Si parla di “piemonte”

I giganti dell’avanguardia: Mirò, Mondrian, Calder e le collezioni Guggenheim in mostra a Vercelli

Alexander Calder - Senza Titolo

Appassionati di arte contemporanea? Se la vostra risposta è “sì”, c’è un appuntamento che non potete perdere per nessuna ragione. I giganti dell’avanguardia: Mirò, Mondrian, Calder e le collezioni Guggenheim è la mostra della collezione Guggenheim a Vercelli, in collaborazione con Regione e Comune. Inaugurata lo scorso 3 marzo, la rassegna sarà visitabile fino a domenica 10 giugno nello spazio Arca dell’ex chiesa di San Marco.

La mostra raccoglie quasi quaranta opere fra dipinti e sculture: la collezione ripercorre la storia dell’avanguardia artistica del Novecento, dagli esordi ai trionfi dei tre giganti. Le opere provengono dalla  Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York e di Venezia, dalla Calder Foundation di New York, dal Gemeentemuseum de L’Aja e dal Palazzo Collicola ArtiVisive-Museo Carandente di Spoleto. Alcuni dei capolavori in mostra sono in Italia per la prima volta in assoluto. Potrete ammirare il surrealismo poetico di Joan Mirò. La sala a lui dedicata inizia con una veduta di un paesaggio, la tela forse meno surrealista fra quelle esposte, e prosegue con l’Interno olandese II e la Pittura. Il genio di Mondrian rivive nel Boschetto di salici sul Gein, scenario paesaggistico che già rivela l’anelito dell’artista per la pura astrazione geometrica, come anche nel Faro a Westkapelle con le nuvole. Ultima ma non ultima la scultura astratta dell’americano Alexander Calder, venata da una irresistibile componente ludica, la cui essenza è rappresentata dall’ammirevole Arco di petali, scultura realizzata in alluminio, in parte dipinto, e fil di ferro.

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19; sabato e festivi dalle 8 alle 20. Per visitarla potete approfittare dell’offerta speciale di Borgo Ramezzana, esclusiva dimora di charme ospitata in un’antica Grangia del Vercellese. Il suo pacchetto prevede un soggiorno con prima colazione, cena e biglietto d’ingresso alla mostra con visita guidata fra i capolavori delle avanguardie del XX secolo.

Per tutti i visitatori della Mostra Guggenheim e dei tre musei di Vercelli ogni sabato e domenica è disponibile anche il tour gratuito della città in minibus, con partenza dal polo espositivo Arca. Vercelli è una delle città d’arte più belle e visitate del Piemonte. La celebre Basilica di Sant’Andrea, in stile romanico-gotico del Duecento, con influssi normanni e provenzali. La Cattedrale di Sant’Eusebio, imponente costruzione neoclassica, affacciata sull’omonima piazza. Centro vitale della città è Piazza Cavour, di aspetto medievale, circondata da una serie di portici su cui si erge la Torre dell’Angelo. Da visitare anche il Museo Camillo Leone, un’eclettica collezione di reperti archeologici, libri antichi, memorie storiche vercellesi e oggetti d’arte applicata. Sempre nel centro storico si trova il Museo Borgogna, la seconda pinacoteca del Piemonte per numero di opere. La collezione comprende opere del Rinascimento e del Barocco italiano, dipinti delle scuole fiamminghe, tedesche, francesi, olandesi e inglesi, oltre a una ricca esposizione di arti decorative, sculture, disegni e stampe.

Mirò - Interno olandese II    Mondrian - Boschetto di salici sul Gein    Peggy Guggenheim con l'Arco di petali di Calder    Vercelli - Basilica di Sant’Andrea

Vercelli - Piazza Cavour    Borgo Ramezzana - Esterno    Borgo Ramezzana - Piscina    Borgo Ramezzana - Suite Novecento

26 aprile 2012  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

I giardini di Villa Taranto, lo spettacolo dell’arte botanica sul Lago Maggiore

I Giardini Botanici di Villa Taranto

In vista dei prossimi weekend di Primavera, oggi vi suggeriamo una meta ai più ignota. Per raggiungerla dobbiamo arrivare fino alle rive occidentali del Lago Maggiore. Sul promontorio della Castagnola, fra le frazioni di Intra e Pallanza, scorgiamo una folta macchia verde. I giardini botanici di Villa Taranto è una meraviglia botanica più unica che rara. Si tratta di una serie di giardini terrazzati estesa su una superficie di circa sedici ettari. Decine di migliaia di piante fioriscono proprio in questo periodo: una moltitudine di colori, specie botaniche rare, lunghi viali alberati, percorsi d’acqua e cascatelle s’alternano in stupefacenti giochi di incredibile armonia.

Fino a mercoledì 25 aprile i giardini di Villa Taranto ospiteranno la Settimana del Tulipano, vera e propria tradizione inaugurata dal padre fondatore di questa meraviglia botanica, il capitano scozzese Neil McEacharn. Il giardino ospita oltre 65 varietà differenti di tulipani, come il tulipano nero Queen of night o l’ancor più raro Big chief – la sua corolla ha un diametro di quasi dieci centimetri.

Ai giardini di Villa Taranto si può arrivare sia dalla strada fra Intra e Pallanza, nei pressi di Verbania, sia dall’imbarcadero del lago, con attracco proprio davanti ai giardini. Il viale d’ingresso è un lungo percorso di variopinte bordure floreali. I giardini sono un museo delle specie botaniche più rare e incredibili. Nelle serre potrete vedere le piante tropicali e subtropicali: fra queste, l’enorme ninfea equatoriale, la regina delle piante acquatiche i cui semi giunsero a Villa Taranto nel 1956 dall’orto botanico di Stoccolma. In un bacino del parco si schiudono i fior di loto, con i loro carnosi petali rosa; tra aprile e maggio tocca ai Cornus Florida Rubra e alla Davidia Involucrata, la prima dalle splendide tonalità rosate, la seconda dalle tenui tinte verdi.

I giardini botanici di Villa Taranto sono visitabili ogni giorno, festivi inclusi, dalle 8.30 alle 18.30. Ma se decidete di concedervi un weekend nell’Alto Lago Maggiore, vi consigliamo di dedicare un poco del vostro tempo a esplorare la riva che da Verbania si spinge verso la Svizzera, fino a Cannobio, ultimo paese prima della frontiera. Lungo questo tratto paesaggistico potrete imbattervi in stupende vedute sulle tre sponde del lago, quella piemontese, quella lombarda e quella svizzera.

Lungo la litoranea statale 34 incontrerete tante altre ville e giardini, alcuni privati, altri aperti al pubblico. E se poi vorrete trascorrere un vero soggiorno romantico sul Lago Maggiore, non vi resta che scegliere l’incanto di una dimora storica affacciata sullo specchio d’acqua, nei pressi del porticciolo turistico. L’Hotel Cannobio vi accoglierà con la sobria eleganza delle sue vesti neoclassiche, con i suoi pregiati marmi e con i suoi maestosi decori. Sulla terrazza del lago, una cena a lume di candela accompagnata dalla cucina del ristorante Porto Vecchio innaffiata da una delle rinomate etichette disponibili nella carta dei vini.

Giardini Botanici Villa Taranto - Viale d'ingresso    Giardini Botanici Villa Taranto - Tulipani    Giardini Botanici Villa Taranto - Fior di loto    Giardini Botanici Villa Taranto - Tulipani rossi

Hotel Cannobio - Vista dal lungolago    Hotel Cannobio - Esterno    Hotel Cannobio - Camera    Hotel Cannobio - Camera

17 aprile 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Torino e Langhe in Dimore D’Epoca, un viaggio fra le eccellenze del Piemonte

Reggia di Venaria Reale

C’è Torino, elegante e nobile città che dall’industrializzazione forzata è riuscita a salvare l’impronta sabauda del suo centro storico. Ci sono le Langhe, la patria dei grandi vini piemontesi e di molte altre eccellenze piemontesi. Per darvi la possibilità di visitarli insieme, l’Hotel Le Rondini e il Monastero di Cherasco hanno pensato di proporvi un pacchetto di 5 giorni e 4 notti da trascorrere tra la città e i colli piemontesi. Siete curiosi di saperne di più? Trovate l’offerta speciale Torino e Langhe in Dimore D’Epoca nel nostro portale. Grazie alla Torino+Piemonte Card  inclusa nel pacchetto, potrete visitare le principali attrazioni turistiche del capoluogo e delle Langhe. Vediamole più in dettaglio.

Torino

In città ci attende il Museo Egizio, il più importante al mondo dopo quello del Cairo. La sua collezione conta oltre trentamila reperti, dal paleolitico all’epoca copta. Il Museo Egizio si trova nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze, in pieno centro storico.

All’interno della Mole Antonelliana possiamo visitare il Museo Nazionale del Cinema. La sua collezione è in continua crescita e comprende oltre dodicimila film, tanti documenti fotografici, manifesti, apparecchi e volumi dedicati alla storia del cinema. Nel museo è installato anche un ascensore panoramico: in soli 59 secondi vi condurrà fino agli 85 metri del piccolo tempio della Mole Antonelliana, da cui potrete ammirare il panorama torinese.

Con il Chocopass, incluso nel pacchetto, potrete visitare i caffè storici di Torino, le degustazioni di cioccolato non sono incluse, mentre il City Sightseeing vi propone il tour della città sul bus panoramico.

La visita alle meraviglie di Torino non finisce qui. Con la Torino+Piemonte Card potrete varcare anche i cancelli dorati della Reggia di Venaria Reale e dei suoi giardini, monumentale residenza sabauda riportata ai suoi antichi fasti dopo imponenti lavori di restauro. Alle spalle della Reggia inizia il Parco Regionale de La Mandria, il più grande parco cintato d’Europa. Al suo interno, possiamo visitare Borgo Castello, residenza del re Vittorio Emanuele II di Savoia, che nel parco amava perdersi in lunghe battute di caccia.

Langhe

Ed eccoci nella terra delle eccellenze piemontesi. Su tutte, il Barolo, il vino rosso, all’occorrenza anche da meditazione, da accompagnare alle carni succulente preparate in questa parte di Piemonte. Nel piccolo borgo omonimo in provincia di Cuneo sorge un antico castello, ancor’oggi posseduto da marchesi Falletti. E in questo maniero si trova il WiMu, Museo del Vino. Qui il nettare di Bacco viene declinato e presentato in ogni suo risvolto: il vino in cucina, nell’arte, nella storia, nello spettacolo, nella musica, nella letteratura e nel cinema. Ma il vino è anche da gustare. Negli ambienti di tinaggio del castello, il Tempio dell’Enoturista vi accoglie con le note fruttate dei grandi vini del Piemonte. Accanto al castello, in un’antica cantina, possiamo visitare anche il Museo dei Cavatappi, un’originale collezione di 500 esemplari provenienti da ogni angolo del mondo.

Da Barolo scendiamo al Castello di Grinzane Cavour, famoso per ospitare tra i tanti eventi anche l’asta mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, ogni novembre. Nella residenza apre le sue porte al pubblico il Museo delle Langhe, raccolta etnografica di tradizioni, usi, costumi ed eccellenze piemontesi, dal tartufo ai vini delle Langhe e del Roero. Una sala del museo è dedicata a Camillo Benso conte di Cavour, che visse nel castello dal 1832 al 1849.

Dal Castello di Grinzane Cavour scendiamo ancora un poco a valle fino ad Alba. Questa è l’ultima tappa del viaggio nelle Langhe proposto dal nostro pacchetto. Nel centro della cittadina ci attende la visita del Museo Archeologico e di Scienze Naturali. Il suo percorso didattico ci accompagna a ritroso sulle orme della storia naturale del territorio di Alba. E con un piccolo supplemento, potrete regalarvi la possibilità di una visita guidata con degustazione in una delle tante cantine delle Langhe.

Consultate subito la nostra offerta Torino e Langhe in Dimore D’Epoca e prenotate il vostro viaggio fra le eccellenze del Piemonte.

Museo Egizio - Torino    Mole Antonelliana - Torino    Piazza Castello - Torino    Il borgo di Barolo

Museo dei Cavatappi - Barolo    Castello di Grinzane Cavour    Hotel Le Rondini - San Francesco al Campo (Torino)    Monastero di Cherasco - Cherasco (Cuneo)

10 aprile 2012  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

Un itinerario nella Torino sabauda, fra grandi piazze e caffè storici

Veduta di Piazza Castello

Non sarà la destinazione prediletta fra le maggiori città d’arte italiane, eppure Torino la conoscono tutti, in verità più come centro industriale che come meta turistica per un weekend all’insegna dell’arte, della storia e della cultura. Tuttavia, Torino ha molto da offrire al turista in transito e noi vogliamo dimostrarvelo, proponendovi un itinerario fra i più noti luoghi della città, senza alcuna pretesa di esaustività.

Come ogni itinerario che si rispetti, iniziamo il nostro viaggio dal cuore di Torino, ossia Piazza Castello. Si tratta di un ampio spazio, la seconda piazza cittadina per estensione dopo Piazza Vittorio Veneto. Il suo perimetro è segnato dai portici, interrotti soltanto dalle quattro maggiori arterie stradali della città che qui convergono. Su questa piazza si affacciano alcuni dei più sontuosi edifici torinesi, tra cui Palazzo Reale e Palazzo Madama. Palazzo Madama sorge proprio al centro della piazza e lo si riconosce per le sue forme barocche e medievali; al suo interno è ospitato il Museo Civico d’Arte Antica. Dall’altra parte della piazza possiamo raggiungere la cancellata Pelagio Palagi, realizzata nell’Ottocento per separare la piazzetta reale da Piazza Castello. Appena oltre, ecco Palazzo Reale, antica residenza dei Savoia e corte sabauda fino al trasferimento della capitale a Firenze.

Torino è la città dei caffè storici. In Piazza Castello possiamo fare una sosta nell’elegantissimo Caffè Baratti & Milano, inaugurato nel lontano 1875, divenuto in poco tempo tanto prestigioso da meritarsi il titolo di Fornitore della Real Casa. Dalla sua sala si può godere della vista sulla Galleria Subalpina. Nei suoi ambienti ancora arredati con gli antichi mobili dell’epoca potrete sorseggiare una cioccolata calda, un aperitivo o il classico bicerin.

Altri celebri caffè possiamo trovarli in Piazza San Carlo, collegata a Piazza Castello attraverso i lunghi portici di via Roma. Piazza San Carlo è il salotto bene della città. Ai suoi lati si affacciano palazzi secenteschi, come il Solaro del Borgo, e chiese barocche, Santa Cristina e San Carlo. Nei suoi caffè è passata gran parte della storia politica piemontese, attraverso le vicende di nobili, reali, intellettuali e scrittori. Il Caffè San Carlo, oggi caffetteria storica d’Italia, fu un salotto intellettuale e il primo in città a poter vantare la luce a gas; al suo interno, preziosi marmi e dorature lo qualificano come uno dei più rinomati salotti torinesi. Eleganza e servizio impeccabile anche nel Caffè Torino, altro locale storico di Piazza San Carlo. Le sue origini sono novecentesche, ma in poco più di un secolo dalle sue sale sono passati, e continuano a passare, i personaggi più illustri della società torinese.

Imbocchiamo ora via Accademia delle Scienze. Nell’omonima Accademia si trova la sede del celebre Museo Egizio, il secondo al mondo per importanza nel suo genere dopo quello del Cairo, e dell’altrettanto nota Galleria Sabauda. Oltre ancora, la via ci conduce in Piazza Carignano, un piccolo scrigno di incantevoli gioielli dell’arte barocca. Da un lato ecco Palazzo Carignano, luogo fondamentale nella storia sabauda della città – qui nacquero tutti i sovrani che compirono l’Italia unita. Sull’altro lato della piazza s’affaccia il Teatro Carignano, unico esempio di teatro settecentesco torinese. Accanto al teatro, se volete proseguire il vostro viaggio nella Torino sabauda, non mancate una sosta nel Ristorante del Cambio, nato a metà del Settecento come stazione per le diligenze e luogo di affari, ben presto salito alla ribalta come uno dei più rinomati della città, frequentato dal bel mondo, piemontese e non; nelle sue sale pranzava spesso Cavour, mentre nel Settecento pare vi entrò anche Casanova. Oggi il ristorante è dichiarato locale d’interesse storico.

Se dedicherete di visitare Torino nei primi giorni di marzo, ricordatevi di CioccolaTò, la kermesse cittadina che da venerdì 2 a domenica 11 celebrerà la cioccolata in tutte le sue varietà. L’appuntamento per tutti gli appassionati delle dolcezze piemontesi sarà nel grande spazio allestito in Piazza Vittorio Veneto. Le sorprese sono assicurate.

Per scoprire il cuore del vero Piemonte vi consigliamo un antico cascinale di famiglia dei primi dell’Ottocento. Opportunamente restaurato, ammodernato e corredato da comfort adatti a tutta la famiglia, l’Hotel Le Rondini vi invita a visitare Torino e i suoi meravigliosi dintorni. La residenza sorge attorno all’antica corte della tenuta, alle porte della città, a una manciata di minuti dall’aeroporto e dalla Reggia di Venaria Reale, altro luogo di splendide memorie sabaude, visitabile nuovamente, dopo un breve periodo di chiusura, a partire dal 15 marzo.

Piazza San Carlo al crepuscolo    Caffè San Carlo - Sala    Teatro Carignano    CioccolaTò in Piazza Vittorio Veneto

Hotel Le Rondini - Corte interna    Hotel Le Rondini - Interno    Hotel Le Rondini - Camera Standard    Hotel Le Rondini - Colazione

22 febbraio 2012  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

La Valsesia in inverno e un relais dove l’ospitalità è sempre arte

Il borgo di Campertogno in inverno

Vista dall’alto sembra una grande “S” che dal Monte Rosa scende verso valle insinuandosi tra i ripidi pendii delle Alpi alle spalle di Biella e Vercelli, a meno di due ore da Milano, Genova e Torino. La Valsesia è la valle più verde d’Italia: dal 1979 esiste il Parco dell’Alta Valsesia, l’area protetta naturale più alta d’Europa: dai 900 metri iniziali si può arrivare a toccare il cielo sui 4.559 metri della Punta Gnifetti, nel massiccio del Monte Rosa, luogo dove sorge la Capanna Regina Margherita, il rifugio alpino più alto d’Europa.

L’Alta Valsesia è sport allo stato puro. In inverno ci sono i 180 chilometri di piste per la discesa nel comprensorio del Monterosa Ski tra la valdostana Val d’Ayas, dove potrete soggiornare nel piccolo villaggio Walser di Stadel Soussun, e il comune di Alagna Valsesia. A una manciata di chilometri da Alagna, nel pittoresco borgo antico di Campertogno, una nobile residenza accoglie i suoi ospiti in ambienti di raffinata eleganza. Relais San Rocco è speciale come pochi altri hotel: fuori, l’architettura tipica della villa ottocentesca; dentro, un felice connubio tra classico e contemporaneo. Varcato l’ingresso di questo piccolo gioiello incastonato nelle Alpi, si giunge alla hall. Le colonne monolitiche sorreggono le fughe di archi della struttura. Lo scalone monumentale introduce ai piani superiori. Nelle 24 camere del relais, suddivise tra Classic, Prestige e Suite, gli affreschi originali affiancano oggetti e arredi dal design moderno. Esclusive le sistemazioni proposte dalla baita cinquecentesca, collegata al corpo centrale dell’hotel.

Nelle sale e negli spazi comuni di Relais San Rocco si alternano gli stucchi e le boiseries, gli affreschi e i pavimenti di pregio realizzati nell’Ottocento dagli artigiani della Valsesia. Per raccogliere in un solo sguardo la valle, affacciatevi dalla terrazza-giardino del relais: da questo punto d’osservazione privilegiato, potrete ammirare la Valsesia come in nessun altro luogo. A Relais San Rocco ogni soggiorno ha in serbo più d’una sorpresa. Nelle piccole sale affrescate e nel salone delle feste dei Gianoli, ideale per eventi e ricevimenti, troverete il Ristorante Casa Alla Piana; la cucina si avvale degli ingredienti stagionali per condurvi alla scoperta dei sapori tipici di questa terra: antiche ricette Walser rivivono per la gioia del vostro palato, insieme alle varietà della gastronomia valsesiane, ossolane e vercellesi.

A dieci minuti da Relais San Rocco e da Campertogno fino a primavera nella panoramica stazione sciistica dell’Alpe di Mera, a 1.500 metri di quota, raggiungibile in seggiovia dal paese di Scopello. Se sceglierete questo periodo per visitare la Valsesia, non dimenticate di fare una sosta nel borgo di Varallo. In questo paese il Carnevale è l’evento più sentito dell’anno: inizia con l’Epifania e termina solo con il primo giorno di Quaresima. In questo arco di tempo, le chiave della città passano alla maschera Marcantonio Carlavèe, accompagnato dalla maschera femminile della Cecca, scelta di anno in anno fra le ragazze più belle di Varallo. In Valsesia la vacanza è sempre straordinaria.

Vista sul Monte Rosa dal Rifugio Città di Vigevano    Il massiccio del Monte Rosa    La Capanna Regina Margherita sulla Punta Gnifetti    Il comprensorio dell’Alpe di Mera

Relais San Rocco - Baita del Cinquecento    Relais San Rocco - Camera Prestige    Relais San Rocco - Suite    Relais San Rocco - Ristorante

12 gennaio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

La Strada delle Grange, un viaggio nel Piemonte più segreto

Tramonto sulle risaie vercellesi

Dalla terra piatta e umida sorgono come piccole isole remote. Nelle giornate di sole, le acque tessono complicati arabeschi e giochi di luce. Le Grange sono una parte essenziale del paesaggio e della Storia della bassa Valsesia. Ci troviamo in quella parte di Piemonte fra il Po e le nevi delle Alpi. Da una parte il Monferrato, con le sue dolci colline, i vini rinomati e i tartufi profumati. Sull’altro lato, il Torinese, la grande città e il Monviso da cui nasce e scende il fiume. In mezzo, tanta campagna, che dall’alto, nel periodo di sommersione delle risaie, appare come una scacchiera di pieni e vuoti d’acqua, di verde e di turchino.

Le Grange hanno origini antiche: pare che il loro nome e la loro costruzione vennero diffuse dai monaci cistercensi francesi nel Basso Medioevo, a partire dal XII secolo. Grangia viene appunto dal francese granche, granaio, e alla conservazione di questo prodotto erano destinate dagli antichi monaci.

La Strada delle Grange vi accompagna alla scoperta di questo territorio. Un itinerario che inizia da Vercelli, sulle rive del fiume Sesia, circondata da risaie che si estendono a perdita d’occhio nelle campagne tutt’attorno. Tappa importante sull’antica via Francigena, il centro storico ha elevato Vercelli fra le maggiori città d’arte del Piemonte, dopo Torino e insieme ad Asti. Merito certo della sua architettura religiosa, che qui ha trovato forme e motivi originali e sorprendenti. Celebre la Basilica di Sant’Andrea, capolavoro del romanico-gotico nel Nord Italia, edificato nel primo Duecento. Di notevole impatto visivo anche il Duomo dedicato a Sant’Eusebio, affacciato sull’omonima piazza della città, realizzato in stile prevalentemente neoclassico. Da visitare anche le collezioni d’opere d’arte esposte nel Museo Camillo Leone e nel Museo Borgogna, la maggiore pinacoteca del Piemonte, seconda soltanto alla Galleria Sabaudia di Torino.

Muovendosi verso le colline del Monferrato, sempre lungo la Strada delle Grange, sulla via s’incontrano le abbazie lasciate in eredità dai monaci cistercensi. Tra le maggiori spicca l’Abbazia di Santa Maria di Lucedio, costruita nel XII secolo nella piccola frazione di Lucedio, nei pressi di Trino. Dell’antico complesso religioso, ampliato nel Medioevo e nei secoli successivi, sono conservate la cinta muraria e tutte le maggiori strutture architettoniche, inclusi il bel campanile a pianta ottagonale in stile gotico, il chiostro, il refettorio e l’aula capitolare. Quello che un tempo era conosciuto come il Principato di Lucedio, comprendente l’abbazia e i terreni circostanti, oggi è una vasta e moderna azienda agricola, una fra le tante che punteggiano la provincia vercellese.

Una brevissima deviazione dalla Strada delle Grange ci porta a Trino, borgo sulla riva sinistra del Po, a pochi passi dai colli monferrini. A Trino sono legate alcune fra le più importanti memorie del conte Camillo Benso di Cavour, statista e uomo politico fra i grandi padri dell’Unità d’Italia. Nella piccola frazione Levi Cavour è ancora visibile l’antica azienda agricola di famiglia, dove il conte soleva trascorrere parte del suo tempo. Nei pressi di Trino si trova il Parco naturale della Partecipanza dei Boschi, vasto bosco planizio, esempio più unico che raro di com’era la Pianura Padana prima delle opere di bonifica eseguite dai cistercensi.

Accanto al Parco naturale, sulla strada che porta a Trino, un’antica grangia ospita oggi un raffinato hotel di charme. Borgo Ramezzana conserva importanti testimonianze artistiche e architettoniche. Oltre la neogotica dimora padronale spicca la torre merlata. Negli spazi interni, arredi preziosi del Seicento toscano, del Settecento piemontese e dell’estremo Oriente, a raccontare la passione dei tenutari per i viaggi e le lunghe esplorazioni nel mondo.

Ogni angolo di Borgo Ramezzana è una sorpresa. Nel suo ristorante il riso è il protagonista indiscusso: basta sfogliare la carta a lui dedicata per rendersene conto. Potete scegliere fra oltre trenta qualità di riso cucinate secondo ricette più o meno antiche. Un consiglio? Assaggiate la Panissa, il piatto tipico della tradizione vercellese, preparato con riso, fagioli e salame. Lo chef combina in modo sapiente i sapori del Piemonte con i profumi della cucina mediterranea, talora concedendosi qualche piacevole evasione verso le note dell’Oriente. La carta dei vini è ricca e curata, al pari della proposta benessere, che prevede un’ampia scelta di massaggi a due e quattro mani. Nella tenuta anche una chiesetta, per matrimoni, battesimi e anniversari. Borgo Ramezzana vi schiude le porte dello charme in Grangia. A voi tutto il piacere di viverlo.

Piazza Cavour a Vercelli sotto la neve    Basilica di Sant’Andrea a Vercelli    Museo Borgogna a Vercelli    Risaie nel Vercellese

Borgo Ramezzana - Ingresso alla Grangia    Borgo Ramezzana - Esterno    Borgo Ramezzana - Camera    Borgo Ramezzana - Ristorante

14 dicembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

La Fiera del Tartufo di Alba e le Langhe, alla scoperta dei prodotti più preziosi della terra

Vitigno nelle Langhe

L’appuntamento si rinnova anno dopo anno. E non c’è crisi che tenga. La Fiera del Tartufo di Alba è come un rito di cui non si può proprio fare a meno. Esistono tante varietà di tartufi, ma quello bianco di Alba li batte tutti. Lo si raccoglie a partire da questo mese e per tutto l’autunno nel Basso Piemonte, nelle storiche regioni del Roero, delle Langhe e del Monferrato. La capitale del tubero più prezioso al mondo è Alba, il centro principale delle Langhe, secondo dopo Cuneo nella Provincia Granda.

Nelle vie del suo bel centro storico medioevale tutto parla del tartufo, specie in questo periodo dell’anno: botteghe e ristoranti fanno a gare ad esporre il tartufo più grande, più profumato o più buono. Al sabato basta scendere dalla Via Maestra fino a Piazza Duomo per trovare il consueto mercato settimanale. Ma è ora che il tartufo sale sul palcoscenico albese per recitare la sua parte di protagonista. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è un evento nell’evento. Quest’anno raggiunge la sua ottantunesima edizione. Un’edizione che ha sempre quale momento centrale il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, ogni sabato e domenica nel Cortile della Maddalena, fino al 13 novembre, con aperture straordinarie il 31 ottobre e il 1° novembre. Se volete concedervi il lusso di acquistare un tubero, questo è il posto giusto: ma siate pronti a qualunque cifra. Basti pensare che negli anni scorsi l’autentico Tartufo Bianco d’Alba poteva toccare quotazioni straordinarie, da quattromila euro al chilo in su, a seconda della qualità e della pezzatura.

Se proprio avete deciso di rovinarvi, l’appuntamento è invece per la seconda domenica di novembre, giorno di chiusura della fiera, quando nel Castello di Grinzane Cavour si terrà l’Asta Mondiale del Tartufo. Tutte le somme raccolte durante questo evento saranno devolute in beneficenza. Da non perdere nemmeno la cerimonia di consegna del Tartufo dell’Anno, il tradizionale riconoscimento che premia con il miglior esemplare di tartufo un personaggio dello spettacolo, della politica o dell’economia. Nato negli anni Trenta del Novecento per intuizione di Giacomo Morra, promotore della Fiera, in passato il Tartufo dell’Anno è andato a Rita Hayworth, Marylin Monroe, Winston Churchill e a Luciano Pavarotti. Se vi accontentate di sapori più semplici, e soprattutto più economici, non dimenticate i tanti mercati dedicati ai prodotti tipici delle Langhe e del Roero, ogni sabato e nelle prime quattro domeniche di ottobre nel centro storico di Alba.

Non è finita qui. Nel weekend lungo da sabato 29 ottobre a martedì 1° novembre, in Piazza Risorgimento, ci sarà l’incontro atteso da tutti i buongustai d’Italia: il Tartufo sposa la Nocciola. I due prodotti più buoni del mondo saranno i protagonisti nel Salotto dei Gusti e dei Profumi di Alba.

Ma chi l’ha detto che Alba vive solo dei suoi tartufi e delle sue nocciole? Nel Basso Piemonte si producono vini di qualità certificata dai marchi DOC e DOCG, quali il Barbera d’Alba, il Dolcetto e il Nebbiolo. I colori, i profumi e i sapori dell’autunno piemontese vi accompagnano lungo le stradine dei colli cinti dai vitigni. Nei pressi di Monforte d’Alba, esiste un luogo speciale dove potrete trascorrere una vacanza tutta dedicata al vino. Il suo nome? Relais DiVino, naturalmente. In questa piccola e raffinata dimora di charme troverete il ristorante Il Dolcetto, con raffinata cucina tipica delle Langhe. La carta dei vini è una vera delizia per intenditori. Buono da bere, ottimo per un trattamento nel centro benessere del relais. La vinoterapia, grazie agli antiossidanti e ai radicali liberi presenti nel vino, favorisce il ringiovanimento e l’idratazione della pelle. Provare per credere.

Nei dintorni di Alba sorge anche l’antico borgo di Cherasco, sede ogni anno di uno dei più importanti mercati dedicati all’antiquariato. Quest’anno l’appuntamento è per il domenica 4 dicembre con l’ottantaduesima edizione del Mercato dell’Antiquariato e del Collezionismo, una serie di oltre cinquecento banchi con oggetti e cimeli d’epoca da lasciare a bocca aperta. Nel centro storico troverete anche il Monastero di Cherasco, l’antico complesso cinquecentesco fondato dai padri Somaschi, trasformato in un elegante hotel 4 stelle, con tanto di ristorante gourmet, Il Marachella, e di enoteca con cucina e sala meeting,  il Monk’refettorio. Le sue suite sono ambienti esclusivi arredate con bei mobili dallo stile classico. Dalle loro finestre, potrete bearvi del panorama delle Langhe e con un po’ di fortuna, se il cielo è terso, potrete scorgere le Alpi del Monviso. Le Langhe e i tartufi attendono soltanto voi.

Il centro storico di Alba    Il tartufo d’Alba    Relais DiVino a Monforte d’Alba    Relais DiVino - Suite Napoleon

Relais DiVino - Ristorante Il Dolcetto    Monastero di Cherasco     Monastero di Cherasco - Suite     Monastero di Cherasco - Ristorante Il Marachella

12 ottobre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

Un viaggio sulle tracce di Pellizza da Volpedo e lungo la Strada del Vino dei Colli Tortonesi

Vigneti fra i Colli Tortonesi

La sua vocazione agricola ha resistito fino alle soglie del Novecento. Se oggi Volpedo ha scoperto il turismo ed è entrato a pieno titolo tra i Borghi più Belli d’Italia, lo deve in gran parte al suo cittadino più illustre. Giuseppe Pellizza nacque in questo piccolo centro rurale dell’Alessandrino famoso per le sue pesche nel 1868. Oggi il paese consente di percorrere un itinerario sulle orme di quello che è stato uno dei più grandi pittori fra Otto e Novecento. I luoghi pellizziani vi accompagnano in un viaggio fra arte e paesaggio. Si comincia dallo Studio atelier, in via Rosano, fatto realizzare nel tardo Ottocento da Pellizza accanto alla sua abitazione. La dimora artistica è stata restaurata tra gli anni Ottanta e Novanta, fino ad assumere l’aspetto di un bel museo ricco di cimeli e memorie del pittore.

Nelle vie e nelle piazze di Volpedo, le opere del maestro rivivono attraverso le grandi riproduzioni collocate all’aperto, di fronte ai paesaggi che le hanno ispirate. Proprio di fronte alla casa natale di Pellizza, accanto allo Studio, ecco lo slargo riprodotto nell’opera ad olio La strada per Casalnoceto. Poco più in là, nel cortile della casa dell’artista, compare lo scenario che ispirò Sul fienile, la prima tela divisionista di Pellizza. Percorriamo via Garibaldi, fino a scorgere il paesaggio riprodotto nella Strada della pieve di Volpedo.

Se poi costeggiamo poi le mura antiche del palazzo Malaspina, luogo fortificato sorto nel punto più elevato del Castrum medioevale, convertito a dimora signorile dai Guidobono Cavalchini nel Settecento e ampliato un secolo dopo dai Malaspina. Arriviamo così in quella che oggi è la piazza dedicata all’opera più famosa dell’artista. Un lampione nella piazza segna il punto in cui il pittore piazzava il suo cavalletto per ritrarre dal vero la vita sociale del suo paese. Il Quarto Stato è il quadro d’ispirazione sociale che ha segnato la storia artistica del Novecento. Il cammino dei lavoratori, come inizialmente venne intitolata l’opera, oggi si può ammirare nel Museo del Novecento di Milano. In Piazza Quarto Stato, a cavallo dei due secoli, Pellizza realizzò altri suo quadri d’ispirazione sociale, servendosi dei contadini quali modelli in carne e ossa: Ambasciatori della fame, Fiumana e Paesaggio: piazza Malaspina a Volpedo entrano a pieno titolo nel catalogo delle opere principali di Pellizza.

Fra il Monferrato e l’Oltrepò Pavese si distende una fascia collinare ricca di vigneti e di scorci suggestivi. Lungo questa landa vallonata si snoda la Strada del Vino dei Colli Tortonesi, un itinerario che accompagna il viaggiatore in un viaggio tutto dedicato ai vini e ai prodotti tipici della provincia di Alessandria. Il DOC dei Colli Tortonesi, il Barbera, il Dolcetto, il Chiaretto, il Moscato, la Croatina, il Cortese… Non basterebbe un libro intero per raccontare tutti i vini che si possono assaggiare fra questi colli. Il segreto di questi vini è la posizione privilegiata di questa porzione di territorio alessandrino: un’ottimale esposizione al sole, piccole vigne condotte con metodi moderni e le correnti miti che dal mare valicano l’Appennino e scendono verso valle a rinfrescare le foglie di viti. Accanto ai vini, non potete tralasciare i frutti di stagione: i tartufi bianchi, affatto rari nella Val Curone e di ottima qualità, i funghi porcini, le castagne, oltre al formaggio Montebore, tipica produzione della Val Curone noto già nel Medioevo.

Se volete assaggiare tutto questo ben di Dio, non dovete far altro che accomodarvi al tavolo di uno dei tanti ristoranti dell’Alessandrino. Noi vi consigliamo il Ristorante La Palmana, uno dei più rinomati e famosi di tutta la provincia. Una cucina storica, assortita, forte di una lunga tradizione sempre ispirata alla qualità. Una cena romantica a lume di candela, un pranzo di lavoro o un ricevimento di matrimonio, il Ristorante La Palmana propone sempre prodotti di stagione, lavorati dallo chef secondo metodo e tradizione. Il locale è ospitato nella Dimora La Cappelletta, un piccolo hotel di charme immerso nel paesaggio naturale delle colline alessandrine, nata dal recupero di un’antica residenza ottocentesca. Se decidete di soggiornarvi, scegliete la Suite Idillio Primaverile, incantevole alcova con salotto e idromassaggio ospitata nella torretta sospesa fra le nuvole.

Volpedo vista dall’alto    Casa Natale di Giuseppe Pellizza da Volpedo    Studio di Pellizza da Volpedo    Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo

Dimora La Cappelletta a Volpedo    Dimora La Cappelletta - Suite    Ristorante La Palmana - Esterno     Ristorante La Palmana - Sala

11 ottobre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Un weekend romantico sul Lago Maggiore, fra ville, giardini e hotel di charme

Lago Maggiore - Isole Borromee

I suoi panorami mozzafiato hanno affascinato artisti e famiglie nobili. La fama turistica del Lago Maggiore si deve in gran parte ai racconti di viaggiatori speciali: Stendhal, Charles Dickens e Lord Byron passarono tutti lungo le sue sponde; Ernest Hemingway ambientò qui i  capitoli centrali del suo celeberrimo “Addio alle armi”. Il nostro viaggio parte da Stresa, uno dei borghi più affascinanti d’Italia. Parte del suo territorio è insulare: di fronte all’abitato, nel braccio di lago conosciuto come Golfo Borromeo, troviamo le isole omonime, l’Isola Madre, l’Isola Bella e l’Isola dei Pescatori, romantici rifugi raggiungibili in ogni periodo dell’anno con i battelli in partenza dal paese. La parte montana di Stresa comprende il Giardino Botanico Alpinia e la stazione sciistica del Mottarone, con ventun piste da discesa e moderni impianti di risalita.

A valle, lo straordinario microclima del Lago Maggiore ha dato origine ad una vegetazione di rara bellezza; così non è per nulla raro trovarsi circondati da parchi e giardini caratterizzati da una lussureggiante vegetazione mediterranea, da cedri del Libano, palme, camelie e azalee. L’incanto floreale dei giardini dell’Isola Bella e dell’Isola Madre o gli stupendi Giardini Botanici di Villa Taranto, a Verbania, sontuosa dimora in stile franco-normanno, si compongono di una varietà di specie provenienti da ogni angolo del mondo, ospitate in una serie di terrazzamenti, serre, erbari e aiuole di rara armonia.

Le ville in stile liberty, barocco e neoclassico, molte delle quali divenute nel tempo accoglienti hotel di lusso, si rincorrono lungo le sponde lacustri senza soluzione di continuità, fra Stresa e Cannobio. Spingendosi a nord, nell’Alto Lago Maggiore, l’ultimo paese prima del confine svizzero è proprio la cittadina di Cannobio. La sua parte storica, nota come il “Borgo”, inizia con l’antica via al Castello, percorso privilegiato per ammirare le antiche dimore signorili del paese: gradinate e passaggi a gradoni conducono al lungolago, considerato da molti una delle più struggenti passeggiate fra le tante possibili. Non potrebbe essere altrimenti, d’altra parte, perché il romantico percorso inizia a sud dalla località chiamata Amore, davanti alla scultura di marmo raffigurante un leone, per proseguire fra le vecchie case dei pescatori del borgo, fino ad arrivare in Piazza Vittorio Emanuele III, circondata dalle facciate policrome delle residenze sette-ottocentesche, sotto alle quali trovano posto pittoreschi porticati con intimi negozi e caffè alla moda.

La piazza accoglie anche uno storico edificio decorato con marmi preziosi e toni armoniosi. L’Hotel Cannobio abbina architetture neoclassiche e design italiano. Il risultato? Atmosfere romantiche, piacevoli sorprese colorate e i comfort di ambienti rinnovati nel 2003. Dalle finestre e dai balconi delle camere e delle suite godrete di viste panoramiche sul Lago e sul porticciolo turistico, mentre all’interno avrete a disposizione i comfort tipici di un soggiorno a quattro stelle. Concedetevi il relax delle suite, complete di idromassaggio o hydroshower e fatevi coccolare dal piacere di un’intima accoglienza di lusso. Poi scendete fino alla terrazza sul lago del nuovo ristorante Porto Vecchio per una romantica cena a lume di candela, in un ambiente elegante e personalizzato: sentirete lo sciabordio delle acque e tutti i profumi della classica cucina italiana e del territorio, allietati da un servizio attento e coinvolgente e da un’accurata selezione delle più prestigiose etichette nazionali. Prima o dopo cena fate un salto alla Taverna Ground Floor, il rifugio ideale per una piacevole serata in compagnia.

Nella bella stagione, Cannobio offre ai suoi visitatori la spiaggia attrezzata del Lido, il luogo preferito dai bagnanti e dai praticanti di vela e diving. Se invece cercate il relax nel verde, inoltratevi nella Valle Cannobina, nel Parco Nazionale della Val Grande, l’area wilderness più grande d’Europa: potrete raggiungere l’orrido di Sant’Anna, un autentico spettacolo della natura scavato in millenni dalle acque del torrente Cannobino.

Una vacanza rilassante o un weekend romantico: il Lago Maggiore saprà stupirvi ogni giorno dell’anno.

Lago Maggiore - Isola Madre    Villa Taranto - Giardino Botanico    Hotel Cannobio - Esterno sul lungolago    Hotel Cannobio - Esterno

Hotel Cannobio - Vista panoramica da una delle camere    Hotel Cannobio - Camera    Hotel Cannobio - Camera    Orrido di Sant'Anna

16 febbraio 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Un itinerario irresistibile nelle Langhe: tartufi e vini del Piemonte

Vitigni nelle Langhe

L’autunno è la stagione principe delle Langhe. Il mese di ottobre è dedicato ai tartufi, tra le massime espressioni della cucina italiana. Considerato il cibo degli dei, veniva cotto dai romani sotto la cenere e consumato con il miele. La vera riscoperta del tartufo risale agli ultimi due secoli, nelle corti e sulle tavole delle aristocrazie europee.

Tra tutti i tipi di tartufi, quello bianco di Alba e Asti, raccolto nei territori delle Langhe, del Roero e del Monferrato, è indicato da esperti e buongustai come il più pregiato in assoluto. Del tartufo bianco d’Alba si rifornivano, tra gli altri, anche i re di Francia, per utilizzarlo in sostituzione dell’aglio. Il tartufo è un alimento versatile, capace di nobilitare ogni piatto, dando un tocco speciale anche alle preparazioni più semplici e la giusta originalità alle ricette più sfiziose.

A questo prodotto d’eccellenza, le Langhe dedicano numerose manifestazioni. La più nota è la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba. Dal 9 ottobre al 14 novembre l’ottantesima edizione della Fiera proporrà un ricco calendario di eventi dedicato al “diamante grigio”, sintesi più autentica di Alba e ambasciatore di queste contrade in tutto il mondo. Tra sapori, profumi autentici e degustazioni alla scoperta di tartufi e vini pregiati, si snoderà un percorso di immagini lungo le vie del centro storico di Alba. Nella capitale storica delle Langhe, l’inebriante profumo del Tuber Magnatum Pico chiama a raccolta ogni anno migliaia di appassionati, sotto le torri della cittadina piemontese per rendere omaggio al miglior tartufo del mondo.

L’anima tradizionale della Fiera del Tartufo è il grande mercato a cielo aperto. Ogni sabato dell’anno e per tutte le prime quattro domeniche di ottobre tra le strade medioevali di Alba, nei corsi Piave e Langhe e nelle piazze, centinaia di ambulanti animeranno con i colori della loro merce gli scorci del paese. Da non perdere, in piazza Rossetti il Mercato dei Prodotti Tipici Regionali, in piazza Elvio Pertinace, il Mercato della Terra con prodotti a chilometri zero e in Piazza Medford il Mercato di Campagna Amica.

Ma l’appuntamento forse più atteso previsto dal ricco programma della Fiera è la consegna del Tartufo dell’Anno: verrà premiato con il migliore Tuber una personalità distintasi in Italia e nel mondo per meriti artistici, sportivi o amministrativi. L’albo di questo premio conta, solo per citare gli ultimi vincitori, personaggi del calibro di Luciano Pavarotti, Gerard Depardieu, Sophia Loren, Alain Delon e Francis Ford Coppola.

Circa venti chilometri fuori Alba, verso occidente, si incontra l’antico borgo di Cherasco, residenza di artisti e meta di numerosi turisti. La cittadina, tre volte all’anno, ospita uno dei più importanti mercati di antiquariato d’Italia; per chi fosse interessato, il prossimo appuntamento è per domenica 5 dicembre. La storia di Cherasco ha incrociato quella di Napoleone Bonaparte, perché qui, il 28 aprile 1796, il generale dei francesi firmò l’armistizio con i Savoia, evento cui è dedicato il Palazzo Salmatoris, detto, appunto, “della pace”.

Proprio nel suo centro storico, il Monastero di Cherasco è un sontuoso edificio fondato nel Cinquecento dai Padri Somaschi. Il grande complesso, restituito agli antichi fasti, ospita oggi il Somaschi Hotel, prestigioso albergo 4 stelle, Il Marachella Ristorante e il Monk’refettorio, un’enoteca con cucina e sala convegni. Una piscina esterna e una mini Spa regalano a tutti gli ospiti piacere e relax assoluti. Dalle ampie e luminose suite dell’hotel si ammira un panorama che spazia dalle prime colline intorno a Cherasco fino alle bianche Alpi del Monviso.

Le Langhe in autunno sono una sinfonia di colori, sapori e profumi. Ogni collina ha il suo vitigno, dal quale si ricavano con amore e pazienza i grandi vini rossi piemontesi. Il Barolo e il Barbaresco nascono dall’uva Nebbiolo, nome che richiama l’atmosfera tipica autunnale che avvolge di bruma i colli nel periodo della vendemmia.

In questo paesaggio spunta Monforte d’Alba, stretto attorno ad una collina. Dalle stradine del borgo si sale sulla sommità della piccola altura, fino a giungere alla piazza dell’antica chiesa, con un belvedere affascinante sui colli circostanti. Poco fuori Monforte, il Relais DiVino mette a disposizione degli ospiti sei camere accoglienti, arredate con mobili d’epoca, eleganti e raffinate, insieme ad un ristorante dedicato alle specialità delle Langhe e del Piemonte e un centro benessere, con piscina, bagno turco e idromassaggio, nel quale provare i benefici effetti della vinoterapia. Una natura ancora vera, i sapori intensi e naturali della cucina tipica e il relax offerto in ogni stagione dell’anno dall’agriturismo promettono vacanze e weekend nelle Langhe sempre all’insegna del piacere di vivere.

Monastero di Cherasco    Cherasco    Alba    Tartufo Bianco d'Alba

Panorama delle Langhe    Relais DiVino - Camera    Relais DiVino - Cantine    Uva Nebbiolo

30 settembre 2010  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »