La Milano segreta: a spasso fra i luoghi nascosti della città

Santa Maria delle Grazie

C’è una Milano nascosta che attende solo voi. Oltre al Duomo, alla Scala, alle boutique di lusso di via della Spiga e di via Montenapoleone, avrete una città intera da scoprire. Noi ci abbiamo fatto due passi e abbiamo scoperto qualche bella curiosità. Che ne dite di dedicare un weekend alla Milano più segreta? Prima, però, sfogliate la nostra collezione di hotel in città

La Milano di Verdi

Nel 2013 ricorre il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. A Milano il maestro visse i suoi anni più importanti. Abitò in un appartamento di via Andegari, a poche centinaia di metri dal Teatro alla Scala – l’abitazione è andata perduta. Potete però visitare la casa di Alessandro Manzoni, al civico 1 di via Morone (da martedì a venerdì, 9-12 e 14-16): fra i due regnava una stima reciproca e fu proprio Verdi a scrivere la messa da Requiem in onore dello scrittore.

Notoriamente poco mondano, il Verdi milanese frequentò pochissimi salotti mondani; il suo preferito fu sempre quello di Clara Maffei, ospitato nei sfarzosi ambienti di Palazzo Olivazzi Trivulzio, al 21 di via Bigli (proprietà privata). Verdi morì a Milano il 27 gennaio 1901, nella suite 105 del Grand Hotel et De Milan; si dice che i milanesi, per non disturbare le ultime ore del maestro, avessero coperto di paglia la strada sotto le sue finestre per attutire i rumori delle carrozze.

Verdi fu un grande filantropo. Nel 1896 fondò la Casa di Riposo per Musicisti, al civico 29 di Piazza Buonarroti, ancora oggi attiva: potete visitare la cripta di Verdi (8.30-18), le sale museali e il salone d’onore (solo per gruppi, su prenotazione).

La Milano di Leonardo

Leonardo da Vinci fu alla corte degli Sforza dal 1482 al 1500. Il più grande capolavoro donato alla città è ovviamente il Cenacolo. Potete ammirare l’Ultima Cena nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, da martedì a sabato (prenotazione obbligatoria). Ma per scoprire tutto il genio eclettico di Leonardo dovete varcare l’ingresso del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e visitare la galleria con la collezione dei modelli delle macchine leonardesche (da martedì a venerdì, 9.30-17, sabato e festivi, 9.30-18.30).

Spostiamoci nel Castello Sforzesco. Qui il nostro affrescò con un finto pergolato la volta della Sala delle Asse (da martedì a domenica, 9-17.30); Leonardo scrisse anche il Codice Trivulziano, conservato nella Biblioteca Trivulziana, sempre nel Castello Sforzesco: il codice, in genere non visibile al pubblico, è un trattato di architettura militare e religiosa. Spostiamoci in Piazza Pio XI per visitare la Biblioteca Ambrosiana. Fondata da Federigo Borromeo nel 1607, fu una delle prime biblioteche pubbliche al mondo. Fra i tanti volumi custoditi, il Codice Atlantico e il Ritratto di Musico, due fra le opere di Leonardo più celebri (da lunedì a venerdì, 9-17).

Una passeggiata fra i Navigli

Raggiungiamo via San Marco, nella zona della città che un tempo più assomigliava a una piccola Venezia. Lungo la strada possiamo vedere ancora la Conca delle Gabelle, o Conca della Coronata, un complicato sistema idraulico che permetteva alle imbarcazioni di superare il dislivello fra il naviglio della Martesana e gli altri canali – pare che al suo progetto lavorò anche Leonardo. Poco più in là, la Garitta, per il controllo del livello delle acque, e il Ponte delle Gabelle, realizzato nel Quattrocento in pietra di ceppo. Al termine della via, la Chiesa di San Marco, la chiesa di Milano più grande dopo il Duomo. L’edificio ospita un affresco raffigurante un drago, mostro mitologico entrato fra le leggende meneghine, tanto da meritarsi il posto d’onore nello stemma cittadino.

Non tutti sanno che il Convento di San Marco, retto dai padri agostiniani, fra il gennaio 1770 e il marzo 1773, ospitò a più riprese il giovane Wolfgang Amadeus Mozart: una piccola targa, di fianco a un portone, ne ricorda ai passanti il soggiorno. All’incrocio fra via Melchiorre Gioia con via De Marchi, dove il naviglio Martesana si interra definitivamente, troviamo la Cassina de’ Pomm (Cascina delle mele), locanda con mulino del Quattrocento sul naviglio della Martesana. Nel Settecento fu albergo e osteria frequentata, fra i tanti, da Giacomo Casanova e da Stendhal. Oggi, la cascina ospita un pittoresco caffè, ogni primavera ombreggiato da un pergolato di glicine; a fianco, il giardino pubblico per una passeggiata nel verde.

Il Quadrilatero del Silenzio

Oltre al celeberrimo Quadrilatero della Moda, a Milano esiste anche il Quadrilatero del Silenzio. Perfetto per dimenticare la frenesia della città e immergersi in alcuni fra i luoghi più eleganti della Milano ottocentesca. Imbocchiamo via Tommaso Salvini per arrivare in piazza Eleonora Duse, gioiellino abbracciato da una sequenza di palazzine liberty. All’angolo fra via Vivaio e via Cappuccini sorge Casa Berri Meregalli, dimora eclettica, neoromanica, gotica e liberty, con una scultura di Adolfo Wildt nell’androne. Percorriamo via Cappuccini fino a incontrare il giardino (privato) di Villa Invernizzi. Sbirciamo fra la cancellata di ferro per incontrare con lo sguardo i fenicotteri rosa, fortunati ospiti della residenza.

Poco più avanti, al civico 2 di via Luigi Melegari, non potremo fare a meno di notare le forme ardite di Palazzo Fidia, opera futuristica dell’architetto Aldo Andreani, a metà via fra un castello e una navicella spaziale. A pochi passi, Villa Necchi Campiglio: splendido esempio di stile déco, è la tipica residenza dell’alta borghesia industriale milanese. Immersa in un grande parco, la dimora conserva ancora la prima piscina privata costruita in città. Villa Necchi Campiglio ospita il museo dedicato alla vita domestica del primo Novecento (da mercoledì a domenica, 10-18). Costeggiamo i giardini pubblici Indro Montanelli e il Museo di Storia Naturale (da martedì a domenica, 9 -17.30) per arrivare a Porta Venezia. Fra i civici 62 e 64 di Corso Venezia vale una breve sosta il Palazzo Buonarroti Carpaccio Giotto, residenza di lusso in stile déco dalle dimensioni imponenti, con una grande volta ad arco che collega il corso a via Salvini.

Museo Nazionale della Scienza e della TecnologiaBiblioteca AmbrosianaConca delle GabelleVilla Necchi Campiglio

23 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni

2 commenti a “La Milano segreta: a spasso fra i luoghi nascosti della città”

  1. Elena scrive:

    Interessante articolo per scoprire luoghi di Milano poco conosciuti ai più. Ma a meno di una mia errata interpretazione del testo, devo evidenziare come la Cascina dei pomm e il relativo giardino si trovino in ben altra zona rispetto ai bastioni di porta nuova, ovvero incrocio via Melchiorre Gioia con via De Marchi, dove il naviglio Martesana si interra definitivamente.

  2. Dimore D'Epoca scrive:

    Buongiorno Elena, grazie per la segnalazione. In effetti l’errore era macroscopico: l’abbiamo corretto. Buona giornata!

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