La Riviera dei Ciclopi per un’estate in Sicilia fra il mare e l’Etna

Relais Monaci delle Terre Nere - Zafferana Etnea (Catania)

La Sicilia ionica, Aci Trezza, Aci Castello, gli aranceti e i palmizi soffiati dal vento e le lunghe distese di rena bianca. Sorprendente la spiaggia di Aci Trezza: è di origine vulcanica e, come una Capri in miniatura, ha i suoi faraglioni, ben otto, che spiccano fra le acque azzurrine. Non sono faraglioni qualunque. I passi dell’Odissea raccontano che i faraglioni dei Ciclopi furono scagliati da Polifemo contro Ulisse per fermarne la fuga.

La Riviera dei Ciclopi, con il suo arcipelago fra cui spicca l’isola Lachea, è lo scenario ogni anno, il 24 giugno, del rito conosciuto come U pisci a mari, pantomima dell’antica arte della cattura del pesce spada dedicata ai festeggiamenti di San Giovanni Battista, patrono di Aci Trezza. Questi sono i luoghi delle memorie verghiane. Ad Aci Trezza Giovanni Verga ambientò le vicende dei Malavoglia. La piazza, la fontana, la chiesa, le piccole vie un tempo battute dai pescatori che dal paese scendevano a mare. Tutto come allora.

A pochi metri dalla Chiesa di San Giovanni, alla sommità di una piccola scalinata, sorge la casa del nespolo, l’abitazione di Padron ‘Ntoni, il patriarca dei Malavoglia. Oggi è un piccolo museo, con cimeli e strumenti di lavoro dei pescatori di Aci Trezza e una raccolta di fotografie e locandine di La terra trema, il film girato da Luchino Visconti nel 1947 con gli attori scelti fra gli abitanti del piccolo borgo marinaro.

Se a quelle di Aci Trezza preferite le spiagge basse e sabbiose, scegliete la Playa di Catania, nella periferia della città: diciotto chilometri di sabbia dorata, un lido sempre soleggiato di giorno e le discoteche per il divertimento fino all’alba. Un must per catanesi e non. A pochi passi da Taormina e dalle spiagge di Isola Bella vi aspettano gli scenari suggestivi del lido di Praiola di Giarre: costa di tufo, di origine vulcanica, mare azzurro cristallino. Relax assicurato.

L’Etna è sempre lì a ricordarci che la Sicilia è terra di contrasti e bellezze folgoranti. A Zafferana Etnea, piccolo centro dell’immediato entroterra l’aria è buona e il miele ancor di più. È l’ingrediente principe dei dolci tipici siciliani, dalle zeppole ai torroncini, dai mostaccioli alla cubbaita, un torrone preparato secondo un’antichissima ricetta.

Il comune di Zafferana Etnea conta ben ottocento apicoltori, circa il dieci per cento della popolazione, che confezionano vasetti di miele per tutti i gusti, da quello di Zagara a quello d’arancio, da quello aromatizzato all’eucalipto a quello Millefiori. Fra le ginestre selvatiche e il giallo dello zafferano che spuntano spontanei fra i boschi del Parco dell’Etna non mancano le sorprese.

Tradizione e arte contemporanea spiccano nel Relais Monaci delle Terre Nere, dimora ottocentesca recuperata secondo i principi cardine della bioarchitettura. Energie rinnovabili, filosofia slowliving, i profumi e i colori dell’isola che si rincorrono nell’azienda agricola e nell’orto della tenuta. Dentro, legno e tanta pietra, stile country corretto da tocchi di design attualissimo e da una serie di comfort che avvicinano il relais a un vero hotel di lusso. La colazione è bio, come gran parte dei prodotti proposti dal ristorante. Aggiungeteci una vista incantevole, che dal mare arriva ad abbracciare tutto l’Etna, e la vostra vacanza in Sicilia sarà indimenticabile.

L'Isola Lachea davanti ad Aci TrezzaIl porticciolo dei pescatori ad Aci  TrezzaI faraglioni dei CiclopiL'Isola Bella nei pressi di Taormina

Relais Monaci delle Terre NereRelais Monaci delle Terre NereRelais Monaci delle Terre NereRelais Monaci delle Terre Nere

12 giugno 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel

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