La Fiera del Tartufo di Alba e le Langhe, alla scoperta dei prodotti più preziosi della terra

L’appuntamento si rinnova anno dopo anno. E non c’è crisi che tenga. La Fiera del Tartufo di Alba è come un rito di cui non si può proprio fare a meno. Esistono tante varietà di tartufi, ma quello bianco di Alba li batte tutti. Lo si raccoglie a partire da questo mese e per tutto l’autunno nel Basso Piemonte, nelle storiche regioni del Roero, delle Langhe e del Monferrato. La capitale del tubero più prezioso al mondo è Alba, il centro principale delle Langhe, secondo dopo Cuneo nella Provincia Granda.
Nelle vie del suo bel centro storico medioevale tutto parla del tartufo, specie in questo periodo dell’anno: botteghe e ristoranti fanno a gare ad esporre il tartufo più grande, più profumato o più buono. Al sabato basta scendere dalla Via Maestra fino a Piazza Duomo per trovare il consueto mercato settimanale. Ma è ora che il tartufo sale sul palcoscenico albese per recitare la sua parte di protagonista. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è un evento nell’evento. Quest’anno raggiunge la sua ottantunesima edizione. Un’edizione che ha sempre quale momento centrale il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, ogni sabato e domenica nel Cortile della Maddalena, fino al 13 novembre, con aperture straordinarie il 31 ottobre e il 1° novembre. Se volete concedervi il lusso di acquistare un tubero, questo è il posto giusto: ma siate pronti a qualunque cifra. Basti pensare che negli anni scorsi l’autentico Tartufo Bianco d’Alba poteva toccare quotazioni straordinarie, da quattromila euro al chilo in su, a seconda della qualità e della pezzatura.
Se proprio avete deciso di rovinarvi, l’appuntamento è invece per la seconda domenica di novembre, giorno di chiusura della fiera, quando nel Castello di Grinzane Cavour si terrà l’Asta Mondiale del Tartufo. Tutte le somme raccolte durante questo evento saranno devolute in beneficenza. Da non perdere nemmeno la cerimonia di consegna del Tartufo dell’Anno, il tradizionale riconoscimento che premia con il miglior esemplare di tartufo un personaggio dello spettacolo, della politica o dell’economia. Nato negli anni Trenta del Novecento per intuizione di Giacomo Morra, promotore della Fiera, in passato il Tartufo dell’Anno è andato a Rita Hayworth, Marylin Monroe, Winston Churchill e a Luciano Pavarotti. Se vi accontentate di sapori più semplici, e soprattutto più economici, non dimenticate i tanti mercati dedicati ai prodotti tipici delle Langhe e del Roero, ogni sabato e nelle prime quattro domeniche di ottobre nel centro storico di Alba.
Non è finita qui. Nel weekend lungo da sabato 29 ottobre a martedì 1° novembre, in Piazza Risorgimento, ci sarà l’incontro atteso da tutti i buongustai d’Italia: il Tartufo sposa la Nocciola. I due prodotti più buoni del mondo saranno i protagonisti nel Salotto dei Gusti e dei Profumi di Alba.
Ma chi l’ha detto che Alba vive solo dei suoi tartufi e delle sue nocciole? Nel Basso Piemonte si producono vini di qualità certificata dai marchi DOC e DOCG, quali il Barbera d’Alba, il Dolcetto e il Nebbiolo. I colori, i profumi e i sapori dell’autunno piemontese vi accompagnano lungo le stradine dei colli cinti dai vitigni. Nei pressi di Monforte d’Alba, esiste un luogo speciale dove potrete trascorrere una vacanza tutta dedicata al vino. Il suo nome? Relais DiVino, naturalmente. In questa piccola e raffinata dimora di charme troverete il ristorante Il Dolcetto, con raffinata cucina tipica delle Langhe. La carta dei vini è una vera delizia per intenditori. Buono da bere, ottimo per un trattamento nel centro benessere del relais. La vinoterapia, grazie agli antiossidanti e ai radicali liberi presenti nel vino, favorisce il ringiovanimento e l’idratazione della pelle. Provare per credere.
Nei dintorni di Alba sorge anche l’antico borgo di Cherasco, sede ogni anno di uno dei più importanti mercati dedicati all’antiquariato. Quest’anno l’appuntamento è per il domenica 4 dicembre con l’ottantaduesima edizione del Mercato dell’Antiquariato e del Collezionismo, una serie di oltre cinquecento banchi con oggetti e cimeli d’epoca da lasciare a bocca aperta. Nel centro storico troverete anche il Monastero di Cherasco, l’antico complesso cinquecentesco fondato dai padri Somaschi, trasformato in un elegante hotel 4 stelle, con tanto di ristorante gourmet, Il Marachella, e di enoteca con cucina e sala meeting, il Monk’refettorio. Le sue suite sono ambienti esclusivi arredate con bei mobili dallo stile classico. Dalle loro finestre, potrete bearvi del panorama delle Langhe e con un po’ di fortuna, se il cielo è terso, potrete scorgere le Alpi del Monviso. Le Langhe e i tartufi attendono soltanto voi.










