Archivio categoria “Scopri i nostri Hotel”

Viaggio in Basilicata, dai Sassi di Matera al mare pittoresco di Maratea

I Sassi di Matera

Dalle epoche più remote ai nostri giorni. Dalle civiltà rupestri al turismo moderno. Sembra impossibile in una regione così piccola, e per troppi ancora sconosciuta, ma in Basilicata potete viaggiare attraverso secoli di Storia e infinite meraviglie della natura.

Un viaggio in Basilicata non può che iniziare dai Sassi di Matera, la città della pietra dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, scavata nel centro storico della cittadina. Tra i suoi Sassi sono passate più d’una civiltà rupestre; i primi reperti rivenuti sono datati al XIII secolo a.C. I Sassi divennero insediamenti stabili a partire dall’Età del Bronzo e pressoché ininterrottamente fino alla metà del Novecento. Sulla sommità dello sperone che divide i due Sassi spunta la Cattedrale eretta nel Duecento in stile romanico pugliese, ancora intatta, esternamente, nel suo aspetto originario.

Sbaglia chi crede che dopo Matera e i suoi Sassi non ci sia più niente di straordinario da vedere. La Basilicata è una terra ricca di sorprese e di siti turistici perlopiù sconosciuti al turismo di massa. Sulla costa ionica sorgono i siti archeologici della Magna Grecia: Metaponto, Policoro, Nova Siri. Il Parco archeologico di Metaponto è l’area archeologica affacciata sul Golfo di Taranto e conserva quattro templi, un’intera necropoli, resti di mura e un teatro in stile ellenico.

L’antica Lucania fu colonizzata anche dai Romani; tra le città che più beneficiarono dell’arrivo dei nuovi conquistatori fu Venosa, centro nevralgico sulla via Appia nell’alta valle del Vulture; in questo municipio nacque e visse il giovane Quinto Orazio Flacco, tra i più grandi fra i poeti dell’antica Roma. Oggi Venosa è classificato fra i Borghi più Belli d’Italia. Altro sito di epoca romana è Grumentum, il parco archeologico nelle immediate vicinanze del lago di Pietra del Pertusillo. Il centro affonda le sue origini nel III secolo a.C. I resti dell’insediamento romano sono suddivisi in tre zone monumentali: il teatro di epoca augustea, il foro e l’anfiteatro del I secolo a.C.

La Basilicata è una regione ricca anche di aree protette. Quasi un terzo del suo territorio è sottoposto a vincolo ambientale. Le aree protette sono ben undici: due parchi nazionali, il Pollino e la Val d’Agri, due regionali, Piccole Dolomiti Lucane e delle Chiese Rupestri del Materano, e sette riserva naturali regionali. Offrono uno straordinario spettacolo le cime delle Dolomiti lucane, che per la loro forma particolare modellata dagli agenti atmosferici ricordano le più celebri vette alpine.

In estate la Basilicata offre tanto sole e mare. Dalle coste basse e sabbiose del versante ionico alle frastagliate scogliere del versante tirrenico. Su quest’ultimo versante sorge la perla del Tirreno, Maratea, unico comune lucano affacciato sul Tirreno. Maratea, ridente cittadina sul Golfo di Policastro, è una delle mete turistiche più frequentate della regione. Questo tratto di costa, seppur breve, offre scorci paesaggistici pittoreschi, frammezzati da insenature, grotte, scoglie e secche.

In posizione strategica per visitare la Basilicata e le sue meraviglie c’è Pisticci, il terzo centro della regione dopo Potenza e Matera. Le vie tortuose e candide del suo centro storico spiccano contro il cielo azzurro che si può ammirare dall’alto del suo colle argilloso.

Poco fuori dal paese sorge Torre Fiore, un esclusivo boutique hotel ricavato negli spazi di un’antica masseria lucana. La particolarità di questa residenza storica è data dal felice connubio fra elementi architettonici del Cinquecento e tecnologie all’avanguardia per il comfort degli ospiti. Tv al plasma, Internet Wi-Fi, sistema illuminotecnico d’ambiente e cabine con doccia multifunzione sono solo alcune dei lussi proposti dalle camere e dalle suite, tutte caratterizzate da un design innovativo.

Torre Fiore appare da lontano come una bianca visione al centro di una fra le regioni più sorprendenti d’Italia.

Castelmezzano e le Dolomiti Lucane    Veduta di Maratea    Panorama di Pisticci    Hotel Torre Fiore

Hotel Torre Fiore - Veduta al tramonto    Hotel Torre Fiore - Camera    Hotel Torre Fiore - Esterno    Hotel Torre Fiore - Camera

29 febbraio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Il Borgo di Vèscine, dove il Chianti sorprende sempre

Borgo di Vèscine

Nella vallata del Chianti non manca proprio nulla. Arte, cultura, natura e un vino di fama internazionale che da questa parte di Toscana ha preso il nome. Il Chiantishire, come lo chiamano scherzosamente i turisti inglesi, più numerosi qui che in qualunque altra parte d’Italia, è un ondulato paesaggio fatto di colline perlopiù lievi, ricoperte da fitte selve di querce e castagni. L’uomo ha lavorato sodo nei secoli per ricavare fra queste terre lo spazio necessario per i suoi vigneti, che corrono di colle in colle, talora interrotti da una piccola pieve, da un castello o da un piccolo borgo, retaggio dell’età medievale. Il Chianti non hai mai perduto la sua identità di territorio a vocazione agricola: la modernità è arrivata poco a poco, a piccoli passi, il che non ha guastato l’essenza delle campagne e del paesaggio, bello e gravido di colori come solo in poche altre parti della Toscana.

La mano dell’uomo nel Chianti, più che distruggere, ha consentito la conservazione e il recupero delle memorie storiche, culturali e naturali del territorio. È successo anche nel Borgo di Vèscine, minuscolo e grazioso villaggio del Duecento, divenuto relais e azienda agricola di proprietà della famiglia Paladin. Vèscine è a metà via fra Radda e Castellina in Chianti, a pochi chilometri da Siena e da Firenze, in posizione panoramica sulla verde vallata del Chianti, dove si produce il Classico “Gallo Nero”, il vero Chianti a denominazione DOCG. Le antiche abitazioni del Borgo di Vèscine sono diventate le camere e le suite del relais. Fuori ammiccano con i loro muri in pietra a vista, i tetti spioventi e l’edera che s’arrampica e colora di verde il piccolo villaggio. Dentro, il tocco lieve della modernità ben si sposa con le travi in legno a vista e i pavimenti in cotto. Tutt’intorno, il grande parco che abbraccia il borgo e che guarda verso il panorama ondulato delle colline.

