Si parla di “marche”

Viaggio nelle Marche, dalla poesia di Recanati ai misteri di Osimo

Panorama di Recanati

Curiosi di scoprire le Marche? Se avete a disposizione solo pochi giorni, non preoccupatevi, abbiamo pensato a un itinerario su misura per voi. Partiamo? Il nostro viaggio inizia da Recanati, il paese che diede i natali a Giacomo Leopardi. Il borgo antico sorge su d’un colle verdeggiante, a una manciata di chilometri dal mare. Molti sono i luoghi leopardiani da visitare. La casa in cui nacque e visse il poeta, Palazzo Leopardi, si trova sulla piazzetta del Sabato del Villaggio. Il palazzo è ancor’oggi abitato dai discendenti ed è aperto al pubblico. Da vedere la biblioteca: occupa l’intero primo piano e contiene ventimila volumi fra incunaboli e antichi volumi raccolti dal padre di Giacomo, Monaldo.

Sulla piazzetta del Sabato del Villaggio si affaccia anche la casa di Silvia e la cinquecentesca chiesa di Santa Maria in Montemorello: nel suo fonte battesimale, nel 1798, venne battezzato Giacomo. Verso sud ecco il Colle dell’Infinito, ovvero il Monte Talbor, il luogo leopardiano forse più celebre. All’interno del parco, il Centro Studi Leopardiani. Una targa su un muro è stata posta nel luogo in cui, con tutta probabilità, il poeta trovò ispirazione per la sua celebre lirica. Poco distante, nel cortile del chiostro di Sant’Agostino, sorge la Torre del Passero Solitario, resa immortale dall’omonima poesia.

La strada provinciale che scende a mare ci conduce in poco meno di dieci minuti a Loreto, capitale del culto mariano e meta di pellegrinaggi da ogni angolo del mondo. Vista da lontano, Loreto già appare una piccola città-santuario. A dominarla è la Basilica della Santa Casa, dove migliaia di fedeli ogni anno rendono culto ai resti della casa di Nazareth dove la tradizione evangelica volle che visse Gesù. Alla basilica lavorarono, fra il Quattro e il Cinquecento, i più quotati architetti dell’epoca, da Giuliano da Sangallo a Bramante. Lo stile è gotico-rinascimentale e la sua cupola, del diametro di ben ventidue metri, ricorda per forma e dimensioni quella del Duomo di Firenze. Tutta Loreto si è raccolta attorno alla sua chiesa, cui deve tutta la sua fortuna, ed è protetta da un sistema di fortificazioni costituto da una cinta muraria eretta a partire dal Quattrocento, ancor’oggi intatta.

Da Loreto ci spostiamo poco a nord, nella vicina Osimo, antica città cinta da mura romane e medievali, piccola, elegante, dai bei palazzi sei e settecenteschi. Ma c’è una parte di Osimo che, seppur celata ai nostri occhi, affascina e attira turisti da tutt’Italia. È l’Osimo sotterranea, un complesso sistema di grotte scavate nell’arenaria sotto il centro storico del borgo, collegate fra loro da una serie di passaggi. Il labirinto ipogeo, denso di fascino e misteri, ricco di testimonianze templari, è costituito da oltre cento venti grotte e cunicoli ed è visitabile con l’accompagnamento delle guide.

Da Osimo puntiamo verso le colline marchigiane, verso Jesi, attraversiamo la verde valle dell’Esino e arriviamo a Fabriano, città celebre per la produzione della carta. Non per nulla, il suo centro storico ospita il Museo della Carta e della Filigrana. Poco distante sorge il Museo del Pianoforte storico e del Suono, una collezione di diciotto pianoforti e forte che va dal Settecento al Novecento, unica nel suo genere in Europa. Unico anche perché il museo propone visite guidate da un pianista che, oltre a narrare storia e caratteristiche di ogni esemplare storico, eseguirà alcuni brani composti con i medesimi strumenti della collezione.

A pochi chilometri da Fabriano, troviamo il borgo antico di Sassoferrato, grazioso centro dell’Appennino umbro-marchigiano circondato da boschi, montagne, dolci colline e fiumi. A pochi minuti dal centro, potrete visitare le Grotte di Frasassi, un complesso di cavità naturali tutto da scoprire. Alle porte di Sassoferrato vi attende invece l’elegante ospitalità di Residence Raffaello, piccolo hotel di charme nato dalla valorizzazione di un antico edificio storico. Per i vostri soggiorni a Residence Raffaello potrete scegliere fra le esclusive suite e gli appartamenti corredati da tutto il necessario per trascorrere una vacanza indipendente, lontana dallo stress e dal rumore della città. Tra i servizi proposti agli ospiti, la terrazza all’aperto con piscina, idromassaggio e barbecue, colazione continentale con prodotti tipici locali, Internet Wi-Fi gratuito in tutto l’hotel, sala giochi, sala cinema e sala lettura. Per tutto aprile, Residence Raffaello vi propone un’offerta speciale: per soggiorni di tre notti o più, la direzione vi offre la prima cena presso La Locanda del Papa, selezionato ristorante nel vicino borgo antico di Genga.

Siete pronti per il vostro viaggio nelle Marche?

Palazzo Leopardi a Recanati    Il Colle dell'Infinito    Basilica della Santa Casa a Loreto    Osimo sotterranea

Residence Raffaello - Esterno    Residence Raffaello - Camera Rubino    Residence Raffaello - Camera Lilly    Residence Raffaello - Appartamento Trionfo

27 marzo 2012  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Cosa fare nelle Marche tra Natale e Capodanno

Panorama marchigiano

Ormai ci siamo. Le Feste si avvicinano a grandi passi e con loro la voglia – per molti irresistibile – di regalarsi una vacanza, breve o lunga che sia. Per chi cerca una meta raggiungibile con facilità da ogni parte d’Italia, consigliamo le Marche. Nel periodo natalizio questa regione ha tantissimo da offrire, a tal punto che diventa impossibile in poche righe parlare di tutti gli eventi in programma. Per questo motivo, ci concentreremo solo su una piccola parte delle Marche, più precisamente su Fabriano e i suoi dintorni, in quella che guarda ancora al mare ma che è già montagna. Due sono le specialità di Fabriano: la carta e il salame.

Museo della Carta e della Filigrana

Nel centro storico di Fabriano, in Largo Fratelli Spacca, l’ex convento dei frati domenicani si è trasformato nel regno della carta. La città vanta una plurisecolare tradizione in questo campo. Una tradizione artigianale di origini medievali che non è andata perduta, tanto che ancora oggi Fabriano è una delle pochissime città in tutto il mondo in cui si realizza ancora la carta a mano. Le visite guidate al museo includono antichissimi macchinari con i quali i mastri cartai fabrianesi realizzarono i primi fogli, secondo una tecnica forse importata in Italia dai mercanti arabi in seguito alle crociate. Nell’antica gualchera medievale è possibile assistere alle fasi di preparazione e lavorazione della carta proprio come accadeva nei tempi più remoti, mentre nel bookshop potrete regalarvi tanti prodotti artigianali in carta realizzata a mano e rilegati in pelle naturale. Il Museo della Carta e della Filigrana è aperto tutti i giorni eccetto a Natale e a Capodanno, dalle ore 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30.

Mercato Coperto

Da quale punto di vista si può conoscere una città e la sua terra? La tavola è sempre un buon avvio. A Fabriano la specialità è il salame lardellato insaccato nel budello gentile, prodotto dalla fine di settembre ai primi di maggio. Potete acquistare questo e tanti altri prodotti tipici nel Mercato Coperto di Piazza Garibaldi.

Fabriano un foglio di carta lungo il Nilo

Nelle sale superiori della Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli”, in Piazza Giovanni Paolo II, a pochi passi dal Museo della Carta, settanta artisti italiani esporranno le loro opere, destinate poi a essere donate a un ospedale pediatrico del Cairo. La mostra è visitabile fino al 15 gennaio, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Pedalata di Santo Stefano

Non sapete rinunciare a un po’ di attività sportiva nemmeno in vacanza? Il 26 dicembre da Fabriano parte la Pedalata di Santo Stefano, una gara competitiva di 100 chilometri tra le colline marchigiane. La parallela manifestazione non competitiva, su un percorso di circa 20 chilometri, è aperta a tutti.

