I luoghi segreti di Venezia

Campo del Ghetto Nuovo

Ci sono città che somigliano ai classici della letteratura: non hanno mai finito di dire quel che han da dire. Anche Venezia è un po’ così. Basta conoscere i posti giusti, quelle fuori rotta, lontani dalle frotte di turisti. Così, pochi giorni fa, ci siamo incamminati nel dedalo di canali, campi e campielli per scoprire la Venezia più nascosta e pittoresca. Quella più vera, che non troverete su tutte le guide.

Nel cuore della città o a pochi passi dalla Laguna. Fra le nostre dimore veneziane, c’è sempre quella giusta per il vostro weekend.

Corte del Milion

Le chiamano le Case di Marco Polo, anche se l’esploratore veneziano visse qualche tempo prima della loro costruzione. Piuttosto, alzate lo sguardo per ammirare la corte, un angolo intatto di Medioevo scostato dai soliti itinerari per turisti affamati di cartoline e souvenir. Per raggiungere la corte, dal Ponte di Rialto, seguite le indicazioni per le Fondamenta Nuove e per la Chiesa di San Giovanni Crisostomo.

Le corti, in realtà, sono due. La Corte Prima del Milion è angusta. Ma se superate il sotoportego, ecco spuntare la Corte Seconda: al centro, la vera da pozzo; tutt’intorno, pilastri e patere, tetti in legno retti dai barbacani e alti edifici in mattoni a vista.

Nascosto nella corte troverete il più antico ristorante veneziano ancora in attività. Si chiama Osteria ll Milion, locale storico d’Italia con nove tavoli e un sontuoso menù di pesce.

San Giacomo di Rialto

È la chiesa più piccola e antica della città. I veneziani la chiamano San Giacometo. La trovate nel sestiere di San Polo, alla sinistra del Ponte di Rialto. Tradizione vuole che la chiesetta fu costruita nel lontano 421 da un carpentiere, tale Candioto o Eutinopo – ma alcuni documenti datano l’edificio all’XI secolo. Particolare la sua facciata, preceduta da un porticato gotico, decorata da un grande orologio e sormontata da un campanile a vela.

Biblioteca Nazionale Marciana

Il suo vanto è la collezione di manoscritti greci, latini e orientali, una delle più preziose al mondo. Si tratta di una delle più grandi biblioteche pubbliche italiane e la più importante di Venezia. Nata nel Quattrocento grazie alla donazione del cardinal Bessarione, la biblioteca contribuì a elevare la città a centro culturale di fama mondiale dell’età moderna. La Marciana è in Piazza San Marco, ospitata in due edifici: Palazzo della Libreria e Fabbrica della Zecca, realizzati dall’architetto Jacopo Sansovino.

Superate i Giganti disarmati a guardia dell’ingresso principale per scoprire un mondo di libri e di storie. Visite guidate per scoprire le sale monumentali della biblioteca. Orari: dal 1° aprile al 31 ottobre, 10-19; dal 1° novembre al 31 marzo, 10-17.

Lo Squero di San Trovaso

Nel sestiere di Dorsoduro, accanto alla chiesa di San Trovaso, contrazione veneziana per indicare i Santi Gervasio e Protasio, incontrerete un angolo della vecchia Venezia. Lo Squero di San Trovaso è il luogo dove nascono le gondole, tutte fatte a mano, proprio come una volta. Lo squerarolo, il maestro artigiano specializzato, ricava l’imbarcazione da otto tipi di legno: solo la forza delle braccia, gli strumenti del mestiere, senza l’aiuto della tecnologia, tanta esperienza, mesi di lavoro e attenzione maniacale per i dettagli.

Se volete scoprire come nasce una gondola, lo Squero di San Trovaso organizza visite guidate nel suo cantiere, dal lunedì al venerdì, per gruppi di almeno 25 persone (tel. 041 5229146).

Leggete anche: La Venezia segreta fra le isole della Laguna

Casino Venier

Fra Sei e Settecento non c’era veneziano, benestante e non, che non scommettesse o giocasse a carte o a dadi. Solo nei pressi di San Marco, i casino erano più di cento. Se siete curiosi di scoprire questo lato di Venezia, incamminatevi verso il Casino Venier, nascosto nelle Mercerie, fra Piazza San Marco e il Ponte di Rialto, nel mezzanino di un edificio piuttosto anonimo. In questi casini si giocava d’azzardo, si ballava, si conversava e ci si divertiva – sì, talvolta erano anche luoghi per incontri galanti e licenziosi.

Il Casino Venier è uno dei più affascinanti e meglio conservati di Venezia. Oggi sede dell’associazione culturale italo-francese Alliance Française, è aperto a visite pubbliche interessanti e divertenti (tel. 041 5227079). Durante il tour dell’edificio, potete affacciarvi dal liagò, un poggiolo coperto dirimpetto al Ponte Baretteri, e sbirciare dallo spioncino segreto sotto al pavimento di marmo della sala d’ingresso.

Monastero di San Francesco della Vigna

Luogo ameno, silenzioso e mistico, il Monastero di San Francesco della Vigna, nell’omonimo campo, è un angolo veneziano dedicato alla meditazione e alla contemplazione. Il complesso sorge nel sestiere Castello, accanto alla chiesa dalla facciata palladiana, intitolata al Patrono d’Italia.

La vita scorre lenta nei tre chiostri del monastero – due sono visitabili. Attorno, protetti dalle mura del convento, gli orti, coltivati ancora dai frati cappuccini, proprio come quando il convento nacque, intorno alla metà del Duecento.

L’Orto delle Meraviglie

Chi l’avrebbe mai detto che a Venezia nascono frutta e verdura bio? In un fazzoletto di terra nuda all’interno del carcere femminile della Giudecca, una decine di detenute coltiva l’orto del Convento delle Convertite senza l’uso di macchinari, concimi o prodotti chimici – l’orto è certificato biologico da diversi anni.

Nel banchetto allestito davanti al carcere, ogni mercoledì mattina, potete acquistare asparagi, carciofi di Sant’Erasmo e radicchio rosso di Treviso, insalatine da taglio, spinaci, cardi e carote, frutta, erbe spontanee e officinali.

Ghetto Ebraico

Le sue cinque sinagoghe, oggi restaurate e aperte ai turisti, sono le più antiche d’Europa. Il Ghetto Ebraico è nel sestiere Cannaregio, nella parte settentrionale di Venezia. Per raggiungerlo, salite sui vaporetti della linea 1 o 82, fermata S. Marcuola-Ghetto, o delle linee 41, 42, 51 o 52, fermata Ponte delle Guglie-Ghetto. Superate il sotoportego, antico accesso al Gheto Vecio. Nel sottoportego si affaccia l’ingresso di Gam Gam, l’ultimo ristorante veneziano che serve i piatti tipici della cucina kosher, tradizionale ebraica.

Campo del Ghetto Nuovo, con le sue case-torri, è una delle piazze più belle di Venezia. Qualche libreria di testi sacri e profani e le botteghe dell’artigianato ebraico – anche un artista del vetro, fra i più abili della città.

Sempre nel Ghetto Nuovo, visitate il Museo Ebraico (tel. 041 715359): aperto nel 1955, espone stoffe ornamentali, libri e oggetti sacri usati durante le cerimonie religiose. Il momento migliore per visitare il Ghetto? Il venerdì, verso il tramonto, preludio del Shabbat, il settimo giorno del calendario ebraico.

I bàcari

Sono le tipiche osterie veneziane. Il più delle volte sono locali angusti, arredati in modo semplice, con tavoli e banconi di legno. Sono le mete giuste per una cena, per uno spuntino veloce o per quattro chiacchere, ciacole nel dialetto lagunare. La cucina è quella vera veneziana: cicheti, sarde in saòr, baccalà mantecato, folpeti (moscardini), polpettine e pesce fritto, il tutto innaffiato da un’ampia scelta di vini in calice (ombre o bianchini).

I bàcari più famosi? La Cantina Do Mori, nel Sestiere San Polo, con tanti cicheti e i paioli in rame appesi al soffitto. Alla Botte, non lontano dal Ponte di Rialto, dietro Campo San Bortolomeo, locale molto popolare fra i giovani. L’Osteria al Portego, a San Lio, piccola osteria con pochi tavoli e vino sfuso spillato dalle botti di legno. Ultimo ma non ultimo, uno dei più antichi bàcari della città, l’Osteria Ca’ D’Oro, più nota come l’Osteria Alla Vedova, in Strada Nuova, nel sestiere Cannaregio. La sua specialità? Le polpettine, secondo alcuni veneziani le più buone in città.

Corte del MilionLa Chiesa di San Giacomo di RialtoLa Biblioteca MarcianaLo Squero di San Trovaso

8 maggio 2015  |  categoria: Regalati Emozioni

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