La Valpolicella e il vino che fu un errore

Vigneti della Valpolicella

Valpolicella. Il suo nome dice tutto. Vallis polis cellae, ossia, dal latino, “valli dalle molte cantine”, a confermare che il vino, in questa terra, ha storia lunga e fortunata. La Valpolicella veglia su Verona, fra i monti arcuati della Lessinia e la brezza che sale lieve dal Lago di Garda. Otto sono i suoi comuni: Negrar, Dolcè, Pescantina, Fumane, Sant’Ambrogio, Marano, San Pietro in Cariano e Sant’Anna d’Alfaedo.

Per godervi la Valpolicella per più giorni, scegliete una delle nostre dimore a Verona.

Il paesaggio è tutto collinare. Sui terrazzamenti sostenuti dalle marogne spuntano i filari di vigneti coltivati a pergola. Oltre, tanti boschi verdeggianti e le preare, le cave di pietra bianca che ornano le strade lastricate del centro di Verona e la facciata del Duomo di Parma. La più grande preara della Valpolicella è quella di Prun, appena dopo Negrar, verso la Lessinia: oltre la valle, inizia la serie di anfratti e colonne possenti, antri misteriosi e magie cromatiche. Alla pietra di Prun è dedicata una sezione del Museo Paleontologico e Preistorico di Sant’Anna d’Alfaedo (tel. 045 7532121, biglietto intero 3.00 euro, solo su prenotazione); in una sala del museo troverete anche il più grande squalo fossilizzato rinvenuto in Europa – è lungo ben 5,5 metri.

Da ormai ottant’anni, il nome Valpolicella fa rima con Amarone, uno dei rossi veneti più pregiati. La produzione di questo vino da tutto pasto, secco e robusto, è limitata e artigianale, a iniziare dalla vendemmia, condotta a mano, dalle uve Corvina, Corvinone e Rondinella.

Forse non tutti sanno che l’Amarone nacque nel 1936, per errore, nella Cantina Sociale Valpolicella. Una bottiglia di Recioto lasciato fermentare per troppo tempo ed ecco il “Recioto andato in amaro”, che divenne subito un “grande Amarone”. La prima bottiglia fu etichettata con il nome di “Amarone extra della Valpolicella” nel 1939; la potete vedere nel caveau delle bottiglie storiche della Cantina Valpolicella Negrar (tel. 045 6014300), cooperativa con oltre 250 soci viticoltori. Non solo Amarone, però. Recioto, Valpolicella Classico DOC e Valpolicella Ripasso DOC, tutti ottenuti dalle stesse uve dell’Amarone ma diversi per sapore e metodo di vinificazione.

Per assaggiare i vini della Valpolicella potete regalarvi una degustazione in cantina. O potete accomodarvi al tavolo di un’osteria e scoprire tutti i sapori della valle. I piatti tipici sono la polenta e gli gnocchi, la pasta e fasoi (pasta e fagioli) alla pissota con l’olio, le pappardelle coi fegatini o il risotto col tastasal, sorta di ragù di carne suina, senza dimenticare le radecèle, un’erba mangereccia, lo stracotto all’Amarone e la pearà, salsa tipica veneta, con il bollito. Fra i tanti locali, vi segnaliamo la Trattoria Caprini (tel. 045 750 0511), a Torbe di Negrar, per assaggiare le lasagnette della Pierina, servite con il ragù. Sempre a Torbe, potete fare una sosta all’Osteria dalla Bice (tel. 045 7500720), nata nei primi anni dell’Ottocento: pasta fatta in casa, tartufo nero della Lessinia e formaggi di malga.

Non solo vitigni. Nel paesaggio ondulato della Valpolicella fanno capolino anche olivi, ciliegi e peschi, tutti coltivati sui terrazzamenti incisi dalla mano dell’uomo. Nell’Alta Valpolicella, nel comune di Sant’Anna d’Alfaedo, vi imbatterete nel Ponte di Veja, il più grande ponte naturale d’Europa, dipinto dal Mantegna nella Camera degli Sposi, il famoso ciclo d’affreschi nel Castello di San Giorgio di Mantova.

Verso sud, quello di Fumane è uno dei comuni più piccoli della Valpolicella Classica. Appena fuori dal paese, merita una sosta la Villa della Torre, ispirata al mantovano Palazzo Te di Giulio Romano. Più in là, ecco il Parco delle Cascate, splendido ambiente di laghetti, cascate e rocce a picco. Al centro del parco sorge Molina, il borgo dei mulini; il Mulino dei Veraghi, risalente al Seicento, è l’unico originale ancora in funzione nella Valpolicella.

Uve della ValpolicellaIl Ponte di VejaVilla della TorreIl Mulino dei Veraghi

10 aprile 2015  |  categoria: Regalati Emozioni

1 commento a “La Valpolicella e il vino che fu un errore”

  1. Martina scrive:

    Indubbiamente la Valpolicella è ben nota per i suoi vini rossi e per la gastronomia! Consiglio una visita alla Cantina Vogadori a Negrar, il ristorante Valpolicella e le cascate di Molina!
    bella bella! :)

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