Visitare Firenze in 72 ore: continua il viaggio inedito fra i capolavori dell’arte rinascimentale / 2

Piazza Santa Croce con la Basilica

Secondo giorno

Il nostro tour alla scoperta di Firenze in 72 ore prosegue sempre nel centro storico della città. Da Piazza della Signoria passiamo accanto a Palazzo Vecchio per raggiungere Piazza San Firenze, per poi proseguire tra i borghi che conducono a Piazza Santa Croce. Vista dall’alto, via dei Bentaccordi arriva ad abbracciare con il suo perimetro ellittico Borgo de’ Greci e via dell’Anguillara, a ricalcare la forma esatta di un antico anfiteatro romano.

Borgo de’ Greci e via dell’Anguillara sfociano nel grande spazio aperto di Piazza Santa Croce, chiuso ad est dalla mole della basilica omonima, in stile gotico, progettata nell’ultimo scorcio del XIII secolo da Arnolfo di Cambio. La Basilica di Santa Croce è conosciuta come il Tempio dell’Itale glorie: la chiesa, una delle più antiche dell’ordine francescano, ha accolto nei secoli numerose sepolture di illustri personaggi. Come un pantheon romano, qui si trovano le tombe, tra i tanti, di Galileo Galilei, Vittorio Alfieri, Ugo Foscolo, Michelangelo Buonarroti, Niccolò Machiavelli e Guglielmo Marconi. Al suo interno, la basilica custodisce sommi capolavori dell’arte trecentesca, fra cui alcune cappelle decorate da Giotto, altari e pulpiti del Quattrocento realizzati dai più famosi artisti fiorentini dell’epoca.

Di notevole fascino la Cappella dei Pazzi, incastonata nel primo dei due chiostri della basilica: si tratta di una cappella di famiglia, commissionata da Andrea de’ Pazzi nel primo Quattrocento all’architetto Filippo Brunelleschi. L’opera rappresenta uno dei massimi capolavori dell’arte rinascimentale, composto da un rigoroso e armonico assetto geometrico. La Cappella dei Pazzi fa parte del grande complesso conventuale della basilica francescana: questa comprende il Refettorio trecentesco, l’ambiente che dopo l’alluvione del 1966 ha accolto il Crocifisso del Cimabue, una delle opere-chiave dell’artista fiorentino.

Lasciata la Basilica di Santa Croce ci avviciniamo di qualche passo ancora all’Arno. Bastano pochi metri per raggiungere Palazzo Horne, già Palazzo Corsi. Il nome attuale discende dallo storico dell’arte inglese Herbert Percy Horne, che nel 1911 decise di acquistare il palazzo fiorentino per custodirvi la sua inestimabile collezione di opere d’arte rinascimentali. Dipinti, disegni, sculture del Museo Horne ricreano l’atmosfera di un’autentica dimora rinascimentale, arredata con capolavori  compresi tra il Due e il Seicento. La collezione Horne comprende, fra i tanti, il polittico di Santo Stefano realizzato da Giotto, forse il pezzo più pregiato di tutta la raccolta, oltre ad altre pitture e sculture del Masaccio, del Giambologna e di Simone Martini.

Per vivere appieno il fascino di una delle città d’arte più straordinarie al mondo, non basta un semplice albergo. Ci vuole un hotel di charme all’altezza dei più grandi capolavori rinascimentali. Noi vi suggeriamo l’Hotel Il Guelfo Bianco, una dimora speciale nel cuore del centro storico fiorentino, a poche decine di metri da Piazza Duomo e dai maggiori monumenti cittadini. Appena varcate le porte dell’hotel, la sensazione sarà quella di sentirsi “a casa”. L’atmosfera è cordiale e rilassante. Sarete accolti dalla gentilezza del personale e da una pregevole collezione di opere d’arte contemporanea collocate negli ambienti quattrocenteschi della residenza.

Troverete le stesse sensazioni nelle 40 stanze dell’hotel, tutte ampie e luminose, differenti l’una dall’altra per arredi e architettura. Al loro interno, oggetti d’antiquariato, mobili di antica foggia, stoffe artigianali, dipinti realizzati da artisti contemporanei, scelti con passione e competenza dagli stessi proprietari dell’albergo. Perfino i bagni riservano la sorpresa della ceramica dipinta a mano dai maestri decorati bassanesi. Da ogni camera potete ammirare una vista diversa, sulla centralissima via Cavour, sui tetti di Firenze o sui giardini interni dell’hotel. Per il vostro weekend romantico chiedete la camera con la veduta sulla cupola del Duomo: vi lascerà senza fiato.

Accanto all’Hotel Il Guelfo Bianco, Il Desco è un caffè-bistrot dall’atmosfera calda e simpatica, come nel più genuino spirito fiorentino. In questo locale si assaggiano solo pietanze sane, realizzate con ingredienti di qualità superiore, come i prodotti biologici provenienti dai poderi di famiglia. Per i celiaci, Il Desco offre un menu completo senza glutine. Colazioni, break, spuntini, pranzi, una selezione di piatti “al coltello” e abbinamenti indovinati con le più grandi etichette toscane – Chianti Classico e Brunello di Montalcino in testa. Nel pomeriggio, dopo una visita ai musei e alle boutique del centro, vale la pena ritornare per assaggiare almeno uno dei tanti dolci freschi fatti in casa, insieme a un tè o a un infuso. D’altra parte, senza un po’ di dolcezza, che vacanze sarebbe?

Appuntamento alla prossima settimana per la terza e ultima parte del nostro itinerario a Firenze in 72 ore.

La Basilica di Santa Croce vista dall’alto    Basilica di Santa Croce - Chiostro    Basilica di San Croce - Interno della Cappella dei Pazzi    Museo Horne - Saletta rinascimentale

Hotel Il Guelfo Bianco - Camera    Hotel Il Guelfo Bianco - Camera    Hotel Il Guelfo Bianco - Parte della collezione di opere dell’arte contemporanea    Bistrot Il Desco - Interno

15 settembre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore

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