Visitare Firenze in 72 ore: un viaggio inedito fra i capolavori dell’arte rinascimentale / 1

Panorama di Firenze

Chi non conosce Firenze? Se ci siete stati almeno una volta, potreste aver sempre voglia di tornarci. Ma se desiderate scoprire un’altra Firenze, quella meno conosciuta e che farete fatica a trovare sulla classica guida turistica, possiamo darvi qualche suggerimento. Una cosa è certa: a Firenze non mancano certo le cose da vedere. Tutto sta nel saper scegliere cosa vedere. Se programmate un weekend lungo a Firenze, ecco l’itinerario che vi condurrà alla scoperta della città in 72 ore.

Primo giorno

L’inizio del nostro tour può apparire scontato, perché si parte dal cuorerinascimentale del centro storico, Piazza Duomo. Sul retro della piazza, è possibile visitare il Museo dell’Opera del Duomo: dalla fine dell’Ottocento espone tutte le opere d’arte che per ovvi motivi di conservazione sono state rimosse dall’esterno della Cattedrale, del Battistero e del Campanile di Giotto. Nel museo è possibile ammirare opere d’arte dei maggiori artisti rinascimentali: le sculture realizzate per la facciata della Cattedrale di Arnolfo di Cambio, il mitico artista del Trecento originario di Colle Val d’Elsa; le Cantorie di Donatello e di Luca della Robbia; i pannelli della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti; la Maddalena lignea, sempre di Donatello. Al patrimonio artistico del Duomo di Firenze appartennero pure la Pietà di Michelangelo e l’Altare di San Giovanni, opera dell’oreficeria fiorentina del Quattrocento realizzata per il Battistero.

Lasciamo Piazza Duomo e i suoi tesori per seguire via del Proconsolo. Percorsi nemmeno duecento metri in direzione dell’Arno ecco il Palazzo Nonfinito: l’origine del nome è intuibile, poiché si tratta di un’opera incompiuta dell’architetto Bernardo Buontalenti, commissionata nel 1593 da Alessandro di Camillo Strozzi, che volle qui erigere la sua residenza. Intorno a questo Palazzo aleggia una sinistra leggenda ispirata, con tutta probabilità, dai mostri alati presenti nei timpani delle finestre collocate al piano terreno: si disse infatti che lo Strozzi avesse stretto un piatto con il diavolo, il quale maledisse poi l’edificio e ne impedì la fine dei lavori. Superstizioni a parte, oggi il Palazzo Nonfinito ospita la sezione di antropologia ed etnologia del Museo di Storia Naturale, con ben venticinque sale che raccontano delle popolazioni di tutto il mondo, dalle culture africane a quelle indigene dell’Australia e dell’Amazzonia.

Qualche passo ancora su via del Proconsolo ci condurrà davanti al Palazzo del Bargello. L’edificio risale al Duecento e fu sede del Capitano del Popolo, il rappresentante cittadino della borghesia contrapposta alla nobiltà nell’età comunale. In epoca medicea, il Palazzo divenne la sede del Bargello, ossia del capo delle guardie incaricate dell’ordine pubblico cittadino. Per quasi tre secoli, dal Cinquecento all’Ottocento, venne adibito a carcere e a luogo di esecuzioni. Perdute queste funzioni, a partire dal XIX secolo il Palazzo fu restaurato e trasformato in museo. Al suo interno sono custodite soprattutto le sculture del Rinascimento fiorentino.

Al piano terreno s’incontra subito la Sala del Cinquecento decorata da un affresco di Giotto; in questo spazio hanno trovato collocazione numerose opere di Michelangelo Buonarroti, tra cui il Bacco, il Tondo Pitti e il David-Apollo. Sempre in questa sala si trovano opere del Giambologna, di Benvenuto Cellini e di Bartolomeo Ammannati. La Sala del Quattrocento è dedicata invece in gran parte alle opere di Donatello, fra le quali il San Giorgio e il David, insieme a capolavori del Brunelleschi e del Ghiberti – sono loro i due Sacrifici di Isacco realizzati per il concorso indetto per la seconda porta del Battistero di San Giovanni.

Una brevissima deviazione da via del Proconsolo per Piazza San Firenze, via della Condotta e via dei Magazzini ci porta in Piazza della Signoria, altro immenso capolavoro dell’arte rinascimentale. Palazzo Vecchio, la Torre di Arnolfo, la Loggia della Signoria, la Fontana del Nettuno e il David di Michelangelo: in pochi metri quadrati sono raccolte alcune delle più straordinarie opere d’arte mai realizzate dalla mano dell’uomo. Per cogliere una vista d’insieme esclusiva della Piazza e dei suoi capolavori, potete varcare le soglie di Palazzo Uguccioni, elegante residenza cinquecentesca adibita a dimora di charme per le vostre vacanze a Firenze. Il quinto e ultimo piano di Palazzo Uguccioni, servito da un comodo ascensore, ospita cinque appartamenti, uno più affascinante dell’altro. Le tre grandi finestre dell’Appartamento Panorama offrono viste splendide su Palazzo Vecchio, sul Duomo, sul Palazzo del Bargello e sulla Chiesa della Badia. All’interno, pavimenti e travi a soffitto in legno antico, arredi in stile fiorentino, atmosfere dense di charme. L’appartamento ha una camera matrimoniale a soppalco, angolo cottura, zona pranzo, divano letto matrimoniale e area conversazione. Ricavata in un’altana del palazzo, la Camera con Vista è un altro appartamento semplicemente straordinario: le vedute su Palazzo Vecchio e sul Duomo valgono da sole il prezzo del soggiorno. L’atmosfera è romantica e suadente: letto a baldacchino, arredi di pregio, un alto soffitto a capriate e splendide vetrate avvolte dalle forme cinquecentesche dell’edificio. La Camera con Vista è la scelta preferita dalle coppie in cerca di romanticismo, ma all’occorrenza, grazie ai suoi quattro posti letto, potete sceglierla anche per un soggiorno in famiglia.

A domani per la seconda parte dell’itinerario a Firenze in 72 ore.

Il Duomo con il Campanile di Giotto    Palazzo del Bargello     Il David di Donatello nel Museo del Bargello    Piazza della Signoria - Fontana del Nettuno e Palazzo Uguccioni sullo sfondo

Palazzo Uguccioni - Appartamento Panorama    Palazzo Uguccioni - Appartamento Panorama - Camera matrimoniale a soppalco    Palazzo Uguccioni - Camera con Vista    Palazzo Uguccioni - Camera con Vista - Colazione

14 settembre 2011  |  categoria: Itinerari nelle Dimore

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