Nel Borgo di Vèscine non ci s’annoia mai. Il relais offre ai suoi ospiti un ricco ventaglio di attività. In estate ci sono la meravigliosa piscina panoramica e il campo da tennis privato. Il Chianti è il luogo perfetto per lunghe passeggiate a cavallo fra vigneti e boschi, o per un’escursione a piedi o in mountain bike. Ma non si viene in Chianti solo per praticare sport. Questa è la terra del vino italiano più famoso nel mondo. Nell’enoteca del borgo potrete sorseggiare il Chianti di Vèscine e i vini veneti delle cantine Paladin e Bosco del Merlo.

Per scoprire i vini e i sapori toscani c’è la graziosa terrazza panoramica e il ristorante tutto dedicato alla cucina chiantigiana. La cucina toscana è povera ma generosa, armonica e speciale. Le pietanze servite accanto al caminetto quando fa freddo, o all’aperto in estate, sono accompagnate dall’olio extravergine di oliva prodotto in azienda e dai superbi vini Chianti Classico e Chianti Classico Riserva. Lo chef segue le preparazioni di tutti i piatti e dà un tocco personale alle antiche ricette di queste terre. E se vorrete, potrete cimentarvi in un corso di cucina, preparare una cena tipica toscana e farvi deliziare dai sapori unici del Chianti.

Il Borgo di Vèscine vi aspetta dal 5 aprile per farvi scoprire tutta la magia di una vacanza in Toscana. Perché il Chianti non è buono solo da bere.

Borgo di Vèscine - Camera    Borgo di Vèscine - Camera    Borgo di Vèscine - Ristorante    Borgo di Vèscine - Piscina panoramica

Borgo di Vèscine - Camera    Borgo di Vèscine - Soggiorno    Borgo di Vèscine - Veduta notturna    Borgo di Vèscine - Chianti Classico

28 febbraio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Passione e benessere a San Valentino alla Loggia di Gradara

La Loggia di Gradara

Luogo di amori proibiti. Qui gli amanti e adulteri Paolo e Francesca consumarono la loro triste passione narrata da Dante nelle terzine del canto V dell’Inferno. Quale altra meta potrebbe esserci per il vostro San Valentino? Gradara è un piccolo borgo marchigiano rivolto verso la terra di Romagna. Lo riconoscerete subito da qualunque parte arriviate: la mole possente della sua rocca spicca su di un lieve colle cinto da una doppia cinta muraria.

La festa degli innamorati in questo luogo romantico è nel segno di Gradara d’Amare, il cartellone di eventi in programma nel borgo dall’11 al 14 febbraio. Tra le iniziative previste, una rievocazione storica nelle vie di Gradara aperta da un corteo storico in costume d’epoca. Il San Valentino a Gradara inizierà sabato 11 con Sulle tracce dell’amor cortese, le visite guidate al borgo e alla sua rocca, con inizio alle 11 e alle 15,30; l’iniziativa sarà replicata anche lunedì 13 (ore 11) e martedì 14 (ore 11 e 17,30). Ma l’appuntamento clou di sabato 11 è la grande Festa a Palazzo per celebrare l’amor cortese nei panni di dame e cavalieri nel Palazzo Rubini Vesin, antica dimora signorile affacciata sulla via principale del borgo; la serata è su prenotazione.

Se vi tratterete a Gradara anche domenica 12 non perdete l’occasione per una romantica passeggiata in carrozza lungo le strade della cittadella. Alle 15 potrete andare Sulle tracce di Paolo e Francesca, una visita guidata a tema nel borgo e nella rocca malatestiana. Sempre nel pomeriggio, a partire dalle 16,30, arriva il Gran Corteo per le magnifiche nozze di Madonna Francesca da Polenta, una sfilata itinerante nel borgo con tanto di tamburini e mangiafuoco, conclusa verso le 18 con danze, animazioni e degustazioni per festeggiare l’Invito a nozze di Madonna Francesca. Nel giorno di San Valentino l’appuntamento principale scatterà alle 18,30 con Amorosi incontri, un evento fatto di storie d’amori vissuti nelle corti medievali, di danze e di animazioni, con aperitivo medievale, su prenotazione.

Ma per vivere il borgo di Gradara da veri romantici, vi servirà anche un soggiorno all’altezza. La Loggia di Gradara è la scelta per tutti i viaggiatori innamorati. Il relais è ospitato all’interno delle cerchie di mura del castello malatestiano. La Loggia offre ai suoi ospiti sistemazioni raffinate, calde e accoglienti. Dotazioni tecnologiche e docce cromoterapiche in ogni stanza addolciscono ogni ora trascorsa in questa “dimora per scelta”. Potete scegliere fra sei diverse camere, ognuna personalizzata con dettagli unici. L’originalità della Loggia si esprime anche nella sua offerta benessere: la stanza e il letto salino declinano il wellness secondo le virtù dell’oro bianco. Il sale protegge, purifica e guarisce. Provate i trattamenti proposti dalla Loggia, ridate vitalità al vostro corpo e sensazioni uniche alla vostra mente. Smettete di sognare. Il viaggio sulle tracce dell’amore inizia da Gradara.

Panorama del borgo di Gradara    La rocca di Gradara     La Torre dell’Orologio all’ingresso del borgo    La rocca vista di notte

La Loggia di Gradara - Esterno    La Loggia di Gradara - Camera Paolo e Francesca    La Loggia di Gradara - Camera Torre dell’Orologio    La Loggia di Gradara - Stanza del sale

2 febbraio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Alla scoperta della Trexenta, nella Sardegna più ricca e segreta

Paesaggio della Trexenta a Pranu Efis

Nell’immaginario comune la Sardegna è spiagge bianche, sabbia finissima e mare a perdita d’occhio. Il sole estivo e la scarsità d’acqua bruciano l’entroterra fino a farlo color dell’oro. Questa è la Sardegna più nota, frequentata e sfruttata dal turismo di massa. Ma esiste anche un’altra isola, che poco o nulla condivide con l’immagine stereotipata e patinata racchiusa nella memoria collettiva.

