I Castelli del Ducato di Parma e Piacenza / 1: le rocche e le fortezze della Bassa Parmense

La Reggia di Colorno

Storie d’armi e d’amori. Leggende e racconti fantastici. Borghi incantati, parchi e scenari naturali di rara armonia. Sono ventidue i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, il tour esclusivo fra manieri, antiche torri, rocche e fortezze di tempi lontani. Ventidue tappe, dalle terre basse bagnate dal Grande Fiume a quelle alte delle colline e dei primi contrafforti dell’Appennino.

Il nostro viaggio fra i Castelli del Ducato inizia dalla provincia di Parma, dalle Terre Verdiane e dal regno del Culatello di Zibello. L’Antica Corte Pallavicina è l’ultimo gioiello entrato a far parte della collezione dei Castelli del Ducato. È una roccaforte gentile del Trecento affacciata sulle acque del fiume Po, in quello spicchio d’Emilia dove l’arte di fare i salumi si tramanda di generazione in generazione. La visita alle cantine di stagionatura e la degustazione del Culatello: guai a rinunciare a questi due piacevoli passatempi. All’Antica Corte Pallavicina apprezzerete la cucina dello chef stellato Massimo Spigaroli e l’eleganza delle sei suite al primo piano della dimora.

Seguiamo il lento fluire del Grande Fiume per arrivare a Roccabianca. Siamo a una trentina di chilometri da Parma. Nel centro del piccolo paese spicca il castello del Quattrocento, possente e squadrato – visite da febbraio a dicembre. Splendida la Camera di Griselda, decorata con un ciclo pittorico ispirato alla centesima novella del Decameron di Boccaccio.

In meno di mezz’ora raggiungiamo Colorno. Qui dovete assolutamente passeggiare nei giardini e nei saloni della reggia, un complesso monumentale eretto verso i primi del Settecento per il duca Francesco Farnese – visite tutto l’anno. Le sale sono più di quattrocento, la maggior parte decorate con pianciti in marmo rosa e soffitti affrescati – sontuosi gli appartamenti del Duca, con l’osservatorio astronomico, e della Duchessa. I giardini, in parte all’italiana e in parte alla francese, sono profondi ben quattro chilometri – splendidi in primavera.

Da Colorno puntiamo verso San Secondo Parmense. Il paese è famoso per due motivi: la Spalla Cotta, il salume tipico cotto a vapore da gustare insieme a qualche fetta di torta fritta, e la Rocca (aperta tutto l’anno). La Rocca dei Rossi nacque come fortezza nel Medioevo e divenne una sfarzosa residenza nel Rinascimento. La Sala delle Feste Rossiane conserva un ciclo di affreschi ispirato ai racconti mitologici dell’Asino d’Oro.

Un salto di pochi chilometri ci porta a Soragna. Se San Secondo è la piccola capitale della Spalla Cotta, Soragna è altrettanto per la produzione del Parmigiano Reggiano. Presso l’antica tenuta agricola Corte Castellazzi potete visitare il Museo del Parmigiano Reggiano. Nel cuore del borgo, la Rocca Meli Lupi, fastosa residenza ancora oggi abitata dal principe Diofebo Meli Lupi – visite tutto l’anno. Decorazioni barocche, mobili d’epoca e opere d’arte nei saloni della dimora e un romantico parco all’inglese protetto dalle mura della rocca.

Raggiungiamo il piccolo borgo fortificato di Fontanellato. Al centro ecco la Rocca Sanvitale – visite tutto l’anno. Superiamo il fossato colmo d’acqua per entrare in questo scrigno di tesori dell’arte. Il più prezioso è la saletta decorata dal Parmigianino nel primo Cinquecento con scene tratte dal mito di Diana e Atteone – è ritenuto uno dei massimi capolavori del Manierismo italiano.

Seguiamo le indicazioni per Fidenza. Alle porte della città potete concedervi il diversivo del Fidenza Village, l’outlet per lo shopping a prezzi scontati tutto l’anno.

A domani per la seconda e ultima parte del nostro viaggio alla scoperta dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

Antica Corte PallavicinaAntica Corte Pallavicina - Le cantineAntica Corte Pallavicina - Il ristoranteAntica Corte Pallavicina - Stanza del Cardinale

Il castello di RoccabiancaLa Rocca dei Rossi di San Secondo ParmenseLa Rocca Meli Lupi di SoragnaLa Rocca Sanvitale di Fontanellato

13 febbraio 2013  |  categoria: Itinerari nelle Dimore

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