Un itinerario insolito a Venezia

Campo del Ghetto Nuovo

D’accordo, Venezia è sempre Venezia. Chi non l’ha visitata almeno una volta? Piazza San Marco, il Palazzo Ducale, il Ponte dei Sospiri, la gita romantica in gondola. Eppure, dietro alla solita Venezia battuta dalle orde di turisti affamate di cartoline e cliché lagunari, esiste un’altra città, più intima, raccolta, pittoresca. Insolita, insomma. Ecco perché in questo articolo vi proponiamo un itinerario originale per un weekend a Venezia. Ideale per uno dei prossimi ponti di Primavera.

Primo giorno

Al mattino visitiamo il Ghetto Ebraico, quella parte di città nel sestiere di Cannaregio che ospitò la numerosa comunità ebraica veneziana fino alla fine della Repubblica (1797). Da Piazzale Roma possiamo raggiungere il Ghetto in poco più di cinque minuti a piedi, attraverso il Ponte della Costituzione, Lista di Spagna, Campo San Geremia e il Ponte delle Guglie. Prima del 1516, gli ebrei a Venezia godevano di libertà e tolleranza. In quell’anno, il Senato veneziano decretò l’obbligo per tutti di risiedere in quello che sarà il primo ghetto d’Europa.

In Campo del Ghetto Nuovo possiamo visitare il Museo Ebraico di Venezia. Nel sestiere sorgono ancora cinque sinagoghe, un tempo erano nove, una per ogni confessione ebraica praticata in città. Sapori e profumi della tradizione yiddish sono perfetti per la pausa di metà mattino. Tra i dolci della tradizione ebraica possiamo assaggiare le Orecchiette di Amman, ripiene di frutta, le tipiche Bisce, biscotti dalla tipica forma a “esse”, gli Zuccherini e le Azime Dolci, simili a ciambelle.

Sempre nel Sestiere di Cannaregio, affacciata sull’omonimo campo, possiamo visitare la Chiesa di Sant’Alvise, di origini trecentesche ma profondamente rinnovata nel Seicento. Al suo interno, tre dipinti del Tiepolo con scene della passione di Cristo. In Campo della Madonna dell’Orto, nel lembo più settentrionale del sestiere, troviamo la gotica Chiesa della Madonna dell’Orto. Questa fu la parrocchia di un altro celebre pittore della Serenissima, Tintoretto, al secolo Jacopo Robusti – le spoglie dell’artista sono custodite dal 1594 nella cappella a destra del presbiterio. Nella vicina Fondamenta dei Mori possiamo visitare anche la casa di Tintoretto, residenza quattrocentesca sempre in stile gotico.

Al pomeriggio possiamo spostarci nel Sestiere di Castello per respirare le influenze dell’arte e della cultura bizantine. Questo è il sestiere più esteso e il secondo per numero di abitanti di tutta Venezia; si trova nella parte più orientale della città, a nord-ovest rispetto al Sestiere di Cannaregio, raggiungibile attraverso il ponte dei Santi Giovanni e Paolo. La Basilica dei Santi Giovanni e Paolo custodisce le tombe di numerosi dogi. In questo sestiere sorge anche l’Arsenale di Venezia, un tempo cuore pulsante della potenza marittima e militare dell’antica Repubblica, oggi di proprietà della Marina militare.

Secondo giorno

Questa giornata è dedicata tutta all’esplorazione delle isole della Laguna. Iniziamo da Murano e dalla sua lunga tradizione dell’arte del vetro. Da visitare il Museo del Vetro, ospitato negli ambienti di Palazzo Giustinian: straordinaria la sua collezione di creazioni artistiche e capolavori dell’arte vetraria, che va dai primi secoli dopo Cristo al Novecento. Sempre a Murano sorge la Basilica dei Santi Maria e Donato, antico luogo di culto e fra i massimi esempi dello stile romanico marciano.

Al pomeriggio, in vaporetto ci spostiamo sull’isola di Sant’Erasmo, la seconda per estensione della Laguna dopo Venezia. L’isola si trova al centro di un ideale triangolo formato da Murano, Burano e Punta Sabbioni; si tratta di una delle poche parti di Venezia aperte al transito delle automobili. Per esplorare come si deve Sant’Erasmo basta però la bicicletta. Ancora oggi, grazie alla sua felice vocazione agricola, l’isola è considerata l’Orto di Venezia: sono famosi i suoi carciofi, i cardi e gli asparagi. Discreta anche la presenza di vigne, da cui si ricava una certa quantità di vino. Sull’isola possiamo visitare la torre Massimiliana, fortificazione eretta durante la dominazione asburgica, verso la metà dell’Ottocento, ma ispirata ai concetti difensivi medievali.

A nord di Burano spunta Torcello, l’isola amata da Ernest Hemingway. Torcello si trova in una posizione marginale della Laguna, lungo una rotta poco battuta dai vaporetti, e oggi è quasi del tutto disabitata. L’isola è attraversata da un canale. Di fronte  a una piccola ansa sorge la Locanda Cipriani, la residenza dove ha vissuto e lavorato per sei mesi, nel 1949, l’autore di Addio alle armi. Sull’isola sorge anche una cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, in stile veneto-bizantino, e il Ponte del Diavolo, tipico ponte veneziano privo di parapetti.

Chiesa di Sant'Alvise Chiesa della Madonna dell'Orto Casa di Tintoretto Arsenale di Venezia - Ingresso di terra

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo Lavorazione del vetro a Murano Isola di Torcello Giuseppe Cipriani con Ernest Hemingway a Torcello - Immagine tratta da www.locandacipriani.com

18 aprile 2012  |  categoria: Itinerari nelle Dimore

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