Siete mai stati in Trexenta? Si tratta di una regione storica della Sardegna sudorientale, appena a nord rispetto al Campidano e a Cagliari. Il suo territorio è in prevalenza collinare, ma verso occidente digrada verso la pianura. Le campagne sono sempre verdi e rigogliose; l’abbondanza d’acqua consente a frutteti, oliveti e vigneti di prosperare in gran numero: così accade solo in questa parte di Sardegna. Da questa abbondanza nascono pregiate produzioni di vino, grano e olio, che, oltre a rifornire il mercato interno, sono esportate in Italia e in Europa. Da assaggiare i vini della cooperativa Cantina della Trexenta, il maggior produttore della zona con circa un milione di bottiglie all’anno dei più famosi DOC di Sardegna, dal Cannonau alla Monica, commercializzate fino in Cina e in Giappone.

La prosperità garantita dalla fertilità delle sue terre ha reso la Trexenta una regione abitabile sin da tempi remotissimi. Fin dall’età preistorica la regione venne abitata e tracce di quegl’insediamenti sono oggi visitabili da tutti i turisti. Studi recenti dicono che in passato la regione fu popolata da ben duecento diversi nuraghi, molti andati perduti – ancora oggi comunque la Trexenta è una delle zone dell’isola con la più alta concentrazione di questo tipo d’insediamenti preistorici. Famoso e perfettamente conservato è il santuario nuragico di Santa Vittoria, a pochi chilometri dal piccolo paese di Serri, mentre a Suelli è visitabile il nuraghe Piscu.

Sempre nella regione della Trexenta sono interessanti i siti archeologici nel territorio di Pimentel. Il primo è la necropoli di Corongiu, un complesso costituito da diverse domus de janas scavate nella pietra calcarea. La seconda è la necropoli di Sant’Acqua Salida, conosciuta anche come Pranu Efis.

Capoluogo storico della Trexenta è Senorbì, in tempi passati soprannominato il “granaio di Roma” per la notevole fertilità delle sue terre. Nell’agro di Senorbì sono ancor’oggi visibili i nuraghi di Sisini e di Simieri, ma non meno importante è la necropoli punica di Monte Luna, a pochi chilometri dal paese. Gran parte del patrimonio archeologico rinvenuto nel territorio comunale è esposto nel Museo Archeologico Sa Domu Nosta, ospitato in un’antica casa campidanese. Il paese di Senorbì è un reticolo di vicoli e strade strette fiancheggiate da case basse dai motivi architettonici tipicamente sardi; esempi di ville rurali risalenti all’Ottocento si trovano nelle immediate vicinanze: su tutte spicca Villa Aresu, nella frazione di Sisini, di recente ristrutturazione e valorizzazione.

Senorbì diede i natali nel 1720 a Giuseppe Antonio Lonis, oggi ritenuto il massimo scultore del Settecento sardo: le opere della sua bottega sono esposte nella cinquecentesca parrocchiale di Santa Barbara, a Senorbì, e in molte altre chiese dell’isola.

Una casa padronale di fine Ottocento nel centro storico di Senorbì ha accolto l’Hotel Hammam. La dimora presenta caratteristiche originali di assoluto valore storico e architettonico: il muro in ladiri – tipici mattoni fatti con paglia e fango -, archi in pietra, antiche travi in legno e mattonelle in vera maiolica. Le camere sono in stile rustico, impreziosite da ampi tendaggi, copriletti e arazzi in lino pregiati realizzati a telaio. Alloggiate all’Hotel Hammam se volete rilassarvi e dimenticare lo stress della vita quotidiana. Fiore all’occhiello della dimora è il suo bagno turco con aroma e cromoterapia, ma non dimenticate il percorso Kneipp, le docce emozionali e i tanti trattamenti estetici offerti dal centro benessere. Nel ristorante dell’hotel imparerete a mangiare secondo la tradizione sarda: sapori semplici e naturali incontrano i profumi tipicamente mediterranei, reinterpretati talora con una punta di ricercatezza dallo chef di cucina.

L’Hotel Hammam vi propone un’offerta speciale per trascorre il vostro San Valentino in Sardegna. Il pacchetto è all-inclusive: ingresso nella Spa, cocktail di raffinate bollicine, cena romantica a lume di candela, una dolce colazione al vostro risveglio.

Famoso anche il Carnevale di Senorbì, che nella domenica precedente l’inizio della Quaresima prevede una colorata sfilata di carri allegorici provenienti da tutti i paesi della Trexenta.

Se invece scegliete di visitare questa regione magica in estate, prendete nota di questi due eventi in programma a Senorbì. Ne vale la pena. Nell’ultima settimana di luglio il paese accoglie il Festival del Folklore, la manifestazione dei più quotati gruppi folk provenienti da ogni parte dell’isola e da tutta Europa. Tra il 4 e il 5 agosto il paese festeggia Santa Mariedda: da non perdere la processione nelle vie di Senorbì con la sfilata di gruppi in costume tipico sardo.

Nuraghe di Sisini    Nuraghe Piscu    Campagna della Trexenta    Museo Sa Domu Nosta a Senorbì

Hotel Hammam - Camera    Hotel Hammam - Particolare    Hotel Hammam - Ristorante    Hotel Hammam - Centro benessere

25 gennaio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Le ville di Tivoli, un viaggio nella Storia dal sapore romantico

Villa d’Este - Fontana di Nettuno

Villa Adriana, Villa d’Este, Villa Gregoriana. Il Tempio della Sibilla, il Tempio di Vesta e il Santuario di Ercole Vincitore. Tivoli è una meta turistica prediletta da migliaia di turisti in cerca di romanticismo e atmosfere incantate. La memorialistica del Grand Tour racconta a più riprese di Tivoli e dei capolavori dell’arte e della natura che la circondano e la contraddistinguono: i giovani dell’aristocrazia europea solevano visitare l’orrido di Villa Gregoriana e la cascata del fiume Aniene, oltre che le splendide Villa Adriana e Villa d’Este, oggi dichiarate dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Unica nel suo genere in tutto il patrimonio archeologico nazionale è Villa Adriana, vasto complesso dell’antica età romana eretta a partire dal 118 d.C. per volere dell’imperatore Adriano: è la più importante testimonianza di villa dell’antichità e il suo complesso si estende su un’area di circa 120 ettari, ben più ampia del parco archeologico di Pompei. La villa si trova tra i Monti Tiburtini, nei pressi di Tivoli e a meno di trenta chilometri da Roma.

La residenza privata dell’imperatore conta un numero grandissimo di ambienti differenti: il complesso del Pecile, una vastissima piazza di forma quadrangolare circondata da un lungo porticato al centro del quale si trova un grande bacino d’acqua. Tra le costruzioni più suggestive del complesso non si può evitare di citare il Teatro marittimo, costituito da una serie di colonne ioniche a formare un porticato circolare su un’isola artificiale circondata da un canale d’acqua: fondate ipotesi storiche indicano questo luogo come il rifugio privato e inviolabile dell’imperatore Adriano.

Più recente d’età ma non meno stupefacente è il complesso rinascimentale di Villa d’Este, sontuosa dimora eretta nel Cinquecento dal Cardinale Ippolito d’Este. La villa è nota ai turisti d’ogni parte del mondo per le sue meraviglie artistiche, per i giochi d’acqua presenti nel suo vastissimo parco, attrazioni che per certi versi la rendono piuttosto simile alle grandi regge dell’epoca passata. Le tante fontane presenti nel verde del parco e dei giardini all’italiana sono alimentate dai canali che deviano l’acqua del fiume Aniene. Di raro fascino il viale delle Cento Fontane, fiancheggiato dai gorgoglianti zampilli d’acqua che hanno fatto da sfondo a capolavori del cinema internazionale, tra cui la scena del banchetto nel Ben Hur di Wyler. Villa d’Este è visitabile ogni giorno, eccetto di lunedì, dalle ore 8.30 e fino a un’ora prima del tramonto. La dimora si trova proprio nel centro storico di Tivoli: il suo ingresso principale è accanto a Piazza Garibaldi, nei pressi di Piazza Trento.

Sempre nel centro storico si trova l’altra meraviglia di Tivoli. Villa Gregoriana è abbracciata da un rigoglioso e grandissimo parco, un autentico polmone verde che fiancheggia il corso dell’Aniene. Il vasto complesso si trova ai piedi dell’antica acropoli. Si tratta di un’opera tutto sommato recente, perché venne allestita su commissione di papa Gregorio XVI a partire dal 1834. Nel 2005 la villa è stata riaperta al pubblico, in seguito a importanti lavori di recupero paesaggistico realizzati grazie all’intervento del FAI.

L’attrazione più spettacolare della villa e del suo parco è la grande cascata realizzata in seguito alla deviazione delle acque dell’Aniene, pericolose in passato a causa delle frequenti esondazioni. Il parco è uno spettacolo storico e  naturale di rara bellezza: un folto bosco di alberi enormi proteggono vestigia di antiche costruzioni precedenti alla villa, rocce a picco, dirupi vertiginosi, ameni e romantici sentieri, piccole gallerie scavate nella roccia e grotte naturali. Per tutto l’Ottocento, il parco di Villa Gregoriana è stato una meta turistica frequentata da re, artisti e letterati di tutto il mondo: i paesaggisti Poussin e Claude Lorrain passarono di qui, traendo ispirazioni per alcune delle loro più importanti opere. Sotto falso nome, anche Goethe passò da Tivoli e dall’immenso parco della villa e anni dopo, nel suo celebre Viaggio in Italia, ne lasciò testimonianza.

Tutte queste ville sono aperte al pubblico per visite ed escursioni. Ma se volete provare l’ebbrezza di soggiornare in un autentico palazzo nobiliare nel centro storico di Tivoli, vi consigliamo di scegliere le Residenze Gregoriane. Questa Dimora D’Epoca si trova nelle stanze cinquecentesche di Palazzo Mancini Torlonia: proprio in questi spazi, in passato trovarono ospitalità i papi Paolo IV e Gregorio XVI. Gl’ambienti interni di questa residenza nulla hanno da invidiare alle più celebri e vicine Villa d’Este e Villa Gregoriana: nella corte interna del palazzo, per esempio, sono ancora visibili mosaici e decorazioni grottesche eseguite con tutta probabilità dalle medesime maestranze che lavorarono alle decorazioni di Villa d’Este. La residenza è esclusiva: due sono le suite aperte all’ospitalità, la Suite Gregoriana, appartamento di charme con splendido affaccio sulle terrazze del palazzo, e la Suite Araldica, appartamento di prestigio al piano nobile della dimora. Il centro benessere interno e le Thermae Gregoriane sono le proposte dedicate a chi cerca benessere e relax a volontà.

Residenze Gregoriane v’invita a trascorrere un soggiorno indimenticabile nel centro storico di Tivoli approfittando di una fra le sue tante offerte speciali: wellness, party, weekend rilassanti o nella Storia. L’esclusività di Residenze Gregoriane è tutta da vivere. Già dal prossimo San Valentino.

Villa Adriana - Teatro marittimo    Villa d’Este - Viale delle Cento Fontane    Villa d’Este - Veduta notturna    Villa Gregoriana - Grande cascata

Residenze Gregoriane - Suite Gregoriana    Residenze Gregoriane - Salone    Residenze Gregoriane - Thermae Gregoriane    Residenze Gregoriane - Thermae Gregoriane

24 gennaio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

La Strada dei Vini dell’Alsazia e Strasburgo: un itinerario nel cuore dell’Europa

Strasburgo

È una regione di confine, ma al tempo stesso è il centro dell’Europa. È fedele alle sue tradizioni, ma è dinamica, cosmopolita e proiettata verso il futuro. È una meta turistica per tutta la famiglia, ma in fatto di romanticismo non è seconda a nessun’altra destinazione. Avete indovinato di chi stiamo parlando? Esatto. L’Alsazia è questo e molto altro.

La regione si trova nel nord-est della Francia, verso il confine con la Svizzera e con la Germania. Due dipartimenti la compongono: quello dell’Alto Reno, verso sud, e quello del Basso Reno, a nord. Cuore pulsante e centro maggiore della regione è Strasburgo, città del Basso Reno, sul confine franco-tedesco, capitale politica d’Europa, vivace, aperta e cosmopolita, orgogliosa delle proprie tradizioni e della propria identità. Fu in questa città che Gutenberg, negli anni Trenta del Cinquecento, ideò una delle maggiori invenzioni nella storia della civiltà umana, la stampa a caratteri mobili.

In qualunque stagione deciderete di visitare Strasburgo, non potrete perdere l’occasione di iniziarne la scoperta dal quartiere conosciuto come Petite France: sorge nel cuore storico della città, è il più pittoresco e caratteristico di tutta Strasburgo, con le sue graziose casette in legno dai tetti spioventi. Sopra i canali d’acqua della Petite France corrono i Ponts Couverts, i ponti coperti, dominati da quattro torri del Trecento. La particolarità del centro storico di Strasburgo è proprio l’acqua: tutto il suo centro storico si trova sulla Grande Île, l’isola formata dal fiume Ill.

Monumento principale di Strasburgo è però la maestosa Cattedrale di Notre-Dame, una delle chiese più famose di Francia e di tutto il mondo. Si tratta di uno dei più ammirevoli esempi dell’arte gotica francese: la Cattedrale s’eleva nel cielo di Strasburgo con tutti i suoi 142 metri d’altezza ed è costruita in pietra arenaria estratta dai vicini monti Vosgi. Gl’interni della chiesa sono spartiti da tre navate, illuminate dalla fioca luce naturale che filtra attraverso le splendide vetrate decorate tra il XII e il XIV secolo. La Cattedrale di Notre-Dame custodisce uno dei massimi capolavori della meccanica rinascimentale: si tratta del famoso orologio astronomico di Strasburgo, all’epoca della sua realizzazione, il Cinquecento, ritenuto una delle sette meraviglie della Germania.

Non lasciate Strasburgo senza prima aver passato almeno un’ora nel suo Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, anch’esso nel centro storico della città: nella sua collezione spiccano capolavori di Monet, Kandinsky e Picasso, accanto a opere dell’Art Nouveau, dell’Astrattismo, del Surrealismo e di molte altre correnti artistiche in voga tra Otto e Novecento.

Non basterebbe un libro intero per illustrare le tante meraviglie di Strasburgo. Lo stesso discorso vale per il Basso Reno e per l’Alsazia intera. Uno dei modi preferiti dai turisti per scoprire la regione è percorrere la famosa Strada dei Vini dell’Alsazia: l’itinerario copre una distanza di circa 170 chilometri, tutti ai piedi dei monti Vosgi, da nord a sud, dal villaggio di Marlenheim, alle porte di Strasburgo, a quello di Thann, nei pressi di Mulhouse. L’Alsazia è da sempre la regione dei grandi vini bianchi: lungo la sua Strada potrete incontrare i tanti viticoltori, che vi faranno assaggiare i sette vitigni tipici della regione; distese infinite di vigneti, piccoli borghi dal sapore schiettamente medioevale e le foreste dei Vosgi vi indicheranno sempre la via.

Sulla Route des Vins d’Alsace non mancano nemmeno gl’hotel e le locande tipiche, tappe obbligate per chi desidera compiere l’intero itinerario proposto dalla Strada. Nel piccolo villaggio di Ottrott troverete l’Hotel Beau Site. Il suo nome è tutto un programma. L’hotel è immerso in un paesaggio addolcito dalle colline e dai vigneti ai piedi del Mont Sainte Odile. La dimora si fa amare per lo stile prettamente alsaziano che caratterizza gli esterni quanto gl’ambienti interni. Le sue camere hanno tutto quel che servirà durante il vostro soggiorno, inclusi tv al plasma widescreen e Wi-Fi. Una serie di ampie sale ospitano il ristorante interno, un piccolo concentrato di cucina creativa proposta da chef di scuola francese e internazionale. Se volete rilassarvi, avrete a disposizione la Spa del vicino Hostellerie des Châteaux – a soli centro metri, nella stessa strada dell’Hotel Beau Site.

Lo sapete che l’Alsazia è la regione più ricca di castelli in tutta Europa? Conta oltre quattrocento vestigia di manieri fortificati: in pratica, non esiste città o villaggio che non abbia al suo interno o nei suoi immediati dintorni un castello di cui andar fiero. Tante altre meraviglie vi attendono in Alsazia e nel Basso Reno. Non vi è già venuta voglia di scoprirle tutte?

Il quartiere Petite France di Strasburgo    La Cattedrale di Notre-Dame    L’orologio astronomico nella Cattedrale di Notre-Dame    I vigneti dell’Alsazia

Hotel Beau Site - Esterno    Hotel Beau Site - Colazione in camera    Hotel Beau Site - Salotto con camino    Hotel Beau Site - Ristorante

19 gennaio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

10 cose da vedere a Spoleto e nei suoi dintorni

 La Rocca Albornoziana e il Ponte delle Torri

Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia […], c’è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!”

Scrisse proprio così nel 1911 lo scrittore tedesco Herman Hesse in una cartolina indirizzata alla moglie. Un secolo non è bastato per spogliare Spoleto di quel patrimonio di bellezze accennate dal premio Nobel per la letteratura. Noi non tenteremo di compilare una guida esauriente alla città, ma piuttosto elencheremo brevemente quelle che potrebbero essere le dieci attrazioni da vedere in città e nei suoi dintorni.

1. Rocca Albornoziana

Sulla sommità del colle Sant’Elia che domina Spoleto si erge la mole della Rocca Albornoziana, simbolo della città delimitato da un alto sistema di mura perimetrali alternate da sei torri squadrate, tra le quali quella detta “della spiritata” e la “camera pinta”, affrescata con opere del Quattrocento. All’interno della Rocca, due aree distinte: il Cortile d’onore, con il Museo nazionale del Ducato e uno spazio polivalente per mostre, concerti e convegni, e il Cortile delle armi, con un teatro all’aperto.

2. Ponte delle Torri

Altro simbolo di Spoleto, unisce la Rocca e il Monteluco. È lungo 230 metri e alto 82 e pare sia stato eretto tra il Duecento e il secolo successivo. Di questo incredibile monumento sospeso nel vuoto s’innamorarono tutti i più illustri turisti che passarono di qui, tra cui Goethe, che lo descrisse nel suo Viaggio in Italia, e il pittore inglese Turner, che lo ritrasse in uno dei suoi capolavori.

3. Cattedrale di Santa Maria Assunta

Il Duomo ha origini antichissime e riunisce in sé epoche e stili differenti. L’avvio dei suoi lavori risale all’XI secolo, quando la basilica venne eretta secondo il prevalente modello romanico. Il suo portico è però interamente rinascimentale, mentre la definitiva sistemazione degl’interni avvenne solo nel Settecento. La Cattedrale custodisce alcuni affreschi del Pinturicchio, nella cappella Eroli, e di Filippo Lippi, nell’abside della navata centrale.

4. Teatro romano

Le sue origini risalgono al I secolo a.C.; dopo alcuni secoli di decadenza, il complesso venne riscoperto sul finire dell’Ottocento: oggi ospita concerti e spettacoli, tra cui alcuni eventi inseriti nel calendario del Festival dei Due Mondi.

5. Museo archeologico nazionale

Si trova negli spazi un tempo appartenuti al monastero di Sant’Agata e comunica con il vicino Teatro romano. In questo museo è possibile ripercorrere la storia di Spoleto, dalle origini al periodo tardo antico; una sezione è dedicata alla Valnerina in epoca preromana e romana.

6. Cinte murarie urbiche

Spoleto possedeva due sistemi di fortificazioni. Il più antico sorse in epoca preromana ed è conosciuto come le “mura ciclopiche”; alcuni  suoi tratti sono ancora visibili in via Leoncilli. Più recenti sono le mura medievali, ancora oggi ben conservate.

7. Palazzo comunale

Risale al Duecento, anche se gran parte del suo aspetto attuale è settecentesco. Sorge nel cuore più antico della città ed è preceduto da un’ampia scalinata. Il palazzo ospita la pinacoteca comunale, con opere che vanno dal Medioevo al Settecento.

8. Torre dell’olio e porta Fuga

Si tratta di uno dei più efficaci sistemi difensivi d’epoca medievale. La Torre è così conosciuta poiché dalla sua sommità scendeva olio bollente su chi poneva d’assedio la sottostante porta Fuga.

9. Giro della Rocca

È una passeggiata panoramica attorno alla sommità del colle Sant’Elia e alla Rocca Albornoziana. Il percorso, insieme al vicino “giro dei Condotti”, offre suggestivi scorci panoramici sulla valle umbra e su Spoleto.

10. Monteluco

Bosco sacro, luogo di eremi francescani e di natura incontaminata. I pendii e la sommità del Monteluco è ricoperto da una distesa di lecci secolari sotto le cui fronde corrono vari sentieri escursionistici.

Per soggiornare a una manciata di minuti da Spoleto e godervi una vista eccezionale sulle più belle città d’arte dell’Umbria, vi suggeriamo Villa Pianciani, elegante residenza del Settecento tra i colli verdi di questa regione speciale come poche altre. Più che una villa, si tratta di un vero e proprio complesso monumentale costituito da più edifici, il tutto abbracciato da un immenso parco storico. L’area verde ospita il Giardino Segreto, la Cappella e una grande piscina; in estate, il parco può accogliere eventi e ricevimenti. Le camere e le suite sono accolte in villa e nelle aule delle vecchie cucine e offrono imperdibili affacci sulla vallata umbra di Spoleto.

Rocca Albornoziana - Cortile interno    Duomo di Spoleto    Teatro romano    Spoleto al tramonto

Villa Pianciani - Veduta dall’alto    Villa Pianciani - Veduta notturna    Villa Pianciani - Camera    Villa Pianciani - Interni

17 gennaio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

La Valsesia in inverno e un relais dove l’ospitalità è sempre arte

Il borgo di Campertogno in inverno

Vista dall’alto sembra una grande “S” che dal Monte Rosa scende verso valle insinuandosi tra i ripidi pendii delle Alpi alle spalle di Biella e Vercelli, a meno di due ore da Milano, Genova e Torino. La Valsesia è la valle più verde d’Italia: dal 1979 esiste il Parco dell’Alta Valsesia, l’area protetta naturale più alta d’Europa: dai 900 metri iniziali si può arrivare a toccare il cielo sui 4.559 metri della Punta Gnifetti, nel massiccio del Monte Rosa, luogo dove sorge la Capanna Regina Margherita, il rifugio alpino più alto d’Europa.

L’Alta Valsesia è sport allo stato puro. In inverno ci sono i 180 chilometri di piste per la discesa nel comprensorio del Monterosa Ski tra la valdostana Val d’Ayas, dove potrete soggiornare nel piccolo villaggio Walser di Stadel Soussun, e il comune di Alagna Valsesia. A una manciata di chilometri da Alagna, nel pittoresco borgo antico di Campertogno, una nobile residenza accoglie i suoi ospiti in ambienti di raffinata eleganza. Relais San Rocco è speciale come pochi altri hotel: fuori, l’architettura tipica della villa ottocentesca; dentro, un felice connubio tra classico e contemporaneo. Varcato l’ingresso di questo piccolo gioiello incastonato nelle Alpi, si giunge alla hall. Le colonne monolitiche sorreggono le fughe di archi della struttura. Lo scalone monumentale introduce ai piani superiori. Nelle 24 camere del relais, suddivise tra Classic, Prestige e Suite, gli affreschi originali affiancano oggetti e arredi dal design moderno. Esclusive le sistemazioni proposte dalla baita cinquecentesca, collegata al corpo centrale dell’hotel.

Nelle sale e negli spazi comuni di Relais San Rocco si alternano gli stucchi e le boiseries, gli affreschi e i pavimenti di pregio realizzati nell’Ottocento dagli artigiani della Valsesia. Per raccogliere in un solo sguardo la valle, affacciatevi dalla terrazza-giardino del relais: da questo punto d’osservazione privilegiato, potrete ammirare la Valsesia come in nessun altro luogo. A Relais San Rocco ogni soggiorno ha in serbo più d’una sorpresa. Nelle piccole sale affrescate e nel salone delle feste dei Gianoli, ideale per eventi e ricevimenti, troverete il Ristorante Casa Alla Piana; la cucina si avvale degli ingredienti stagionali per condurvi alla scoperta dei sapori tipici di questa terra: antiche ricette Walser rivivono per la gioia del vostro palato, insieme alle varietà della gastronomia valsesiane, ossolane e vercellesi.

A dieci minuti da Relais San Rocco e da Campertogno fino a primavera nella panoramica stazione sciistica dell’Alpe di Mera, a 1.500 metri di quota, raggiungibile in seggiovia dal paese di Scopello. Se sceglierete questo periodo per visitare la Valsesia, non dimenticate di fare una sosta nel borgo di Varallo. In questo paese il Carnevale è l’evento più sentito dell’anno: inizia con l’Epifania e termina solo con il primo giorno di Quaresima. In questo arco di tempo, le chiave della città passano alla maschera Marcantonio Carlavèe, accompagnato dalla maschera femminile della Cecca, scelta di anno in anno fra le ragazze più belle di Varallo. In Valsesia la vacanza è sempre straordinaria.

Vista sul Monte Rosa dal Rifugio Città di Vigevano    Il massiccio del Monte Rosa    La Capanna Regina Margherita sulla Punta Gnifetti    Il comprensorio dell’Alpe di Mera

Relais San Rocco - Baita del Cinquecento    Relais San Rocco - Camera Prestige    Relais San Rocco - Suite    Relais San Rocco - Ristorante

12 gennaio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Dalle Alpi francesi a Lione, un viaggio sorprendente nel dipartimento dell’Isère

Chateau de Chapeau Cornu

Tra le Alpi e la valle del Rodano sorge una terra speciale. Il dipartimento dell’Isère si trova nell’antica provincia del Delfinato e può vantare uno dei più immensi patrimoni naturali di Francia. L’orizzonte è disegnato dai profili delle grandi catene montuose delle Alpi occidentali, tra le quali spiccano il Chartreuse e il Vercors, la catena di Belledonne, il Trièves e l’Oisans.

Dai monti scendono le acque che dànno origine a tanti piccoli e grandi specchi d’acqua – i laghi sono ideali per chi vuole praticare gli sport sull’acqua in estate. Il dipartimento dell’Isère conta ben tre parchi naturali, due regionali, quello di Chartreuse e quello del Vercors, e il Parco Nazionale degli Ècrins, il più visitato di Francia e uno dei più grandi del Paese con i suoi novantun mila ettari di superficie che si estendono fino al dipartimento delle Alte Alpi. In quest’area lo spettacolo offerto dalla natura si rinnova stagione dopo stagione. In primavera e in estate vi stupiranno la sua flora e la sua fauna, le stelle alpine e i cardi blu, le artemisie e le genziane. In inverno, domina la purezza della neve. L’ambiente ospita numerosi camosci e stambecchi, volpi, scoiattoli e marmotte.

Il Parco degli Ècrins è considerato la seconda area di tutta la Francia per importanza dagli appassionati di alpinismo; se vi piacciono le escursioni, non avrete che da scegliere fra gli oltre settecento chilometri di sentieri sempre ben segnalati.

Non di sola natura è ricca questa regione. Tra i parchi regionali di Chartreuse e di Vercors sorge Grenoble, capoluogo del dipartimento dell’Isère e famosa località turistica internazionale – nel 1968 ha ospitato i X Giochi Olimpici invernali. La città vecchia vanta oltre duemilacinquecento anni di storia e un patrimonio di notevole rilevanza. Il centro storico di Grenoble è ricco di musei, piazze, mercati, grandi parchi e giardini. All’antico, Grenoble ha saputo coniugare moderno e contemporaneo: qui ha sede uno dei maggiori centri di studi superiori di tutta la Francia, all’avanguardia nel campo della scienza. Per cogliere la vista panoramica più incantevole di Grenoble, salite sulla funivia del centro città, che in meno di cinque minuti vi porterà fino ai cinquecento metri del forte de la Bastille.

Altra meta da non perdere è la vicina Chambéry, capoluogo del dipartimento della Savoia e fino al 1860 parte del Regno di Sardegna. Il suo centro è uno dei più caratteristici di tutta la Francia ed è dominato dal Castello dei Duchi di Savoia, un complesso architettonico realizzato in più riprese tra il Medioevo e l’Ottocento. A meno di un’ora d’auto da Grenoble e da Lione sorge il Chateau de Chapeau Cornu, antica residenza del Duecento, perfetta per concedersi una lunga fuga romantica in uno dei luoghi più suggestivi d’oltralpe. Vi stupiranno le sue eleganti suite con sontuosi letti a baldacchino e i sapori del suo ristorante.

Chateau de Chapeau Cornu si trova nel piccolo comune di Vignieu, a pochi chilometri dal bel borgo di Morestel. Il centro storico di Morestel è un incantevole intreccio di stradine strette da abitazioni risalenti al Quattrocento. Morestel, insieme alle sue campagne, ha incantato nel tempo numerosi artisti di fama internazionale, tanto che oggi è conosciuta come la città dei pittori. A Morestel potete visitare la casa di uno dei più grandi, François Auguste Ravier, paesaggista ottocentesco che qui trascorse i suoi ultimi anni.

A circa settanta chilometri da Morestel vi attende la grande città. Lione, terzo centro francese dopo Parigi e Marsiglia, sorge alla confluenza del Rodano e della Saona. Antica di millenni, gravida di attrazioni e di grandi e piccoli capolavori dell’arte, Lione meriterebbe pagine e pagine per essere presentata a dovere. D’indubbio fascino è il quartiere rinascimentale della vecchia Lione nonché place Bellecour, la quarta piazza più grande di Francia, e  la Torre metallica di Fourvière, il punto più alto di tutta la città. E poi i suoi musei, dall’istituto Lumière dedicato alla storia del cinema al  Musée des Beaux-Arts, nell’antico Palazzo San Pietro, custode di una delle collezioni artistiche più ricche di tutta Europa, seconda in Francia soltanto al Louvre.

Grenoble e le Alpi francesi    Centro storico di Chambery    Il borgo di Morestel visto dall’alto    Scorcio notturno di Lione

Chateau de Chapeau Cornu in inverno    Chateau de Chapeau Cornu - Camera Prestige Comte de Bavière    Chateau de Chapeau Cornu - Camera Prestige Aliénor d'Aquitaine    Chateau de Chapeau Cornu - Ristorante Le Capella

3 gennaio 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Sull’Altopiano del Renon, sci e charme a volontà aspettando l’Enrosadira

Lo Sciliar visto dall’Altopiano del Renon

Una meta facile e veloce da raggiungere. Un panorama sulle più belle regine delle Alpi. Un ambiente naturale d’incontaminata purezza, vicino alla città ma lontano dai suoi rumori. Sull’altopiano del Renon domina il silenzio, franto solo dai lievi suoni della natura e dagli sci che scendono sulla neve. Il Renon gode di un clima sempre mite d’inverno: il sole sorge presto e tramonta solo dopo molte ore, come accade in poche altre località turistiche alpine.

Da oltre cento anni l’altopiano del Renon è collegato a Bolzano, dapprima con il famoso trenino a cremagliera che scalava gli oltre novecento metri di dislivello e conduceva fino a piazza Walther, in pieno centro storico. Dagli anni Sessanta arrivò la funivia, rinnovata nel 2009, che in solo dodici minuti consente di arrivare a Bolzano dalla località di Soprabolzano. Se salirete sulla funivia, vi consigliamo di ammirare il panorama che sfilerà davanti ai vostri occhi; tra le tante bellezze naturali, avrete modo di scorgere anche le famose piramidi del Renon, veri e propri monumenti costituti da alti pinnacoli sovrastati da un masso.

Amate le lunghe sciate al sole? Il Renon vi offre tutto quello che vi serve per trascorrere ore divertenti su tante piste da discesa. Meta invernale per lo sci conosciuta ormai da un secolo, l’altopiano vi invita sul Corno del Renon, il comprensorio sciistico per tutti gli sciatori e per le famiglie: 15 chilometri di piste di bassa e media difficoltà a vostra disposizione almeno sino a fine febbraio. La moderna cabinovia da otto posti vi condurrà fino ai 2.070 metri di altitudine della cima del Lago Nero. Preferite godervi il paesaggio lentamente? Sul Renon potete praticare anche lo sci di fondo lungo 35 chilometri di tracciati perfettamente battuti, perfetti anche per chi si è appena avvicinato a questo sport.

Ha quasi ottocento anni ma non li dimostra affatto. L’Hotel Ansitz Kematen è adagiato su una splendida altura soleggiata poco sopra la località di Collalbo. In questo luogo, l’altopiano del Renon offre il meglio di sé: di fronte, avrete una vista eccezionale sulle Dolomiti, e in particolare sul massiccio dello Sciliar. L’Hotel Ansitz Kematen vi propone un’offerta speciale per trascorrere una divertente settimana bianca sul Renon con tutta la vostra famiglia. Quella che era un tempo una casa padronale, oggi è un incantevole hotel di charme in tipico stile sudtirolese: ambienti ricchi di fascino vi daranno il benvenuto e vi avvolgeranno con la loro atmosfera calda e suadente.

Se alle Dolomiti non potete mai rinunciare, scegliete le suite o le camere del Landhaus: avrete sempre davanti a voi l’incredibile panorama di queste montagne uniche al mondo. Un consiglio? Fermatevi verso l’ora del tramonto: le crode delle Dolomiti si coloreranno a poco a poco di un tenue rosa; si tratta dell’Enrosadira, fenomeno dovuto alla composizione minerale delle rocce dolomitiche. Una spiegazione più suggestiva dell’evento? Leggenda vuole che il re Laurino, privato della figlia, rapita dal principe del Latemar, lanciò una maledizione sul giardino di rose del Catinaccio, in tedesco, appunto, Rosengarten: nessun occhio umano avrebbe più potuto vederlo, né di giorno né di notte. Ma il re si dimenticò del tramonto, che da allora in poi svela le tenui note colorate del giardino di rose di re Laurino.

Trascorso il tramonto, arriva subito l’ora di cena. Nell’antico fienile dell’Hotel Ansitz Kematen troverete il ristorante à la carte, introdotto da una caratteristica stube tirolese in stile gotico dell’XI secolo, un piccolo gioiello che vi racconterà le storie magiche del Renon. Qui regnano i veri sapori dell’Alto Adige; la cucina fa però qualche eccezione e strizza l’occhio al gusto mediterraneo, oltre che ai grandi classici della scuola internazionale. Sontuosa anche la carta dei vini, con etichette pregiate dell’Alto Adige, e un ricco carrello di dolci e torte fatte in casa.

Il Renon in inverno non offre solo sci. Avete mai provato a pattinare su un vero lago ghiacciato? Sull’altopiano più bello dell’Alto Adige si può fare anche questo. Basta raggiungere il lago di Costalovara, un piccolo specchio acqua di origine naturale abitato da un’incredibile varietà di pesci, nonostante l’altitudine già piuttosto elevata – 1.176 metri sul livello del mare.

Se trascorrerete la vostra vacanza sul Renon con i vostri bambini, portateli almeno una volta sul trenino del Renon. Ha oltre cento anni di storia alle spalle, la sua prima corsa partì nel 1907: un tempo copriva tutta la distanza tra Bolzano e il Renon; oggi collega alcuni paesi dell’altopiano – Soprabolzano, Costalovara, Stella e Collalbo – lungo un percorso di quasi sette chilometri tra distese innevate, abetaie e panorami mozzafiato.

A pochi minuti dal Renon vi aspetta sempre Bolzano, città ricca di storia, arte e cultura. Incantevole il suo centro storico fatto di portici, Erker, piccole piazze. Vi è venuta voglia di trascorrere una vacanza sul Renon?

Tutto lo staff di Dimore D’Epoca vi augura un buon Natale e un felice anno nuovo. Vi diamo appuntamento al 2012 con tanti nuovi racconti di viaggio. A presto!

Passeggiata sulla neve del Renon    Trenino del Renon    A cavallo sul Renon    Il campanile di Soprabolzano e lo Sciliar sullo sfondo

L’Enrosadira sulle Alpi    Hotel Ansitz Kematen - Camera    Hotel Ansitz Kematen - Camera    Hotel Ansitz Kematen - Ristorante

22 dicembre 2011  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »