Nella Sicilia del sud, un viaggio nell’isola segreta

Veduta di Ragusa Ibla

All’ombra dei carrubi o nel blu del mare fra l’Europa e l’Africa. L’ultimo lembo di Sicilia è riservato a chi ama viaggiare. Oltre le dune bianche scolpite dallo Scirocco e dal Grecale, oltre le viti e gli ulivi del primo entroterra, spuntano oasi naturali e borghi di pescatori dimenticati dal tempo che avanza. Lasciatevi Siracusa alle spalle e seguite le indicazioni per Avola. Oltre gli ulivi e i mandorli in fiore troneggia Noto, il capolavoro del Barocco siciliano che dall’alto del suo altopiano scruta la valle dell’Asinaro profumata di agrumi e di fichi d’India.

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Basta seguire il richiamo della salsedine per scoprire la Riserva Naturale di Vendicari, una delle zone umide più belle in Europa. Nell’oasi spunta il profilo della torre sveva del Quattrocento e l’antica tonnara del sito archeologico di Eloro. Fra i pantani, un tempo grandi riserve di sale, sostano centinaia di specie di uccelli, fenicotteri e cicogne, aironi e gabbiani. Nell’Oasi di Vendicari troverete la spiaggia più bella della provincia di Siracusa: Cala delle Mosche, o Calamosche, è poco frequentata, anche in alta stagione. Per arrivare nella sua caletta di sabbia ocra basta una passeggiata di dieci minuti lungo un sentiero sterrato, fra le piante spontanee di erica, ginepro e tamerice, fino ai gradoni fiancheggiati dai muretti a secco. L’acqua trasparente è perfetta per lo snorkeling: basta tuffarsi per ritrovarsi faccia a faccia con saraghi, cefali e ricciole.

Fra l’Oasi di Vendicari e la tonnara di Marzamemi, le ultime spiagge del golfo di Noto: la spiaggia di San Lorenzo, piccolo eden di sabbia bianca, ottima per la tintarella e il falò al chiaro di luna – affollata in alta stagione. Più ampia e attrezzata la spiaggia della Spinazza. Nei suoi dintorni, meravigliose calette per godersi lo spettacolo del tramonto sul mare. Il borgo di Marzamemi è un grumo di casette di pescatori spruzzate di salsedine. Sulla piazza, il palazzo del principe di Villadorata e, ogni 20 agosto, la festa di San Francesco di Paola annunciata dai colpi sordi dei cannoni sparati dal porto.

La strada litoranea corre leggera fino a toccare Capo Passero, l’ultima terra della Sicilia meridionale. Il paesaggio alterna dune di sabbia e scogliere a picco sul mare. Accanto alla tonnara di Portopalo scorgerete il Castello Tafuri, deliziosa dimora liberty incastonata nella macchia mediterranea – il castello è purtroppo abbandonato a se stesso. Ora non ci resta che risalire. Abbandoniamo la provincia di Siracusa per quella di Ragusa. La frazione più mondana della costa iblea è Marina di Ragusa, una delle mete più frequentate dalle famiglie e dai surfisti a caccia di onde e adrenalina. Se preferite il relax vero, scegliete una delle spiagge fra Borgo Sampieri e Donnalucata, carezzate dalla brezza leggera che sale dal mare e ingentilisce il clima.

La costa iblea è un’infiorata di spiagge e oasi naturali mai raggiunte dalla mano dell’uomo. Dedicate almeno un giorno a esplorare l’entroterra della provincia ragusana. Salite fino a Modica, che a Noto contende il primato di più bella città del Barocco siciliano. Incastonata fra i Monti Iblei, nelle sue viuzze respirerete il profumo sensuale del cioccolato artigianale e dei Mustazzola (Mustaccioli), i biscotti fatti con il miele e le mandorle. In via Posterla, all’ombra del castello e della torre dell’Orologio, la casa natale di Salvatore Quasimodo, con le stanze e i cimeli del Nobel per la letteratura. Quando il sole inizia a scendere sull’orizzonte, salite a Ragusa. Nella vecchia Ibla, la parte più antica della città, il tramonto è l’ultimo capolavoro di questa Sicilia magica e immortale.

La spiaggia di CalamoscheIl borgo di MarzamemiIl Castello TafuriVilla Spaccaforno

19 luglio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni

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