincia. Tutta la zona è solcata da una serie di percorsi naturalistici immersi nel verde, molti dei quali percorribili anche a cavallo o in mountain bike. Qua e là macchie di vegetazione sono sormontate da esemplari di lecci, cerri, carpini e castagni, oltre i quali si aprono improvvisamente splendide radure talora coltivate a vigna e piccoli colli presidiati da castelli, pievi, ville e borghi che ancora sanno raccontare la bellezza di questa terra. Dal recupero di uno di questi, ecco un relais quattro stelle per le vostre vacanze in Toscana. Si chiama Borgo San Luigi e si trova fra Monteriggioni e Colle Val d’Elsa, a pochi passi dalle più famose tenute agricole produttrici dei rinomati Chianti e Brunello.

Borgo San Luigi ricorda in tutto e per tutto un’antica residenza nobile di campagna, con in più – cosa non da poco – un parco incontaminato di oltre 60 mila metri quadrati, abbellito da giardini e splendidi angoli ombreggiati da grandi esemplari di piante secolari. Il relais si compone invece di cinque diversi caseggiati risalenti al Seicento, all’interno dei quali si trovano le camere, rifinite con pavimenti in cotto toscano e arredate con romantici letti a baldacchino. Ogni sistemazione offre un corredo di comfort di elevato standard qualitativi e la maggior parte è completa di terrazze, balconi o giardini privati.

In questa incredibile location troverete tutto quel che occorre per un grande matrimonio o un meeting di lavoro, a cominciare da uno staff di professionisti sempre a vostra disposizione. Borgo San Luigi ha al suo interno un centro congressi – fino a trecento persone – e tante sale per i ricevimenti. Ma l’estate e la piscina nel parco con bar annesso invitano all’aperto, per un aperitivo o per un semplice pomeriggio di relax addolcito da uno detanti massaggi a disposizione. Non uno ma due ristoranti, La Limonaia e Il Gazebo – quest’ultimo affacciato sulla piscina – vi offriranno ambienti esclusivi e sapori gourmet accompagnati dai grandi vini autoctoni e dalle etichette internazionali della cantina.

Scorcio nel borgo     Chiesa di Santa Maria Assunta a Monteriggioni     Una via del borgo di Monteriggioni    Borgo San Luigi Relais

Borgo San Luigi Relais - Bar     Borgo San Luigi Relais - Camera Deluxe    Borgo San Luigi Relais - Parco    Borgo San Luigi Relais - Vista dall’alto

17 agosto 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Vacanze in Maremma a Ferragosto: mare, natura e la rievocazione storica del Balestro del Girifalco

Un tratto di costa della Maremma

Un tempo era terra di paludi, briganti e mandriani. Oggi la Maremma è accoglienza, natura incontaminata e uno spazio sterminato popolato di colori, a cominciare da quelli della sua terra e del suo mare, uno dei più cristallini d’Italia.

Il rispetto per la natura qui è un fatto serio: basta contare le tante riserve naturali; la più grande è il Parco Naturale Regionale della Maremma, una delle prime zone protette in Italia, senza dimenticare il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, con le isole del Giglio e di Giannutri, le piccole perle toscane del Mar Tirreno.

La costa maremmana non è mai uguale a se stessa: basta scivolare verso sud e percorrerla tutta d’un fiato per accorgersene. S’incontrerà prima il Golfo di Follonica, poi la costa di Capalbio, centro del grossetano conosciuto come la “piccola Atene”. Si prosegue fino al Monte Argentario, per arrivare infine a Castiglione della Pescaia. Con una vacanza sul mare della Maremma non potete certo sbagliare. Le sue acque possono vantare la Bandiera Blu, marchio internazionale che certifica la gestione sostenibile e rispettosa del territorio e dei suoi mari. Se percorrerete il litorale maremmano, troverete spiagge sabbiose protette da grandi pinete, ideali per le vacanze in famiglia con bambini.

Verso l’entroterra l’incanto della natura non abbandona la Maremma. Alla pianura fanno seguito le dolci colline e un paesaggio rurale straordinario. Non incontrerete mai grandi città. In Maremma l’uomo è rimasto legato alla sua terra, proteggendola e amandola in ogni momento della sua esistenza. Così, fra le colline metallifere grossetane, s’incontrano piccoli borghi medioevali.

Il centro principale di questa parte di Maremma è Massa Marittima. Il suo nome inganna, ma il mare dista pur sempre venti chilometri. Se passeggerete per le sue vie,  fra i numerosi edifici storici di Massa Marittima, avrete modo di ammirare stupendi scorci panoramici sulla campagna e sul mare in lontananza. Cuore del borgo è la piazza a forma stellata con la Cattedrale dedicata a San Cerbone, edificio in stile romanico pisano, risalente al Duecento. Accanto sorgono l’antico Palazzo del Podestà, il Palazzo dei Conti di Biserno e il Palazzo Comunale del Trecento, frutto dell’unione di diverse case e torri duecentesche.

Se capiterete in Maremma e a Massa Marittima verso Ferragosto, vi consigliamo di non perdervi l’edizione numero 107 del Balestro del Girifalco, in programma nella serata di domenica 14 agosto nella Piazza del Duomo. Si tratta di una delle più folcloristiche rievocazioni storiche di tutta la Toscana: i rappresentanti dei tre Terzieri di Massa Marittima si sfidano in una gara di tiro al bersaglio con la balestra antica italiana. La competizione è preceduta dalla sfilata in costume di oltre 150 figuranti in costume medioevale e con gli sbandieratori della Compagnia Sbandieratori e Musici Massetani.

Fra i tanti palazzi e dimore storiche di Massa Marittima, spicca La Fenice Parkhotel, un hotel di charme ospitato nel borgo medioevale, nato dal recupero sapiente di una costruzione ottocentesca. È un luogo speciale sia per chi desidera concedersi una vera vacanza di relax, sia per chi cerca l’opportunità di un soggiorno attivo.

Per chi ama il dolce far niente ci sono il giardino e la piscina, oltre ad un ricco catalogo di massaggi rilassanti; il benessere è possibile anche in camera: basta scegliere la suite con sauna ad infrarossi privata. Per i secondi, le possibilità sono infinite: il golf, con due campi a 18 buche in prossimità di Massa Marittima; gite in bicicletta, magari lungo uno dei tanti itinerari enogastronomici offerti da questa parte di Maremma; l’equitazione in uno dei maneggi locali, per un’intera  giornata o qualche ora vissute come un vero cowboy.

La Fenice Park Hotel è una dimora speciale per i bambini: il suo staff accoglie da sempre i suoi piccoli ospiti con tariffe e condizioni speciali; tutte le suite di questo hotel di charme sono ampie e pensate proprio per le famiglie con bambini, che potranno dare libero sfogo alla loro voglia di giocare anche a Il Cavallino Matto, il parco divertimenti più verde che c’è.  A pochi chilometri da La Fenice Parkhotel, poi, ci sono il mare e lunghi litorali di spiagge incontaminate. Tutto quello che serve per una vera vacanza in Maremma.

Spiaggia Cala del Gesso al Monte Argentario    Girasoli nella campagna della Maremma    Corteo storico del Balestro del Girifalco a Massa Marittima    Sbandieratori in azione a Massa Marittima

La Fenice Parkhotel - Colazione in giardino    La Fenice Parkhotel - Piscina    La Fenice Parkhotel - Camera    La Fenice Parkhotel - Relax in giardino

3 agosto 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Medioevo a Borgo Il Poggiaccio: cena e spettacolo con danzatrici e giullari dell’Età di Mezzo

Borgo Il Poggiaccio - Dimora storica in provincia di Siena

Cantanti e giullari. Danzatrici e combattimenti tra armati. Quanto vi affascina il Medioevo? A Borgo Il Poggiaccio, nel magnifico contesto di un autentico borgo del Trecento, tra Siena e San Gimignano, potrete vivere una serata a ritroso nel tempo.

Il Ristorante La Cantina del Poggiaccio vi invita sabato 28 maggio per una cena in un ambiente magico e raffinato. Tra le colline senesi, lontani dai rumori della città, in un contesto naturale dal fascino ineguagliabile, davanti ai vostri occhi scorreranno scene di vita, amori e duelli medioevali, frati e briganti disturbatori, in un’imperdibile rievocazione storica con cena abbinata. La cucina è quella toscana, fatta d’ingredienti semplici esaltati in piatti ricchi di sapori e sfumature.

Menu della serata

Aperitivo della casa

Terrina di zucchino in fiore pecorino con pomodoro, basilico e insalatina di spinaci

Ravioli maremmani con ragù d’anitra
Risotto all’ortolana

Peposo alla Toscana con finocchi gratinati

Mousse all’arancia su biscotto di riso e cioccolato con frutta fresca

25 euro a persona con prenotazione entro il 26 Maggio
30 euro a persona dopo il 26 Maggio

Possibilità di noleggiare costumi per la serata (indicare la propria taglia al momento della prenotazione).

Info e prenotazioni
Residence Borgo il Poggiaccio
tel. +39 0577 34403
fax +39 0577 345466
www.borgoilpoggiaccio.it
info@borgoilpoggiaccio.it

19 maggio 2011  |  categoria: News  |  leggi tutto »

Un viaggio nel Medioevo di Siena: Palio, torri, palazzi e una dimora di charme nel centro storico

Panorama del centro storico di Siena

Dalla torre cade un suono di bronzo:
la sfilata prosegue fra tamburi che ribattono
a gloria di contrade…
…e lo stupore che invade la conchiglia del Campo…

Nel 1939 così ne scriveva in versi Eugenio Montale. Piazza del Campo è il cuore storico della città tra i colli toscani. Due volte l’anno – il 2 luglio e il 16 agosto – in essa si tiene il notissimo Palio di Siena, la competizione fra le contrade erede dell’antica giostra equestre di origini medioevali. Se è vero che i contradaioli vivono il Palio tutto l’anno, è in queste due giornate che Siena richiama a sé migliaia di appassionati e semplici turisti accalcati alle balaustre in legno di Piazza del Campo per attendere la fatidica mossa che darà il via alla Carriera. Le contrade colorano con i loro stendardi e bandiere la parte storica della città, sfilano per le sue vie rosse e brune, in una sfilata che è folklore allo stato puro.

Ma Siena il suo fascino sa conservarlo ed esibirlo in ogni stagione dell’anno. Fin dal 1995 il suo centro storico rientra tra i patrimoni dell’umanità scelti dall’Unesco. Il perimetro di Piazza del Campo è un magnifico scenario architettonico ondulato di palazzi in stile medioevale. A guardia della piazza c’è il Palazzo Comunale, testimonianza suprema dell’antica Repubblica di Siena, eretto nel primo Trecento quale nuova sede del Governo dei Nove. Al suo fianco, svetta alta e agile verso il cielo la Torre del Mangia, il campanile laico della sede comunale: se si conta anche il suo parafulmine, la costruzione raggiunge i 102 metri d’altezza, misura che la rende la seconda torre antica più alta d’Italia, superata solo dal Torrazzo di Cremona.

Palazzi, piazze, torri, logge, arcate e opere d’arte che raccontano la storia della città in un susseguirsi di sorprese e incontri inattesi. Il modo migliore per visitare Siena è seguirne la suddivisione in terzi del suo centro storico, ossia la parte di città entro il perimetro delle mura trecentesche: il Terzo di Camollìa, il Terzo di Città e il Terzo di San Martino. Del Terzo di San Martino, con Piazza del Campo, il Palazzo Comunale e la Torre del Mangia, già si è detto: è la parte di Siena sorta intorno all’antica via Francigena, percorsa dai viandanti penitenti per raggiungere Roma – San Martino era il santo protettore dei pellegrini. Più ad ovest inizia il Terzo di Camollìa, con l’omonima porta sulla strada che conduceva verso la storica rivale Firenze. Alle soglie del centro storico sorge la Fortezza Medicea: nei suoi bastioni anteriori si trova l’Enoteca Italiana, l’istituzione nazionale in fatto di presentazione dei vini e della loro degustazione.

La Pinacoteca Nazionale, con le opere dei maggiori artisti senesi, e il Duomo romanico-gotico sono due tra le principali attrazioni del Terzo di Città. Di particolare fascino è la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, in stile gotico fiorito, talora fiammeggiante: linee sinuose e slanciate si elevano al cielo in un tripudio di guglie e pinnacoli.

Abbandonare queste meraviglie sarebbe un peccato. Se decidete di soggiornare a Siena, nel suo centro storico troverete Campo Regio Relais. Siamo in via della Sapienza, una delle arterie principali della Siena medioevale: pochi passi dividono Campo Regio Relais da Piazza del Campo e dai maggiori monumenti storici della città. La dimora che ospita questo grazioso hotel di charme è conosciuta ancora oggi come “Palazzo Bastone Pappagallo”, per via della sua particolare forma architettonica; al palazzo si accede da un bel ingresso in stile cinquecentesco.

Soggiornare a Campo Regio Relais significa regalarsi una vista stupenda su tutta la Siena medioevale: da oriente a occidente, ecco spuntare la Torre del Mangia, la Cattedrale, il Santuario di Santa Caterina e la Chiesa di San Domenico. Sei camere, confortevoli e arredate con soluzioni di pregio. La più originale è la Camporegio 6, una matrimoniale superior con soffitto voltato a botte, travi antiche dipinte in delavè e un panorama straordinario sulla città: forme antiche e moderne si alternano con grazia in uno spazio definito da pareti di cristallo e mobili in stile Impero. Altre cinque sistemazioni tra camere e suite attendono di essere scoperte, insieme al bar d’atmosfera, all’elegante salone e alla terrazza comune affacciata sulla chiglia del Duomo. Chi volesse, può partecipare ai corsi di cucina negli spazi attrezzati dell’appartamento all’ultimo piano della dimora storica.

Piazza del Campo con il Palazzo Comunale e la Torre del Mangia    Sfilata delle contrade in una via del centro storico di Siena    Un momento del Palio di Siena    Duomo di Siena

Vista panoramica su Siena dalla terrazza di Campo Regio Relais    Campo Regio Relais - Suite Camporegio 6    Campo Regio Relais - Suite Camporegio 5    Campo Regio Relais - Salone

28 aprile 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »