La Strada romantica delle Langhe e del Roero / 2: Dolcetto e Barolo sognando il mare

Veduta del borgo di Murazzano

Sei tappe fra l’Alta Langa e la Valle della Bormida. Quasi settanta chilometri restano per completare il nostro itinerario lungo la Strada romantica delle Langhe. Se vi siete persi la prima parte del viaggio, leggetela qui. Avete già scelto il vostro hotel in Piemonte?

La prima tappa è Benevello, il belvedere naturale della regione. Salendo da Alba, Benevello è il primo paese dell’Alta Langa – la località Manera è conosciuta come la Porta Nord dell’Alta Langa. Il borgo è sulla sommità di una collina. Sul punto più alto troverete il castello, antico di quasi mille anni. Insieme ad altri otto castelli delle Langhe, quello di Benevello appartiene all’itinerario dei Castelli DOC, comitato nato per valorizzare i manieri delle Langhe e del Roero. Per una vista panoramica unica vi consigliamo la chiesetta di Madonna di Langa, che abbraccia le colline della Bassa Langa, le Alpi marittime, il Monviso e il Monte Rosa.

Per raggiungere la seconda meta dobbiamo risalire parte del corso del torrente Talloria, nell’omonima valle. Fra coltivi e vigneti incontriamo Sinio, minuscolo centro adagiato fra le morbide colline delle Langhe. Anche questo borgo ha quel che a prima vista potrebbe somigliare a un castello, nient’altro che una  casaforte quattrocentesca collocata nel punto più alto del centro storico. Dolcetto e Barolo sono di casa a Sinio: assaggiateli in una delle tante cantine del territorio.

Lasciamoci alle spalle Sinio per raggiungere Cissone. Il borgo domina la piccola valle scavata dal torrente Rivarolo. Fitti boschi offrono sentieri naturalistici e occasioni per escursioni fra le colline delle Langhe. Cissone ha una storia assai antica, pare iniziata in epoca romana. Nei locali del Municipio è esposta una stele funeraria di quell’età.

A metà del nostro viaggio possiamo concederci una sosta golosa. Sulle tavole delle Langhe regnano i sapori della terra vera. La cucina tipica di questo angolo del Piemonte unisce la tradizione “povera” e portate eredi dell’antica nobiltà. Così troviamo nocciole e tartufi, il risotto al Barolo e la bagna càuda, la finanziera all’albese e il caponet – l’involtino di verza ripieno di carne – e il bonet, budino di antica tradizione piemontese.

Pronti per la quarta tappa del viaggio? Arriviamo a Murazzano, conosciuto come scudo e chiave del Piemonte per via della sua posizione strategica. Il monumento più antico del borgo è il mulino. Venne eretto circa mille anni fa come torre di vedetta al tempo delle invasioni saracene. Finite le scorribande dei barbari, la torre divenne un mulino a vento per la macina delle granaglie: i due fori per le pale si scorgono ancora fra le merlature dell’edificio.

Il simbolo di Murazzano è però a sua torre alta trentatré metri: è una delle meglio conservate delle tante che svettano fra le colline delle Langhe. Saliteci per ammirare le Langhe dall’alto. Il centro storico di Murazzano è piccolo ma ricco di palazzi eleganti. Fra i tanti spicca Palazzo Tovegni, a dir poco eclettico: la sua facciata riproduce in tutto e per tutto il fronte di un palazzo norvegese. Oltre a tartufi, nocciole e vini, nei dintorni del paese si fa anche il formaggio: è il Murazzano DOP, fatto con il latte di pecore di razza autoctona.

È curioso ma affatto impossibile: dall’Alta Langa si vede il mare. A suggerircelo è Mombarcaro, nome curioso dall’etimologia sicura: mons (monte) più barcaro (barche), vale a dire “il monte da cui si scorgono velieri e grandi barche”. D’altra parte, la Liguria è a due passi, appena oltre il crinale dell’Appennino, e nelle giornate di cielo terso, dopo il soffio del Maestrale, sulle sommità delle colline che circondano Mombarcaro, le onde del mare luccicano sull’orizzonte. Mombarcaro è conosciuta come la vetta delle Langhe (896 metri di altitudine) perché, oltre al mare, qui riuscirete a scorgere pure le nevi perenni del Monte Rosa e le cime più alte delle Alpi Marittime.

Spingiamoci a ridosso della Liguria per arrivare a Camerana, tappa finale del nostro itinerario nelle Langhe. Siamo fra la Valle Bormida e l’Alta Valle Belbo. Camerana è un insieme di borgate in un pianoro che ha come centro maggiore Villa, piccolo baluardo annunciato da un’antica torre, unica eredità del castello demolito negli anni Trenta del secolo scorso. La vera meraviglia di Camerana è il suo contesto naturale. Nel comune vegetano quarantatre specie di orchidee (quasi la metà dell’intero patrimonio italiano) tutte protette.

Se scegliete di visitare questo angolo di Langhe nella bella stagione, vi consigliamo una delle tante escursioni nella Riserva naturale delle sorgenti del Belbo, un’area incontaminata fra Camerana, Montezemolo e Saliceto con percorsi per escursioni a piedi, a cavallo e in mountain bike. Buona vacanza!

BenevelloSinioIl Castello di SinioPanorama nell'Alta Langa

MurazzanoCentro storico di MurazzanoNocciole delle LangheLa torre di Camerana

26 febbraio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni

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