Cosa fare a Livorno? Alla scoperta della città delle Nazioni

Una città incantevole e ricca di storia, affacciata sul Tirreno e che si svela tra tradizioni, film e personaggi illustri. Ecco cosa fare a Livorno!

Nata dalla volontà dei Medici che nel 1606 ne fecero una città, Livorno divenne un’oasi di accoglienza per tutti i perseguitati religiosi, politici o razziali, arricchendosi dell’intraprendenza e delle usanze delle più disparate Nazioni straniere. Vivace e ben collegata rivela tutta la sua originalità passeggiando per le sue vie che possono serbare testimonianza di tre culti diversi, lasciandosi tentare dai suoi piatti tipici (il cacciucco, le triglie alla livornese, il celebre ponce al rhum) in cui si ritrova tutta la vita di un crocevia del Mediterraneo, gustandosi una gita in battello lungo i Fossi Medicei seguendo l’antico perimetro pentagonale, costeggiando le cinquecentesche fortificazioni dal caratteristico colore rosato, per addentrarsi poi nella suggestiva atmosfera del quartiere storico della Venezia Nuova, costruito sull’acqua.
Una città legata indissolubilmente al mare che è parte integrante della sua vita, con la bellissima passeggiata tra giardini, piante profumate e chioschi che ha ispirato celebri pittori, gli eleganti stabilimenti balneari, il porto e le sue attività.
Il patrimonio artistico delle sue chiese sei e settecentesche, bellissimi esempi di architettura Liberty, raffinate ville in cui soggiornavano abitualmente personaggi di fama internazionale, fanno della città labronica che ha dato i natali ad Amedeo Modigliani, Pietro Mascagni, Giovanni Fattori, Francesco Domenico Guerrazzi, un centro tutto da scoprire.

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Cosa fare a Livorno?

Si parte dall’Accademia Navale, istituto di formazione degli Ufficiali della Marina Militare Italiana, inaugurato nel novembre 1881 su iniziativa dell’allora Ministro della Marina Ammiraglio Benedetto Brin, dalla fusione delle Scuole della Marina di Genova e di Napoli. Per l’edificazione fu scelta l’area precedentemente occupata dal Lazzaretto di San Jacopo, utilizzato per la quarantena degli equipaggi delle navi provenienti dal Levante. Nel corso della seconda guerra mondiale, l’Accademia Navale fu prima trasferita a Venezia e poi a Brindisi dove rimase fino al 1946. Al termine del conflitto, fu avviata un’opera di ricostruzione e di potenziamento delle infrastrutture, durata circa venti anni.
Nel 1981, in occasione del Centenario, è stata istituita la gara velica Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno a cui partecipano equipaggi internazionali. La nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali della Marina Militare è l’Amerigo Vespucci, costruita nel 1930 e varata il 22 febbraio 1931. La bellezza della nave e lo stile e l’efficienza dei suoi equipaggi resero subito la Vespucci un insostituibile ambasciatore della Marina Militare Italiana nei numerosi porti del Mediterraneo.

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Ardenza Mare, poi, con la sua passeggiata, i suoi panorami, i villini, l’Ippodromo Caprilli e gli chalet rappresenta uno dei luoghi più affascinanti della città. Partendo dalla Barriera Regina Margherita, incontriamo una teoria di villini dei primi del 900, dai colori pastello, caratterizzati da torrette belvedere, trifore, bifore ad arco acuto, colonne moresche, decori gotici, che ci accompagnano fino all’Ippodromo Caprilli. Questo Ippodromo, inaugurato il 14 agosto 1868 intitolato a Federico Caprilli, livornese, famoso ufficiale di cavalleria inventore di un nuovo modo di cavalcare naturale che ha rivoluzionato l’equitazione, ospita le corse diurne nel periodo invernale e notturne nel periodo estivo, contornato da un bel parco di allori, pitosfori, pini marittimi e palme è divenuto sempre più un centro polivalente, dove sono organizzati eventi teatrali, readings, conferenze e mostre.
Ad Ardenza mare, inoltre, sono stati girati molti film come Senza sapere niente di lei (1969, della Comencini), Viaggio con Anita (1984, Mario Monicelli) e Ovosodo (1997, Paolo Virzì).

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Tra i primi esempi di residence estivo, l’edificio dei “Granducali Casini di Ardenza”, costruito su disegno dell’architetto Cappellini nel 1844-1845, fu frequentato da famiglie di facoltosi turisti che potevano godere di ampi servizi e di un accesso diretto e riservato ai bagni ubicati di fronte. I Casini furono dotati di grandi e magnifiche sale di incontro, una cappella, una trattoria, sale da gioco e biliardo, salone da ballo, scuderie e parco all’inglese sul retro. Erano originariamente collegati ai “Bagnetti d’Ardenza” attraverso un lungo e raffinato pontile ad archetti in legno che permetteva un agevole cammino dai Casini ai luoghi delle bagnature. I Casini ebbero il momento di massimo splendore quando furono abitati dal Granduca Leopoldo II con tutto il suo seguito e per questo furono chiamati “Casini Granducali”, e sono la testimonianza di una Livorno turistica tra ‘800 e ‘900, nota e privilegiata meta per le vacanze durante la stagione balneare.
Un luogo incantato dove soggiornare per scoprire cosa vedere a Livorno e dintorni, la Dimora Storica si espande su tre piani ed è dotata di un grande giardino sul retro. A disposizione degli ospiti al piano terra troverete una cucina attrezzata, un salotto affrescato dotato di camino, un salone dove si serve la colazione a base di torte fatte in casa e prodotti salati del territorio. Il salone affrescato da Adolfo Tommasi, con i suoi pavimenti originali in mosaico e mobili d’epoca, è a disposizione per eventi privati, cene e piccole cerimonie. All’esterno si trova il giardino attrezzato per le colazioni estive, dotato di sdraie che permettono agli ospiti di rilassarsi e di una serra dove leggere un libro riparati anche d’inverno. Al primo piano le due camere: La suite Cappellini, di 60 mq con vasca idromassaggio, e la Camera Tommasi, con balcone privato. L’intera dimora è dotata di Wi-FI e parcheggio gratuito per gli ospiti. I pavimenti originali in Seminato Veneziano e gli affreschi presenti nell’ingresso, sulle scale e sui soffitti, vi accompagneranno in un ambiente affascinante e romantico, ricco di storia ed arte.

Cosa fare a Livorno?

La Fortezza Vecchia rappresenta il monumento simbolo della Livorno medicea. Disegnata dal fiorentino Antonio da Sangallo fu iniziata nel 1521 e terminata sotto il Duca Alessandro dei Medici nel 1534, il suo valore storico è arricchito dal fatto che contiene al suo interno edifici più antichi, come la torre quadrata, citata nel 1103 nell’atto di donazione del villaggio livornese della contessa Matilde di Canossa in favore dell’opera del duomo di Pisa, la torre circolare, realizzata nel 1241 circa, formata da due cilindri concentrici tra i quali corre una scala in muratura a struttura elicoidale e la quadratura dei Pisani, rocca di forma quadrata costruita da Puccio di Landuccio e Francesco di Giovanni, sovrastata da un’area perimetrale dedicata al camminamento. Quando Cosimo, il primo Granduca della Toscana, iniziò il progetto per la costruzione del porto di Livorno si fece costruire un palazzo all’interno della Fortezza, proprio per poter seguire da vicino i lavori di questa grande impresa. Prima che una striscia di asfalto la collegasse alla terra, la fortezza era interamente circondata dal mare, si accedeva attraverso un sistema di chiatte galleggianti che permettevano l’ingresso anche con cavalli e carrozze. Nell’800 accolse i forzati delle galere, nel Risorgimento fu il carcere per i prigionieri politici tra i quali Francesco Domenico Guerrazzi, Enrico Bartelloni e Don Maggini.

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Che dire poi della Pina d’Oro? Si tratta di un quartiere vivace e colorato, densamente popolato dove botteghe storiche di antica tradizione livornese si alternano a botteghe multietniche. Si dipana da piazza dei Mille, via de Larderel, via Terrazzini, via del Pettine, piazza Garibaldi. Via del Larderel prende il nome da Francesco de Larderel, industriale originario del Delfinato di Vienne che sviluppò la tecnica dell’estrazione dell’acido borico creando una fabbrica di rilievo internazionale a Montecerboli, che in suo onore nel 1846 prese il nome di Larderello. Proprio in questa via l’industriale edificò il suo maestoso ed elegante palazzo caratterizzato da un’imponente facciata neoclassica coronata da un grande timpano dove sono presenti decorazioni evocative del commercio, della meccanica, e dell’agricoltura.

Infine la Terrazza Mascagni, elegante terrazza sul mare da cui si può ammirare lo splendido panorama sulle isole dell’Arcipelago Toscano e sulla Corsica, fu costruita a partire dal 1925. Dal 1945 fu intitolata al noto compositore livornese Pietro Mascagni. Fu realizzata in un’area denominata Spianata dei Cavalleggeri per la presenza di un forte militare posto a difesa della costa e distrutto nel 1866. In piena Belle Époque, nell’ambito dei progetti di ristrutturazione del Lungomare in funzione turistico-balneare, l’area subì una radicale trasformazione, divenendo uno dei più importanti parchi di divertimento stabili, l’Eden montagne Russe, inaugurato il 5 luglio del 1892. Nell’estate del 1896 all’Eden venne inaugurato il Cinematografo Lumiere e Livorno fu una delle prime città italiane ad accogliere la moderna invenzione.
Nel 1918 le attrezzature che costituivano l’Eden erano già scomparse ed era sorta una nuova struttura utilizzata come colonia elioterapica.

 

21 novembre 2017  |  categoria: Dimore D'Epoca, Itinerari nelle Dimore

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