Si parla di “campania”

Villa Rizzo e il Picentino: un viaggio in Campania, fra la Costiera Amalfitana e il Cilento

Panorama del Picentino

Vi è tra i monti una valle bellissima sulla quale sovrasta, ergendosi al cielo, la rupe Cerreta.

Così il poeta Jacopo Sannazaro scriveva nel Rinascimento di San Cipriano Picentino. Il fascino di questo ameno paese non è andato perduto. Siamo in Campania, ad una manciata di chilometri da Salerno. Su una collina alle pendici orientali del Monte Monna sorge il paese, circondato da una folta selva di noccioli, castagni, ulivi e viti. La natura è quella del Parco regionale dei Monti Picentini, ricco di boschi di faggio, cerro, acero e pino nero. A San Cipriano Picentino ci si arriva dopo aver attraversato le sue frazioni – Vignale, Pezzano, Filetta, Campigliano -, su una strada percorsa da una serie di dieci fra curve e tornanti, dette “Vutate” nel dialetto locale. Da sempre, questa zona è una delle mete più importanti della Campania per il turismo ambientale ed enogastronomico. I vicini Monte Merlo e Visiglieta e i boschi del Monte Cerreta offrono tante possibilità di escursioni naturalistiche. Dalla piccola Cappella dedicata alla Madonna del Carmelo si può invece percorrere un antico sentiero di gradoni in travertino; fra le fronde degli ulivi terrazzati, si giunge fino alla Croce di Pezzano, punto panoramico da cui si può ammirare un vasto panorama, fino ad abbracciare Salerno e la costa del Tirreno compresa fra Amalfi e il Cilento.

Sorta su un sito di antiche origini romane e con trascorsi normanni, oltre ad aver accolto poeti e letterati nel Rinascimento, San Cipriano ha ospitato anche il filosofo Benedetto Croce, di cui è ancora visibile la dimora, nel Borgo dei Vernieri.

Fra i prodotti tipici del Picentino, meritano una menzione speciale l’olio d’oliva DOP delle Colline Salernitane, il vino Montevetrano DOC, ottenuto da uno dei vigneti più famosi d’Italia,  ai piedi del Castello di origini medioevali. Tuttavia, è la castagna la regina indiscussa delle tavole di San Cipriano: a lei è dedicata ogni anno una sagra – nell’ultima domenica di ottobre, abbinata al Palio del Ciuccio -, oltre a vari piatti tipici, quali i calzoncelli, le crespelle e le carni bianche ripiene del frutto.

Da una vecchia masseria sapientemente ristrutturata, circondata da un’ampia tenuta di dodici ettari di uliveti e noccioleti, è sorta Villa Rizzo, un resort di charme con una deliziosa vista panoramica sui Monti Picentini. La residenza, una delle novità di Dimore D’Epoca per il 2011, ha tutto quel che occorre per trascorre vacanze di relax immersi nella natura. Si può scegliere di soggiornare in tre diverse tipologie di camere, dalle confortevoli Standard alle moderne Junior Suite, alcune delle quali con vasca idromassaggio. Le sistemazioni sono tutte ampie e luminose: arredi dal gusto coloniale sposano i colori vivaci della costa. I due appartamenti della villa sono consigliati per trascorrere le vacanze in famiglia; possono ospitare fino a cinque persone: ogni ambiente si compone di due camere, di una zona soggiorno e relax con camino, oltre a bagno, cucina attrezzata e ad una magnifica terrazza affacciata sulla grande tenuta.

Nel Ristorante di Villa Rizzo l’incontro è con i sapori veri di una volta. Lo chef seleziona e lavora materie prime fresche, raccolte nel giardino a coltivazione biologica della residenza d’epoca. I piatti tipici del Picentino sono serviti in gustosi menu à la carte o in formula di mezza pensione o pensione completa.

Il verde della natura si coglie anche senza uscire dai confini del resort. La nuova Spa di Villa Rizzo è immersa nella ricca vegetazione della proprietà. Così, un soggiorno in questa suggestiva dimora storica diventa rilassante e piacevole ogni ora del giorno. Scegliere da dove iniziare la propria esperienza di benessere è il passo più difficile. Dopodiché  ci si affida alle mani esperte dello staff di professionisti del wellness. Numerosi percorsi benessere, sauna, idromassaggio, bagno turco, doccia cromatica ed emozionale, zona relax, tisaneria e un’ampia scelta di trattamenti per il corpo e per il viso, oltre alla zona fitness con attrezzi per la forma fisica, sono a disposizione tutto l’anno per il relax completo degli ospiti. Se poi si sceglie l’estate per una vacanza in resort, la piscina esterna con solarium saprà certo rinfrescare le ore più calde della giornata.

Villa Rizzo e San Cipriano Picentino sono ottimi punti di partenza per esplorare la Campania affacciata sul mare. Ci si può spingere fino in Costiera Amalfitana o sul versante opposto, lungo la Penisola Sorrentina. Oppure nella vicina Salerno, la città eterna, a meno di venti chilometri dal Picentino. Il centro storico del capoluogo conserva la sua impronta medioevale, dominato dal Castello di Arechi, altera fortezza inespugnabile da cui si può godere di un immenso panorama aperto sul golfo e sul mare blu del Tirreno. A sud di Salerno inizia la costa del Cilento, chilometri di spiagge sabbiose in parte protette dal Parco Nazionale, alle cui porte si trova Paestum, l’antica città della Magna Grecia nella Piana del Sele, fondata nel VII secolo a.C. e riscoperta nel Settecento.

Mare, monti, storia e natura: tutto il bello di una vacanza in Campania.

Villa Rizzo Resort & SPA    Villa Rizzo Resort & SPA - Camera    Villa Rizzo Resort & SPA - Junior Suite    Villa Rizzo Resort & SPA - Appartamento

Villa Rizzo Resort & SPA - Centro benessere    Salerno - Lungomare e Castello di Arechi    Paestum    Costa del Cilento

12 gennaio 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Natale e Capodanno in Costiera Amalfitana: ville d’epoca, borghi romantici e cucina gourmet

Positano

Dall’entroterra campano si punta il mare, lungo valli digradanti, fra i coltivi e i terrazzamenti degli alberi di limoni protetti dalle “pagliarelle” – stuoie di paglia o frasche di elce per riparare i frutti. Le coltivazioni di agrumi si alternano al verde spontaneo: ontani, cerri e querce verso le sommità delle alture; la tipica macchia mediterranea – carrubi, olivastri e lecci – se si scende a mare, fra i profumi persistenti dell’alloro, del mirto e del lentisco, carezzati dalle brezze miti di questa opulenta fetta di Campania. Fra i versanti scoscesi della Costiera Amalfitana si snodano poche strade carrozzabili. Se si percorre la statale 163, l’unica via che da Sorrento corre verso Amalfi e Salerno, si viene ripagati da uno spettacolo altrove impossibile da ammirare: fra i tagli profondi nella nuda roccia, si schiudono panorami e scorci struggenti d’ineguagliabile fascino, punteggiati da antiche torri e fortificazioni medioevali, con vedute su Li Galli, l’isola di Capri e su Positano.

Primo centro storico della Divina Costiera sulla strada per Salerno, Positano è un piccolo anfiteatro bianco, noto come la Perla della Costa d’Amalfi. Le casette terrazzate affacciate sulla breve lingua di spiaggia lambita dalla spuma marina sono raccolte intorno al nucleo più antico di questo paese, adagiato in una piccola cala, raccolto intorno alla chiesa di Santa Maria Assunta, dalla splendente cupola di maioliche a scaglie gialle e blu. Nella cripta della Chiesa Madre, riposano i resti di una antica villa romana riportati alla luce nel 2004, ritenuti la maggiore scoperta archeologica avvenuta in Costiera negli ultimi decenni; con ogni probabilità risalente ad un’età compresa fra il I secolo avanti Cristo e il I dopo Cristo, la villa conserva sulle sue pareti splendidi affreschi e decorazioni di notevole pregio artistico, fra cui colonne dorate, ippocampi, grifoni, amorini a cavallo e un pegaso alato.

Tramontato il sole oltre le rupi scoscese, Positano luccica e ammicca come la scena di una piccola Natività, con mille luci a rischiarare le tante scalinate a gradoni, le strade e i vicoli angusti lungo i quali s’allineano piccole botteghe artigianali, atelier di artisti, ristoranti e caffè, che dall’alto del paese ci accompagnano verso la Spiaggia grande, fino all’Albero di Natale in Piazza dei Mulini. Nella pittoresca frazione di Montepertuso – una manciata di case a monte di Positano nota anche come “monte bucato”, poiché, come leggenda vuole, inciso dal dito indice della Madonna -,   l’appuntamento con l’atmosfera dell’Avvento è per il 6 gennaio, giorno del tradizionale presepe vivente inscenato da tutti i suoi abitanti.

Cale, calette e insenature mai raggiunte dalla mano dell’uomo si rincorrono lungo i pendii insidiati dalle acque del Tirreno fino ad Amalfi, altro borgo rinomato della Costiera cui presta il nome, ricca repubblica marinara fino al XII secolo. Intricati vicoli e casette bianche si arrampicano fino alle pendici dei Monti Lattari. Monumento-principe di Amalfi è il suo Duomo, posto alla sommità di una monumentale scalinata, dal portale bronzeo e dalla facciata barocca abbellita da mosaici d’impronta bizantina, sorta sul sito di una precedente basilica paleocristiana; di notevole richiamo turistico è anche l’adiacente Cappella del Crocifisso, corrispondente al Duomo vecchio eretto nell’Alto Medioevo, mentre al Duecento risale il Chiostro del Paradiso, autentico angolo d’Oriente, nato come cimitero per i cittadini illustri del paese.

A pochi chilometri da Amalfi, nella Baia di Conca dei Marini, si apre una suggestiva cavità nota come la Grotta dello Smeraldo, nome dovuto alla particolare colorazione assunta dall’acqua per merito della luce naturale filtrata dalle rocce. Questo antro custodisce un presepe sommerso realizzato in ceramica di Vietri, a circa quattro metri di profondità, meta ogni 19 dicembre di una processione di sub locali. Per addentrarsi nella cavità si può comunque fare a meno di muta e pinne: l’ascensore o l’apposita scala sono certo più comodi, oppure, se amate le escursioni, vale la pena salire su un traghetto o sulle zattere condotte dai marinai del luogo e lasciarsi raccontare le mille storie e leggende portate dal mare.

Appena lasciata Amalfi, si giunge nel piccolo borgo marinaro di Castiglione; basta proseguire pochissimi chilometri su via Cigliano, inizio della statale 373, per lasciarsi alle spalle la frastagliata costa e raggiungere un’oasi di pace e tranquillità, fra caratteristiche stradine contornate da architetture arabo-sicule, rigogliosi giardini e romantici belvederi. Ecco Ravello, la Città della Musica, frequentata, ieri come oggi, dai più bei nomi dell’arte e della cultura internazionale. Boccaccio la citò in una novella del suo Decameron; Richard Wagner vi dimorò e ne trasse ispirazione per il suo Parsifal, regalandole una meritata ed eterna fama. A Ravello le vacanze sono romantiche e ricche di charme. Basta ammirare le tante nobili ville aperte sull’orizzonte azzurro del mare, circondate da uno scenario naturale dalle incredibili tinte. Il giardino di Villa Rufolo ispirò quello di Klingsor del già citato dramma di Wagner: sulla sua terrazza, ogni luglio, si rinnova l’appuntamento con il Festival musicale wagneriano, in onore del compositore tedesco.

Ma a Ravello si può vivere in prima persona il fascino di una vacanza in villa o in una residenza d’epoca. Per esempio a Villa Maria, o nella vicina Villa Eva, antiche residenze di origini nobiliari. Palazzotto signorile di proprietà della famiglia Palumbo da quattro generazioni, Villa Maria offre soggiorni in ambienti ampi e confortevoli, abbelliti da una collezione di maioliche dipinte a mano dai maestri della Scuola Vietrese. Saloni, scale e soggiorni con pregevoli pavimenti in marmo, arredi in stile liberty e art-déco nelle stanze, abbinati a sontuosi lampadari in vetro di Murano, splendide vedute sul mare e tutte le comodità di un hotel di charme.

Ai tavoli del Ristorante di Villa Maria, nato nel 1934, come l’hotel, con nonna Orsola ai fornelli e premiato dalle migliori guide del settore, si sono sedute celebrità del calibro di Susan Sarandon, Matt Dillon, Hugh Grant, oltre allo scrittore americano Gore Vidal, a Lina Wertmuller, Giulio Andreotti, Gianni Brera, Luciano De Crescenzo e tanti altri nomi del jet-set nazionale ed internazionale, catturati dai gusti e dai profumi della tipica cucina amalfitana e mediterranea.

Per una vera vacanza di Natale a Ravello all’insegna della tradizione, Villa Maria ha pensato di svelare a tutti i suoi ospiti i segreti delle sue prelibate creazioni gastronomiche, con una serie di corsi in compagnia dello staff di chef e di un noto storico dell’enogastronomia, responsabili della famosa scuola di cucina “Nonna Orsola”. Le lezioni teoriche con cenni storici sulle antiche ricette, le migliori tecniche culinarie e la produzione di pasta fresca, la raccolta dei prodotti nel giardino biologico di Villa Maria, la “mise en place”, fino alla degustazione dei piatti preparati, oltre a visite ai luoghi di produzione di alcuni prodotti tipici, fra cui la mozzarella campana DOP, il limoncello e i grandi  vini DOC di queste terre. E se volete prolungare il piacere di una cena gourmet, Villa Maria accoglie i suoi ospiti per il Cenone di Capodanno e il Veglione di San Silvestro.

A Ravello l’antica tradizione del Natale rivive ogni anno nella consueta premiazione del presepe più artistico ed originale, votato da tutti i cittadini e dagli ospiti del paese. Sotto le Feste, tutte le vie di Ravello splendono dei colori delle luminarie, così come la centrale Piazza Duomo, rischiarata dalle mille lampadine dell’Albero di Natale. Fra spettacoli teatrali inscenati dalla locale compagna “La Ribalta”, musiche folkloristiche e le immancabili zeppole natalizie, si attende il nuovo anno, annunciato dai fuochi pirotecnici, per salutare il 2011 nella romantica cornice di Ravello e della Costiera Amafitana.

Amalfi - Duomo    Tratto di costa fra Amalfi e Positano    Veduta da Ravello    Villa Maria

Villa Maria - Interno    Villa Maria - Camera Superior    Villa Maria - Ristorante    Villa Eva - Fuochi d'artificio dalla terrazza

9 dicembre 2010  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Antichi Feudi: una vacanza fra l’arte di un millenario borgo medioevale e la natura del Parco del Cilento

Panorama sul Vallo di Diano

Se pensate che la Campania sia solo il mare della costa tirrenica e le isole del Golfo di Napoli, Teggiano vi farà ricredere. La storia, la cultura e la natura di questo gioiello medioevale hanno molto da raccontare a chiunque desideri trascorrere le proprie vacanze lontane dai soliti luoghi del turismo di massa. Teggiano è uno dei borghi meglio conservati di tutta la provincia di Salerno; sorge su un colle, proprio al centro del Vallo di Diano, vasto altopiano limitato dai monti dell’Appennino lucano. Le sue origini sono a dir poco antiche, forse databili alla fine del VI secolo a.C. Di certo si sa che venne colonizzata dai romani: di quell’epoca rimangono numerosi frammenti classici e la stessa pianta cittadina, costruita sul Cardo e sul Decumano, rispecchia la tradizionale composizione urbanistica dell’antica Roma.

Nei secoli, Teggiano ha saputo conservare intatte le tracce dell’età medioevale, ad iniziare dall’antica fisionomia del Castello, sorto in epoca normanna e reso monumentale dagli imponenti lavori di restauro ed ampliamento commissionati dai principi Sanseverino, feudatari per oltre tre secoli dell’antica Diano. Nel Quattrocento tutto l’abitato era circondato da alte mura, numerose torri di guardia e porte di accesso: una fortezza inespugnabile.

Ma la fortuna di questo borgo non viene solo dalla storia militare. Teggiano è conosciuta come l’Urbino del sud Italia. Non a torto, perché il suo centro storico conserva tutt’oggi straordinari esempi di architettura religiosa e civile: non si contano le chiese e i conventi – a iniziare dalla Cattedrale di Santa Maria Maggiore, dall’antico Seminario del Cinquecento e dal Seggio, splendido loggiato in stile classico -, alcuni sorti in epoca medioevale e ripensati in età moderna secondo i canoni del Barocco.

Non solo la storia alimenta il fascino ineguagliabile di Teggiano. Il borgo è il centro principale del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, la seconda riserva naturale d’Italia per estensione, nato nel 1991 e dal 1998 incluso dall’Unesco fra i Patrimoni dell’Umanità. In queste terre vivono in armonia numerose specie animali: dai grandi e maestosi rapaci – l’Aquila reale, il Falco pellegrino, il Gufo reale -, fino alla Volpe e alla Martora. Si trovano poi le più sorprendenti varietà della flora, dall’Abete bianco dell’entroterra al raro Giglio marino della costa, senza dimenticare la Primula di Palinuro, simbolo del parco. Lungo antichi sentieri si può esplorare una natura ancora intatta nel suo incanto primitivo.

Nella stessa area della riserva naturale, sulla costa del Cilento, si ritrova il fascino di un’antica città della Magna Grecia nei siti archeologici di Paestum, mentre a Pertosa la natura calcarea dei terreni e l’incessante opera di erosione dell’acqua hanno prodotto un miracolo della natura: le Grotte dell’Angelo: un magico viaggio nelle viscere della terra, fra stalattiti, stalagmiti, cunicoli e profonde cavità scavate nella nuda roccia. A Padula, a pochi chilometri da Teggiano, si trova invece la Certosa di San Lorenzo, la più grande d’Italia, con il chiostro più vasto al mondo.

Nel centro storico di Teggiano, la dimora Antichi Feudi accoglie i suoi ospiti in una prestigiosa palazzina baronale, per vivere una vacanza nelle terre magiche e misteriose del Vallo di Diano. La residenza conta dodici camere e una suite, spaziose, luminose, differenti l’una dall’altra negli arredi, nelle tinte e nelle finiture di pregio, con vedute impareggiabili sulla vallata e sul centro storico del borgo. La famiglia Di Sarli, proprietaria dell’albergo, cura con passione e attenzione il soggiorno dei suoi ospiti, offrendo loro tutti i servizi di un moderno hotel. La Suite Antonello Sanseverino offre tutto il meglio per un romantico weekend: il soffitto con travi in legno a vista, decorato da un prezioso lampadario, morbidi tendaggi, un grazioso letto matrimoniale a baldacchino, mobili dalla foggia antica. Nella Sala Costanza, al terzo piano della dimora, gli ospiti trovano un curato servizio ristorante e pizzeria: la cucina dello chef propone i piatti locali, regionali e nazionali, preparati con materie prime fresche e genuine.

Se cercate un’occasione unica per vivere il centro storico di Teggiano e le sue bellezze artistiche, dall’11 al 13 agosto nel borgo risuonano le musiche di giocolieri, menestrelli e musici, accompagnanti da sbandieratori e tamburini. Alla Tavola della Principessa Costanza è la festa medioevale organizzata ogni anno dalla Pro Loco di Teggiano, una tre giorni artistico-gastronomica per rivivere i fasti dell’antico paese, assaporando le delizie culinarie lungo l’itinerario proposto dalle storiche taverne del borgo.

Antichi Feudi - Suite Antonello Sanseverino    Antichi Feudi - particolare    Antichi Feudi - Sala Ristorante    Antichi Feudi - Esterno

Cilento    Grotte di Pertosa    Padula - Certosa di San Lorenzo    Paestum

5 agosto 2010  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Lubra Casa Relax: piccolo boutique hotel per scoprire la Penisola Sorrentina, tra mare e natura incontaminata

Lubra Casa Relax - Porto di Sorrento

Come una mano protesa nel blu del mare e del cielo, la Penisola Sorrentina è una distesa di verde, una lingua di terra di grande richiamo naturalistico, bagnata dalle acque del Tirreno e baciata dal sole del Mezzogiorno.

Si lascia Napoli e il Vesuvio alle spalle e ci si tuffa in un’oasi di pace e relax, dove piccoli e bianchi villaggi di pescatori punteggiano una costa aspra e ancora selvaggia. Piccole calette serbano il fascino di spiagge raccolte e appartate, chiuse fra lunghi dirupi e pareti rocciose scoscese, a picco sul mare.

Sorrento è una cittadina di origini antichissime, adagiata su un terrazzo di tufo e circondata dalla fitta macchia mediterranea. Il centro storico conserva le tracce della dominazione romana, mentre le mura di epoca cinquecentesca chiudono il paese verso monte.

Preceduta ad occidente dall’isola di Capri, la Penisola Sorrentina è il punto di partenza perfetto per scoprire le perle della costa che corre tra i golfi di Napoli e di Salerno: Positano, Amalfi, Ravello e gli altri piccoli borghi stretti alle pendici dei monti, le bianche macchie sorte come per magia tra il verde di un contesto naturalistico da scoprire attraverso le escursioni a piedi, magari nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella.

A Schiazzano, piccolo borgo della cittadina di Massa Lubrense, ad una manciata di chilometri da Sorrento, si trova il Lubra Casa Relax, un grazioso boutique hotel ricavato da una storica dimora del Cinquecento. Dalle camere e dalle terrazze-solarium si gode di una magnifica vista sul golfo di Napoli, in uno dei luoghi più incontaminati di tutta la Penisola. Gli ambienti di Lubra Casa Relax assicurano un’atmosfera piacevole e familiare, curata in prima persona dai proprietari. La casa offre un incantevole giardino interno e una cucina privata, con proposte tratte dalla grande varietà gastronomica sorrentina.

Le sei camere dell’hotel, ognuna dedicata ad una sirena, sono colorate e arredate con gusto e ricercatezza dei dettagli. Il mito di Ulisse rivive ovunque, non appena ci si affaccia e si scorgono in lontananza i profili delle isole di Ischia e di Procida. Il mare è lì, a due passi dalla dimora.

Lubra Casa Relax consente di vivere un’esperienza in mare aperto, lungo le mitiche rotte e le coste della Terra delle Sirene. Gli ospiti dell’hotel possono infatti solcare le acque in gite collettive, con escursioni personalizzate oppure in noleggi per uso esclusivo, godendosi il tramonto di Sorrento. Un’esperienza da arricchire con l’emozione della pesca e la possibilità di degustare il pescato, preparato a bordo secondo le tradizionali ricette locali e accompagnate da ottimi vini bianchi.

Lubra Casa Relax è calato in un’atmosfera “scacciapensieri”, intima, rilassante e di grande charme. L’ideale per le vostre vacanze al mare.

    Lubra Casa Relax - Relax al tramonto    Lubra Casa Relax - Camera Redne    Lubra Casa Relax - Penisola Sorrentina

Lubra Casa Relax - Ligea Suite    Lubra Casa Relax - Terrazza Ligea Suite    Lubra Casa Relax - Massa Lubrense    Lubra Casa Relax - Tramonto

28 luglio 2010  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Scegli Dimore D’Epoca per la tua prossima vacanza

Antico Borgo di Tabiano Castello

Ogni vacanza nasce dal desiderio di poter godere di un momento di relax, che spesso si accompagna al piacere e al gusto della scoperta.
Dimore D’Epoca, con le sue 85 strutture ricettive di grande charme, vi offre soggiorni davvero esclusivi, che uniscono qualità, tradizione e cultura, all’insegna della ricchezza artistica e naturale della nostra penisola.
La ricca proposta del gruppo permette di andare alla scoperta di un’Italia intima, fuori dai grandi e riconosciuti itinerari del turismo di massa. Le strutture e gli hotel del circuito di Dimore D’Epoca sono personalissimi viaggi all’interno dei singoli territori e della loro storia: l’ospite si immerge nell’atmosfera del luogo, assaporandone il gusto nei dettagli, nelle tradizioni, nel contatto con la natura e nelle eccellenze della buona tavola.
Le Dimore D’Epoca diventano le mete ideali di un suggestivo itinerario alla scoperta di un’Italia forse meno conosciuta, ma altrettanto affascinante. L’inestimabile patrimonio, costituito da castelli, ville d’epoca, masserie, antiche fattorie, lussuose ville, hotel e residenze storiche, consente al viaggiatore più attento di immergersi in un’atmosfera fuori dal tempo, assimilando pienamente i sapori, i profumi, i colori e i rumori che fanno di ogni dimora lo scenario unico di una vacanza indimenticabile.
Forti dei valori della tradizione e di un ricco passato, le Dimore D’Epoca si inseriscono nel contesto territoriale odierno in maniera nuova, fondando una cultura dell’ospitalità all’insegna della qualità e della cura per i dettagli. Angoli ameni di un’Italia intima, ancora da scoprire, le Dimore D’Epoca sono il centro di un nuovo turismo d’élite, sensibile alle particolarità e alle prelibatezze enogastronomiche che le singole regioni sono in grado di offrire.
Alle porte delle città d’arte, nei vicoli degli antichi borghi, a ridosso delle rocche e dei castelli, in montagna, al mare e sui laghi… l’ospite si lascia rapire dal fascino e dalle intense suggestioni degli hotel di Dimore D’Epoca: luoghi dove vivere emozioni straordinarie.

Hotel Adler    Algilà Ortigia Charme Hotel    Antica Corte Pallavicina    Casale San Nicola

Monastero di Cherasco    Palazzo Carletti    Ruzzini Palace    Villino Villadorata

29 aprile 2010  |  categoria: Dimore D'Epoca  |  leggi tutto »