Parma e l’antico Ducato: un itinerario nel weekend, fra nobile eleganza, pregiati salumi e tartufi

Duomo e Battistero di Parma visti dall'alto

Oggi vi proponiamo un itinerario particolare, un weekend a Parma e nei suoi dintorni nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 novembre.

Sabato 13 – Visita a Parma e alla Reggia di Colorno

Cuore antico di Parma è Piazza Duomo, dove la Cattedrale – grande esempio di architettura romanica padana -, il Battistero e il Palazzo Vescovile dànno vita ad un intimo salotto cittadino. L’interno del Duomo ospita preziosi capolavori dell’arte moderna, a cominciare dalla celebre cupola affrescata dal Correggio. Il Battistero è invece una delle testimonianze più importanti del passaggio dall’arte romanica a quella gotica; opera di Benedetto Antelami, è realizzato in marmo rosa di Verona, su pianta ottagonale.

Proprio accanto al Battistero, potete soggiornare presso Palazzo Dalla Rosa Prati, elegante dimora di origini duecentesche e casa natale di uno dei maggiori cronisti del Medioevo, Fra’ Salimbene da Parma. La sua facciata color mattone antico è inconfondibile, così come le deliziose ed esclusive suite, di diverse dimensioni, affacciate sui capitelli e sulle sculture del Duomo e del Battistero. Ogni sistemazione è completa di angolo cottura, impianto di climatizzazione, tv satellitare, internet, telefono, videocitofono e cassetta di sicurezza. La recente ristrutturazione del Palazzo ha permesso di conservare le originali caratteristiche architettoniche, senza rinunciare alla funzionalità e alla facilità di utilizzo e di accesso. L’ascensore in cristallo, all’interno del cavedio, ancora attuale ingresso della famiglia residente nel Palazzo, consente un comodo accesso all’ultimo piano, da cui si apprezza un panorama unico su piazza Duomo, sulla Cattedrale, il Battistero e il Palazzo Vescovile.
Questa elegante residenza d’epoca dispone inoltre di appartamenti dotati di angoli cottura e comfort moderni, adatti per permanenze giornaliere, settimanali o mensili. Il palazzo ospita anche sale per meeting, temporary shop, showroom, esposizioni d’arte, oltre ad un bookshop al piano terreno, con pubblicazioni di cultura, storia e gastronomia, e la caffetteria TCafè.

A Parma meritano più di una semplice visita anche il Teatro Regio, tempio dei melomani e del Festival Verdi, le chiese rinascimentali della Madonna della Steccata e di San Giovanni Evangelista, con affreschi del Correggio e del Parmigianino, la Camera di San Paolo, il Parco Ducale e il Palazzo della Pilotta, al cui interno si trovano la Biblioteca Palatina, il Museo Archeologico Nazionale, la Galleria Nazionale e il Teatro Farnese, teatro ligneo storico fra i più belli al mondo.

La petite capitale non può non avere la sua Versailles. La incontriamo appena lasciata la città, in direzione nord, verso la Bassa Parmense e il fiume Po: pochi chilometri di strada ampia e piana conducono a Colorno, il paese della Reggia, fatta costruire agli inizi del Settecento dal duca Francesco Farnese sui resti dell’antica rocca. Questa monumentale struttura architettonica conta oltre 400 sale, corti e cortili, attorno ai quali si apre il verde del magnifico giardino alla francese. Da visitare assolutamente sono i sontuosi appartamenti del Duca e della Duchessa, come pure la Sala Grande, la Cappella di San Liborio, in stile neoclassico, l’osservatorio astronomico e l’appartamento nuovo del Duca Ferdinando. In questi saloni sono passate le grandi famiglie dell’antico dominio parmense, dai Sanseverino ai Farnese, dai Borbone a Maria Luigia d’Austria: oggi il palazzo ospita numerose mostre d’arte e manifestazioni culturali.
Nella scenografica cornice del Giardino Storico della Reggia, ogni secondo sabato del mese – incluso il 13 novembre -, si tiene un curioso mercatino dell’antiquariato, con oltre cento espositori: dagli oggetti d’arte di valore ai piccoli ninnoli d’un tempo, sui banchi di questa piccola fiera d’epoca si trova di tutto e per tutte le tasche.

Dopo tanto passeggiare, è d’obbligo una sosta per la cena. Magari davanti ad una bella tavola imbandita delle migliori prelibatezze enogastronomiche di Parma. Tutti conoscono o hanno assaggiato almeno una volta il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto crudo o la Coppa di Parma. Ma queste terre e la sua gente sanno offrire tanto altro ancora. Presso il ristorante Al Cavallino Bianco, a Polesine Parmense, si può gustare il migliore Culatello di Zibello DOP, prodotto con passione nelle campagne accarezzate dalle acque del Grande Fiume.

In una luminosa ed ampia sala affacciata su questo struggente paesaggio, da scoprire con un’escursione a piedi, in bici o in motonave lungo il Po, s’incontra la cucina dello chef Massimo Spigaroli, autore di proposte culinarie genuine, nate dall’amore per la terra e per le sue materie prime. Si varcano così le porte di questo tempio del gusto e della tradizione, alla riscoperta dei buoni piatti di una volta. Su tutti spicca appunto il Culatello di Zibello, preparato con carni provenienti dalle più pregiate razze di maiale, selezionate con attenzione nell’azienda agricola di famiglia e stagionate nelle cantine dell’Antica Corte Pallavicina, scelte anche da Carlo d’Inghilterra per la maturazione dei salumi… principeschi.

L’antica corte, un castello fortificato del Trecento, offre sistemazioni per riposanti soggiorni, complete di tutte le comodità e rifinite con preziose soluzioni e mobili d’epoca. Le camere e le Suite sono eleganti, corredate da tutti i comfort e curate nei minimi dettagli; hanno grandi vasche da bagno e arredamenti d’epoca alleggeriti da inserti moderni, camini funzionanti, un piccolo bar e una moscarola rifornita dei prodotti dell’azienda agricola: buon Parmigiano Reggiano, pane e salame e il vino della tenuta.

La dimora è anche un sito di cultura a 360°: ospita periodicamente mostre d’arte, eventi musicali, piccoli convegni e serate di rievocazione storica.

Domenica 14 – Il borgo di Calestano e la Fiera del Tartufo Nero di Fragno

Lasciata la Bassa, è ora di addentrarsi fra le piccole alture dell’Appennino parmense. Il nostro itinerario ci conduce nel borgo medioevale di Calestano, fra boschi di faggio e castagneti, a soli trenta chilometri da Parma, sulle pendici dei monti della Val Baganza. Le antiche origini dell’abitato risaltano nei vecchi portali, nelle finestre e nelle architravi delle dimore più vetuste, databili tra il XV e il XIX secolo. Nel cuore del borgo si percorrono romantiche viuzze, con scorci di notevole interesse storico e pregevoli esempi di architettura cinque e seicentesca, tra cui si notano Palazzo Tarasconi - con affreschi attribuiti al pittore bolognese Girolamo Curti – e l’adiacente chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo; al suo interno sono custoditi alcuni pregevoli quadri del Settecento.

In queste alte terre, nasce un frutto prelibato, un autentico tesoro sotterraneo: il tartufo nero ha un profumo intenso e un sapore originale. Alla “preziosa trifola”, Calestano dedica ogni anno la Fiera Nazionale del Tartufo Nero di Fragno, appuntamento irrinunciabile per tutti i buongustai: domenica 14 novembre, giornata conclusiva della XX edizione della manifestazione, le vie del borgo accoglieranno le tradizionali bancarelle della Fiera d’Autunno di alta qualità, gli stand del Mercatino del Tartufo, con la possibilità di visite guidate in tartufaia – su prenotazione -, pranzi a base di tartufo nei ristoranti locali, oltre a tanti spettacoli musicali e intrattenimenti vari. Nel tardo pomeriggio, la chiusura della Fiera sarà anche il momento per scoprire e premiare il più grande tartufo nero di Fragno raccolto in zona.

Palazzo Dalla Rosa Prati, il Duomo e il Battistero    Palazzo Dalla Rosa Prati - Suite Lucrezia    Palazzo Dalla Rosa Prati - Appartamento Margherita    Antica Corte Pallavicina

Antica Corte Pallavicina - Suite    Antica Corte Pallavicina - Cena a lume di candela    Reggia di Colorno    Calestano - Vicolo del borgo medioevale

3 novembre 2010  |  categoria: Itinerari nelle Dimore

4 commenti a “Parma e l’antico Ducato: un itinerario nel weekend, fra nobile eleganza, pregiati salumi e tartufi”

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  2. marco zazzali scrive:

    come mai vi siete scordati che nella bassa parmense c’è il “November Porc”?

  3. admin scrive:

    Ciao Marco. Cerchiamo sempre di differenziare i contenuti sui nostri canali di comunicazione. Per questo motivo, non abbiamo citato il November Porc nel nostro blog, ma ne abbiamo invece parlato sia sulla nostra pagina Facebook che su Twitter poche settimane fa.

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