Si parla di “vacanze in toscana”

Itinerario nella Toscana rinascimentale, un inedito percorso da Empoli a Lucca

Lucca - Piazza dell'Anfiteatro

Chi non ama la Toscana? I profili arcuati dei suoi colli e il verde delle sue campagne. Il patrimonio d’arte e di cultura delle sue città. La varietà di paesaggi e di musei. Questo che vi proponiamo oggi è un itinerario da Empoli a Lucca, nelle terre del Rinascimento toscano. Empoli è la nostra tappa di partenza. La città si trova nel Valdarno inferiore, a pochi chilometri da Firenze, lungo l’Arno che punta verso il mare. L’area empolese è ricca di produzioni di eccellenza. La più famosa è quella del vetro, forte di una tradizione artigianale lunga almeno sette secoli. Famoso in tutto il mondo è il vetro verde empolese, utilizzato soprattutto per l’imbottigliamento dei vini toscani, ma è rilevante e pregevole anche la produzione artistica. Il Museo del Vetro, ospitato nei locali storici del Magazzino del Sale, in pieno centro storico, ripercorre le tappe più significative della storia del vetro.

L’edificio più noto della città è però la Collegiata di Sant’Andrea, dall’inconfondibile facciata in marmo bianco e verde. L’adiacente Museo della Collegiata conserva opere di Filippo Lippi, Masolino, Rossellino e di altri maestri del Quattro e Cinquecento. Il pittore empolese più celebre fu Jacopo Carrucci, altrimenti noto come il Pontormo. Sue sono le due tavole con San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo custodite nella chiesa parrocchiale di San Michele a Pontorme, il quartiere più orientale della città. Al civico 97 di via Pontorme è ancora visitabile la casa natale dell’artista.

Un quarto d’ora di strada da Empoli basta per raggiungere Vinci, la città di Leonardo, genio indiscusso del Rinascimento. I luoghi leonardiani sono più d’uno. Iniziamo la visita dalla casa natale: si trova a soli tre chilometri da Vinci, in località Anchiano. Al suo interno, una mostra didattica permanente con una mappa del Valdarno disegnata da Leonardo. A Vinci visitiamo il Museo Leonardiano, collocato in due diverse sedi, la Palazzina Uzielli e il Castello dei Conti Guidi. Il museo espone una prestigiosa collezione di macchine e modelli realizzati a partire dagli schizzi e dagli studi di Leonardo.

Da Vinci riscendiamo a Empoli e arriviamo a Fucecchio. Il suo borgo s’erge su un colle del Valdarno inferiore, il Poggio Salamartano, ancora oggi dominato dalle antiche torri del castello. A Fucecchio accorrono turisti da tutto il mondo. Il motivo? Qui nacque il più grande giornalista del Novecento, Indro Montanelli. La casa di famiglia, Palazzo Doddoli Costagli, si affaccia da un lato su Piazza Garibaldi, e dall’altro, verso il giardino, sul panorama infinito del Valdarno. A pochi metri si trova il Palazzo della Volta, sede della Fondazione Montanelli Bassi, istituita nel 1987 per volontà dello stesso giornalista. Al suo interno, una ricca documentazione di tutte le opere, degli articoli e degli scritti montanelliani, una biblioteca e una ricostruzione accurata degli studi milanese e romano di Montanelli, con tanto di Lettera 22, strumento di lavoro inseparabile del giornalista. Nei dintorni del borgo sono da vedere il cinquecentesco Ponte Mediceo di Cappiano e il Padule di Fucecchio, una fra le più grandi aree umide d’Italia, oasi naturale ricca di flora e fauna tipica.

Meno di un’ora di strada ci porta all’ultima tappa del nostro viaggio. Lucca è una graziosa città d’arte, un autentico tesoro dell’arte e dell’architettura rinascimentale. Rinascimentali sono le sue mura difensive, ancora intatte. Sui bastioni si snoda una lunga passeggiata ombreggiata da alti alberi secolari. Superata la cinta, entriamo nella città delle cento chiese. La maggiore è la Cattedrale di San Martino, medievale ma con alcuni inserti rinascimentali. Nel Duomo possiamo ammirare alcuni capolavori di Tintoretto, Jacopo della Quercia e di Nicola Pisano. Via Fillungo, il corso principale della città, c’introduce ai più eleganti palazzi medievali e rinascimentali lucchesi. In uno di questi, Palazzo Mansi, si trova la Pinacoteca Nazionale, un’ampia collezione di capolavori di Guido Reni, del Veronese, del Pontormo, del Bronzino e del Tintoretto, per citarne solo alcuni. Al termine di via Fillungo ecco spuntare la sagoma ellittica di Piazza dell’Anfiteatro, altrimenti nota come Piazza del Mercato.

Il nostro peregrinare per le vie della città presto o tardi ci condurrà in Piazza Napoleone. Si tratta della parte più moderna del centro storico lucchese: la sua forma monumentale e squadrata, tipicamente francese, risale al primo Ottocento. Su questo grande spazio si affaccia il Palazzo Ducale; al suo fianco, Piazza del Giglio, con l’omonimo teatro consacrato alla lirica e agli spettacoli di prosa. In Piazza del Giglio si trova anche l’Hotel Universo, esclusiva residenza signorile, già locanda nel 1850 e hotel a partire dal 1857. Dalle sue camere, splendide vedute sul Duomo, su Piazza Napoleone e sul Teatro del Giglio. Lo stile classico e tradizionale delle sue stanze ben si abbina ai comfort moderni a disposizione degli ospiti. Frequentato dai più grandi nomi della lirica e del teatro nazionale e internazionale, l’Hotel Universo vi racconterà un tratto dell’incredibile storia di Lucca e della Toscana.

Empoli - Collegiata di Sant’Andrea    Anchiano - Casa natale di Leonardo    Vinci - Museo Leonardiano    Panorama di Fucecchio e del Valdarno

Lucca - Cattedrale di San Martino    Lucca - Hotel Universo    Hotel Universo - Camera Superior    Hotel Universo - Camera Deluxe

19 aprile 2012  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

Pasqua in Toscana, dalla Firenze rinascimentale al Chiantishire

Firenze al tramonto

Dopo aver visto cosa ci offre l’Umbria per la prossima Pasqua, oggi tocca alla Toscana. Che sia una città d’arte o le splendide campagne del Chianti, un castello o un boutique hotel, poco importa, perché la Toscana è bella sempre e ovunque. Nel periodo di Pasqua, nelle sue campagne sbocciano i mandorli in fiore e l’aria si riempie di quelle fragranze tipiche della primavera. Firenze, la Maremma, il Chiantishire. Ecco qualche proposta per trascorrere la prossima Pasqua in Toscana a prezzi molto vantaggiosi.

L’arte di Firenze…

L’Hotel Il Guelfo Bianco vi invita a Firenze per visitare il suo incredibile patrimonio di bellezze artistiche. La dimora è nel pieno centro della città, a pochi passi dal Duomo e dal campanile di Giotto. L’offerta speciale proposta prevede un soggiorno di almeno tre notti con colazione buffet inclusa, welcome drink e pranzo di Pasqua nell’esclusivo caffè bistrot Il Desco. Per finire, una guida turistica originale, con tante curiosità sui tesori artistici di Firenze. Cos’altro serve per visitare una delle più belle città al mondo?

… o i colori del Chianti

Se cercate una Pasqua ricca di gusto e di relax, potete scommettere sul Chianti e sul Borgo di Vèscine. La residenza vi aspetta a Radda in Chianti, in provincia di Siena, con due offerte speciali. Il Borgo di Vèscine è un piccolo paese medievale adagiato fra i lievi colli della campagna toscana, giusto a metà strada fra Siena e Firenze. Le piccole case del borgo ospitano le camere e le suite, ognuna indipendente dall’altra. Le offerte speciali di Pasqua prevedono 3 pernottamenti in camera matrimoniale standard e upgrade in Deluxe previa disponibilità. E se prenotate 4 notti, la prima è scontata del 50%. In più, il pranzo pasquale, degustazioni di vino, ricche colazioni a buffet, una bottiglia di Prosecco in omaggio e tante dolcezze pasquali, anche per i piccoli ospiti.

Nel castello millenario

Proprio così, Dimore D’Epoca vi offre la possibilità di trascorrere la vostra Pasqua in un vero castello millenario a prezzi speciali. Il Castello di Tornano si trova a Gaiole in Chianti. Per raggiungerlo dovrete attraversare l’ameno paesaggio della campagna toscana, le ondulate creste delle colline carezzate dalle fronde dei cipressi, fra vigneti e ulivi. L’offerta di Pasqua del Castello di Tornano prevede soggiorni di charme in eleganti suite e appartamenti all’interno del maniero o nella vicina casa colonica. Tutte le proposte includono prima colazione e pranzo di Pasqua.

La Maremma per Pasqua

Per chiudere in bellezza, ecco l’offerta speciale di La Fenice Parkhotel, raffinato albergo nel borgo di Massa Marittima, in provincia di Grosseto. Potete scegliere di soggiornare in qualunque tipologia di camera, dalle comfort all’esclusiva suite benessere con sauna a infrarossi privata. L’offerta prevede due pernottamenti, ricche colazioni a buffet, una bottiglia di Prosecco di benvenuto e un piccolo omaggio al vostro arrivo. Fuori, vi attende la Maremma, i siti etruschi di Vetulonia e Populonia e tanti itinerari eno-gastronomici.

Hotel Il Guelfo Bianco - Firenze    Hotel Il Guelfo Bianco - Camera    Borgo di Vèscine - Radda in Chianti    Borgo di Vèscine - Camera

Castello di Tornano - Gaiole in Chianti    Castello di Tornano - Camera    La Fenice Parkhotel - Massa Marittima    La Fenice Parkhotel - Camera

13 marzo 2012  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Il Borgo di Vèscine, dove il Chianti sorprende sempre

Borgo di Vèscine

Nella vallata del Chianti non manca proprio nulla. Arte, cultura, natura e un vino di fama internazionale che da questa parte di Toscana ha preso il nome. Il Chiantishire, come lo chiamano scherzosamente i turisti inglesi, più numerosi qui che in qualunque altra parte d’Italia, è un ondulato paesaggio fatto di colline perlopiù lievi, ricoperte da fitte selve di querce e castagni. L’uomo ha lavorato sodo nei secoli per ricavare fra queste terre lo spazio necessario per i suoi vigneti, che corrono di colle in colle, talora interrotti da una piccola pieve, da un castello o da un piccolo borgo, retaggio dell’età medievale. Il Chianti non hai mai perduto la sua identità di territorio a vocazione agricola: la modernità è arrivata poco a poco, a piccoli passi, il che non ha guastato l’essenza delle campagne e del paesaggio, bello e gravido di colori come solo in poche altre parti della Toscana.

La mano dell’uomo nel Chianti, più che distruggere, ha consentito la conservazione e il recupero delle memorie storiche, culturali e naturali del territorio. È successo anche nel Borgo di Vèscine, minuscolo e grazioso villaggio del Duecento, divenuto relais e azienda agricola di proprietà della famiglia Paladin. Vèscine è a metà via fra Radda e Castellina in Chianti, a pochi chilometri da Siena e da Firenze, in posizione panoramica sulla verde vallata del Chianti, dove si produce il Classico “Gallo Nero”, il vero Chianti a denominazione DOCG. Le antiche abitazioni del Borgo di Vèscine sono diventate le camere e le suite del relais. Fuori ammiccano con i loro muri in pietra a vista, i tetti spioventi e l’edera che s’arrampica e colora di verde il piccolo villaggio. Dentro, il tocco lieve della modernità ben si sposa con le travi in legno a vista e i pavimenti in cotto. Tutt’intorno, il grande parco che abbraccia il borgo e che guarda verso il panorama ondulato delle colline.

Nel Borgo di Vèscine non ci s’annoia mai. Il relais offre ai suoi ospiti un ricco ventaglio di attività. In estate ci sono la meravigliosa piscina panoramica e il campo da tennis privato. Il Chianti è il luogo perfetto per lunghe passeggiate a cavallo fra vigneti e boschi, o per un’escursione a piedi o in mountain bike. Ma non si viene in Chianti solo per praticare sport. Questa è la terra del vino italiano più famoso nel mondo. Nell’enoteca del borgo potrete sorseggiare il Chianti di Vèscine e i vini veneti delle cantine Paladin e Bosco del Merlo.

Per scoprire i vini e i sapori toscani c’è la graziosa terrazza panoramica e il ristorante tutto dedicato alla cucina chiantigiana. La cucina toscana è povera ma generosa, armonica e speciale. Le pietanze servite accanto al caminetto quando fa freddo, o all’aperto in estate, sono accompagnate dall’olio extravergine di oliva prodotto in azienda e dai superbi vini Chianti Classico e Chianti Classico Riserva. Lo chef segue le preparazioni di tutti i piatti e dà un tocco personale alle antiche ricette di queste terre. E se vorrete, potrete cimentarvi in un corso di cucina, preparare una cena tipica toscana e farvi deliziare dai sapori unici del Chianti.

Il Borgo di Vèscine vi aspetta dal 5 aprile per farvi scoprire tutta la magia di una vacanza in Toscana. Perché il Chianti non è buono solo da bere.

Borgo di Vèscine - Camera    Borgo di Vèscine - Camera    Borgo di Vèscine - Ristorante    Borgo di Vèscine - Piscina panoramica

Borgo di Vèscine - Camera    Borgo di Vèscine - Soggiorno    Borgo di Vèscine - Veduta notturna    Borgo di Vèscine - Chianti Classico

28 febbraio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Un itinerario romantico a Firenze, nei luoghi che hanno ispirato grandi amori / 2

Panorama di Firenze dai Giardini di Boboli

Prosegue il nostro viaggio nella Firenze romantica, lungo un itinerario insolito, nei luoghi che hanno visto la nascita di grandi amori tra alcuni dei personaggi che hanno scritto la storia della città.

La prima parte del nostro viaggio terminava accanto al Ponte Santa Trinità, sul Lungarno. Da lì ripartiamo imboccando la vicina via de’ Tornabuoni, un lungo viale che passa accanto a Palazzo Strozzi e ci conduce a via de’ Rondinelli. All’angolo tra via dei Banchi e via del Giglio ci imbattiamo in Palazzo Mondragone: qui, durante una festa, ebbe inizio la storia d’amore più famosa di Firenze, quella tra Francesco I de’ Medici e Bianca Cappello. Il loro fu amore a prima vista, nonostante Bianca, figlia di patrizi veneziani, fosse già sposata con il fiorentino Pietro Bonaventuri. Alla morte della consorte del Granduca, Francesco sposò Bianca. La donna si trovò al centro di numerosi intrighi mai chiariti; pure la sua morte conserva un che di misterioso, poiché avvenne a distanza di un giorno da quella di Francesco, nel 1587.

La chiaccheratissima storia d’amore tra il Granduca e Bianca Cappello ebbe come sfondo anche un altro palazzo. Se ritorniamo sui nostri passi e riattraversiamo il Ponte Santa Trinità, arriviamo a percorrere in Oltrarno via Maggio. Al civico 26 sorge il Palazzo Bianca Cappello. La dimora, dalla bella facciata decorata a graffito, venne fatta costruire da Francesco I per la sua amante: fu scelta questa posizione perché molto vicina a Palazzo Pitti, l’allora residenza granducale. Il progetto venne commissionato all’architetto Bernardo Buontalenti, che con tale servigio si guadagnò la fiducia di Francesco, tanto da meritarsi poi il ruolo di scenografo e artista di corte.

Proseguiamo su via Maggio fino a percorrerla in tutta la sua lunghezza. Arriviamo così in piazza San Felice. Qui si trova Casa Guidi, casa-museo e scenario della storia d’amore tra un’altra celebre coppia, questa volta dell’Ottocento. In questa residenza vissero infatti Robert ed Elisabeth Barret Browning, celebri poeti inglesi che scelsero la fuga a Firenze per sfuggire al padre oppressivo di lei. Fu una storia d’amore lunga quindici anni, interrotta solo dalla morte di Elisabeth, avvenuta nel 1861. La tomba di Elisabeth Barret Browning si trova nel Cimitero degli Inglesi, in piazza Donatello. Due targhe apposte sulle facciate del palazzo ricordano Elisabeth: una, su via Mazzetta, riporta alcuni versi di lei; l’altra, su via Maggio, fu dettata da Niccolò Tommaseo.

Non meno intensa ma più tormentata fu la relazione amorosa tra Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse. Il Vate visse a Firenze dal 1889 al 1909 e di questo complicato idillio scrisse, su autorizzazione dell’amante, nel libro intitolato Il Fuoco, edito nel 1900. A Firenze i due presero residenza l’uno accanto all’altra. D’Annunzio si stabilì nella Villa Capponcina, nell’omonima via, traversa della strada che oggi porta il nome del poeta, nella piccola frazione di Settignano; la Duse scelse la vicina Villa Porziuncola.

Ritorniamo ora in città per l’ultima tappa del nostro itinerario, che non può che essere rappresentata da Palazzo Pitti e dai Giardini di Boboli. Il cortile del palazzo ospitò nei secoli addietro numerosi festeggiamenti, tra cui anche quelli per le nozze tra Ferdinando I de’ Medici e Cristina di Lorena nel 1589, oltre che numerosi intrighi amorosi. A dir poco romantici sono i Giardini di Boboli. Se volete ammirare un panorama eccezionale, raggiungete al loro interno il Giardino del Cavaliere: si tratta del punto più elevato di tutta l’area verde e da qui la vista si amplia fino ad abbracciare le colline di Arcetri. Tra gli ambienti più famosi del Giardino di Boboli c’è anche la Grotta del Buontalenti, immenso capolavoro dell’architettura manierista costituito da una serie di tre stanze entro le quali sono custodite le statue di Paride ed Elena, opera di Vincenzo de’ Rossi, e la fontana di Venere del Giambologna.

Firenze è sempre una scoperta, non importa se la vostra visita sia la prima o l’ultima di tante altre. Nelle sue vie, tra i suoi palazzi, accanto alle sue chiese e nei suoi giardini l’amore ha lasciato tracce indelebili che aspettano solo di essere colte.

Terminiamo il nostro itinerario suggerendovi il luogo per il vostro soggiorno. Speciale, perché nel cuore del centro storico fiorentino, a pochi passi da Piazza Duomo e dalla Cupola del Brunelleschi. L’Hotel Il Guelfo Bianco fonde in un perfetto equilibrio di forme e colori l’antico e il moderno, la passione per l’arte contemporanea e le atmosfere intime delle sue camere. Nel suo bistrot “Il Desco” si pranza alla fiorentina, con piatti al coltello e pasta fresca ogni giorno.

Palazzo Mondragone    Palazzo Bianca Cappello    Casa Guidi    Grotta del Buontalenti nei Giardini di Boboli

Hotel Il Guelfo Bianco - Facciata    Hotel Il Guelfo Bianco - Camera    Hotel Il Guelfo Bianco - Suite Appartamento    Hotel Il Guelfo Bianco - Bistrot Il Desco

16 febbraio 2012  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Un itinerario romantico a Firenze, nei luoghi che hanno ispirato grandi amori / 1

Ponte Vecchio a Firenze

D’accordo, San Valentino è appena passato. Ma chi l’ha detto che bisogna essere romantici solo il 14 febbraio? Noi vogliamo esserli sempre e per questo motivo vi proponiamo un itinerario romantico a Firenze, nei luoghi della città che nella Storia hanno ispirato grandi amori.

Partiamo da Ponte Vecchio, uno dei simboli di Firenze conosciuti in tutto il mondo. Forse non tutti sanno che la sua storia è legata a filo doppio a quella di Buondelmonte de’ Buondelmonti, giovane e bel nobile fiorentino che sul ponte venne ucciso nella Pasqua del 1215 per aver commesso un peccato d’amore.

Da Ponte Vecchio ci spostiamo sulla riva destra dell’Arno, attraversiamo Piazza della Signoria e arriviamo al cospetto di Palazzo Vecchio. Nel suo cortile potrete ammirare alcuni affreschi raffiguranti vedute di città austriache; li fece dipingere Cosimo I de’ Medici nel Cinquecento, in occasione delle nozze del figlio Francesco con Giovanna d’Austria, affinché la nuora non rimpiangesse troppo le sue terre d’origine. Cosimo de’ Medici fu uno degli ultimi sovrani illuminati di Firenze; grande mecenate, a lui si devono la creazione della Galleria degli Uffizi e il compimento dei Giardini di Boboli. Alla sua corte intervennero tutti i più grandi geni dell’epoca. Nel percorso museale di Palazzo Vecchio è incluso il Quartiere di Eleonora, progettato da Giorgio Vasari e decorato su commissione di Cosimo in onore della moglie Eleonora di Toledo; nelle sale dell’appartamento della Granduchessa sfilano le figure di donne virtuose, le Sabine, Ester, Penelope, Gualdrada.

Da Palazzo Vecchio percorriamo via de’ Cerchi e arriviamo in via Dante Alighieri, piccolo vicolo nel cuore della Firenze medievale. In questo angolo di città, di fronte alla Torre della Castagna, è ancora visitabile l’antica casa del sommo poeta, che qui vi nacque nel 1265. Proprio davanti alla Casa di Dante, ecco l’ingresso della Chiesa di Santa Maria de’ Cerchi; le ricostruzioni storiche narrano che fu proprio davanti a questa chiesa che Dante Alighieri s’innamorò di Beatrice Portinari. Nella chiesetta è presenta anche la pietra tombale di Beatrice, sotto cui i turisti lasciano bigliettini dedicati alla musa del poeta – fonti accreditate sostengono però che Beatrice sia stata sepolta nella Basilica di Santa Croce.

Un tempo il Lungarno era ben diverso rispetto ai dritti e ampi viali che lo percorrono oggi. All’altezza del Ponte Santa Trinità, all’angolo con via Tornabuoni, lungo il Palazzo Spini Feroni, fino all’Ottocento esisteva un arco, detto dei Pizzicotti; era abitudine che i ragazzi si appostassero in questo stretto passaggio alla domenica in attesa delle ragazze che uscivano dalla messa celebrata nella vicina Chiesa di Santa Trinità.

Tra le colline intorno a Firenze, a pochi chilometri dal centro storico, potete scegliere di soggiornare a Relais Villa Il Sasso. La residenza è ospitata in una meravigliosa villa trecentesca immersa nel verde, nei pressi del Golf Club dell’Ugolino. Oltre che soggiornare in una delle sue lussuose suite, su richiesta potete concedervi una cena romantica a lume di candela.

Se siete curiosi di conoscere la seconda parte del nostro itinerario tra i luoghi dell’amore a Firenze, non perdetevi il post di domani.

Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria    Casa di Dante    Lapide di Beatrice nella Chiesa di Santa Maria de’ Cerchi    Ponte Santa Trinità sull'Arno

Relais Villa Il Sasso - Giardino    Relais Villa Il Sasso - Piscina    Relais Villa Il Sasso - Camera Elegance Ciampolini    Relais Villa Il Sasso - Colazione

15 febbraio 2012  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Misteri, suspense, thriller? A Relais Torre Santa Flora i delitti si consumano a cena…

Relais Torre Santa Flora

Non è il consueto spettacolo teatrale né un banale gioco d’investigazione. Dimenticate la solita cena e preparatevi a calarvi nelle atmosfere dense di mistero di un giallo firmato Agatha Christie. Avete mai preso parte a una cena con delitto? A Relais Torre Santa Flora ogni fine settimana è dedicato agli appassionati del genere. Il weekend con delitto è entrato a pieno titolo fra le attrazioni proposte da questa elegante residenza d’epoca immersa nelle campagne del Casentino, in provincia di Arezzo.

Il weekend con delitto appassiona gli ospiti del relais, impegnati a risolvere enigmi e casi efferati di volta in volta proposti dagli attori. La cena con delitto prima di tutto è un gioco, un diversivo per trascorrere una serata alternativa e divertente. Tutto inizia con l’aperitivo: scoprirete una trama, un mistero. Sarà poi compito di tutti i presenti arrivare a svelare l’autore del delitto, raccogliere indizi, formare prove e arrivare alla soluzione del caso.

Quel che differenzia le cene e i weekend con delitto da qualunque altro spettacolo è proprio il coinvolgimento dello spettatore: ogni ospite diventa parte della messinscena, un personaggio della trama chiamato a recitare la sua piccola parte. Il divertimento è certo. Alle cene e ai weekend con delitto partecipano tutti, giovani e meno giovani, coppie e single, timidi ed esibizionisti. Ideali per festeggiare un compleanno, un anniversario o un addio al celibato o nubilato, le cene con delitto sono una specialità di Relais Torre Santa Flora fin dal 1996.

Ma in questa  residenza storica non troverete solo spettacoli e misteri. A Relais Torre Santa Flora non manca nulla per uno short break o una lunga vacanza di relax. Iniziamo dalla sua Private Spa ricavata in una vera grotta medievale; è ad uso esclusivo per due persone per un’ora e mezzo e occorre prenotarla prima del vostro arrivo: al suo interno troverete tutto, dal bagno turco con talassoterapia alla vasca idromassaggio realizzata in marmo travertino, dalla cromoterapia alle docce emozionali.

Intanto che ci siete, scegliete anche uno dei tanti massaggi: ayurveda, daishido, shiatsu, sportivo, rilassante all’olio d’oliva. Ce n’è per tutti i gusti. Nella villa e nella vicina torre appartenuta all’antico complesso monacale del XII secolo troverete le camere e il ristorante. Per un soggiorno romantico e indimenticabile vi suggeriamo le Suite della Torre, tutte con letto a baldacchino e vedute panoramiche sulla valle dell’Arno e sull’ondulato paesaggio delle sue colline.

Imparate a mangiare alla toscana nel ristorante del relais. Se vorrete, la chef vi svelerà tutti i segreti dell’arte del cibo nei suoi corsi di cucina. Avete programmi per il prossimo fine settimana? A Relais Torre Santa Flora ce n’è sempre uno pronto per il vostro divertimento.

Relais Torre Santa Flora - Camera    Relais Torre Santa Flora - Camera    Relais Torre Santa Flora - Camera    Relais Torre Santa Flora - Interni

Relais Torre Santa Flora - Ristorante    Relais Torre Santa Flora - Private Spa    Relais Torre Santa Flora - Piscina in notturna    Relais Torre Santa Flora - Inverno

14 febbraio 2012  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

La Via del Chianti, alla scoperta dei grandi vini toscani e del borgo di San Gimignano

Tramonto sul Chiantishire

La Val d’Elsa è anzitutto sinonimo di vini di grande qualità. La Via del Chianti vi accompagna nel viaggio fra le cantine e le aziende agricole che ogni anno, proprio in questo periodo, vendemmiano le uve Sangiovese a bacca rossa da cui si ricava quello che è, con tutta probabilità, il vino italiano più conosciuto al mondo. Il Chianti Classico DOC, che ha nel comune di Poggibonsi uno dei suoi centri di maggiore produzione, deve accompagnarsi d’obbligo ai piatti della cucina toscana o a qualche piatto a base di carne rossa cotta alla griglia. Piatti più complessi, come quelli di selvaggina, richiedono al contrario un vino più strutturato, come la Riserva, ricavato dalle uve di Sangiovese migliori. In questo caso, si avrà un vino dal colore rosso intenso, quasi granata, elegante e vellutato, dal profumo speziato, con sentori di frutti di bosco.

Ma in questa terra compresa tra Firenze, Siena e Volterra i vini di qualità non si chiamano solo Chianti. A San Gimignano nasce la Vernaccia, il primo vino italiano a meritarsi il riconoscimento di Denominazione ad Origine Controllata, nel 1972, e , con tutta probabilità, tra i più antichi mai prodotti nel Belpaese – le sue origini risalgano al Duecento. La Vernaccia di San Gimignano è un vino dal caratteristico colore giallo paglierino, ha note armoniche, con una lieve tendenza alla sapidità, con un sentore finale di mandorla. Come accompagnarlo? La sua morte è con i piatti di pesce o con le pietanze a base di carne bianca, capaci di esaltare le caratteristiche olfattive e degustative di questo vino dai bei riflessi dorati. Prodotto da vitigni autoctoni, la storia della Vernaccia si lega a doppio filo con le vicende di San Gimignano.

Tra i più incantevoli borghi medioevali di tutta la Toscana, San Gimignano si fa riconoscere fin da lontano: il centro storico si erge sul crinale d’un colle che domina buona parte della Val d’Elsa. Dall’altura spiccano alte nel cielo le sue torri, che oggi sono soltanto quindici ma che nel passato raggiungevano la cifra straordinaria di settantadue.

Torri a parte, il borgo non ha perso nulla del suo fascino medioevale. I vicoli stretti fra le file di mattoni rossi delle abitazioni private, i palazzi turriti, le chiese e le botteghe degli artigiani. Tutto è rimasto intatto, a cominciare dal Duomo, detta anche Chiesa Collegiata, consacrata nel XII secolo e custode di affreschi eseguiti dai maggiori maestri toscani, fra cui il Ghirlandaio, Jacopo della Quercia e Benozzo Gozzoli. Sul lato sinistro della Piazza del Duomo sorge la sede del potere civile nel Medioevo: il Palazzo del Popolo, altrimenti conosciuto come Palazzo Nuovo del Podestà, ospita il Museo Civico, con opere del Pinturicchio, di Filippo Lippi e di Domenico Michelino, solo per citare i più noti al grande pubblico. Se volete indagare le origini etrusche di San Gimignano vi consigliamo una sosta nel vicino Museo Archeologico, che raccoglie in un unico spazio tutti i maggiori ritrovamenti avvenuti nel territorio comunale.

Oltre ai grandi vini del Chianti, a San Gimignano si produce un altro prodotto molto speciale, conosciuto e apprezzato fin dal lontano Medioevo, quando rappresentava un’importante fonte d’introiti per tutta la città perennemente in guerra con le contrade vicine. Lo zafferano, di recente insignito del marchio IGP, si coltiva ancora oggi nelle campagne intorno a San Gimignano, rigorosamente con metodi naturali.

Qualche chilometro più a sud si può raggiungere Colle di Val d’Elsa, la Città del Cristallo, nota anche come la Boemia d’Italia. Abbracciata dai dolci declivi del Chiantishire spunta Villa Sabolini, antica dimora di origini nobiliari divenuta un elegante hotel di charme. La villa è testimone di un glorioso passato: basta pensare che il suo nome viene da una delle più prestigiose famiglie senesi del Quattrocento. A lungo è stata il buen ritiro dell’arciprete Amerigo Sabolini, fra i maggiori fautori della costruzione del Duomo a Colle di Val d’Elsa. Molti secoli dopo, durante la Seconda Guerra Mondiale, Villa Sabolini divenne la sede del Museo dell’Opera di Siena, rifugio per molti capolavori dell’arte medioevale, specie di scuola senese, tra cui la celebre Maestà realizzata da Duccio di Buoninsegna.

