Si parla di “emilia romagna”

I Mercatini di Natale a Bologna: shopping e idee regalo sotto i portici più lunghi d’Italia

Piazza Maggiore a Natale

Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale, credevo che Bologna fosse mia…

Riconoscete la canzone? S’intitola Eskimo. Le parole sono di Francesco Guccini, che di Bologna è l’indiscusso cantastorie. Se ai mercatini dell’Alto Adige e delle Alpi preferite l’atmosfera delle Feste cittadine, Bologna è quel che fa per voi. Nel capoluogo emiliano la tradizione si rinnova ogni anno nell’appuntamento clou del Natale. Sotto il portico della Chiesa di Santa Maria dei Servi, in Strada Maggiore, a una manciata di passi dalle due Torri, la Fiera di Santa Lucia è il luogo simbolo del Natale a Bologna. Tra le sue bancarelle troverete addobbi per l’Albero, decorazioni, articoli per il Presepe, dolci e piccole idee regalo. Già inaugurata il 19 novembre, la Fiera di Santa Lucia si tiene tutti i giorni dalle 9,30 alle 20, fino al 26 dicembre.

Proprio di fronte alla Chiesa di Santa Maria dei Servi, luogo che ospita uno dei maggiori organi d’Europa, troverete il Palazzo Davia Bargellini, tra gli edifici civili più grandi e nobili di tutta la città. Varcate il suo portone d’ingresso sorretto dai due Giganti, salite il suo monumentale scalone ed entrate nel Museo civico d’arte industriale: parte della sua raccolta contiene preziosi esempi del Presepe artistico bolognese.

Oltre alla Fiera di Santa Lucia, le Feste a Bologna prevedono un secondo appuntamento. Il tradizionale Mercatino di Natale si tiene in Via Altabella, nel cuore della città, nei pressi di Piazza Maggiore e della Basilica di San Petronio. Tutti i giorni e fino al 7 gennaio – l’orario è sempre 9,30-20 – potrete immergervi nell’atmosfera del Natale bolognese, vagare tra le bancarelle in cerca di un regalo originale, acquistare addobbi, dolciumi, giocattoli e bearvi di fronte allo spettacolo delle luci e dei colori del Natale.

Luci e colori che rinnovano il loro fascino nel reticolo di vie e vicoli del centro storico, specie della parte di borghi e portici dietro a Palazzo dei Bianchi, tra Piazza Maggiore e Piazza della Mercanzia, sede fin dall’età medioevale del Mercato di Mezzo. In questo spicchio di città troverete ogni sorta di ben di Dio e tanti articoli d’artigianato. Le botteghe alimentari espongono frutta e verdura; dalle vetrine fanno capolino prodotti tipici e specialità gourmet per chi non sa resistere alle tentazioni del gusto.

Lo shopping a Bologna inizia nei Mercatini di Natale ma può continuare in molti altri luoghi del centro storico. La Galleria Cavour, per i bolognesi semplicemente “la Galleria”, è uno spazio commerciale riservato agli acquisti più esclusivi, con marchi delle più grandi firme italiane e internazionali, negozi di lusso e di alta moda, caffè chic, eventi d’intrattenimento e di carattere culturale. Adiacente alla Galleria Cavour, Via Farini è un altro luogo del lusso nel centro storico di Bologna: sotto il suo porticato, numerose boutique di alta moda, bar, caffè, pasticcerie, gallerie d’arte e una sfilata di luminarie e decorazioni di Natale che vi accompagneranno nei vostri acquisti delle Feste.

Passeggiare sotto i portici nell’atmosfera tipica del Natale, soffermarsi davanti alle vetrine più lussuose e colorate a caccia degli ultimi regali, è un’esperienza magica, soprattutto a Bologna, che di portici, nel solo centro storico, ne ha da vendere – ben 38 chilometri. Ma se decidete di soggiornare a Bologna per visitare la città sotto le Feste, potreste scegliere in un hotel di charme nel cuore della città. Tra le proposte di Dimore D’Epoca, vi segnaliamo due destinazioni per una vacanza o un weekend a Bologna. La prima si chiama Torre Prendiparte. Perché non provare l’ebbrezza di dormire nella seconda torre più alta della città? Avrete a disposizione un raffinato servizio di bed & breakfast, con la possibilità di riservarvi una cena romantica nella torre preparata dal vostro personal chef.

A pochi passi da Porta Santo Stefano e da Piazza del Baraccano, negli spazi un tempo occupati da una piccola chiesa di un monastero del Quattrocento, potrete soggiornare a Il Convento dei Fiori di Seta, dieci differenti suite dall’arredo minimal-chic con tanto di Spa per una serata di piacevole relax. Che altro desiderare dopo un’intesa giornata di shopping natalizio?

Fontana del Nettuno con l’Albero di Natale    Mercato di Mezzo a Bologna    Luminarie natalizie nel centro storico di Bologna    Le due Torri illuminate per le Feste

Torre Prendiparte e panorama di Bologna    Torre Prendiparte - Soggiorno    Il Convento dei Fiori di Seta - Atrio    Il Convento dei Fiori di Seta - Suite

23 novembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

I Castelli del Ducato di Parma e Piacenza / 2: i grandi castelli del Parmense e i prodotti tipici della Food Valley

Castello di Torrechiara

Il nostro viaggio fra i Castelli del Ducato continua nella provincia di Parma. Entriamo nel regno dell’arte e della gastronomia. Il nome di Parma è conosciuto in tutto il mondo grazie a prodotti tipici di assoluto valore, quali il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto crudo, il Culatello di Zibello, il Salame di Felino e la Spalla Cotta di San Secondo. Ogni paese ha la sua specialità. E il suo castello, intorno al quale, a partire dall’Alto Medioevo si raccolse la vita sociale del borgo.

Anche per questa tappa nel Parmense, il nostro itinerario parte dalle falde dell’Appennino, per ridiscendere man mano fra i colli, fino alla pianura bagnata dal Po. La prima tappa riserva già un incontro fra i più affascinanti di tutta la provincia. A circa sessanta chilometri a sud ovest di Parma, su uno sperone di diaspro rosso, nella valle in cui confluiscono i torrenti Ceno e Noveglia, sorge la Fortezza di Bardi. Intatta da ormai mille anni, conserva ancora oggi il fiero aspetto di inespugnabile roccaforte. La Fortezza appartenne per oltre quattro secoli alla famiglia dei Landi, per poi divenire, a partire dal Cinquecento, un’elegante dimora patrizia.

Se volete visitare la Fortezza di Bardi, sappiate che il suo periodo di apertura va da marzo a novembre; per gli altri mesi o per visite guidate, occorre prenotare. Come tutti i castelli che si rispettano, la Fortezza di Bardi ha il suo fantasma e molti tra i valligiani giurano di averlo visto aggirarsi nelle sale e lungo le mura merlate del forte; il suo nome sarebbe Moroello, comandante delle guardie del castello nel Quattrocento: la sua amata, credendolo morto, si precipitò da una rupe nei pressi della fortezza e Moroello, trafitto dal dolore, la seguì nella sua sventurata fine.

Da Bardi possiamo seguire il crinale dell’Appennino verso est, attraversare il centro di Pellegrino Parmense e raggiungere Salsomaggiore Terme, rinomata località per la cura e il benessere di corpo e anima. A pochi chilometri da Salsomaggiore sorge il Castello di Scipione, fatto erigere nell’Alto Medioevo dai marchesi Pallavicino, per molti secoli la più potente famiglia di tutte le terre comprese fra l’Appennino e il Po. Ancora oggi, la dimora è abitata dai discendenti di quella nobile stirpe. Nel corso della sua storia, il Castello di Scipione ha conosciuto numerosi adattamenti, passando da severa struttura difensiva a residenza signorile di estrema eleganza: il loggiato e il grande portale d’accesso al cortile d’Onore realizzati nel Seicento precedono i soffitti a cassettoni, gli affreschi e le decorazioni originali delle sale interne. Sempre ai marchesi Pallavicino appartenne un’altra splendida dimora immersa fra i colli parmensi. L’Antico Borgo di Tabiano Castello oggi è un relais di charme dall’atmosfera raffinata. Le sue camere e le suite sono ospitate nella residenza padronale e nella torre di guardia della fortezza. Ma l’incanto di questa dimora non finisce qui: nella grotta naturale troverete un centro benessere all’avanguardia per servizi proposti, mentre lungo la strada maestra del piccolo borgo, nella Locanda di Posta, avrete la possibilità di assaporare le pietanze tipiche della cucina parmigiana.

I profili ondulati delle colline ci accompagnano verso la nostra prossima tappa. Varchiamo le acque del fiume Taro e procediamo verso Langhirano, la capitale del Prosciutto crudo più dolce del mondo. A pochi chilometri dal paese ecco il Castello di Torrechiara, su un colle della Val Parma; è, con tutta probabilità, la più maestosa e imponente costruzione difensiva di tutto l’antico Ducato. Tre cerchie di mura e quattro torre angolari proteggono il corpo centrale della residenza signorile quattrocentesca. Al suo interno, la Camera d’Oro, stupefacente sala affrescata nata per celebrare l’amore tra Pier Maria Rossi e Bianca Pellegrini.

A meno di venti chilometri da Torrechiara, non potete perdervi Parma, città d’arte colta e gaudente come poche altre in Italia. Visitatela a partire dal suo cuore più antico, dal Duomo e dal Battistero in marmo rosa, uniti insieme in uno degli scenari urbani medioevali meglio conservati in Italia. Accanto a questi due gioielli dell’arte troverete Palazzo Dalla Rosa Prati. Inconfondibile nella sua bella facciata color mattone, nel lusso raffinato dei suoi appartamenti e delle sue suite finemente arredate, questa residenza d’epoca vi stupirà per comfort, arredi e scorci panoramici sulla città. Verso la Bassa Parmense, quella parte del territorio a nord di Parma che scende dolcemente verso il Grande Fiume, gl’incontri sono ancora tanti.

Ad una manciata di chilometri dalla petite capitale ecco la Reggia di Colorno, l’antica residenza del Duca e della Duchessa di Parma. Avete presente Versailles? Colorno non è certo da meno: oltre quattrocento sale, corti e cortili, gli appartamenti del Duca e della Duchessa e un giardino alla francese, tutti visitabili in ogni periodo dell’anno.

Da Colorno potete raggiungere con facilità gli altri paesi della provincia. Fontanellato, grazioso borgo medioevale raccolto attorno alla sua Rocca. San Secondo con la Rocca dei Rossi. Roccabianca e il suo quattrocentesco Castello. Soragna e la Rocca Meli Lupi. Per una sosta golosa in un autentico tempio del gusto potete scegliere il relais Antica Corte Pallavicina e il suo ristorante stellato Michelin. Un consiglio gourmet? Provate il Culatello di produzione propria, maturato nelle stesse cantine in cui riposano i salumi del Principe Carlo d’Inghilterra. Non ci resta che augurarvi buon viaggio (e buon appetito).

Fortezza di Bardi    Castello di Scipione    Antico Borgo di Tabiano Castello    Palazzo Dalla Rosa Prati, il Battistero e la torre del Duomo di Parma

Reggia di Colorno    Il borgo di Fontanellato con la Rocca    Antica Corte Pallavicina    Rocca Meli Lupi a Soragna

19 ottobre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

I Castelli del Ducato di Parma e Piacenza / 1: un itinerario esclusivo fra i Colli Piacentini e i Borghi più Belli d’Italia

Il borgo di Castell’Arquato con la Rocca Viscontea

Un tempo era il Ducato di Parma e Piacenza. Perduto il titolo, resta un patrimonio di castelli, fortezze e  residenze da far invidia a qualunque altro comprensorio turistico italiano e non. Dalle vette degli Appennini, spruzzate dalla neve in inverno, la terra declina lievemente verso il Po.

Tra le montagne e il fiume, un territorio ondulato di colli lievi e talora più aspri; in questo periodo,sono avvolti dalla prima bruma autunnale, ma niente e nessuno può nascondere il fascino segreto e misterioso dei castelli che qui sono sorti nel corso dei secoli. In posizione strategica, per il controllo di una landa un tempo percorsa dai frenetici scambi commerciali tra il nord e il centro d’Italia, i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza raccontano vicende di cappa e spada, di amori tormentati e delle imprese eroiche dei cavalieri e degli uomini d’arme deputati alla difesa dei castelli.

Tra Medioevo ed Età Moderna non ci fu grande famiglia che non ebbe per qualche decennio almeno il possesso di una delle tante fortezze sparse fra le province di Parma e Piacenza. Basta pensare che censimenti recenti hanno stabilito in oltre quattrocento la presenza di castelli e fortificazioni, grandi o piccole che siano, nella sola provincia piacentina. Da ormai diversi anni, l’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza ha riunito in un unico tour turistico le residenze più straordinarie aperte al grande pubblico. E così ci si può inventare una vacanza tutta nuova e sorprendente, lungo un itinerario che si snoda fra arte, Storia e grande gastronomia. Il nostro personale viaggio fra questo patrimonio inestimabile inizia dalla provincia di Piacenza, patria di ottimi vini, arte e buona tavola.

Partiamo da Bobbio, piccolo paese di origini romane adagiato nella media valle del fiume, noto soprattutto per la sua Abbazia di San Colombano – una delle più potenti di tutta Europa nel Medioevo – e per la presenza del Castello Malaspina Dal Verme, due gioielli dell’architettura medioevale che hanno contribuito all’ingresso di Bobbio nel club dei Borghi più Belli d’Italia.

Per questa prima tappa vi proponiamo una sosta al Relais Borgo Colombara, rifugio prediletto da chi desidera concedersi una vacanza di totale relax o una fuga romantica fra i Colli Piacentini; da provare assolutamente la grande SPA – Oriente, profumi esotici e una gamma di trattamenti infinita – e il ristorante di raffinate pietanze ispirate alle eccellenze del territorio.

