I luoghi più insoliti di Venezia

Campo San Giacomo dall'Orio

Magica, misteriosa, affascinante. È facile trovare un aggettivo per raccontare Venezia. Oltre ai soliti itinerari, fra le pieghe dei suoi canali e i capolavori dell’arte sospesi a filo d’acqua, la città nasconde decine e decine di luoghi insoliti, poco battuti dai classici tour turistici. Noi ve ne raccontiamo sette. Ne conoscete altri? Suggeriteceli commentando questo articolo. Se poi volete trascorrere un weekend speciale in Laguna, scoprite i nostri hotel a Venezia.

Campo del Ghetto Nuovo

È una delle piazze più belle di Venezia. Si trova nel sestiere di Cannaregio, nella parte settentrionale della città, e ancora oggi è sede della Comunità Ebraica. Il ghetto ebraico di Venezia è il più antico d’Europa: nacque ai primi del Cinquecento su disposizione del governo della Serenissima. Assai meno affollato di turisti rispetto a Piazza San Marco, il Campo del Ghetto Nuovo è da visitare il venerdì sera, preludio del Shabbat, il giorno di festa della settimana ebraica. Per un souvenir, nel Campo troverete la bottega di un artigiano del vetro, fra i più abili di tutta Venezia.

Libreria Acqua Alta

Welcome to the most beautiful Book Shop in the World. La Libreria Acqua Alta vi accoglierà così. La trovate nel sestiere di Castello, in Calle Lunga Santa Maria Formosa, a pochi passi da Piazza San Marco. Di librerie ne avrete viste tante, ma mai nessuna come questa. I primi libri sono esposti sui banchetti in Campiello del Tintor. Gli altri sono all’interno, disposti apparentemente alla rinfusa un po’ ovunque: dentro a una vasca da bagno, dentro a una gondola e in tanti altri (improbabili) contenitori. Il negozio vende un po’ di tutto, dai libri storici a quelli più originali, dagli ultimi best-seller ai fumetti d’autore.

Le calli più strette

Non ci crederete, ma c’è chi a Venezia va a caccia delle calli più strette – per chi non lo sapesse, le calli sono le tipiche vie veneziane. La calle più stretta della città è larga 53 centimetri, non uno di più né uno di meno. Per passarci dovrete mettervi di lato: si chiama Calletta Varisco, nel sestiere di Cannaregio, nei pressi delle Fondamenta Nove. Poco più ampia è la Calle Stretta: 65 centimetri di larghezza, congiunge il Campiello Albrizzi al Sottoportico della Furatola, nel sestiere di Santa Croce. La Calle di Ca’ Zusto misura 68 centimetri e si trova a pochi passi dalla fondamenta Riva de Biasio e dalla stazione ferroviaria.

Il Labirinto Borges

In tutto il mondo ne esiste soltanto un altro simile, a San Rafael, in Argentina. Il giardino-labirinto è dedicato a Jorge Luis Borges e si trova nel cortile della Fondazione Cini, sull’isola di San Giorgio Maggiore. L’incredibile opera, realizzata dall’architetto Randoll Coate con 3.250 piante di bosso, è ispirata a Il giardino dei sentieri che si biforcano, uno dei racconti più celebri dello scrittore argentino. Orari della Fondazione: sabato e domenica, ore 10-16 (da ottobre a marzo); ore 10-17 (da aprile a settembre). Visite nei giorni feriali solo su prenotazione.

Corte del Duca Sforza

Cosa è più difficile trovare a Venezia? Forse gli alberi. Uno dei pochi grandi alberi della città ombreggia la Corte del Duca Sforza, uno spazio pittoresco con accesso diretto al Canal Grande. Sulla corte si affaccia un edificio costruito nell’Ottocento a partire dalla residenza quattrocentesca della famiglia Cornaro, che nel 1461 cedette l’intera area al Duca di Milano Francesco Sforza. Piccola curiosità. In Corte del Duca Sforza un tempo sorgeva l’abitazione di Teresa Imer, prima amante di Giacomo Casanova.

Campo San Giacomo dall’Orio

La Venezia più genuina vi aspetta qui, nel Sestiere Santa Croce, a pochi minuti dalla stazione ferroviaria. Ampio, vivace, caratteristico, il Campo è assai animato al mattino e verso sera. Ombreggiato da alti platani e robinie, potete sedervi ai tavolini all’aperto dei suoi caffè. Sul campo si affaccia la Chiesa di San Giacomo dall’Orio: atmosfera bizantina nel cuore di Venezia.

Torcello

Dimenticate la città, le gondole e le frotte di turisti. Torcello non rientra negli itinerari canonici della Serenissima. L’isola spunta a nord di Burano, fu una delle prime a essere popolate nella Laguna e fino al Quattrocento aveva migliaia di abitanti. Oggi conta ancora una ventina di residenti, per lo più ospitati in antiche case coloniche e in piccole fattorie didattiche – vivono di pesca, agricoltura e turismo. Amata da Hernest Hemingway, Torcello è ricca di testimonianze storiche dell’età bizantina. A quest’epoca risalgono la Chiesa di Santa Fosca e la Basilica di Santa Maria Assunta. Caratteristico anche il Ponte del Diavolo, senza parapetti, come i primi ponti veneziani. Il colore di Torcello è il viola. Sull’isola si coltivano ancora i carciofi, in estate spuntano i fiori del cardo, il limonium e i fiori di barena. Vaporetti pubblici in partenza per Torcello ogni 30 minuti dall’isola di Burano.

Campo del Ghetto NuovoLa Libreria Acqua AltaIl Labirinto BorgesUna casa tipica di Torcello

17 aprile 2013  |  categoria: Regalati Emozioni

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