Venezia fra sensualità e amori libertini: alcove e bàcari sulle orme di Casanova

Il Canal Grande

Dietro alla città festaiola e carnascialesca, si cela una Venezia libertina, ricca di spunti per storie dal piccante retrogusto erotico. Niente di attuale, beninteso. I tempi di Casanova sono acqua passata. Ma proprio al più grande dei seduttori possiamo dedicare un itinerario inconsueto: è la Venezia dell’amore licenzioso, un po’ decadente e lussurioso. Continuate a leggere se volete scoprire la città oltre le mete più frequentate dai turisti.

Sulle Fondamenta Nuove, di fronte all’isola di San Michele, inizia il nostro viaggio sulle orme del seduttore. Qui s’affaccia Palazzo Merati, casa della madre e della sorella di Casanova nonché una delle tante alcove di lui sparse in città. Il palazzo, oggi di proprietà di un conte, conserva ancora il letto a baldacchino delle avventure notturne del nostro.

Ma il vero principio della storia di Casanova fu in Calle della Commedia, oggi Calle Malipiero, nel sestiere di San Marco, dove Giacomo nacque il 2 aprile 1725. Venne battezzato nella vicina Chiesa di San Samuele, fra Palazzo Grassi e Palazzo Malipiero. La vita veneziana di Casanova era in gran parte qui, fra San Samuele, Santo Stefano e Campo San Maurizio, riconoscibile dal campanile pendente. A San Maurizio non faticherete a trovare la casa di Giorgio Baffo: è il palazzotto appena a destra del campanile; sul suo muro esterno potrete leggere una lapide commemorativa con le parole di Guillaume Apollinaire. Poeta licenzioso, fu proprio il Baffo a iniziare il giovane Giacomo ai piaceri dell’amore.

Ora di pranzo? Camminiamo veloci verso Rialto. Passato il ponte, appena dopo il Tribunale, c’è il sotoportego dei Do Mori e una taverna dallo stesso nome, Cantina do Mori. Storico bàcaro, tipica osteria della Laguna, aperto fin dal 1462, era qui che Casanova attendeva a volte le sue amanti. Oggi come allora si mangia (e si beve) alla veneziana: rigorosamente in piedi, potrete assaggiare cicchetti, seppioline, baccalà mantecato, polpette, il tutto innaffiato da un’ombra de vin – ottima la Malvasia, ma potete scegliere fra più di 150 etichette (non chiedete spritz). Altro indirizzo storico, pare anch’esso conosciuto da Casanova, è campo delle Beccarie e più precisamente le Poste Vecie, antica trattoria del Cinquecento nei pressi del mercato del pesce.

Nel pomeriggio, dal Canal Grande puntiamo verso Piazza San Marco. Dietro alla piazza, troviamo calle Vallaresso. Qui nel Settecento sorgeva il Ridotto, casa da gioco frequentata dal nostro in attesa di qualche incontro galante – oggi il Ridotto è parte di un hotel di lusso. Da qui bastano pochi passi per raggiungere il Ponte dei sospiri e i Piombi, le prigioni del Palazzo Ducale – sono visitabili tutti i giorni, solo su prenotazione e con guida specializzata (biglietto intero 20 euro, ridotto 14 euro).

Fra gli “inquilini” dei Piombi ci fu anche il nostro: venne arrestato nel 1755 con l’accusa di libertinaggio, spregio della religione e circonvenzione di alcuni patrizi. Come vi entrò, vi uscì ben presto: evaso nel 1756 grazie a un buco nel soffitto, dovette però attendere diciott’anni per ottenere la grazia. Anche questa è Venezia.

Campo San MaurizioIn gondola sul Canal GrandeMaschere di CarnevaleAntipasti veneziani

Il Ponte dei SospiriDuodo Palace Hotel - VeneziaRuzzini Palace - VeneziaVilla Alberti - Dolo (Venezia)

22 gennaio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni

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