Poco più a valle, sempre lungo il corso del torrente Trebbia, possiamo raggiungere il borgo fortificato e l’imponente Castello di Rivalta, ancora oggi di proprietà di un ramo della famiglia dei Conti Zanardi Landi. Abbracciato dal verde di un bel parco, frequentato perfino dalla famiglia reale d’Inghilterra, il borgo offre un’ospitalità di classe nella Torre di San Martino, albergo diffuso con eleganti cottage e sontuosi letti a baldacchino.

Proseguiamo ancora verso valle, fino a raggiungere il borgo fortificato di Vigoleno, splendido esempio di impianto castrense ancora perfettamente intatto. Vigoleno, anch’esso fra i Borghi più Belli d’Italia, sorge su uno sperone roccioso, sul crinale che separa la valle del torrente Stirone, confine fra le province di Parma e Piacenza, dal torrente Ongina. Circondati dalle mura merlate dell’antico maniero, potrete vivere il vostro weekend da favola nel Castello di Vigoleno, accogliente residenza dall’atmosfera decisamente lussuosa: letti a baldacchino, arredi di pregio, ristorante gourmet e tanto romanticismo.

Si dice che non ci sia il due senza il tre. Allora spingiamoci fino alle prime alture della Val d’Arda, fino al piccolo affascinante centro medioevale di Castell’Arquato, il terzo Borgo più Bello d’Italia di questo nostro tour. Arroccata sulla sommità dell’altura sotto cui si concentra la maggior parte del paese, ecco spuntare la Rocca Viscontea, eretta a metà del Trecento; dalle sue torri il panorama è semplicemente favoloso. Piccola città d’arte dall’atmosfera squisitamente romantica, Castell’Arquato diede anche i natali al librettista pucciniano Luigi Illica. Arte, musica e lusso discreto rivivono a Casa Illica, graziosa residenza ispirata alla filosofia dei boutique art hotel, ospitata nell’antica dimora in cui nacque l’artista; dalle sue camere è panorama incornicia l’antico borgo e i colli alle sue spalle; al suo interno, l’amore per l’arte e per il design lo ritroviamo anche nelle frequenti mostre dedicate alle opere di artisti affermati ed emergenti del panorama nazionale.

La tappa finale del nostro viaggio fra i castelli del Piacentino ci porta più a nord. Ci lasciamo alle spalle i profili ondulati dei Colli Piacentini e puntiamo con decisione verso il Grande Fiume. A circa trenta chilometri a est di Piacenza, verso il confine con la provincia di Cremona, poco oltre Cortemaggiore, ecco il piccolo abitato di San Pietro in Cerro, famoso per il suo bel castello, un complesso architettonico quattrocentesco circondato da un parco alberato immenso popolato da grandi esemplari secolari. In questo spazio verde troverete la Locanda del Re Guerriero, intima dimora di charme. In questi ambienti, le reminescenze del passato convivono con splendidi pezzi unici dell’arte contemporanea raccolti nel MiM – Museum in Motion, collezione unica visitabile nel sottotetto del maniero. Nelle camere e nelle suite, comfort unici, dettagli di pregio, relax, scorci ameni sulla fortezza e sul parco. Una sosta in uno dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza vi schiude le porte della Storia.

Il Castello Malaspina Dal Verme a Bobbio    Relais Borgo Colombara - Corte interna    Il borgo di Rivalta e Torre di San Martino    Il borgo fortificato di Vigoleno

Castello di Vigoleno - Salone interno    Casa Illica a Castell’Arquato    Castello di San Pietro in Cerro    La Locanda del Re Guerriero - Hall

18 ottobre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

November Porc, la maratona del gusto nella Bassa Parmense: tanti Culatelli e i sapori stellati Michelin

Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense

Puntuale come la nebbia che avvolge la Bassa Parmense in autunno. Ricco di sapori. Unico nel suo genere in tutta Italia, ma, osiamo dire, perfino in tutto il mondo. Anche quest’anno arriverà il November Porc, il festival tutto dedicato a Sua Maestà il maiale, arrivato ormai alla sua decima edizione. Per almeno quattro weekend potrete dimenticare diete e buoni propositi in fatto di cibo.

La Bassa Parmense è la terra per eccellenza delle carni suine. Fra le brume invernali che salgono dalle acque del Po e velano le campagne nascono autentiche opere d’arte della gastronomia nazionale, figlie di antichissime tradizioni dei norcini locali. E così inizia l’itinerario che alterna il gusto dei grandi salumi di Parma alle visite nei paesi della Bassa Parmense, ai castelli, alle rocche e ai capolavori dell’arte.

S’inizia nel weekend del 5 e 6 novembre a Sissa. Il primo appuntamento avrà come protagonista il Mariolone più grosso – lo scorso anno raggiunse i 150 chili di peso. Si continua il 12 e il 13 novembre a Polesine Parmense con Ti Cuociamo Preti e Vescovi e qui sarà il Prete il salume principe della due giorni. Si prosegue il 19 e 20 a Zibello, la capitale del famoso Culatello. Non per niente, Piaceri e delizie alla corte di Re Culatello è il titolo dell’evento di questo weekend, che vedrà al centro dell’attenzione il più pregiato salume italiano e lo Strolghino da Guinness. Tappa finale il 26 e 27 novembre a Roccabianca, con un’Armonia di Spezie e Infusi e la Cicciolata più grande.

Ogni fine settimana si articola in una serie di appuntamenti tutti da seguire. Al sabato si aprono i mercati, diversi in ognuno delle quattro tappe. Così, a Sissa si potranno trovare i Prodotti Biologici Naturali “Antichi Sapori e Tradizioni”. A Polesine si festeggerà sugli argini del Po  con il pesce e i prodotti del Grande Fiume. A Zibello sfileranno i grandi prodotti della migliore salumeria italiana, mentre a Roccabianca ci saranno tanti infusi, spezie e distillati. Il tutto accompagnato dai sapori tipici di Parma, dal Parmigiano Reggiano DOP, Strolghino, Spalla Cotta, vino Fortana IGP. Alla domenica continuano i mercati. Ma l’appuntamento clou è al pomeriggio con la distribuzione gratuita dei maxi-salumi candidati ad entrare nel Guinness dei Primati.

Nella Bassa Parmense esiste un luogo molto speciale dove potrete bearvi di tutti questi sapori. Si chiama Antica Corte Pallavicina. La sua specialità? Il Culatello di Zibello, fatto maturare nelle splendide cantine della dimora fino a raggiungere vette sublimi. Siamo a Polesine Parmense e a pochi metri scorrono le placide acque del fiume Po. Antica Corte Pallavicina è nata dall’intuizione dei fratelli Massimo e Luciano Spigaroli. L’amore per questa terra, il lavoro paziente e costante nel tempo hanno permesso di raggiungere traguardi fra i più prestigiosi.

Al Cavallino Bianco è il ristorante di raffinata e ricercata cucina, premiata quest’anno con una stella Michelin. La cucina nasce dagli ingredienti di produzione propria, nell’azienda agricola di Antica Corte Pallavicina. E così, dai campi della tenuta arrivano mais, uva, frutta e verdure di ogni varietà. Dagli allevamenti, le carni di razze suine autoctone, i bovini di razza bianca della valle del Po, i polli ruspanti, le oche e le anatre. Dall’uva si producono vini di qualità – la Fortana e la Fortanella, lo Strologo e il Rosso del Motto. Dalle carni suine, i migliori salumi prodotti in Italia, custoditi come opere d’arte preziose nelle antiche cantine della corte, costruite nel Trecento dai marchesi Pallavicino. L’ampiezza di questi locali consente di ospitare corsi di cucina e master dedicati al Culatello, cene intime, anche a lume di candela e piccoli convegni sull’arte, sui vini e sui prodotti tipici di queste terre. Il maiale qui è proprio un re. A lui è dedicata anche la torre dei segni zodiacali dell’antica corte, accessibile dal piano nobile della dimora, dove potrete trovare una raccolta di libri tutti dedicati ai suini e alla storia del territorio parmense.

In occasione del November Porc 2011, tutti i giorni il ristorante Al Cavallino Bianco propone un menu tipico, per gustare un lungo mese di “grande e grassa cucina”. E così, ecco sfilare davanti ai vostri occhi le specialità inimitabili. Immancabile il Culatello di casa Spigaroli, il Prete del Po con la peperonata agrodolce di “Mamma Enrica”, i Tagliolini al burro delle vacche rosse e Culatello, il Cotechino e lo Stinco con la polenta della Bassa, i vini dell’Antica Corte Pallavicina e tanto altro ancora. Se poi decidete per una lunga sosta, l’Antica Corte Pallavicina è anche un elegante relais. Sei camere, fra cui due suite ricavate nelle vecchie torri del castello, raccontano all’ospite le storie, la magia e i sapori di Parma e delle sue campagne.

Massimo Spigaroli e il suo staff nelle cantine di Antica Corte Pallavicina    Cena a lume di candela nelle antiche cantine    Ristorante Al Cavallino Bianco    Antipasto a base di Culatello

Il Culatello e lo staff di sala e di cucina del ristorante    Stanza dei Duchi - Camere Superior nel Relais    Stanza Galeazzo - Suite nel Relais    Stanza del Cardinale - Suite nel Relais

13 ottobre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Piacenza e i Colli Piacentini, un viaggio sorprendente tra i sapori dell’arte

Il profilo del Duomo di Piacenza

L’appartenenza è ancora emiliana, ma la sua anima è schiettamente lombarda e dalla Lombardia la separa solo l’ampio letto del Po. In questo periodo, i suoi teatri diventano il maggiore punto di ritrovo per l’alta società e per tutti gli aficionados della lirica. La stagione musicale inizia poco dopo la metà di ottobre nel fastoso Teatro Municipale, dalla grande sala decorata in stile neoclassico, ispirato nella facciata alla più celebre Scala di Milano. Il teatro si trova nel centro città, sull’elegante via Verdi, una sfilata di graziosi palazzi del Settecento. Accanto, piazza Sant’Antonino, dedicata al patrono della città, con l’omonima basilica eretta nel Medioevo in stile romanico, sormontata da un’imponente torre di forma ottagonale. Il centro storico di Piacenza è noto per i suoi bei palazzi commissionati a partire dal Cinquecento dalle più ricche e nobili famiglie della città. Palazzo Mulazzani, Palazzo Scotti, Palazzo Landi, Palazzo Costa, Palazzo Rota Pisaroni.

Il simbolo di Piacenza è il Palazzo Comunale, conosciuto anche come il Gotico: grande esempio di architettura civile nella duecentesca Piazza Cavalli, non potete confonderlo con alcuna altra costruzione del centro storico: un ordine di archi acuti nel portico inferiore in pietra bianca e il marmo rosso di Verona nella sua parte superiore. Sulla stessa piazza si trovano anche il Palazzo del Governatore, settecentesca costruzione in stile neoclassico, il Palazzo dei Mercanti, sede del comune, e la Basilica di San Francesco, all’incrocio con via XX Settembre. Via XX Settembre congiunge Piazza Cavalli, sede del potere civile, con la Cattedrale cittadina, simbolo del potere religioso piacentino; un tempo chiamata Strada degli Orefici perché popolata da numerose botteghe di oreficeria, oggi è conosciuta e ammirata soprattutto per i suoi balconi in ferro battuto.

L’eleganza dei palazzi del centro storico si sposa a meraviglia con il verde dei giardini interni: ogni residenza, ha il suo cortile protetto da grandi cancellate, anch’esse in ferro battuto. Non di soli giardini privati si compone il centro città. Piacenza conta numerosi giardini pubblici. La più famosa passeggiata nel verde è quella detta del Facsal, un viale pedonale alberato realizzato lungo il medesimo percorso delle mura cinquecentesche, che inizia dallo Stradone Farnese e termina, dopo poco più di un chilometro fitto di alti platani, davanti a Porta Genova.

Oltre la città, vi si schiuderà un paesaggio di innata grazia. Appena alle spalle del capoluogo, già s’intravedono i profili morbidi dei Colli Piacentini. Fra le lievi alture, non è affatto raro imbattersi nella magia del Medioevo. La provincia di Piacenza conta oltre quattrocento tra castelli e residenze fortificate, oltre a splendidi borghi, ritenuti, a ragione, fra i più belli d’Italia. Da questi colli nascono vini di grande tradizione, da accompagnare rigorosamente con le specialità della ricca cucina locale.

Sono molte le proposte enogastronomiche del territorio, ma nessuna tocca le punte d’eccellenza dell’Antica Osteria della Pesa, immersa nella campagna, ad una manciata di chilometri da Piacenza, consigliata dalle migliori guide per cene romantiche a lume di candela, pranzi e colazioni di lavoro. Il ristorante è ospitato nel Relais Cascina Scottina e propone due menu principali: il Menu della Tradizione, un felice incontro fra i salumi, i primi piatti e le carni della cucina piacentina, e il Menu degustazione di pesce. La cucina si rivela sempre puntuale, curata, attenta all’uso di ingredienti di qualità assoluta provenienti dal territorio circostante. Il sommelier vi consiglierà il vino da abbinare al vostro pasto fra le oltre seicento etichette italiane e internazionali. A tutto questo, fa da complemento l’ambiente elegante del ristorante, con mattoni e travi in legno a vista.

Accanto al locale, ecco il Relais Cascina Scottina, un antico casale di campagna con 17 camere ristrutturate di recente: atmosfera intima e curata, arredi d’epoca, raffinati dettagli e tanti comfort. Il Relais offre ai suoi ospiti anche un’area benessere corredata di bagno turco e solarium, oltre ad un’attrezzata palestra. Relais Cascina Scottina è apprezzato anche quale location per eventi di grande successo, inclusi sontuosi ricevimenti di matrimonio. Ambienti versatili, uno staff di professionisti esperti nella cura di ogni minimo particolare, tanto lusso e tecnologie avanzate per gli eventi business. Le piccole riunioni conviviali e i grandi meeting trovano nella sala da cento posti il loro spazio ideale. Ad ogni evento possono accompagnarsi aperitivi, coffee break e colazioni di lavoro curate e personalizzate secondo le esigenze del cliente.

Basilica di Sant’Antonino    La Cattedrale di Piacenza    Il Palazzo Comunale in Piazza Cavalli    Colori d’autunno tra i Colli Piacentini

Relais Cascina Scottina    Relais Cascina Scottina - Camera    Ristorante Antica Osteria della Pesa - Sala interna    Ristorante Antica Osteria della Pesa - Cantina

4 ottobre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Una vacanza in castello nella terra del benessere e dei sapori

Antico Borgo di Tabiano Castello - Veduta

Origini antichissime e in gran parte misteriose. Così si presenta al visitatore l’antica fortezza di Tabiano Castello, eretta al culmine di un grande sperone roccioso tra i primi colli che precedono l’Appennino parmense. Le prime testimonianze certe di questo castello risalgono all’XI secolo, ma la sua costruzione potrebbe essere antecedente; di certo si sa che la fortezza è appartenuta ai marchesi Pallavicino, nei secoli trascorsi la più potente famiglia del territorio compreso tra il Po, Piacenza, Parma e l’Appennino. Dall’alto del colle di Tabiano Castello il panorama sconfina oltre la fitta boscaglia fino ad abbracciare una larga parte di Pianura Padana e le Alpi in lontananza che segnano il confine fra terra e cielo.

Per chi proviene da nord e volge il suo sguardo in direzione opposta, la sagoma di Tabiano Castello è inconfondibile: la sua alta torre si staglia nell’orizzonte per guidarvi fino a lei. Ancora oggi il castello di Tabiano è protetto in gran parte da una possente cinta muraria. Varcato il suo ingresso principale, si entra nella dimora nobiliare, un complesso di quasi cento stanze, di camere piccole e grandi, sale e salotti. Nell’ala del castello che guarda a nord incontriamo uno degli ambienti più affascinanti del castello, la sala da ballo, decorata con stucchi e preziosi dipinti nel soffitto e nelle formelle poste sopra le porte. La fortezza scruta severa dall’alto l’antico borgo medioevale, che racconta ai visitatori di passaggio le sue storie talora intrecciate con leggende e antiche memorie popolari.

Perduta da secoli la sua naturale funzione di guardia, l’Antico Borgo di Tabiano Castello, dopo un’accurata opera di recupero, si è trasformato in un sontuoso relais di charme. Nella torre di guardia e nella dimora padronale sono ricavate le camere, le suite e gli appartamenti. Al loro interno troverete mobili antichi, delicate ceramiche dipinte a mano, tappezzerie dai toni morbidi, tv lcd e Internet a banda larga. Le superior hanno vasche antiche in camera, intimi caminetti e pavimenti in cotto. Per una vacanza indipendente, potete scegliere le suite, dotate di un piccolo angolo cottura e di vasca idromassaggio in bagno; oltre ai comfort, queste sistemazioni vi offriranno una delle  viste panoramiche più incredibili di tutto il complesso. Se invece cercate il massimo della libertà, avrete a disposizione gli appartamenti, ambienti comodi composti da soggiorno, camera da letto e cucina attrezzata.

In una delle terre più ricche di acque termali, ad una manciata di chilometri da Tabiano Bagni e da Salsomaggiore, il benessere non è certo un optional qualunque. Nell’Antico Borgo di Tabiano Castello avrete modo di sperimentare il wellness a trecentosessanta gradi. Nel centro benessere ricavato in parte in una grotta naturale troverete sauna, bagno turco, vasca idromassaggio e area relax. Lo staff del relais vi guiderà nella scelta del trattamento benessere che fa al caso vostro: massaggi tradizionali, shiatsu, riflessologia plantare o uno dei tanti percorsi completi per recuperare vigore ed energie. Se la stagione ancora lo consente, non dimenticate di fare un tuffo in una delle due piscine, una di 15 metri e l’altra circolare con idromassaggio.

Sapete resistere alle tentazioni della tavola? Se la risposta è no, niente paura. A Tabiano Castello avrete modo di togliervi grandi soddisfazioni. Per un pasto completo a base dei più pregiati prodotti tipici di Parma basta scendere all’Antica Locanda di Posta, sulla via principale del borgo, un piccolo tempio del gusto dove la pasta si fa ancora a mano e dove tutto viene cucinato secondo la più generosa tradizione emiliana. Affascinati da questa location incantevole, potreste decidere di organizzare proprio nell’Antico Borgo di Tabiano Castello il vostro meeting di lavoro o un evento speciale, il vostro matrimonio, per esempio. Tra mura e archi medioevali, le sale sontuosamente arredate potranno accogliere fino a 200 ospiti e trasformare la vostra giornata in qualcosa di straordinario.

In questa terra ricca di risorse e di attrazioni annoiarsi è impossibile. Qualche esempio? A Tabiano e nei suoi dintorni potete praticare ogni sport, dall’equitazione al golf, dal tennis al jogging fino alla mountain bike – le bici sono noleggiabili nel relais. Le Terme di Tabiano e di Salsomaggiore vi offriranno tutto per la vostra salute e la cura del vostro corpo. Per chi ama lo shopping, a pochi chilometri da Tabiano c’è il Fidenza Village, l’outlet con oltre cento boutique di alta moda a prezzi scontati. Gli itinerari del gusto vi accompagneranno alla scoperta dei più famosi prodotti tipici di Parma e delle sue terre: la Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma, la Strada del Culatello, il Museo del Parmigiano Reggiano sono calati in contesti storici e ambientali di assoluto valore. Se poi capitate in zona fra il 9 e il 18 settembre, fate un salto a Langhirano per il Festival del Prosciutto di Parma.

E poi c’è Parma, una delle città d’arte italiane emergenti, un piccolo scrigno di tesori medioevali e rinascimentali da sempre votato alla cultura, alla musica e alla buona tavola. Una vacanza così ricca certo non la dimenticherete facilmente.

Antico Borgo di Tabiano Castello - Camera    Antico Borgo di Tabiano Castello - Camera Superior    Antico Borgo di Tabiano Castello - Camera    Antico Borgo di Tabiano Castello - Piscina

Antico Borgo di Tabiano Castello - Idromassaggio grotta naturale    Antico Borgo di Tabiano Castello - Relax    A cavallo fra le colline di Tabiano Castello    Parma - Duomo e Battistero

6 settembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Quattro passi a Bagnara, romantico borgo medioevale nella Romagna meno nota

La Rocca Sforzesca di Bagnara

Qualora doveste capitare in Romagna da settembre in poi, non fatevi ingannare dalla sua terra piatta e apparentemente priva di attrattive. Basta abbandonare il corso della via Emilia che la fende in due parti e provare a percorrere le strade meno battute per vederla da un altro punto di vista. Da Imola, per esempio, potete arrivare in pochi minuti a Bagnara di Romagna, piccolo centro lungo gli antichi Stradelli Guelfi, quelle strade parallele alla via Emilia che nei secoli scorsi consentivano di raggiungere l’Adriatico da Bologna passando da castelli, borghi fortificati, chiese e residenze nobiliari.

Lungo questo percorso, Bagnara rappresenta un unicum, poiché si tratta dell’unico esempio di castrum medioevale tutt’oggi perfettamente conservato. Come sul finire del Quattrocento, infatti, il suo centro storico è ancora circondato dalle mura difensive.

Nel cuore del borgo sorge la Rocca Sforzesca, uno dei massimi esempi dell’arte fortificatoria italiana, caratterizzata dal bel stile cinquecentesco: un grande mastio di forma massiccia e squadrata, i loggiati lungo il suo perimetro, un cortile centrale custode di memorie rinascimentali e poi gli interni, ancora decorati con gli originali soffitti lignei. Perduti i suoi scopi difensivi e mutata in residenza signorile intorno al Settecento, oggi gl’interni della Rocca Sforzesca ospitano la residenza municipale e il Museo del Castello, una raccolta di reperti archeologici risalenti all’Età del Bronzo, all’epoca romana e al Medioevo. In pieno centro storico, in piazza IV Novembre, potete visitare anche il Museo Pietro Mascagni, un repertorio di lettere, documenti e cimeli storici appartenuti al celebre autore della Cavalleria Rusticana.

Sempre nel borgo fortificato, a due passi dalla Rocca sforzesca, uno storico edificio del Settecento accoglie invece La Locanda di Bagnara, intimo hotel di charme e paradiso per weekend romantici e vacanze gourmet. Gli ambienti sono dei bijoux. Il suo chiostro centrale è protetto da una copertura in cristallo sotto cui trova riparo il ristorante condotto dal patron Mirko Rocca, vera anima della Locanda di Bagnara. La cucina del Ristorante Rocca è rinomata, apprezzata e conosciuta come una delle più brillanti di tutta la Romagna: lo chef trae ispirazione dalla tradizione rielaborandola in chiave moderna e internazionale. La cottura leggera, la scelta di ingredienti freschi, la pasta fatta a mano, proprio come una volta, e una selezione di pregiate etichette proposte dal cantiniere della Locanda sono i must del locale.

Per piatti più semplici e veloci c’è l’Osteria della Locanda, un ambiente caratteristico con portate della cucina regionale. Accanto ai due locali, anche il wine bar e l’enoteca con oltre 130 vini – 40 romagnoli – e 17 etichette di distillati. In una delle dimore storiche più charmant di tutta la Romagna anche l’esperienza di soggiorno riserva sempre qualcosa di speciale. Le camere sono otto, suddivise fra Classic, Deluxe e Suite. Bagni in marmo e mosaico, decorazioni di pregio, ampi tendaggi caratterizzano ogni sistemazione. Un consiglio? Per una serata romantica, scegliete l’ampia suite dell’Ottocento affrescata e regalatevi un tête-à-tête a lume di candela sul suo balconcino privato.

Un’altra dimora storica, chiusa però all’ospitalità, ha reso famoso il borgo di Bagnara. Villa Morsiani è una residenza meta di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Di origini quattrocentesche e di proprietà dell’omonima famiglia, Villa Morsiani è famosa per ospitare l’allevamento dei cani San Bernardo “Del Soccorso”, considerato il migliore al mondo per questa razza. Di grande fascino è il Bosco Morsiani, il grande parco che circonda la dimora, con tutta probabilità l’ultimo bosco di originali naturali di questo lembo di Romagna. Si tratta di un autentico regno della natura, con specie autoctone, una ricca fauna e alberi secolari ritenuti veri e propri monumenti verdi – una quercia alta 35 metri ha non meno di 400 anni.

Bagnara è il centro ideale di un territorio ricco di arte, storia e cultura. Faenza e le sue ceramiche, la Ravenna bizantina, l’Imola medioevale e rinascimentale. Questa è la Romagna meno conosciuta. A voi il piacere di scoprirla.

La Locanda di Bagnara - Esterno    La Locanda di Bagnara - Chiostro centrale     La Locanda di Bagnara - Reception    La Locanda di Bagnara - Ristorante

La Locanda di Bagnara - Enoteca    La Locanda di Bagnara - Pasta fatta a mano    La Locanda di Bagnara - Suite    Ravenna - Basilica di Sant’Apollinare

1 settembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Visitare Bologna: gli itinerari meno noti fra torri, portici e vie d’acqua segrete

Panorama di Bologna

Medioevo, torri, portici. Sono i tre ingredienti che rendono unica Bologna. Il centro storico del capoluogo emiliano è costituito da una fitta rette di vie porticate che per oltre 40 chilometri vi accompagnano nei luoghi più incantevoli della città. La più lunga strada porticata è quella che conduce dalla città al Santuario di San Luca, sul Colle di Guardia, ben 3.796 metri e 600 arcate. Ma prima di lasciare il centro storico conviene una sua visita approfondita. Partendo ovviamente dal cuore della città, Piazza Maggiore, contornata dalla Fontana del Nettuno, da Palazzo d’Accursio e dalla Basilica di San Petronio, la sesta chiesa più grande al mondo.

Poi c’è la Bologna turrita: delle circa cento torri erette a partire dal XII secolo ne rimangono 24, abbastanza comunque per un itinerario urbano che vi terrà impegnati per oltre un’ora. Fra le più straordinarie costruzioni che si elevano oltre i palazzi medievali e rinascimentali ci sono Torre Prendiparte, seconda per altezza solo alla più famosa degli Asinelli. Simboli secolari della città, le torri degli Asinelli e la Garisenda sono conosciute anche come le Due Torri – la prima raggiunge quasi i cento metri di altezza.

Dalla Bologna più elevata si può passare in breve tempo a quella più segreta e nascosta. Per farlo bisogna scendere fino a terra e arrivare al canale delle Moline, una delle poche vie d’acqua ancora a cielo aperto fra le tante che nel Quattrocento disegnavano nel centro storico della città un reticolo di canali navigabili. Per raggiungere la finestrella di via Piella affacciata sul canale delle Moline basta passare sotto porta Govese o Torresotto dei Piella: scoprirete un angolo di città ai più ignoto, quasi una piccola Venezia nel cuore di Bologna. Da qui, i portici vi potranno accompagnare verso il Parco della Montagnola, il più antico giardino felsineo e luogo prediletto dai bolognesi per giochi, manifestazioni e incontri sportivi.

Dopo tanto passeggiare, conviene una sosta in uno dei tanti ristoranti o trattorie del centro. Perché visitare Bologna senza approfittare della sua cucina equivale ad un delitto di lesa maestà. Mortadella per iniziare. Lasagne verdi, tortellini o tagliatelle per continuare con i primi piatti, rigorosamente conditi con il celebre ragù. Se poi avete ancora appetito, non mancate il friggione, un piatto tipico della cucina povera bolognese da accompagnare a portate di carne, fatto con pomodori pelati, cipolle bianche, strutto, sale e zucchero.

Per non far pesare sul vostro stomaco tutto questo ben di Dio, si può raggiungere a piedi Piazza Santo Stefano, uno dei luoghi più caratteristici di Bologna, teatro di frequenti manifestazioni culturali e di concerti. Su questa piazza si affaccia il complesso delle Sette Chiese con la Basilica di Santo Stefano, il complesso religioso più singolare di tutta la città: gli edifici eretti dai padri benedettini fra il X e il XIII secolo rappresentano una ricostruzione simbolica dei luoghi della Passione di Cristo. Se capitate qui nella seconda domenica del mese, troverete un caratteristico mercatino dell’antiquariato con tanti oggetti da collezione, chincaglieria, quadri, mobili e modernariato.

Servono solo altri dieci minuti a piedi per arrivare al termine di via Santo Stefano e raggiungere l’omonima porta cittadina. A pochi passi ecco Il Convento dei Fiori di Seta, sontuosa dimora storica accolta negli antichi spazi di una chiesa conventuale del Quattrocento. La particolare collocazione di questo grazioso hotel di charme nel centro di Bologna consente ai suoi ospiti di vivere l’arte da vicino. Al suo interno, nella navata e nell’abside dell’edificio, sono state ricavate quattro eleganti camere impreziosite da soffitti a volta e pareti in pietra a vista. Altre sei sistemazioni si trovano al piano superiore, tutte in stile moderno e con arredi minimal-chic. Particolari sono i servizi di ciascuna camera, decorati a mosaico e alcune con docce a cascata.

Questa dimora vi sorprenderà per l’elevata qualità dei suoi servizi e per la cura dei più minimi dettagli. La filosofia di accoglienza della dimora non è certo limitata al minimo indispensabile. Dopo una giornata trascorsa lungo i portici di Bologna, cosa c’è di meglio di una seduta rilassante? Il Convento dei Fiori di Seta vi propone un’offerta benessere completa di bagno turco, idromassaggio e doccia scozzese, disponibili su richiesta al pari dei massaggi, dei servizi di fisioterapia, parrucchiere, pedicure e manicure. E il relax è servito.

I portici verso il Santuario di San Luca    Piazza Maggiore vista dall’alto    Le Due Torri di Bologna    Piazza Santo Stefano

Il Convento dei Fiori di Seta    Il Convento dei Fiori di Seta - Hall    Il Convento dei Fiori di Seta - Junior Suite Gold    Il Convento dei Fiori di Seta - Junior Suite Platinum

31 agosto 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Il borgo di Castell’Arquato, il Medioevo più romantico fra i Colli Piacentini

Veduta di Castell’Arquato

Dalle grandi città del Nord vi si arriva in breve tempo dopo aver attraversato distese di vigneti e i coltivi adagiati sui Colli Piacentini, patria dei vini Gutturnio, Bonarda, Ortrugo e Monterosso. Il nucleo più antico di Castell’Arquato è arroccato su un’altura della Val d’Arda, a pochi minuti d’auto da Piacenza e da Parma. Romantico come pochi altri e annoverato fra i Borghi più Belli d’Italia, il centro storico di Castell’Arquato conserva intatto il suo volto di grazioso centro dell’età medioevale.

Per raggiungere la sommità del borgo occorre percorrere una breve e piacevole ascesa lungo i suoi vicoli acciottolati chiusi da basse case color mattone. L’accesso a questo affascinante borgo d’arte è indicato da due porte che conducono al paese alto. Sulla strada in salita sfilerete davanti al Torrione Farnesiano, fortezza militare a pianta quadrata eretta nel Cinquecento – certe leggende lo vorrebbero ricco di misteri e passaggi segreti – e al Palazzo del Duca, antica residenza dei duchi Sforza a partire dal Seicento. Ma è solo dopo aver imboccato la via detta “Solata” e aver raggiunto la sommità del colle che si schiuderà davanti ai vostri occhi il vero spettacolo di Castell’Arquato.

La piazza monumentale del borgo è fra le più affascinanti e meglio conservate di tutta l’Italia del Nord. Su questo grande spazio si affacciano i simboli dei tre antichi poteri cittadini: civile, religioso e militare. Sul lato nord ecco il Palazzo del Podestà, risultato di una commistione di stili di età differenti; la sua fondazione risale alla fine del Duecento, e a quest’epoca risale il mastio rettangolare fatto di mattoni in cotto, mentre la scala anteriore e la tettoia esterna sono aggiunte del Quattrocento. Sul lato corto dell’edificio sorge la Loggia dei Notari, oggi sede dell’Ufficio per le Informazioni Turistiche, dominata dalla cosiddetta Loggetta delle Grida, anticamente usata per proclamare gli editti comunali. Sul Palazzo del Podestà suonano i rintocchi della torre con i due orologi, uno rivolto alla piazza, l’altro al borgo sottostante.

Fra le chiese più antiche del territorio piacentino si annovera senz’altro la Collegiata di Castell’Arquato, fondata con tutta probabilità già nell’VIII secolo a.C. e ricostruita dopo il terremoto del 1117. Più in là, domina la mole possente della Rocca Viscontea, ultimo baluardo difensivo dell’antico borgo medioevale protetta da quattro grandi torri squadrate e circondata da un profondo fossato che ne cinge il perimetro esterno. Al suo interno è possibile visitare il Museo di vita medioevale, mentre dalle sue terrazze potrete ammirare un panorama unico che da nord verso sud arriva a comprendere la Pianura Padana, le alture di Vernasca, l’antico borgo di Vigoleno – altro gioiello dei Colli Piacentini – e l’Appennino in lontananza.

Cornice intatta di splendori dell’arte e dell’architettura medioevali, scelta già in passato da importanti registi quale location per film e vari spot pubblicitari – nel 1985 ospitò alcuni set di Ladyhawke, con Michelle Pfeiffer, Rutger Hauer e Matthew Broderick -, verso la fine dell’estate il borgo di Castell’Arquato porta in scena l’Età di Mezzo con la manifestazione Rivivi il Medioevo, una festa popolata di esibizioni e tornei, rievocazioni, musiche, danze, spettacoli a tema e giochi per bambini, quest’anno in programma nel weekend del 10 e 11 settembre.

Per un soggiorno romantico in questo incantevole scenario d’altri tempi, nel centro storico di Castell’Arquato troverete Casa Illica, elegante dimora di charme ispirata alla filosofia dei boutique art hotel. La residenza ha dato i natali a Luigi Illica, il librettista delle più fortunate opere di Puccini e di altri compositori in voga fra Otto e Novecento. Ma nemmeno in tempi moderni Casa Illica ha rinunciato alla sua naturale vocazione al bello e all’arte. Al suo interno, a connotare ogni spazio, troverete preziosi mobili d’epoca e opere uniche di design, oltre a opere originali di artisti emergenti, mostre ed esposizioni di richiamo nazionale e internazionale, organizzate durante tutto l’anno.

Le stanze distribuite sui tre piani della casa sono dedicate alle opere più celebri di Puccini e Mascagni: Butterfly, Bohème, Tosca, Manon, Iris. Tutte le camere hanno splendidi affacci sul borgo, sulla vicina vallata o sul giardino interno della casa. Ogni piano, poi, è servito da splendidi soggiorni-veranda e cucine attrezzate per ogni pasto, dalla colazione del mattino alla cena. Tocco finale, il giardino interno ombreggiato da un cedro secolare, un piccolo angolo di esclusivo relax con vasca Jacuzzi, riservato a tutti gli ospiti di Casa Illica.

Palazzo del Podestà - Veduta dall’alto    Un vicolo del borgo medioevale    Veduta dei Colli Piacentini dalla Rocca Viscontea    Vista notturna di Castell’Arquato

Casa Illica nel centro storico di Castell’Arquato    Casa Illica - Ingresso    Casa Illica - Camera Butterfly    Casa Illica - Camera Bohème

23 agosto 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Il Bobbio Film Festival e l’incanto della Val Trebbia, “la più bella valle al mondo”. Parola di Ernest Hemingway

Hotel Colombara Relais & SPA - Esterno

Sergio Castellitto, Checco Zalone, Kim Rossi Stuart, Luigi Lo Cascio… Non è il super-cast di un nuovo film ma la lista degli ospiti del Bobbio Film Festival 2011, la rassegna estiva diretta dal regista Marco Bellocchio ospitata nell’incantevole cornice del borgo medioevale di Bobbio, centro turistico della media Val Trebbia, in provincia di Piacenza. Fino a sabato 6 agosto Bobbio sarà una piccola capitale del cinema italiano, grazie alla presenza di numerosi artisti, addetti ai lavori, giornalisti e critici delle maggiori testate nazionali e ovviamente dei tanti appassionati del mondo del cinema.

Ogni serata il festival proporrà la proiezione di un film. Qualche esempio? Sabato 30 luglio andrà in scena La solitudine dei numeri primi, il film tratto dal best-seller di Paolo Giordano e interpretato da Isabella Rossellini e da Alba Rohrwacher – ospite della serata insieme al regista Saverio Giordano. Il giorno seguente, domenica 31, interverrà Andrea Molaioli, autore de Il gioiellino, la pellicola ispirata al clamoroso crac della Parmalat, con gli attori Toni Servillo, Remo Girone e Sarah Felberbaum.

Il Bobbio Film Festival è un’occasione speciale per una visita ad una delle mete turistiche più sorprendenti di tutta la provincia di Piacenza. Non a caso Bobbio è annoverato fra i Borghi più Belli d’Italia. Di questo angolo medioevale adagiato fra i monti della Val Trebbia stupisce l’assoluta originalità del suo antico impianto urbano. Gli amanti della Storia e dell’arte troveranno a Bobbio più di un motivo di visita. La fama del paese si deve soprattutto all’Abbazia di San Colombano, il monastero fondato nel 614 d.C. dal santo irlandese. In breve tempo, l’abbazia divenne uno dei centri di vita religiosa più conosciuti e frequentati di tutta Europa, una vera e propria potenza politica che dettava legge nel feudo. Questa fama veniva in buona parte dall’immenso patrimonio librario posseduto dal monastero, raccolto e conservato nello Scriptorium: basta pensare che tra il VII e il IX secolo, l’Abbazia di San Colombano fu il centro di produzione libraria più importante dell’Italia centro-settentrionale e che, sul finire del X secolo, lo Scriptorium, oggi sede del Museo dell’Abbazia, arrivò a custodire oltre settecento codici.

Di un’età ancora più remota, senz’altro romana ma difficilmente databile, è il Ponte Gobbo, conosciuto anche come Ponte Vecchio o Ponte del Diavolo: Gobbo è forse l’aggettivo che meglio gli si addice, perché i suoi 273 metri di lunghezza che corrono sul fiume Trebbia hanno undici archi con profili assai irregolari e gibbosi. Intorno a questo ponte, nel Medioevo sono sorte molte leggende. La più in voga racconta che fu il diavolo a proporre a San Colombano la costruzione del ponte: in compenso, il maligno avrebbe ottenuto la prima anima mortale che l’avrebbe attraversato. Il santo accettò. In una sola notte, aiutato da una masnada di diavoletti di diversa statura che ne ressero le volte – ecco spiegata l’irregolarità della costruzione – il ponte venne realizzato. Al mattino il diavolo volle il suo compenso, ma San Colombano gli mandò incontro un cagnetto. Il diavolo, raggirato, s’infurio: diede un calcio al ponte, che da allora fu pure storto, e se ne tornò all’inferno.

È tutt’altro che leggenda, invece, l’Hotel Colombara Relais & SPA, la proposta esclusiva di Dimore D’Epoca per un soggiorno di charme fra i Colli Piacentini. Il relais si trova ad una manciata di chilometri da Bobbio, sempre in Val Trebbia. Solo la vista panoramica offerta dalla sua terrazza all’aperto con piscina meriterebbe la visita: in estate, quando il cielo è terso, la vista attraversa tutta la Pianura Padana, fino alle Alpi. L’Hotel Colombara è un piccolo borgo storico: pietra, legno e vetro sono i suoi elementi. Le sue camere, si va dalle Standard all’esclusiva Suite Tower, sono rifugi per romantici sognatori in cerca di emozioni e relax. Se poi volete il massimo del benessere, la Spa panoramica di ottocento metri quadrati vi donerà nuove energie e vitalità. Il ristorante non poteva mancare, ma non un ristorante qualunque: tra volte in pietra a vista, travi in legno e le luci soffuse delle candele, lo chef vi conquisterà con una proposta di piatti composti a partire dalle rinomate specialità del territorio piacentino.

La Val Trebbia è natura e castelli. Nelle vicinanze dell’Hotel Colombara Relais & SPA potete avventurarvi a cavallo fra i Colli Piacentini – maneggio convenzionato su richiesta: gli itinerari sono tanti, basta chiedere una dritta allo staff del relais.

Si racconta che dalla Val Trebbia sia passato anche Ernest Hemingway per la pesca, una delle sue grandi passioni. Il suo giudizio vale più di tante altre parole: “La più bella valle al mondo”.

Il borgo di Bobbio visto dal Ponte Gobbo    Vista esterna dello Scriptorium dell'Abbazia di San Colombano a Bobbio    Ponte Gobbo sul fiume Trebbia    Hotel Colombara Relais & SPA - Piscina

Hotel Colombara Relais & SPA - Camera DeLuxe    Hotel Colombara Relais & SPA - Suite    Hotel Colombara Relais & SPA - Centro benessere    Hotel Colombara Relais & SPA - Ristorante sulla corte interna

28 luglio 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »