Cosa vedere a Padova: spritz, shopping e un pizzico di scienza nella città dei senza

La Basilica del Santo di Padova

C’è chi la chiama la città dei senza. Padova ha il “santo senza nome” – il suo patrono, Sant’Antonio, per i padovani è semplicemente il Santo. Ha il “caffè senza porte” – lo storico Caffè Pedrocchi fino a un secolo fa era aperto ventiquattr’ore al giorno. Ha il “prato senza erba” – il Prato della Valle, la più grande piazza cittadina, fino al Settecento era una palude malsana. Ma Padova è nota pure per aver accolto letterati e studiosi di fama internazionale: vi dice niente il nome di Galileo Galilei? Sede di una delle università più antiche al mondo e di capolavori dell’arte rinascimentale, Padova è una città giovane, mercantile, dinamica, elegante, senza sfarzi eccessivi. Insomma, merita una visita approfondita. Raggiungerla è semplice: Padova dista poco più di mezz’ora d’auto da Venezia e da Vicenza. Un weekend alla scoperta della città? I nostri hotel in Veneto vi aspettano.

Cappella degli Scrovegni

Se Padova può fregiarsi del titolo di “capitale degli affreschi”, buona parte del merito spetta a Giotto. Alcuni suoi affreschi sono andati perduti – Basilica di Sant’Antonio e Palazzo della Ragione. Non quelli della Cappella degli Scrovegni, i veri capolavori dell’artista toscano. La Cappella è nel centro storico, nei Giardini dell’Arena, accanto ai Musei Civici Eremitani. Consigliata la prenotazione: sono ammesse fino a 25 persone per turno.

Caffè Pedrocchi

Non potete dire di essere stati a Padova se non avrete varcato le soglie di questo caffè, uno dei locali storici più noti d’Italia. Esiste dal 1831 e fino al 1916 era aperto giorno e notte. Il caffè, in stile neoclassico, è al civico 15 di via VIII Febbraio, nei pressi di piazza Cavour. Entrateci per lo spritz, il the delle cinque o per assaggiare lo zabaione Stendhal: calorico ma irresistibile. Una curiosità. La Sala Verde, al piano terra del caffè, fu a lungo il ritrovo degli studenti squattrinati di Padova: da questa consuetudine nacque il modo di dire essere al verde.

Liston e shopping

È il corso pedonale del centro storico: attraversa il cuore della città, da Piazza Garibaldi a Riviera Tito Livio. Su Piazza Garibaldi si affaccia via San Fermo, la mecca padovana dello shopping con le boutique griffate della moda italiana e internazionale. Nei pressi di Piazza Cavour scorgerete Palazzo del Bo, sede storica dell’università fondata nel 1222. Il palazzo risale però al Quattrocento e custodisce il teatro anatomico e la cattedra lignea su cui la tradizione vuole che abbia insegnato Galileo Galilei, docente di matematica e fisica dal 1592 al 1610 – sempre a Padova, lo scienziato inventò e costruì il primo cannocchiale.

Piazza delle Erbe

Al mattino ospita un pittoresco mercato di fiori, frutta e verdura. Al calar del sole, Piazza delle Erbe diventa il luogo di ritrovo preferito dagli studenti della città – da alcuni anni il mercoledì è il giorno dedicato al rito dello spritz. Sulla piazza s’affaccia il Palazzo della Ragione, un tempo sede dei tribunali cittadini, ardita opera architettonica realizzata fra il Due e il Trecento: al tempo, fu la più grande sala pensile mai eretta al mondo. Non per nulla il popolo lo battezzò il Salone.

Piazza dei Frutti

Sul lato nord del Palazzo della Ragione si apre un’altra piazza. Si chiama Piazza dei Frutti. Ancora oggi, come un tempo, ospita un popolare mercato di frutta e verdura. Al suo centro spicca una colonna romanica, il Peronio, forse un tempo usata come sostegno per un tendone sotto cui si vendevano i perones (zoccoli e stivaletti).

Piazza dei Signori

A lato di Piazza dei Frutti troviamo Piazza dei Signori. Abbracciata da due quinte di facciate di case porticate, sullo spazio spiccano le forme aggraziate della Loggia della Gran Guardia, del Palazzo del Capitanio e della Chiesa di San Clemente. Un tempo la piazza introduceva alla reggia dei Carrara, signori di Padova, sostituita nel Quattrocento dalla Torre dell’Orologio.

Prato della Valle

Con tutta probabilità è una delle piazze più grandi d’Italia. Per arrivarci dal centro storico, percorrete tutta la passeggiata del Liston e corso Umberto I. La sua forma ellittica ricorda l’antico teatro romano (andato perduto). Secondo la tradizione, è qui che Sant’Antonio predicava alla folla. Palude malsana nell’età moderna, il suo aspetto attuale risale al Settecento: è ornata da una serie di 78 statue e da un canale, al cui centro sorge l’isola Memmia. Il Prato della Valle è uno dei luoghi serali preferiti dai giovani padovani e dagli studenti dell’università, sede di concerti e del mercato cittadino del sabato.

Basilica del Santo

Sul lato più meridionale di Prato della Valle potete visitare il patrimonio religioso della città. La Basilica di Sant’Antonio, o Basilica del Santo, somiglia a un mosaico: la facciata in stile romanico-lombardo, le cupole bizantine, i campanili ispirati alle forme dell’arte islamica, gli archi gotici, la Cappella del Tesoro in stile barocco. La fondazione della chiesa risale al 1232, un anno dopo la morte di Sant’Antonio, ma poté dirsi compiuta solo ottant’anni dopo. Sul piazzale della basilica spicca il monumento equestre al Gattamelata, opera di Donatello.

La Cappella degli ScrovegniIl Palazzo della RagioneIl teatro anatomico nel Palazzo del BoIl Prato della Valle

30 aprile 2013  |  categoria: Regalati Emozioni

Lascia un commento