Il corpo centrale della villa ospita dieci delle trenta camere aperte all’ospitalità, sontuose sistemazioni decorate con pregevoli affreschi affacciate sull’incanto della campagna senese. Dall’edifico principale si separano due ali proiettate verso il parco impreziosito dalla piscina e dalla terrazza panoramica: qui trovano posto le altre venti camere e il ristorante, un piccolo tempio del gusto dedicato ai sapori tipici toscani. Il ristorante di Villa Sabolini accoglie i suoi ospiti in un ambiente elegante e luminoso, consigliato per romantiche cene a lume di candela, banchetti, ricevimenti e per ogni altro momento conviviale. L’ospitalità di Villa Sabolini si rivolge anche alla clientela business. La sua sala meeting è uno spazio modulare attrezzato con tutte le migliori tecnologie: l’assenza di barriere architettoniche rende questo spazio perfetto per incontri di lavoro e per attività incentive.

Se vorrete, a Villa Sabolini potrete scoprire la Toscana attraverso i suoi sapori. Il suo ristorante organizza corsi di cucina dedicati alle pietanze tradizionali, mentre nel suo bar potrete farvi ammaliare dal rosso rubino di un bel bicchiere di Chianti Classico.

San Gimignano    Veduta sui vigneti del Chianti    Chianti Classico in bottiglia    Fiori di zafferano raccolti a San Gimignano

Villa Sabolini a Colle di Val d’Elsa    Villa Sabolini - Camera    Villa Sabolini - Ristorante    Villa Sabolini - Salottino

6 ottobre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

I vini di Montepulciano e una visita al borgo più nobile della Toscana

La campagna toscana nei dintorni di Montepulciano

Montepulciano di nobile ha proprio tutto. I suoi palazzi rinascimentali. Le sue chiese cinquecentesche. E i suoi vini. Vi si arriva dalla campagna senese, dai filari di cipressi che fiancheggiano le strade e tagliano le distese di coltivi fitti di vigneti e di olivi. Montepulciano sorge su una cresta collinare, in posizione dominante, fra la Val di Chiana e la Val d’Orcia. Da questo punto della Toscana sono a portata di mano alcune fra le mete turistiche più sorprendenti dell’Italia centrale, a cominciare da Pienza, Perugia e Assisi, per finire con il monte Amiata e il Lago Trasimeno.

Sarebbe però un peccato non dedicare almeno qualche ora a Montepulciano. Il borgo attuale ha una chiara impronta medioevale, ma le origini dell’insediamento urbano pare risalgono all’età etrusca. Il suo tessuto segue una curiosa forma ad “S”, protetta dalle cerchie murarie erette nel Basso Medioevo.

La parte più nobile e conosciuta del borgo risale al periodo tra il Tre e il Cinquecento. Nel cuore del centro storico, rappresentato da Piazza Grande, ci si imbatte nella facciata austera del Palazzo Comunale, quasi una copia di Palazzo Vecchio a Firenze, seppur in scala ridotta. Sopra il fronte dell’edificio ricoperto in travertino si trova un camminamento di ronda con merlature; oltre di esso, la torre a due piani. Provate a salire sulla sommità del palazzo nelle giornate più terse: il panorama che si squadernerà davanti ai vostri occhi sarà immenso, fino a toccare con lo sguardo Siena, il Monte Amiata, il Monte Subasio, il Trasimeno e, con un poco di fortuna, il Gran Sasso d’Abruzzo.

Ebbri di questa vista, ridiscendete i tre piani del palazzo e soffermatevi qualche minuto di fronte al vicino Duomo. Non fatevi ingannare dalla sua facciata, mai condotta a termine. Piuttosto, entrate al suo interno e ammirate i vasti spazi composti secondo le proporzioni dell’architettura religiosa classica, colmi di preziose opere d’arte eseguite da alcuni fra i più importanti artisti dell’Italia centrale fra il Quattro e il Cinquecento, come il trittico di scuola senese dedicato all’Assunzione della Vergine, di Taddeo di Bartolo, collocato sopra l’altare centrale. Sempre su Piazza Grande si affaccia uno dei più eleganti edifici di tutta Montepulciano: si tratta del cinquecentesco Palazzo Nobili-Tarugi, tutto rivestito in travertino, posto proprio di fronte alla Cattedrale.

Nel cuore del centro storico di Montepulciano sorge anche il settecentesco Palazzo Carletti. A conferma delle sue nobili origini basta sapere che Palazzo Carletti fu abitato dal conte Francesco Saverio Carletti, legato da una profonda amicizia con la contessa d’Albany e con Vittorio Alfieri. Palazzo Carletti ha una particolarità che lo distingue da ogni altro edificio storico di Montepulciano: è l’unico palazzo a presentare un salone settecentesco interamente affrescato. I preziosi affreschi proseguono anche nelle cinque suite della dimora di charme.

Arredi, finiture di pregio e comfort moderni sono calati in nobili e ampi spazi aperti all’ospitalità. Come resistere alla tentazione di un soggiorno nella Suite Deluxe Albany? Dalla sua ampia porta-finestra potrete indugiare sull’incanto offerto dal panorama della Val di Chiana, esteso fino ai laghi Trasimeno e di Chiusi. La suite è dedicata all’amica e protettrice del Conte Carletti e si compone di due ambienti: il salotto con soffitto a volta affrescato e la camera matrimoniale. Particolare il bagno, decorato con lastre di graniglia e intonaci in stucco veneziano, servito da una vasca jacuzzi per due.

Nell’antico salone di rappresentanza del conte Carletti è stata ricavata la Deluxe Carletti, un ambiente elegante, splendente delle tinte color oro. La camera con letto matrimoniale, il soffitto a volta affrescato, il bagno decorato con tessere di vetro realizzate a mano. Ma se sceglierete questa stanza, sarà soprattutto per trascorrere teneri momenti d’intimità nel suo bagno turco con doccia a cielo stellato.

Tra le opere dell’uomo che hanno reso celebre Montepulciano in Italia e nel mondo come non citare i vini? Almeno tre sono i vini locali da assaggiare assolutamente in una delle tante taverne o nei graziosi locali del centro storico. Per gustarli uno ad uno potete scegliere il ristorante Le Logge del Vignola, nel cuore di Montepulciano, proprio di fronte al Loggiato del Grano attribuito a Jacopo Barozzi, detto, per l’appunto, il Vignola. Iniziate con un bicchiere di Vino Nobile di Montepulciano DOCG, uno dei più antichi d’Italia, dal bouquet complesso, perfetto da accompagnare con piatti di carne rossa. A seguire, un breve assaggio del Rosso di Montepulciano DOC: lo distinguete dal primo per il suo colore rosso rubino intenso; lo potrete sorseggiare con lentezza durante il pasto, perché si sposa praticamente a tutto. Al dessert concedetevi invece il Vin Santo di Montepulciano, prodotto da vitigni a bacca bianca, dal profumo intenso e dal retrogusto lievemente dolce.

Terre di millenarie tradizioni, i dintorni di Montepulciano offrono proprio tutto per la vostra vacanza in Toscana. Grandi sapori, vini rinomati, arte a volontà. E anche un pizzico di benessere, che non guasta mai. Da Montepulciano, in pochi minuti si possono raggiungere le Terme di Chianciano, custodi di preziose acque benefiche.

Palazzo Comunale a Montepulciano    Una via nel centro storico di Montepulciano    Palazzo Nobili-Tarugi a Montepulciano    Palazzo Carletti - Interno

Palazzo Carletti - Suite Albany    Palazzo Carletti - Suite Leopoldo III    Palazzo Carletti - Suite Nerazzini    Palazzo Carletti - Suite Carletti

28 settembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Visitare Firenze in 72 ore: le tappe finali del viaggio inedito fra i capolavori dell’arte rinascimentale / 3

Panorama di Firenze da Piazzale Michelangelo

Terzo giorno

Da Palazzo Horne, tappa conclusiva della seconda parte, ci dirigiamo su Ponte alle Grazie per attraversare il fiume e arrivare in Oltrarno. In via dei Renai troviamo il Museo Bardini, dal nome del suo fondatore, Stefano Bardini, il più stimato antiquario italiano tra l’Ottocento e il secolo scorso, che decise di trasformare una serie di palazzi tra loro contigui nella sede della sua attività di antiquario. Bardini donò poi tutto alla città di Firenze, inclusa la sua intera collezione di opere d’arte: pitture, sculture, ceramiche, mobili antichi… In questo insieme eclettico di oggetti preziosi spiccano la Madonna dei Cordai di Donatello, il Martirio di una santa di Tintoretto, oltre a opere del Guercino, del Tiepolo, del Giambologna e di Antonio del Pollaiolo.

Usciti dal Museo Bardini saliamo per le ripide Costa Scarpuccia e Costa San Giorgio, fino a raggiungere il Forte di Belvedere, collocato nel punto più alto della collina di Boboli, dal quale si coglie uno dei panorami più incredibili di tutta Firenze. Il Forte venne realizzato nel tardo Cinquecento sui disegni di Bernardo Buontalenti, con lo scopo di difendere la città dagli assalti esterni. In questi casi, la fortezza poteva essere raggiunta anche da Palazzo Pitti, la residenza principale dei Medici in città, attraverso i giardini di Boboli. All’interno del Forte sorge la Palazzina del Belvedere, antica villa medicea preesistente alle fortificazioni; oggi, la Palazzina è sede della donazione Della Ragione, una collezione di 241 opere che ripercorrono l’intero ciclo dell’arte italiana nel Novecento, dal Futurismo agli anni Sessanta.

Oltre a quella offerta dal Forte di Belvedere, un’altra incantevole vista sulla città potete coglierla dal piazzale della basilica romana di San Miniato al Monte. La si raggiunge percorrendo la passeggiata ombreggiata dai grandi alberi di viale dei Colli. Pochi metri più in giù, verso l’Arno, troviamo piazzale Michelangelo, il più famoso punto turistico per ammirare il panorama di Firenze. Ai piedi del piazzale, poco più sotto, si distende il quartiere di Oltrarno. Non potete lasciare questa parte della città prima di aver visitato la Basilica di Santa Maria del Carmine. Il complesso fu fondato nella seconda metà del Duecento, annesso al convento carmelitano ancora oggi esistente. Santa Maria del Carmine è nota per la Cappella Brancacci e il suo ciclo di affreschi realizzati da Masaccio e da Masolino, ritenuto il primo esempio del nuovo stile rinascimentale nella pittura quattrocentesca. La Cappella scampò miracolosamente all’incendio del 1771 che distrusse quasi tutto il complesso religioso.

Tra le prime colline fiorentine, a soli dieci minuti dal centro storico della città, potete scegliere di rilassarvi nella magnifica tenuta di Relais Villa Il Sasso. La villa trecentesca, dopo un’accurata opera di restauro, ha conservato decorazioni e pregevoli affreschi, soffitti a cassettoni, pavimenti in cotto antico e graniglia e splendidi soffitti a cassettoni. Sette camere, ognuna dedicata ad una famiglia della nobiltà fiorentina, arredate con mobili d’epoca. Di particolare fascino la Suite Ciampolini, tutta affrescata e servita da tre accessi, uno diretto alla piscina del relais. Al suo interno, pavimento in graniglia, un sontuoso letto a baldacchino, soffitto a cassettoni e un camino settecentesco. Pavimento in cotto fiorentino, camino e bagno con decori in marmo di Carrara nella Suite Peruzzi, al secondo piano della villa. Per vacanze da veri signori, la Suite Falchi, composta da due grandi stanze disposte su altrettanti piani, una sontuosa camera matrimoniale e dal bagno con vasca jacuzzi.

Nel grande salone o nella corte interna protetta da cristalli possono essere allestiti su richiesta cene romantiche, meeting di lavoro e raffinati ricevimenti di matrimonio. Nella bella stagione, si possono scegliere anche gli spazi esterni intorno alla piscina e nei due giardini abbelliti da un boschetto e da una cappella privata.

Per visitare Firenze, la dimora vi propone un servizio di guida turistica e l’accompagnamento per lo shopping. Se invece vi piace il golf, non dimenticate che vicino a Relais Villa Il Sasso sorge il prestigioso Florence Golf Club dell’Ugolino, fondato sul finire dell’Ottocento dagli ospiti inglesi di Firenze, indicato dallo scrittore americano Chris Santella come uno dei 50 circuiti più belli al mondo.

L’Arno presso Ponte alle Grazie    Museo Bardini    Fortezza di Belvedere    Cappella Brancacci - Ciclo di affreschi

Relais Villa Il Sasso    Relais Villa Il Sasso - Suite Ciampolini    Relais Villa Il Sasso - Suite Falchi    Relais Villa Il Sasso - Suite Peruzzi

20 settembre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

Visitare Firenze in 72 ore: continua il viaggio inedito fra i capolavori dell’arte rinascimentale / 2

Piazza Santa Croce con la Basilica

Secondo giorno

Il nostro tour alla scoperta di Firenze in 72 ore prosegue sempre nel centro storico della città. Da Piazza della Signoria passiamo accanto a Palazzo Vecchio per raggiungere Piazza San Firenze, per poi proseguire tra i borghi che conducono a Piazza Santa Croce. Vista dall’alto, via dei Bentaccordi arriva ad abbracciare con il suo perimetro ellittico Borgo de’ Greci e via dell’Anguillara, a ricalcare la forma esatta di un antico anfiteatro romano.

Borgo de’ Greci e via dell’Anguillara sfociano nel grande spazio aperto di Piazza Santa Croce, chiuso ad est dalla mole della basilica omonima, in stile gotico, progettata nell’ultimo scorcio del XIII secolo da Arnolfo di Cambio. La Basilica di Santa Croce è conosciuta come il Tempio dell’Itale glorie: la chiesa, una delle più antiche dell’ordine francescano, ha accolto nei secoli numerose sepolture di illustri personaggi. Come un pantheon romano, qui si trovano le tombe, tra i tanti, di Galileo Galilei, Vittorio Alfieri, Ugo Foscolo, Michelangelo Buonarroti, Niccolò Machiavelli e Guglielmo Marconi. Al suo interno, la basilica custodisce sommi capolavori dell’arte trecentesca, fra cui alcune cappelle decorate da Giotto, altari e pulpiti del Quattrocento realizzati dai più famosi artisti fiorentini dell’epoca.

Di notevole fascino la Cappella dei Pazzi, incastonata nel primo dei due chiostri della basilica: si tratta di una cappella di famiglia, commissionata da Andrea de’ Pazzi nel primo Quattrocento all’architetto Filippo Brunelleschi. L’opera rappresenta uno dei massimi capolavori dell’arte rinascimentale, composto da un rigoroso e armonico assetto geometrico. La Cappella dei Pazzi fa parte del grande complesso conventuale della basilica francescana: questa comprende il Refettorio trecentesco, l’ambiente che dopo l’alluvione del 1966 ha accolto il Crocifisso del Cimabue, una delle opere-chiave dell’artista fiorentino.

Lasciata la Basilica di Santa Croce ci avviciniamo di qualche passo ancora all’Arno. Bastano pochi metri per raggiungere Palazzo Horne, già Palazzo Corsi. Il nome attuale discende dallo storico dell’arte inglese Herbert Percy Horne, che nel 1911 decise di acquistare il palazzo fiorentino per custodirvi la sua inestimabile collezione di opere d’arte rinascimentali. Dipinti, disegni, sculture del Museo Horne ricreano l’atmosfera di un’autentica dimora rinascimentale, arredata con capolavori  compresi tra il Due e il Seicento. La collezione Horne comprende, fra i tanti, il polittico di Santo Stefano realizzato da Giotto, forse il pezzo più pregiato di tutta la raccolta, oltre ad altre pitture e sculture del Masaccio, del Giambologna e di Simone Martini.

Per vivere appieno il fascino di una delle città d’arte più straordinarie al mondo, non basta un semplice albergo. Ci vuole un hotel di charme all’altezza dei più grandi capolavori rinascimentali. Noi vi suggeriamo l’Hotel Il Guelfo Bianco, una dimora speciale nel cuore del centro storico fiorentino, a poche decine di metri da Piazza Duomo e dai maggiori monumenti cittadini. Appena varcate le porte dell’hotel, la sensazione sarà quella di sentirsi “a casa”. L’atmosfera è cordiale e rilassante. Sarete accolti dalla gentilezza del personale e da una pregevole collezione di opere d’arte contemporanea collocate negli ambienti quattrocenteschi della residenza.

Troverete le stesse sensazioni nelle 40 stanze dell’hotel, tutte ampie e luminose, differenti l’una dall’altra per arredi e architettura. Al loro interno, oggetti d’antiquariato, mobili di antica foggia, stoffe artigianali, dipinti realizzati da artisti contemporanei, scelti con passione e competenza dagli stessi proprietari dell’albergo. Perfino i bagni riservano la sorpresa della ceramica dipinta a mano dai maestri decorati bassanesi. Da ogni camera potete ammirare una vista diversa, sulla centralissima via Cavour, sui tetti di Firenze o sui giardini interni dell’hotel. Per il vostro weekend romantico chiedete la camera con la veduta sulla cupola del Duomo: vi lascerà senza fiato.

Accanto all’Hotel Il Guelfo Bianco, Il Desco è un caffè-bistrot dall’atmosfera calda e simpatica, come nel più genuino spirito fiorentino. In questo locale si assaggiano solo pietanze sane, realizzate con ingredienti di qualità superiore, come i prodotti biologici provenienti dai poderi di famiglia. Per i celiaci, Il Desco offre un menu completo senza glutine. Colazioni, break, spuntini, pranzi, una selezione di piatti “al coltello” e abbinamenti indovinati con le più grandi etichette toscane – Chianti Classico e Brunello di Montalcino in testa. Nel pomeriggio, dopo una visita ai musei e alle boutique del centro, vale la pena ritornare per assaggiare almeno uno dei tanti dolci freschi fatti in casa, insieme a un tè o a un infuso. D’altra parte, senza un po’ di dolcezza, che vacanze sarebbe?

Appuntamento alla prossima settimana per la terza e ultima parte del nostro itinerario a Firenze in 72 ore.

La Basilica di Santa Croce vista dall’alto    Basilica di Santa Croce - Chiostro    Basilica di San Croce - Interno della Cappella dei Pazzi    Museo Horne - Saletta rinascimentale

Hotel Il Guelfo Bianco - Camera    Hotel Il Guelfo Bianco - Camera    Hotel Il Guelfo Bianco - Parte della collezione di opere dell’arte contemporanea    Bistrot Il Desco - Interno

15 settembre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »