Una gita a Parma tra gusto e paesaggi da scoprire

La città di Verdi e dell’enogastronomia si svela tra prodotti tipici e storia: qualche idea per una gita a Parma

Una gita a Parma, città piena di grazia dove respirare un’atmosfera raffinata, con il suo centro storico brillante e ricco di capolavori artistici, aree verdi, piccoli e grandi tesori di epoche diverse.
Ma Parma è anche la provincia, con le sue infinite risorse che le fanno da cornice: un paesaggio naturale e variegato che si estende tra il Po e il crinale appenninico, con tanti piccoli centri densi di storia e vitalità, di castelli, pievi medievali e teatri.

Una gita a Parma tra gusto e paesaggi da scoprire: la provincia

La Bassa, che copre i comuni di Mezzani, Sorbolo, Trecasali e Polesine, ha ispirato con le sue nebbie e il riottoso carattere dei suoi abitanti Bernardo Bertolucci e Giovannino Guareschi.
Qui la cultura della terra e la lavorazione della carne suina si trasformano in vere opere d’arte culinaria con tradizioni antichissime, ma non mancano anche capolavori architettonici come il castello dei Rossi a S. Secondo, la Reggia di Colorno con i suoi vasti giardini, il castello di Fontanellato, la rocca Meli Lupi di Soragna e l’abbazia cistercense di Fontevivo.

L’Appennino Parmense ha inizio a sud della Via Emilia per giungere alle terre alte di crinale al confine con la Liguria e la Toscana. Le valli sono quelle del Ceno, del Taro e del Parma, nate dall’azione di corrosione dei tre rispettivi corsi d’acqua. Le meraviglie paesaggistiche, la natura incontaminata, l’aria limpida e le testimonianze storiche consentono esperienze incantevoli. Non solo il relax più assoluto nella splendida cornice appenninica, ma itinerari in mountain bike, passeggiate a cavallo, escursioni a piedi alla scoperta dei borghi e dei monumenti più antichi o alla conquista delle cime più alte.

una gita a parma dimore d'epoca

I prodotti tipici

Una gita a Parma, con i suoi tanti prodotti tipici, regala l’opportunità di fare un vero e proprio viaggio nel gusto.
I numerosi caseifici presenti su tutto il territorio provinciale sono luoghi in cui scoprire dove nasce il formaggio più famoso al mondo, stupendosi semplicemente con una visita.
Anche i salumifici aprono le porte per avvicinare i curiosi ad apprendere come, dalle carni suine allevate nel territorio, possano uscire squisitezze quali il Prosciutto di Parma.
L’eccellenza dei prodotti enogastronomici ha portato alla creazione di itinerari del gusto, per accompagnare i visitatori direttamente nei territori di produzione. Lasciatevi quindi tentare sulla Strada del Culatello, la Strada del Prosciutto e dei Vini dei colli oppure tra gli splendidi boschi dell’Appennino, lungo la Strada del Fungo porcino.
Parma, food valley dell’Italia, con la sua storia, la sua gastronomia, i suoi prodotti e le sue aziende offre anche la possibilità di scoprire secoli di tradizione nella produzione di cibi di altissima qualità attraverso i Musei del cibo: dislocati nei luoghi di produzione della provincia, presentano i segreti e la storia del Parmigiano Reggiano, Prosciutto, Salame, Pomodoro e i nuovi nati della pasta e del vino.

Parma vanta il titolo di Città creativa della Gastronomia e fa ufficialmente ingresso nel network delle città creative a tema food e cultura gastronomica dell’Unesco.

Una gita a Parma tra gusto e paesaggi da scoprire: soggiornare in una elegante Corte-Castello

Il vecchio castello fortificato, costruito nel 1320 dai Marchesi Pallavicino, è un luogo legato alla cultura del cibo e dei prodotti tipici. Nelle magnifiche cantine vengono affinati salumi, culatelli, formaggi e vini. La struttura offre la possibilità di apprendere come si preparano la pasta fresca e i salumi e di vedere animali di razze antiche. Si può poi seguire un percorso legato alla coltivazione di orti, giardini e alberi da frutta o scoprire gli argini del fiume Po, a piedi o in bicicletta, arrivando fino a Busseto, Zibello e Colorno. La corte è oggi un sito di cultura a 360 gradi: ospita mostre d’arte, eventi musicali, piccoli convegni e serate di rievocazione storica. Le camere del relais sono semplicemente eleganti, corredate da tutti i comfort e curate in ogni dettaglio, con grandi vasche da bagno e arredamenti d’epoca affiancati da inserti moderni. Nel piccolo ristorante affacciato sul fiume trova espressione la cucina dello chef stellato Massimo Spigaroli.

Una gita a Parma: spazio alla cultura

La storia della Pubblicità in Italia con 200 opere nella Villa dei Capolavori è la mostra aperta fino al prossimo 10 dicembre e ospitata presso la Fondazione Magnani Rocca. Dai primi passi della storia della pubblicità prende avvio la mostra, a cura di Dario Cimorelli e Stefano Roffi e suddivisa in quattro sezioni, che, attraverso duecento opere dalla fine dell’Ottocento all’era di Carosello, si pone l’obiettivo di raccontare la nascita in Italia della pubblicità dalle sue prime forme di comunicazione semplici e dirette, all’introduzione dell’illustrazione come strumento persuasivo e spiazzante per novità e per fantasia, al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario attraverso i diversi media, dal più conosciuto manifesto, alla locandina, alla targa di latta e poi al packaging della confezione, fino all’arrivo della radio come strumento di comunicazione di massa.
La prima sezione racconta come i primi illustratori furono in primo luogo artisti e i loro bozzetti e manifesti fossero realizzati seguendo l’idea dell’illustrazione come elemento di comunicazione
La seconda sezione è dedicata al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario, attraverso marchi celeberrimi quali Barilla, Campari, Cinzano, Motta, Pirelli e molti altri, si indaga il mondo del manifesto in un incrocio virtuoso tra temi (la donna, gli animali, l’uomo etc.) i settori merceologici (bevande, moda, trasporti, turismo etc..) le scuole (le grafiche Ricordi, Richter, Chappius etc..) le prime agenzie pubblicitarie (Maga, Acme Dalmonte etc..) e i grandi maestri (fra i quali, Cappiello, Dudovich, Mauzan, Codognato, Carboni, Nizzoli, Testa).
La terza sezione riguarda tutti gli strumenti di promozione pubblicitaria che si sono sviluppati accanto al più conosciuto manifesto, come locandine, depliant, targhe in latta fino all’illustrazione della confezione.
La quarta e ultima sezione è dedicata ai nuovi strumenti di comunicazione che si affacciano dal 1920 in poi, la radio prima e poi la televisione fino al giorno in cui nacque Carosello, il primo passo verso un’altra storia.

 

6 novembre 2017  |  categoria: Dimore D'Epoca, Itinerari nelle Dimore

Lascia un commento