Precicchie…un Castello… un Presepio

Si possono trascorrere le Feste senza presepe? Certo che no. Tra i più suggestivi realizzati nei dintorni di Fabriano, vi segnaliamo il Presepe vivente del Castello di Precicchie, quest’anno giunto alla sua ventottesima edizione. La rappresentazione della Natività si terrà nelle giornate del 26 dicembre e del 1° e 6 gennaio, a partire dalle ore 17. A far da scenografia al presepe sarà il piccolo borgo medievale dominato dal castello trecentesco.

Presepe Vivente di Genga

Dopo il più suggestivo, perché non visitare anche il più grande Presepe vivente al mondo? A una manciata di chilometri da Fabriano, poco distante dal Parco regionale della Gola Rossa, il borgo di Genga ospita una Natività estesa su una superficie pari trenta mila metri quadrati all’interno della Gola di Frasassi. Alla messinscena partecipano circa trecento figuranti del luogo. In quasi trent’anni di vita, il Presepe vivente di Genga è stato visitato da più di trecentomila persone.

E se dopo tutto questo girovagare volete concedervi una sosta in un elegante hotel di charme, non dovrete fare molta strada. Residence Raffaello si trova nell’incantevole borgo di Sassoferrato, a meno di dieci chilometri da Genga. Si tratta di un antico edificio storico sapientemente valorizzato. Questa Dimora D’Epoca vi accoglie con le sue eleganti sistemazioni: le camere e gli appartamenti offrono ambienti differenti, per chi desidera una vacanza romantica, per chi ama il bel vivere o per vuole trascorrere un soggiorno indipendente con tutti i comfort dell’hotel. Residence Raffaello vi schiude le porte oltre le quali vi aspettano le Marche più segrete. Correte a scoprirle durante le Feste!

Il centro storico di Fabriano a Natale    Museo della Carta e della Filigrana a Fabriano    Il borgo medievale di Precicchie    Il Presepe Vivente di Genga

Residence Raffaello - Camera Lilly    Residence Raffaello - Camera Smeraldo    Residence Raffaello - Camera Turchese    Residence Raffaello - Appartamento La Vergine

21 dicembre 2011  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Un itinerario nelle Marche, dal borgo di Sassoferrato alla carta di Fabriano

Paesaggio marchigiano in inverno

Le Marche, una delle regioni più straordinarie d’Italia. Per accorgersi della sua bellezza basta percorrerla nella sua lunghezza, da nord verso sud. Da una parte il mare, la riviera del Conero e quella delle Palme. Dall’altra, i colli e le montagne dell’Appennino. Ovunque, lo spettacolo dell’arte e della natura. Nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, esiste un piccolo borgo abbracciato da boschi e montagne, dalle colline e dai fiumi che scendono a valle. Piccolo, ma molto speciale. Il suo nome è Sassoferrato. Il borgo è sorto in età antica intorno al Castello posto su un’altura. Un poco più su, svetta la Rocca Albornoz, imponente edificio militare eretto nel Quattrocento, circondata dallo storico Parco delle Rimembranze. Tutt’attorno regna la natura, un ambiente incontaminato da esplorare nella bella stagione.

In questo luogo magico, Dimore D’Epoca vi presenta la sua ultima new entry. Residence Raffaello è ospitato in uno storico edificio valorizzato nelle sue peculiarità architettoniche. Un servizio di bed & breakfast che non vi farà mancare alcun comfort, camere e appartamenti finemente arredati, adatti sia a chi cerca l’atmosfera giusta per il proprio soggiorno romantico che alle famiglie numerose. In estate, la piscina all’aperto con idromassaggio e barbecue. In inverno, la sala cinema, la sala giochi e la sala lettura.

Il territorio di Sassoferrato conta ben ventitré frazioni e oltre duecento accasati. Esplorarli tutti è impresa forse impossibile, ma molti fra questi meritano almeno una veloce visita. Se decidete di trascorrere qui le vostre vacanza di Natale, appuntatevi il nome Coldellanoce. In questa piccola frazione, a circa cinque chilometri da Sassoferrato, ha luogo ogni vigilia il Presepe vivente inscenato dai suoi abitanti.

Sassoferrato è solo il punto di partenza del nostro viaggio nelle Marche. Dal borgo è possibile tracciare infiniti itinerari alla scoperta di questa regione straordinaria. Qualche esempio? A soli otto chilometri da Sassoferrato troverete il Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, il polmone verde delle Marche con i suoi diecimila ettari di area protetta.

Nel vicino comune di Genga è possibile visitare le grotte di Frasassi e vivere un suggestivo viaggio nel mondo sotterraneo delle stalattiti, stalagmiti e cortine lamellari. Da Genga, in soli venti minuti d’auto, potrete arrivare a Fabriano, una delle più antiche città d’Italia produttrici di carta. Il suo centro storico ospita il Museo della Carta e della Filigrana, oltre che interessanti opere dell’architettura civile e religiosa, fra cui il Palazzo del Podestà, il Teatro Gentile e il Portico dei Vasari. Non di sola carta vive Fabriano. Se passate dalle sue botteghe o dai suoi ristoranti, non dimenticate di assaggiare il Salame di Fabriano, tipico salume marchigiano con i lardelli, da poco inserito fra i Presidi Slow Food. Le Marche non finiscono certo a Fabriano. Ora tocca voi scoprirle in tutto il loro immenso fascino.

Il borgo di Sassoferrato con la neve    Un vicolo di Sassoferrato    Le grotte di Frasassi    Il Museo della Carta a Fabriano

Residence Raffaello - Camera Smeraldo    Residence Raffaello - Camera Lilly    Residence Raffaello - Camera Rubino    Residence Raffaello - Appartamento Il Trionfo

1 dicembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Ascoli Piceno, la Città delle cento torri e un boutique hotel nel centro storico

Ascoli Piceno - Veduta di Piazza del Popolo

Il bianco avorio del suo travertino. Le sue piazze e le sue rue – le strette strade del centro storico qui si chiamano così. I sontuosi palazzi e le torri. E poi l’arte, un susseguirsi di romanico, gotico, rinascimentale e barocco. Chi non conosce Ascoli potrebbe sorprendersi leggendo il giudizio che ne diede Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia.

Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d’Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. André Gide la prediligeva… bella come alcune città della Francia del Sud, non tanto per questo o quel monumento, ma per il suo complesso, la qualità antologica, l’incanto che viene da nulla e da tutto.

Piazza del Popolo è sotto ogni punto di vista il salotto cittadino: in stile rinascimentale, circondata da porticati, chiusa a occidente dal Palazzo dei Capitani del Popolo e a nord dalla chiesa gotica di San Francesco. I palazzetti rinascimentali si affacciano sulla piazza lastricata di levigate pietre in travertino; fra questi, accanto al Palazzo dei Capitani, il celebre Caffè Meletti, uno dei 150 caffè storici d’Italia; in stile liberty, dalla facciata pittata in rosa antico, frequentato da illustri intellettuali del Novecento – Ernest Hemingway, Pietro Mascagni, Renato Guttuso e Jean Paul Sartre tra i tanti -, il locale è noto per l’assaggio dell’”anisetta con la mosca”, un liquore a base di anice, con l’aggiunta di un chicco di caffè, preparato secondo la storica ricetta del locale. Quando i raggi del sole luccicano sul travertino della piazza e la bella stagione è ormai alle porte, i tavolini all’aperto del Caffè diventano il luogo di ritrovo prediletto per gli ascolani e i turisti in visita alla città.

Il centro storico di Ascoli, città nata su una collina e circondata per tre lati da altre colline, è un piccolo labirinto ordinato di strade e vicoli di età medioevale. Ma sotto quest’impronta figlia dell’Età di Mezzo, si indovinano le origini romane del centro: l’antico cardo maximus, oggi via del Trivio, s’incrocia con il decumanus, corso Mazzini. Romano è anche il ponte di Solestà, un’unica campata tutta in travertino sorretta da un arco a tutto sesto che supera con un sol balzo elegante il fiume Tronto, unendo così il centro storico al quartiere di Porta Cappuccina. Coricate sul colle detto dell’Annunziata ci sono invece le antiche rovine dell’Anfiteatro romano, rinvenute fra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta. Tra le più notevoli e originali opere monumentali della città, si annoverano le Grotte dell’Annunziata, anch’esse erette al tempo dell’Antica Roma, probabilmente tra il II e il I secolo a.C.; dubbi ancora oggi perdurano sulla loro funzione – residenza del pretore, abitazioni per soldati o schiavi, tempio votivo sono le ipotesi più verosimili; certo è che il complesso di porticato di nicchie a volte parallele appare grandioso anche a distanza di oltre venti secoli di Storia.

Ascoli è ricordata sovente pure con l’appellativo di Città delle cento torri. Nel Medioevo si ergevano decine e decine di costruzioni turrite, simboli tangibili del dominio gentilizio su Ascoli. Di quel patrimonio architettonico, è rimasto pochissimo: l’unico complesso palacium-turris ancor’oggi visitabile in città è quello della Torre degli Ercolani, affiancata dal Palazzetto Longobardi.

Il bianco smaltato del travertino ammanta di un candido avorio tutta Ascoli. Non fa eccezione il nobile edificio di Residenza 100 Torri, un grazioso boutique hotel nel cuore storico della città, a pochi passi da Piazza del Popolo. Dalle scuderie del palazzo eretto nel Duecento e dagli ambienti delle antiche fabbriche di famiglia è nato questo hotel di charme, un eccellente punto di approdo per chi desidera trascorrere una vacanza o un weekend in una delle più affascinanti città d’arte dell’Italia centrale. Passato e presente, materie nobili e comfort hi-tech: la dimora storica accoglie i suoi ospiti in quattordici camere silenziose ed esclusive. L’eleganza degli arredi di famiglia, i dipinti originali d’autore alle pareti, i mobili curati da famosi interior design e i dettagli unici ammantano di lusso  ricercatezza ogni ambiente. Le camere, doppie o junior suite, si affacciano tutte sul centro storico di Ascoli, alcune hanno terrazze romantiche, altre travi a vista e letti a baldacchino. Per un soggiorno charmant e indipendente ci sono due appartamenti a breve distanza da Residenza 100 Torri, con vedute su Piazza del Popolo o sulle caratteristiche rue della città.

La collocazione nel pieno centro storico di Ascoli rende Residenza 100 Torri il luogo prediletto per meeting, conferenze, coffee break, brunch e ogni altro evento. Su richiesta, lo staff della dimora storica può predisporre un raffinato servizio di catering in un ambiente tipico dell’architettura ascolana: cucina mediterranea, fragranze, aromi, in un trionfo di sapori tipicamente italiani.

Se la vostra occasione sarà ancora più speciale, Residenza 100 Torri potrà diventare vostra in esclusiva: a disposizione potrete avere l’intero palazzo, per vivere in assoluta privacy la magia di un hotel di charme dal fascino irresistibile.

Panorama notturno di Ascoli Piceno    Piazza del Popolo vista dall'alto    Caffè Meletti in Piazza del Popolo    Ponte romano di Solestà sul fiume Tronto

Residente 100 Torri - Ingresso    Residenza 100 Torri - Camera    Residenza 100 Torri - Camera    Residenza 100 Torri - Appartamento

30 marzo 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

2 Campanili Relais: un albergo diffuso nelle Marche per una vacanza nella Storia

2 Campanili Relais - Albergo diffuso nelle Marche

A vederla da lontano assume la forma di una nave arenata sui colli del Montefeltro. Più si prosegue lungo la strada che fende i colli marchigiani e più Urbino appare quale una magica visione uscita dalle pagine della Storia. Le fortune di Urbino si avviluppano attorno al periodo rinascimentale, nell’età d’oro dello splendido Ducato innalzato agli onori dell’arte dal colto e raffinato Federico da Montefeltro sul finire del Quattrocento. Le imponenti mura rinascimentali sono a guardia di alcuni fra i massimi gioielli del Rinascimento. Su tutti risalta la sagoma turrita del Palazzo Ducale, grandioso lascito di Federico al suo dominio, uno dei più grandiosi palazzi principeschi mai nati in Italia fra Quattro e Cinquecento, oggi affiancato dalla neoclassica Cattedrale della città.

Il Palazzo Ducale è un armonioso complesso architettonico, la cui facciata rivolta  verso la città presenta una caratteristica forma “a libro aperto”; il lato opposto del grande edificio, a strapiombo su Porta Valbona, è completato dalla facciata detta “dei Torricini”, per via delle due torri ai lati delle tre logge sovrapposte. L’opera commissionata da Federico all’architetto Luciano Laurana è oggi sede della Galleria Nazionale delle Marche, una preziosa collezione di capolavori dell’arte rinascimentale, con opere di Piero della Francesca, Federico Barocci e Raffaello Sanzio, la cui casa natale è visitabile al civico 5 dell’omonima via urbinate.

Malgrado siano meno conosciute e meno frequentate dal turismo rispetto alla vicina Toscana, la provincia di Pesaro Urbino e le Marche tutte nulla hanno da invidiarle. La gradevolezza del paesaggio, in gran parte collinare, la vicinanza del mare, le distese di campagne in fiore e un patrimonio storico, artistico e culturale di assoluto rilievo sono qualità difficili da ignorare.

Nei dintorni di Urbino, i borghi e i paesi da visitare sono innumerevoli. Salendo verso l’Appennino, appena alle spalle del capoluogo del Montefeltro, s’incontra Acqualagna, piccolo paese dall’aspetto moderno famoso per i suoi tartufi, protagonisti di una fiera nazionale fra ottobre e novembre; il pregiato tubero bianco di Acqualagna e il bianchetto, lo scorzone e il nero di Norcia si possono però degustare anche durante gli altri mesi dell’anno nei tanti locali tipici del paese e dell’Appennino marchigiano. Poco più a valle, sulla strada che conduce a Fano, ci si imbatte in Fossombrone, centro d’impronta medioevale issato su un colle, dominato dalla Cittadella e dai resti ancora visibili dell’antica rocca malatestiana.

Se si segue il corso del fiume Metauro si giunge al borgo antico di Montemaggiore. Gli edifici più belli del paese, anch’esso su un colle a guardia della valle sottostante, sono stati recuperati attraverso pazienti lavori di restauro, fino ad ottenere un accogliente albergo diffuso, formula di soggiorno per sentirsi un po’ come a casa propria, ma con tutti i servizi di un hotel di qualità: il borgo, ancora abitato dai suoi residenti, promette di  farvi sentire come a casa vostra; godere di una vacanza libera e indipendente non è mai stato così semplice. 2 Campanili Relais è composto da ben 35 differenti unità abitative, in piccole case di mattoni a vista sparse lungo i vicoli della Quattrocentesca città vecchia racchiusa fra le antiche mura di difesa: gli arredi interni vanno dal Liberty agli anni Quaranta, alcune hanno conservato eleganti caminetti e angoli cottura originali; le tipologie di sistemazioni disponibili comprendono camera standard, comunicanti – ottime per le vacanze in famiglia -,  junior suite e suite. Una camera porta il nome  di un personaggio della storia del nostro Novecento: Winston Churchill, ospite di Montemaggiore al Metauro il 25 agosto del 1944, giorno d’inizio dell’operazione “O live” nel teatro della Seconda guerra mondiale. Allo statista inglese il paese ha dedicato anche l’omonimo belvedere, proprio nel centro storico, a pochissimi passi da 2 Campanili Relais.

Nel borgo diffuso annoiarsi è del tutto impossibile. L’area wellness, immersa fra freschi pini, è quanto di meglio si possa chiedere: piscina coperta con idromassaggio, sauna e trattamenti esclusivi, alcuni dei quali “al chiaro di luna”, in un roseto profumato sono pensati per il benessere di anima e corpo. Gli spazi comuni – sala lettura, sala the, sala giochi – sono invece ottimi per rilassarsi e socializzare con gli altri ospiti dell’albergo diffuso.

Il restauro dell’antico borgo ha permesso di ricavare in uno storico edificio il Ristorante Palazzo Della Rovere, un accogliente tempio del gusto con una sala per banchetti, uno spazio all’aperto per pranzi e cene d’estate e una serie di grotte antiche con un’enoteca. Tra autentici mobili d’epoca, soffitti affrescati, portali in pietra e magnifici camini del Cinquecento, potrete concedervi i piaceri della gola: menu ispirati alla tradizione della cucina marchigiana, con qualche inserimento originale dello chef, rigorosamente a base di prodotti tipici del territorio. Da 2 Campanili Relais, e in particolare dalla sua sala meeting, potrete contemplare il panorama della valle del Metauro, fra i dolci colli della campagna che tanto ricordano quelli del Chiantishire.

Veduta del centro storico di Urbino    Duomo e Palazzo Ducale di Urbino    Iscrizione in latino sulla facciata della casa natale di Raffaello Sanzio    Il fiume Metauro a Fossombrone

Panorama sulle colline del Montefeltro    2 Campanili Relais - Camera nell'albergo diffuso    2 Campanili Relais - Ristorante Palazzo Della Rovere nell'albergo diffuso    2 Campanili Relais - Centro benessere con piscina, idromassaggio e sauna

22 marzo 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

San Valentino a La Loggia di Gradara: romantici soggiorni e il mito di Paolo e Francesca

Castello di Gradara

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.
Queste parole da lor ci fuor porte.

Nelle terzine della Divina Commedia è narrata una parte del tragico amore di Paolo e Francesca; amanti e adulteri, li condusse alla morte, per mano del marito di lei – Gianciotto, fratello di Paolo -, la passione nata l’un per l’altra. Figure immortali del Canto V dell’Inferno, secondo alcune fonti storiche lo sfondo della loro vicenda sarebbe il Castello di Gradara, nella terra di confine fra Marche e Romagna. La mole maestosa della rocca sorge su un piccolo colle, abbracciato dal borgo medioevale e da una doppia cinta di mura. Gradara, da “grata aura” (aria buona), si riconosce subito, appena ci si lascia alle spalle la Riviera adriatica.

Sospinti dalla brezza marina, oltre la campagna, si arriva nell’antico borgo. Sul solitario poggio sorge il maniero turrito: il colore ocra dei suoi mattoni splende alla luce del mattino; il cielo azzurro avvolge il verde d’attorno, per perdersi oltre l’orizzonte turchino del mare. Ma è al calar del sole che la rocca e il borgo si ammantano di un’atmosfera di romantico languore: gli ultimi bagliori del crepuscolo si spengono mentre cala il silenzio della sera e le luci del borgo fendono le ombre del grande gigante a guardia della collina.

Sull’intera vallata domina il possente mastio, alto trenta metri, eretto intorno al 1150 dalla famiglia dei De Griffo. Tra Duecento e Trecento la fortuna di Gradara è legata al nome dei Malatesta, guelfi di Romagna, signori di Rimini, Cesena e Pesaro: a loro si deve la costruzione delle due cinte murarie. Il loro possesso su Gradara terminò nel 1463, dopodiché la fortezza passò sotto il controllo delle altre nobili dinastie del centro Italia: fra di esse, i Della Rovere, i Borgia e i fiorentini Medici. La visita alla fortezza inizia dal Cortile d’Onore, ambiente suggestivo sul quale si affaccia la torre maestra, con la Sala delle Torture. Si prosegue salendo al piano nobile del castello, per entrare negli appartamenti e nelle sale frequentate dall’alta nobiltà del Medioevo e del Rinascimento: da Giovanni Sforza e dall’affascinante e pericolosa Lucrezia Borgia, per esempio, o da Sigismondo Malatesta e dalla sua Isotta. Luogo d’amore romantico e suggestivo, Gradara e il suo Castello evocano mille ricordi e storie segrete di calde passioni e tragici destini. Tutto il fascino del passato rivive al cospetto degl’innamorati d’oggi, nella nobile fortezza, nei suggestivi scorci sul borgo, nelle vedute infinite colte dalle sommità delle mura.

Ma per scoprire i segreti e la magia di questi luoghi serve una sosta, almeno una notte: un soggiorno incantato protetto dalle pietre della cittadella fortificata. È la promessa mutata in realtà negli spazi emozionali della Loggia di Gradara, l’esclusiva dimora d’epoca ospitata entro le mura della rocca. Una tradizione di ospitalità familiare di oltre mezzo secolo, sistemazioni calde, raffinate e accoglienti, dotazioni tecnologiche, elementi naturali, dettagli unici: la Loggia di Gradara è un invito per il prossimo San Valentino. Ogni camera, diversa e unica, offre un affaccio sempre nuovo sul borgo: l’orologio della piazza, la facciata della chiesa di San Giovanni Battista, i torrioni del castello, entro cui  si consumò la passione e la tragedia di Paolo e Francesca. Ai due innamorati è dedicata una camera del relais, orientata verso sud-ovest, completa di balcone e bagno con finiture in vetro murano, ardesia e rame. La camera Alla Torre è orientata lungo il bastione est del castello, di fronte ad una delle torri d’avvistamento: i barbagli della prima luce del mattino filtrano fra le mura merlate e le chiome di abete per regalare agli ospiti di questa stanza un dolce risveglio. Ma tutte le sistemazioni sono speciali: ognuna è completa di comfort all’avanguardia e di docce cromo-terapiche per un rinfrescante momento di pausa.

Il benessere più prezioso è però quello all’”oro bianco”: il wellness centre della Loggia di Gradara offre ai propri ospiti un’esperienza di benessere unica nella stanza del sale e sul letto salino, oltre alla tradizionale sauna e ad una serie completa di massaggi, terapie e trattamenti estetici per il corpo e per il viso. Una seduta nella stanza del sale ha effetti drenanti e decongestionanti, scioglie la tensione e rafforza il sistema immunitario, rilassa e rigenera prima di una lunga notte di passione.

Sognatori e viaggiatori innamorati: la Loggia di Gradara vi attende per il vostro romantico San Valentino.

Il borgo di Gradara e il Castello visti dall'alto    Borgo e Castello di Gradara - Vista notturna    Gradara - Torre dell'orologio    Castello di Gradara - Salone

La Loggia di Gradara - Esterno    La Loggia di Gradara - Camera Paolo e Francesca    La Loggia di Gradara - Stanza del sale e letto salino    La Loggia di Gradara - Doccia cromo-terapica

19 gennaio 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Scegli Dimore D’Epoca per la tua prossima vacanza

Antico Borgo di Tabiano Castello

Ogni vacanza nasce dal desiderio di poter godere di un momento di relax, che spesso si accompagna al piacere e al gusto della scoperta.
Dimore D’Epoca, con le sue 85 strutture ricettive di grande charme, vi offre soggiorni davvero esclusivi, che uniscono qualità, tradizione e cultura, all’insegna della ricchezza artistica e naturale della nostra penisola.
La ricca proposta del gruppo permette di andare alla scoperta di un’Italia intima, fuori dai grandi e riconosciuti itinerari del turismo di massa. Le strutture e gli hotel del circuito di Dimore D’Epoca sono personalissimi viaggi all’interno dei singoli territori e della loro storia: l’ospite si immerge nell’atmosfera del luogo, assaporandone il gusto nei dettagli, nelle tradizioni, nel contatto con la natura e nelle eccellenze della buona tavola.
Le Dimore D’Epoca diventano le mete ideali di un suggestivo itinerario alla scoperta di un’Italia forse meno conosciuta, ma altrettanto affascinante. L’inestimabile patrimonio, costituito da castelli, ville d’epoca, masserie, antiche fattorie, lussuose ville, hotel e residenze storiche, consente al viaggiatore più attento di immergersi in un’atmosfera fuori dal tempo, assimilando pienamente i sapori, i profumi, i colori e i rumori che fanno di ogni dimora lo scenario unico di una vacanza indimenticabile.
Forti dei valori della tradizione e di un ricco passato, le Dimore D’Epoca si inseriscono nel contesto territoriale odierno in maniera nuova, fondando una cultura dell’ospitalità all’insegna della qualità e della cura per i dettagli. Angoli ameni di un’Italia intima, ancora da scoprire, le Dimore D’Epoca sono il centro di un nuovo turismo d’élite, sensibile alle particolarità e alle prelibatezze enogastronomiche che le singole regioni sono in grado di offrire.
Alle porte delle città d’arte, nei vicoli degli antichi borghi, a ridosso delle rocche e dei castelli, in montagna, al mare e sui laghi… l’ospite si lascia rapire dal fascino e dalle intense suggestioni degli hotel di Dimore D’Epoca: luoghi dove vivere emozioni straordinarie.

Hotel Adler    Algilà Ortigia Charme Hotel    Antica Corte Pallavicina    Casale San Nicola

Monastero di Cherasco    Palazzo Carletti    Ruzzini Palace    Villino Villadorata

29 aprile 2010  |  categoria: Dimore D'Epoca  |  leggi tutto »