A Vicenza per scoprire Van Gogh, tra pittura, storia e meraviglie palladiane

Dal 7 ottobre 2017 all’8 aprile 2018 Vicenza ospiterà la grande mostra “Van Gogh – tra il grano e il cielo”: un’occasione perfetta per scoprire la città del Palladio

Anch’io mi sento talvolta molto debole, quando lavoro sulle dune o altrove: non mangio certo a sazietà. Le mie scarpe sono tutte rattoppate, usate all’estremo; tutto ciò e altre piccole miserie mi producono molte rughe. Infine, tutto questo sarebbe nulla, Théo, se potessi aggrapparmi all’idea che andrà comunque tutto bene, a condizione di perseverare
Vincent Van Gogh al fratello Théo, estate 1883

Van Gogh. Tra il grano e il cielo, presenta un numero altissimo di opere del pittore olandese, 40 dipinti e 85 disegni, ricostruendo con l’intera vicenda biografica del grande artista. Il tutto nel meraviglioso salone della Basilica Palladiana, monumento iconico della città di Vicenza, terra di bellezze architettoniche firmate proprio dal più grande maestro di sempre, Andrea Palladio.
Un’occasione straordinaria, dal 7 ottobre prossimo all’8 aprile 2018, per scoprire la storia di Van Gogh, i suoi tormenti e la sua passione per la pittura, la sua arte e le sue immense opere, firmata da Marco Goldin e Linea d’Ombra.

Se siete alla ricerca di una location ideale per trascorrere un soggiorno autentico alla scoperta di Vicenza e con annesso l’ingresso alla mostra, potreste prenotare l’imperdibile esperienza con la sensazionale esposizione su Van Gogh:
Sistemazione nel prestigioso Antico Hotel Vicenza del centro storico, adiacente alla mostra, uno dei più antichi della città a pochi passi da Piazza dei Signori;
Prenotazione biglietto “saltafila” per 2 persone con visita guidata alla mostra “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”;
Cena tipica per 2 persone in ristorante del centro storico.

Van Gogh – tra il grano e il cielo: la mostra a Vicenza

La mostra studia in modo approfondito i cinque anni della permanenza olandese dell’artista, nel Brabante, da Etten nella primavera del 1881 fino all’autunno del 1885 a Nuenen. Ma anche i mesi meravigliosi trascorsi nell’autunno del 1883 nella regione del Drenthe, quella più amata dai paesaggisti olandesi e nella quale Van Gogh realizza alcuni fogli di squisita eleganza. Con l’anticipazione determinata, al principio di tutto, dal lungo periodo passato in Belgio, dal dicembre 1878 all’ottobre 1880, nel distretto minerario del Borinage, a sud ovest di Mons, prima di qualche mese a Bruxelles.
E dopo i tre mesi, a cavallo tra 1885 e 1886, ad Anversa per frequentare la locale Accademia di Belle Arti, verrà, da inizio marzo 1886, il decisivo approdo in Francia, inizialmente a Parigi, fino alla mattina del 19 febbraio 1888 quando, quale congedo, visita lo studio di Seurat assieme al fratello Théo. Per conoscere in modo diretto i quadri degli impressionisti e quelli dei post impressionisti, appunto Seurat in testa. La cui opera aveva incontrato per la prima volta dal vero solo poche settimane dopo il suo arrivo a Parigi, quando percorre le sale, nel mese di maggio, dell’ottava e ultima edizione delle mostre impressioniste.
Poi, finalmente, la tanto desiderata immersione nel Sud, prima ad Arles, dal 20 febbraio 1888 fino al principio di maggio 1889, e poi per un anno a Saint-Rémy, fino a metà maggio del 1890. Prima dei pochi giorni trascorsi a Parigi a casa del fratello Théo, per giungere alla conclusione della sua vita con i settanta, febbrili giorni di Auvers-sur-Oise. Quando tutto giunge a compimento nelle orizzontali distese dei campi, stirati sotto un cielo assolato o gonfio di una pioggia, che pare non finire mai. Il giallo dell’oro delle messi e l’azzurro del cielo. La vicinanza e la lontananza dal mondo. Spesso in una sola, straziata immagine.
Particolarmente ampia nel numero delle opere, la mostra darà, oltre che alla pittura, una determinante attenzione al disegno. Occasione del resto unica, dal momento che i disegni stessi non sono mai esposti e restano visibili solo per poco tempo nelle esposizioni temporanee. Questi fogli sono lo snodo cruciale per intendere come si siano svolti gli anni della formazione di Van Gogh, in una sorta di alunnato però a contatto solo con se stesso e con le fonti che trovava in libri e riviste. A cominciare dal Corso di disegno di Charles Bargue, vero e proprio abbecedario per Van Gogh. Oltre che nelle opere che poteva vedere direttamente. Un caso assolutamente unico nell’intera storia dell’arte, e la mostra darà conto precisamente della nascita e della formazione di un genio. Colui il quale soltanto nell’estate del 1880, a ventisette anni, comunica in una lettera all’amato fratello Théo, che ha “deciso di diventare un pittore”. Per una parabola che lo porterà, in un unico decennio fino al luglio del 1890, a tracciare la vicenda più breve e tormentata dell’intera storia dell’arte. Ma la breve vita di un genio assoluto. Che la mostra vuole appunto narrare.

 

30 giugno 2017  |  categoria: Dimore D'Epoca, Itinerari nelle Dimore, Regalati Emozioni

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