La Strada delle Grange, un viaggio nel Piemonte più segreto

Dalla terra piatta e umida sorgono come piccole isole remote. Nelle giornate di sole, le acque tessono complicati arabeschi e giochi di luce. Le Grange sono una parte essenziale del paesaggio e della Storia della bassa Valsesia. Ci troviamo in quella parte di Piemonte fra il Po e le nevi delle Alpi. Da una parte il Monferrato, con le sue dolci colline, i vini rinomati e i tartufi profumati. Sull’altro lato, il Torinese, la grande città e il Monviso da cui nasce e scende il fiume. In mezzo, tanta campagna, che dall’alto, nel periodo di sommersione delle risaie, appare come una scacchiera di pieni e vuoti d’acqua, di verde e di turchino.
Le Grange hanno origini antiche: pare che il loro nome e la loro costruzione vennero diffuse dai monaci cistercensi francesi nel Basso Medioevo, a partire dal XII secolo. Grangia viene appunto dal francese granche, granaio, e alla conservazione di questo prodotto erano destinate dagli antichi monaci.
La Strada delle Grange vi accompagna alla scoperta di questo territorio. Un itinerario che inizia da Vercelli, sulle rive del fiume Sesia, circondata da risaie che si estendono a perdita d’occhio nelle campagne tutt’attorno. Tappa importante sull’antica via Francigena, il centro storico ha elevato Vercelli fra le maggiori città d’arte del Piemonte, dopo Torino e insieme ad Asti. Merito certo della sua architettura religiosa, che qui ha trovato forme e motivi originali e sorprendenti. Celebre la Basilica di Sant’Andrea, capolavoro del romanico-gotico nel Nord Italia, edificato nel primo Duecento. Di notevole impatto visivo anche il Duomo dedicato a Sant’Eusebio, affacciato sull’omonima piazza della città, realizzato in stile prevalentemente neoclassico. Da visitare anche le collezioni d’opere d’arte esposte nel Museo Camillo Leone e nel Museo Borgogna, la maggiore pinacoteca del Piemonte, seconda soltanto alla Galleria Sabaudia di Torino.
Muovendosi verso le colline del Monferrato, sempre lungo la Strada delle Grange, sulla via s’incontrano le abbazie lasciate in eredità dai monaci cistercensi. Tra le maggiori spicca l’Abbazia di Santa Maria di Lucedio, costruita nel XII secolo nella piccola frazione di Lucedio, nei pressi di Trino. Dell’antico complesso religioso, ampliato nel Medioevo e nei secoli successivi, sono conservate la cinta muraria e tutte le maggiori strutture architettoniche, inclusi il bel campanile a pianta ottagonale in stile gotico, il chiostro, il refettorio e l’aula capitolare. Quello che un tempo era conosciuto come il Principato di Lucedio, comprendente l’abbazia e i terreni circostanti, oggi è una vasta e moderna azienda agricola, una fra le tante che punteggiano la provincia vercellese.
Una brevissima deviazione dalla Strada delle Grange ci porta a Trino, borgo sulla riva sinistra del Po, a pochi passi dai colli monferrini. A Trino sono legate alcune fra le più importanti memorie del conte Camillo Benso di Cavour, statista e uomo politico fra i grandi padri dell’Unità d’Italia. Nella piccola frazione Levi Cavour è ancora visibile l’antica azienda agricola di famiglia, dove il conte soleva trascorrere parte del suo tempo. Nei pressi di Trino si trova il Parco naturale della Partecipanza dei Boschi, vasto bosco planizio, esempio più unico che raro di com’era la Pianura Padana prima delle opere di bonifica eseguite dai cistercensi.
Accanto al Parco naturale, sulla strada che porta a Trino, un’antica grangia ospita oggi un raffinato hotel di charme. Borgo Ramezzana conserva importanti testimonianze artistiche e architettoniche. Oltre la neogotica dimora padronale spicca la torre merlata. Negli spazi interni, arredi preziosi del Seicento toscano, del Settecento piemontese e dell’estremo Oriente, a raccontare la passione dei tenutari per i viaggi e le lunghe esplorazioni nel mondo.
Ogni angolo di Borgo Ramezzana è una sorpresa. Nel suo ristorante il riso è il protagonista indiscusso: basta sfogliare la carta a lui dedicata per rendersene conto. Potete scegliere fra oltre trenta qualità di riso cucinate secondo ricette più o meno antiche. Un consiglio? Assaggiate la Panissa, il piatto tipico della tradizione vercellese, preparato con riso, fagioli e salame. Lo chef combina in modo sapiente i sapori del Piemonte con i profumi della cucina mediterranea, talora concedendosi qualche piacevole evasione verso le note dell’Oriente. La carta dei vini è ricca e curata, al pari della proposta benessere, che prevede un’ampia scelta di massaggi a due e quattro mani. Nella tenuta anche una chiesetta, per matrimoni, battesimi e anniversari. Borgo Ramezzana vi schiude le porte dello charme in Grangia. A voi tutto il piacere di viverlo.










