Törggelen, il rito dell’andar per masi in Alto Adige, tra sapori, arte e leggende

Se capitate in Alto Adige verso la fine dell’autunno, non dimenticate di partecipare ad una delle ricorrenze più tipiche di questa terra. Avete mai sentito parlare del Törggelen? Ormai si tratta di una vera e propria tendenza del turismo autunnale in Alto Adige.
Anticamente era uso che i contadini sudtirolesi si ritrovassero nella Stube – lo spazio caratteristico a metà via tra la sala da pranzo e la cantina -, subito dopo la pigiatura dell’uva, per assaggiare il vino novello e il mosto appena fatto, qui chiamato Suser. Non a caso, la parola Törggelen nasce proprio dal latino torquere, ossia “torcere”, “spremere”. Un tempo, l’invito era rivolto soltanto ai parenti più prossimi, tutt’al più veniva esteso ai vicini di casa. Nei secoli, la tradizione ha però mutato volto e usanze, fino a divenire un vero e proprio rito del turismo autunnale.
Oggi si va di maso in maso per gustare il vino nuovo insieme ai piatti tipici di stagione. Ma prima del piacere, è usanza compiere una passeggiata nella natura, tra i castagni colorati, i vigneti e i masi dell’Alto Adige. Poi si entra nella calda stube in legno e si assaggiano le pietanze tipiche della tradizione contadina: lo speck affumicato accompagnato con il pane nero, gli immancabili würstel con crauti, le minestre di orzo e di castagne, i canederli e i dolcissimi Krapfen, ripieni di marmellata di albicocche, di castagne o di papavero.
Il Törggelen è diffuso soprattutto a nord di Bolzano, nella Val d’Isarco, e nei dintorni di Merano. In Val d’Isarco potete percorrere il Sentiero del Castagno, un lungo itinerario segnalato immerso nei colori caldi dell’autunno, popolato di boschi e castagneti, che da Castel Roncolo arriva fino a Varna, nei pressi di Bressanone, passando dall’altopiano del Renon.
Castel Roncolo è il maniero bolzanino situato all’ingresso della Val Sarentina, su una ripida rupe di porfido. Il castello è romantico e fiabesco come pochi altri in Alto Adige. Nella sua casa estiva è custodito il più grande ciclo di affreschi profani mai realizzato nel Medioevo, una narrazione figurata della vita dei cavalieri e dell’amor cortese.
Sulla via per Bressanone troviamo Chiusa, piccolo paese dal fascino incredibile, incluso nel club dei Borghi più Belli d’Italia. Dominata dalla rocca di Sabiona, antico monastero benedettino su un alto sperone roccioso, in posizione strategia per il controllo del passaggio nella valle, Chiusa è nota anche come la “cittadina di Dürer”; il borgo accolse il maestro tedesco durante il suo primo viaggio in Italia, sul finire del Quattrocento. Il suo centro storico si divide fra la Città Alta e la Città Bassa. Percorrendo le loro vie si resta meravigliati dalle facciate merlate dei bei palazzi signorili, dagli ampi bovindi e dagli stemmi delle locande con cucina tipica.
Oltre che nei luoghi d’arte, lungo il Sentiero del Castagno ci si può imbattere anche in leggende e storie di streghe, maghi e spiriti. A Velturno, tra Chiusa e Bressanone, per esempio, si possono vedere ancora oggi due sedie delle streghe. Ma in paese sono vive anche le storie del Keschtnmandl, uno gnomo tanto piccolo che poteva stare in un riccio di castagna, e del Weimermandl, letteralmente “omino delle viti”: questo gnomo, per l’appunto, viveva fra i vigneti proteggendoli dai ladri, assaliva i bambini disobbedienti e gl’inservienti disonesti.
Esiste un Sentiero del Castagno anche nei dintorni di Merano, nei pressi di Foiana. Si tratta di un itinerario didattico, perfetto per trascorrere una giornata intera all’aria aperta, immersi in una natura sconfinata. Passeggiare nei boschi e fra le vigne e poi cenare in una tipica osteria contadina è un’esperienza da provare assolutamente, almeno una volta nella propria vita.
Nel periodo del Törggelen sentirete spesso due parole: Buschenschänke, pronunciato Buscenscènche, e Hofschänke, pronunciato Hofscènche. Entrambe indicano le osterie contadine aperte nel periodo autunnale. Ma c’è una differenza fra le due. La prima, Buschenschänke, contraddistingue i locali nelle zone vitivinicole: la loro licenza consente solo la produzione e la mescita di vino proprio, perciò il gestore è viticoltore, cantiniere e pure oste. Al contrario, agli Hofschänke è consentito di servire vino altoatesino di diversa produzione, insieme ai piatti tipici della cucina sudtirolese.
Il Törggelen vi aspetta sino alla fine dell’autunno in Alto Adige, insieme ai nostri hotel di charme più esclusivi: cinque residenze d’epoca a Merano, sull’altopiano del Renon e in Val Pusteria. Voi quale scegliete?










