Archivio categoria “Regalati Emozioni”

La Milano segreta: a spasso fra i luoghi nascosti della città

Santa Maria delle Grazie

C’è una Milano nascosta e tutta da vedere che aspetta solo voi. Oltre al Duomo, alla Scala, alle boutique di lusso di via della Spiga e di via Montenapoleone, c’è una città intera da scoprire. Noi ci abbiamo fatto due passi e abbiamo scoperto qualche bella curiosità. Che ne dite di dedicare un weekend alla Milano più segreta? Scoprite i nostri hotel in città

La Milano di Verdi

Nel 2013 ricorre il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. A Milano il maestro visse i suoi anni più importanti. Abitò in un appartamento di via Andegari, a poche centinaia di metri dal Teatro alla Scala – l’abitazione è andata perduta. Potete però visitare la casa di Alessandro Manzoni, al civico 1 di via Morone (da martedì a venerdì, 9-12 e 14-16): fra i due regnava una stima reciproca e fu proprio Verdi a scrivere la messa da Requiem in onore dello scrittore.

Notoriamente poco mondano, il Verdi milanese frequentò pochissimi salotti mondani; il suo preferito fu sempre quello di Clara Maffei, ospitato nei sfarzosi ambienti di Palazzo Olivazzi Trivulzio, al 21 di via Bigli (proprietà privata). Verdi morì a Milano il 27 gennaio 1901, nella suite 105 del Grand Hotel et De Milan; si dice che i milanesi, per non disturbare le ultime ore del maestro, avessero coperto di paglia la strada sotto le sue finestre per attutire i rumori delle carrozze.

Verdi fu un grande filantropo. Nel 1896 fondò la Casa di Riposo per Musicisti, al civico 29 di Piazza Buonarroti, ancora oggi attiva: potete visitare la cripta di Verdi (8.30-18), le sale museali e il salone d’onore (solo per gruppi, su prenotazione).

La Milano di Leonardo

Leonardo da Vinci fu alla corte degli Sforza dal 1482 al 1500. Il più grande capolavoro donato alla città è ovviamente il Cenacolo. Potete ammirare l’Ultima Cena nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, da martedì a sabato (prenotazione obbligatoria). Ma per scoprire tutto il genio eclettico di Leonardo dovete varcare l’ingresso del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e visitare la galleria con la collezione dei modelli delle macchine leonardesche (da martedì a venerdì, 9.30-17, sabato e festivi, 9.30-18.30).

Spostiamoci nel Castello Sforzesco. Qui il nostro affrescò con un finto pergolato la volta della Sala delle Asse (da martedì a domenica, 9-17.30); Leonardo scrisse anche il Codice Trivulziano, conservato nella Biblioteca Trivulziana, sempre nel Castello Sforzesco: il codice, in genere non visibile al pubblico, è un trattato di architettura militare e religiosa. Spostiamoci in Piazza Pio XI per visitare la Biblioteca Ambrosiana. Fondata da Federigo Borromeo nel 1607, fu una delle prime biblioteche pubbliche al mondo. Fra i tanti volumi custoditi, il Codice Atlantico e il Ritratto di Musico, due fra le opere di Leonardo più celebri (da lunedì a venerdì, 9-17).

Una passeggiata fra i Navigli

Raggiungiamo via San Marco, nella zona della città che un tempo più assomigliava a una piccola Venezia. Lungo la strada possiamo vedere ancora la Conca delle Gabelle, o Conca della Coronata, un complicato sistema idraulico che permetteva alle imbarcazioni di superare il dislivello fra il naviglio della Martesana e gli altri canali – pare che al suo progetto lavorò anche Leonardo. Poco più in là, la Garitta, per il controllo del livello delle acque, e il Ponte delle Gabelle, realizzato nel Quattrocento in pietra di ceppo. Al termine della via, la Chiesa di San Marco, la chiesa di Milano più grande dopo il Duomo. L’edificio ospita un affresco raffigurante un drago, mostro mitologico entrato fra le leggende meneghine, tanto da meritarsi il posto d’onore nello stemma cittadino.

Non tutti sanno che il Convento di San Marco, retto dai padri agostiniani, fra il gennaio 1770 e il marzo 1773, ospitò a più riprese il giovane Wolfgang Amadeus Mozart: una piccola targa, di fianco a un portone, ne ricorda ai passanti il soggiorno. All’altro capo di via San Marco, nei pressi dei Bastioni di Porta Nuova, troviamo la Cassina de’ Pomm (Cascina delle mele), locanda con mulino del Quattrocento sul naviglio della Martesana. Nel Settecento fu albergo e osteria frequentata, fra i tanti, da Giacomo Casanova e da Stendhal. Oggi, la cascina ospita un pittoresco caffè, ogni primavera ombreggiato da un pergolato di glicine; a fianco, il giardino pubblico per una passeggiata nel verde.

Il Quadrilatero del Silenzio

Oltre al celeberrimo Quadrilatero della Moda, a Milano esiste anche il Quadrilatero del Silenzio. Perfetto per dimenticare la frenesia della città e immergersi in alcuni fra i luoghi più eleganti della Milano ottocentesca. Imbocchiamo via Tommaso Salvini per arrivare in piazza Eleonora Duse, gioiellino abbracciato da una sequenza di palazzine liberty. All’angolo fra via Vivaio e via Cappuccini sorge Casa Berri Meregalli, dimora eclettica, neoromanica, gotica e liberty, con una scultura di Adolfo Wildt nell’androne. Percorriamo via Cappuccini fino a incontrare il giardino (privato) di Villa Invernizzi. Sbirciamo fra la cancellata di ferro per incontrare con lo sguardo i fenicotteri rosa, fortunati ospiti della residenza.

Poco più avanti, al civico 2 di via Luigi Melegari, non potremo fare a meno di notare le forme ardite di Palazzo Fidia, opera futuristica dell’architetto Aldo Andreani, a metà via fra un castello e una navicella spaziale. A pochi passi, Villa Necchi Campiglio: splendido esempio di stile déco, è la tipica residenza dell’alta borghesia industriale milanese. Immersa in un grande parco, la dimora conserva ancora la prima piscina privata costruita in città. Villa Necchi Campiglio ospita il museo dedicato alla vita domestica del primo Novecento (da mercoledì a domenica, 10-18). Costeggiamo i giardini pubblici Indro Montanelli e il Museo di Storia Naturale (da martedì a domenica, 9 -17.30) per arrivare a Porta Venezia. Fra i civici 62 e 64 di Corso Venezia vale una breve sosta il Palazzo Buonarroti Carpaccio Giotto, residenza di lusso in stile déco dalle dimensioni imponenti, con una grande volta ad arco che collega il corso a via Salvini.

Museo Nazionale della Scienza e della TecnologiaBiblioteca AmbrosianaConca delle GabelleVilla Necchi Campiglio

23 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

10 cose da vedere in Basilicata

I Sassi di Matera

È un piccolo spicchio del Mezzogiorno. Poco conosciuta dai più, la Basilicata è una delle mete più sottovalutate nel panorama turistico italiano. A ridarle il posto che merita ci proviamo anche noi, suggerendovi la nostra personalissima selezioni di mete da vedere. Prima di partire, però, prendetevi cinque minuti per scoprire i nostri hotel in Basilicata.

1. Sassi di Matera

Altrimenti noti come la città della pietra, i Sassi di Matera sono classificati fra i patrimoni dell’umanità dall’UNESCO fin dal 1993 – primo sito dell’Italia meridionale a ricevere il riconoscimento. Al centro il colle della Civita, l’insediamento più antico di Matera; ai lati, i rioni del Sasso Barisano e del Sasso Caveoso. Abitati dall’età preistorica fino ai primi anni Cinquanta del secolo scorso, oggi sono l’attrazione-simbolo della Basilicata. Città obliqua, affascinante, pittoresca. Se non volete perdervi nel labirinto di case, antri e ardite costruzioni, meglio affidarsi a una guida turistica.

2. Maratea

Il Sunday Times nel 2003 la indicò come una delle dieci perle nascoste d’Europa. Maratea s’affaccia sul breve litorale tirrenico della Basilicata. Il borgo vecchio sorge ai piedi del Monte San Biagio. Sotto l’intreccio di vicoli, piazzette e balconi fioriti, spuntano il mare e il porticciolo turistico. Sulla costa, le essenze dei carrubi e dei ginepri, grotte, insenature, spiagge e acque limpidissime: un tuffo ci vuole proprio.

3. Parco Nazionale del Pollino

Con i suoi 192 ettari fra le province di Matera, Potenza e Cosenza, è il parco naturale più grande d’Italia. Il Parco Nazionale del Pollino è il paradiso del trekking, dell’escursionismo e per chi ama praticare sport all’aria aperta (mountain bike, rafting, torrentismo, alpinismo). L’area protetta ospita una varietà incredibile di flora e fauna: si va dalla macchia mediterranea delle altitudini inferiori alle praterie di alta quota popolate di genziane, aceri, querce e pini neri. Fra gli animali, l’aquila reale, il picchio nero, il falco pellegrino, il lupo appenninico e il capriolo autoctono.

4. Metaponto

Il paesaggio naturale della Basilicata è incredibile. Ma il suo patrimonio artistico, e archeologico in particolare, non è da meno. Sulla costa ionica sono da visitare le antiche città della Magna Grecia: Metaponto, Policoro e Nova Siri. Il sito archeologico di Metaponto è nel territorio del comune di Bernalda: da vedere il teatro, il castro romano, i templi di Apollo, Demetra e Afrodite e le Tavole Palatine, tempio dorico dedicato al culto della dea Hera. A mare, il lido di Metaponto, con spiagge basse e sabbiose ombreggiate da due grandi pinete.

5. Policoro

Policoro contende a Metaponto la palma di centro turistico più frequentato della costa ionica della Lucania. Anche qui troverete grandi spiagge sabbiose; nelle sue acque non è per nulla raro incontrare qualche tartaruga marina. A pochi passi dal borgo, il sito archeologico di Heraclea, centro fra i più importanti della Magna Grecia nel VI secolo a.C.; diversi reperti sono custoditi nel Museo archeologico della Siritide.

6. Pisticci

Lasciamo la costa ionica per esplorare il paesaggio rurale della Basilicata. Su una collina argillosa, fra i calanchi della valle del fiume Basento, a circa mezz’ora d’auto dalla piana di Metaponto incontriamo Pisticci. Il colore delle sue viuzze, bianco, e le tegole rossicce ricordano i piccoli borghi andalusi.  La parte più alta e antica di Pisticci è il rione Terravecchia. Da vedere, il castello, la Chiesa Madre, la Chiesetta dell’Annunziata e l’antica porta del paese. Cuore del borgo è Piazza Umberto I. Alle porte del paese, il Castello di San Basilio, nata come masseria fortificata nel VII secolo d.C.

7. Grumento Nova

Per scoprire certi tesori nascosti della Basilicata dobbiamo spingerci nell’entroterra più profondo. Verso il confine con la Campania, nell’Alta Val d’Agri, incontriamo il comune di Grumento Nova. Ai piedi del colle su cui sorge il borgo riposano i resti dell’antica Grumentum, città fondata dai romani nel III secolo a.C. Tre le aree archeologiche da visitare: il teatro di età augustea, il foro e l’anfiteatro del I secolo a.C. Nei pressi del sito archeologico, il Museo Nazionale dell’Alta Val d’Agri. Nel territorio comunale splendono anche le acque del Lago di Pietra del Pertusillo, habitat di germani reali e aironi cinerini.

8. Dolomiti Lucane

Ebbene sì, anche la Basilicata ha le sue Dolomiti. Certo, i picchi non sono quelli della Marmolada o delle Cinque Torri – l’altitudine media si aggira sui mille metri -, ma anche queste, come le loro più illustri “colleghe”, si colorano di rosa al tramonto. Il gruppo montuoso sorge nel cuore della Val Basento, a sud-est rispetto a Potenza. Se vi piacciono trekking ed escursionismo, questa è la vostra occasione: nel Parco Naturale delle Piccoli Dolomiti Lucane ci sono itinerari per tutti, da percorrere a piedi o in mountain bike. Fra i centri maggiori dell’area, Pietrapertosa e Castelmezzano, entrambi eletti fra i borghi più belli d’Italia.

9. Venosa

Anche Venosa fa parte del club dei borghi più belli d’Italia. La città antica, resa grande dalla via Appia, ha dato i natali a Orazio, il poeta del carpe diem – in una via del borgo odierno sorge la cosiddetta Casa di Quinto Orazio Flacco, costruzione del II secolo d.C., un tempo adibita a complesso termale. Nel paese spicca il Castello Aragonese, mutato in dimora signorile da un altro illustre cittadino di Venosa, Carlo Gesualdo, poeta di gran fama fra il Cinque e il Seicento.

10. Terme

Avete letto bene. In Basilicata ci sono anche le terme. Due le mete in regione. La prima è a Latronico, in località La Calda, nel Parco Nazionale del Pollino. Note fin dalla preistoria, le acque delle Terme Lucane, aperte da giugno a ottobre, curano le vie respiratorie. Per una pausa rilassante, le piscine termali, centri estetici e grotte essudative. Le Terme di Rapolla sono a pochi chilometri da Melfi, nella valle del Vulture. Inalazioni, fanghi, bagni, massaggi e idromassaggi: e fra una terapia e l’altra, un’escursione nella natura.

Il porto turistico di MarateaIl parco archeologico di MetapontoPisticciPietrapertosa e le Dolomiti Lucane

21 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Un weekend romantico in Sicilia

Ragusa Iblea in versione notturna

Le forme bizzarre del Barocco s’intrecciano con antiche leggende e straordinarie bellezze naturali. Distese di mari blu e oasi lussureggianti, antiche città e borghi di pescatori vi aspettano in Sicilia. Voglia di un weekend romantico? Un tocco di charme e un pizzico di lusso: ecco per voi le più belle Dimore D’Epoca in Sicilia.

Erice

Il nostro viaggio inizia dalla Sicilia occidentale. Erice sorge sull’omonimo monte, a meno di venti minuti da Trapani. È come una terrazza sul mare. Il suo centro storico è un ventaglio di cortili colorati di fiori. Saliteci al tramonto, dalla strada statale o con la funivia in partenza ogni dieci minuti da Trapani – il panorama è da togliere il fiato. E quando il sole inizia a calare, ecco l’orizzonte tingersi di rosa e rosso fuoco fino a far luccicare le saline in riva al mare. Da vedere il Castello di Venere, il Giardino del Ballo e il quartiere spagnolo.

Riserva dello Zingaro

Fra Scopello e San Vito Lo Capo si snoda uno dei sentieri più incredibili di tutta la Sicilia. Stretto fra mare e monti, nella Riserva naturale orientata dello Zingaro, l’itinerario sale e scende per sei chilometri fra la roccia viva, i profumi della macchia mediterranea e splendide calette ritagliate nelle acque cristalline di uno dei mari più belli di tutta la Sicilia (circa due ore di percorrenza). Da scoprire mano nella mano.

Monreale

Meta ideale per un mordi e fuggi, Monreale s’affaccia sulla Conca d’Oro, alle spalle di Palermo. Fondata dagli arabi e conquistata dai normanni, la cittadina divenne ben presto la meta di ritiro preferito delle famiglie nobili di Palermo. Nel centro storico il capolavoro è il Duomo, splendido incontro fra l’architettura normanna e l’arte araba. Una visita a una delle tante botteghe dedicate all’arte del mosaico è d’obbligo, come la salita a San Martino le Scale: davanti a voi, il panorama più spettacolare di Monreale.

Taormina

Un lungo balzo ci porta sul litorale orientale della Sicilia. La sua perla è Taormina. La cittadina si affaccia sul mare da una terrazza naturale del monte Tauro. Carezzata da un clima mite tutto l’anno, Taormina è araba, normanna e barocca. Fra le sue vie troverete boutique di lusso e scorci romantici. Per una passeggiata mano nella mano, niente di meglio della discesa verso l’Isola Bella – imperdibile verso il tramonto.

Randazzo

Se amate le atmosfere medievali, visitate questo borgo fortificato alle pendici dell’Etna, nella valle scavata dall’Alcantara. Scalette in pietra, angoli suggestivi e vicoli pittoreschi vi accompagneranno alla scoperta di Randazzo. Nel centro storico, la Casa Scala, il palazzo reale eretto dai normanni nel XII secolo. Appena fuori, il Castello, a strapiombo sulla roccia lavica, ultima delle sette torri di guardia del borgo antico.

Torre Archirafi e Aci Trezza

Lasciatevi la valle dell’Alcantara alle spalle e puntate al mare. Visitate la frazione di Torre Archirafi, centro marinaro a dir poco suggestivo, unito a Riposto dalla passeggiata del lungomare. Più a sud, dopo Acireale,  ecco Aci Trezza,  il borgo dei pescatori del romanzo I Malavoglia. Aci Trezza è la Terra dei Ciclopi e del mito di Ulisse e Polifemo. La tradizione identifica nei faraglioni di Aci Trezza gli enormi massi scagliati in mare dal ciclope Polifemo per fermare Ulisse in fuga.

Ortigia

Proseguite il viaggio sempre sulla costa orientale della Sicilia, superate la magnifica Catania e approdate a Siracusa. Secondo Cicerone, Siracusa fu la città più bella costruita dai greci in occidente. Il suo centro storico è sull’isola di Ortigia. Visitate i resti della Neapolis e passeggiate fra i vicoli romantici – le rue – fino a raggiungere il lungomare. Sull’isola troverete anche la Fonte Aretusa con le piante di papiro – il solo papireto d’Europa insieme a quello di Fiumefreddo. Per un’immersione nel mare più blu, l’area marina protetta del Plemmirio.

Modica

Se siete in cerca di dolcezze, ricordatevi che il cioccolato è uno degli afrodisiaci naturali migliori. La capitale siciliana del cioccolato è Modica. Nel suo centro storico non faticherete a trovare una bottega con il vero cioccolato artigianale modicano. Perla del barocco siciliano, Modica sorge fra i Monti Iblei. La parte più graziosa e romantica è quella alta, con le casette bianche e strette e i palazzotti nobiliari ai piedi dello splendido Duomo di San Giorgio. Se amate la poesia, ricordatevi che siete nel paese di Salvatore Quasimodo: la casa natale del premio Nobel è in via Posterla, nei pressi della Chiesa di San Pietro.

Ragusa Ibla e Donnafugata

Cercate un luogo speciale per un bacio al chiaro di luna? Da Modica basta una manciata di minuti per arrivare a Ragusa. La parte più romantica e solitaria è la vecchia Ibla, da vedere assolutamente alle luci fioche del tramonto. Per una passeggiata fra innamorati, il parco e il labirinto del Castello di Donnafugata, a pochi minuti da Ragusa, monumentale dimora nobiliare di fine Ottocento con più di 120 stanze.

La terrazza di EriceIl centro storico di TaorminaIl borgo di pescatori di Aci TrezzaModica

16 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

10 cose da vedere nel Salento

Il mare di Gallipoli

Lu sule, lu mare, lu ientu. Un tempo il Salento era terra di conquista. Oggi è una delle mete più desiderate per l’estate e non c’è turista che non ci lasci un pezzo del proprio cuore. D’altra parte, basta vedere il suo mare per innamorarsene. Scegliete uno dei nostri hotel in Puglia e preparatevi a scoprire le dieci meraviglie del Salento.

1. Lecce

Messapica, romana, medievale e barocca. Il capolavoro della città è la Basilica di Santa Croce, simbolo del barocco leccese. Per uno sguardo d’autore, soffermatevi nella sua piazza di notte, quando le luci artificiali esaltano i motivi scolpiti nella pietra leccese. Altro da vedere? Piazza Sant’Oronzo, il salotto elegante di Lecce, l’anfiteatro romano e il Palazzo del Seggio, o Sedile, sede di mostre d’arte ed esposizioni.

2. Ostuni e la Valle d’Itria

Ostuni è la porta del Salento. Bianca e inconfondibile, il suo centro storico svetta su tre colli della Valle d’Itria, a pochi minuti dal mare e dal litorale, una lunga striscia di sabbia qui e là punteggiata da cale e piccole grotte. Verso l’interno, Martina Franca e Locorotondo, splendidi gioielli dell’arte antica. In aperta campagna, i trulli di Alberobello, patrimonio dell’Umanità UNESCO, e le Grotte di Castellana, uno dei complessi speleologici più famosi d’Europa.

3. La Grecìa salentina

Fra Lecce, Otranto, Maglie e Galatina si parla il griko, lingua di derivazione ellenica scritta in caratteri latini. Il territorio della Grecìa salentina conta nove paesini, tutti da visitare: Melpignano, Sternatia, Zollino, Martano, Martignano, Calimera, Soleto, Corigliano d’Otranto e Castrignano dei Greci. Nelle loro piazzette e nei loro vicoli passeggerete fra Medioevo e Oriente. L’evento clou della Grecìa salentina è la Notte della Taranta, il festival di musica e danza popolare salentina: il concerto finale si tiene a Melpignano a fine agosto.

4. Mare e grotte

Verso il litorale di Otranto incontrerete grandi orizzonti solcati da mari blu. Intagliate nella costa rocciosa troverete una serie di grotte. La prima è la Grotta della Poesia, in località Roca Vecchia, fra San Foca e Torre dell’Orso. In prossimità di Porto Badisco, la Grotta dei Cervi – decorata con pittogrammi neolitici raffiguranti la caccia ai cervi. Verso Castro, la Grotta Azzurra e la Grotta Zinzulusa, distanti fra loro poche centinaia di metri. Fra Castro e Santa Maria di Leuca, la Grotta del Drago, nota per una stalattite a forma di mostro preistorico. Sempre verso sud, la Grotta delle Cipollane, con i fondali colorati dal corallo rosso.

5. Porto Badisco

Se cercate qualcosa di simile al paradiso, virate verso questa baia fra Otranto e Castro. Leggenda vuole che fu il primo approdo di Enea dopo la fuga da Troia. Lungo il suo litorale, uno dei mari più belli del Salento, una serie di insenature, calette e grotte naturali. Oltre alla Grotta dei Cervi, la Grotta delle Striare, secondo la tradizione abitata dalle streghe.

6. Torre dell’Orso

Pluripremiata con la Bandiera Blu per la purezza delle sue acque, Torre dell’Orso è una delle località balneari del Salento più famose e frequentate dai turisti. La trovate fra San Foca e Otranto, a circa mezz’ora d’auto da Lecce. La sua spiaggia è una lunga striscia di sabbia chiara. Fondali bassi e limpidi, ottimi anche per i bambini. Nel punto più meridionale della baia di Torre dell’Orso spiccano le Due Sorelle, una coppia di faraglioni intorno cui aleggia una leggenda: due sorelle si tuffarono in acqua da una rupe per cercare refrigerio; colte dal mare in tempesta, non riuscirono più a risalire a riva, così gli dei, mossi a compassione, le trasformarono in due faraglioni.

7. Finibus terrae

Nell’ultimo lembo di Puglia solo il mare segna il confine dell’orizzonte. In estate, il mare color smeraldo brulica di vita e barchette bianche. Il litorale frastagliato corre da Punta Mèliso a Punta Rìstola: calette sabbiose, anfratti, grotte, piccole insenature disegnano la linea della costa. Ionio e Adriatico s’incontrano di fronte al faro di Punta Mèliso. Sul promontorio di Santa Maria di Leuca si scorgono ancora tracce d’insediamenti dell’età antica, antri magici e splendide ville ottocentesche. Le grotte più famose? La Grotta del Diavolo, nei pressi di Punta Rìstola, la Grotta dei Giganti e quella del Presepe.

8. Gallipoli

È la località turistica più famosa della costa ionica salentina. Il suo centro storico è pittoresco come pochi altri. Da vedere la Basilica di Sant’Agata e gli eleganti palazzi della nobiltà salentina nella città vecchia. Di fronte a Gallipoli, a circa un miglio dalla costa, l’isola di Sant’Andrea, habitat del gabbiano corso. Le spiagge più belle sono nei dintorni di Porto Selvaggio e Lido Pizzo. In località Baia Verde, stabilimenti balneari e vita notturna.

9. Parco di Porto Selvaggio

Sulla costa ionica del Salento, a nord di Gallipoli, potete immergervi nello straordinario ambiente del Parco regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, inserito dal FAI fra i cento luoghi da salvare. Il suo litorale è una serie sinuosa di insenature e antri naturali, come la Grotta delle Corvine, una delle più suggestive grotte sommerse del Salento. Fra le specie naturali, carrubo, lentisco, mirto e pino d’Aleppo. Fra la macchia mediterranea e il mare, spiagge da favola bagnate dalle acque cristalline dell’area marina protetta di Porto Cesareo.

10. Specchia

Il suo centro storico è segnalato fra i più belli del Salento – non per niente è fra i Borghi più Belli d’Italia. Specchia è nell’entroterra salentino, alle spalle di Leuca, fra Ugento e Tricase. Tipicamente medievale, con motivi e decori catalani e barocchi, Specchia è il paese dove la vita scorre lenta. La parte più suggestiva del centro è quella alle spalle del cinquecentesco Palazzo Risolo, fra l’intreccio di vicoletti, corti e brevi scalinate.

Piazza del Duomo a LecceOstuniIl mare di LeucaIl centro storico di Specchia

15 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Insolita Verona: un itinerario in 9 passi fra i luoghi meno noti della città

Piazza delle Erbe

Ci sono molti modi per visitare una città. Ci avete mai pensato? Oggi vi accompagniamo alla scoperta di Verona. Una Verona un po’ insolita, quella meno raccontata dalle guide turistiche, segreta, ammiccante, suggestiva. Ci seguite? Per un weekend romantico, scegliete uno dei nostri hotel in Veneto.

Teatro Romano

La prima tappa ci attende ai piedi del colle di San Pietro, sulla sponda sinistra dell’Adige. La vista panoramica sulla città è spettacolare e, se ci capitate fra giugno e agosto, potrete assistere a uno dei tanti spettacoli dell’Estate Teatrale Veronese.

Romeo e Giulietta

Se Verona è conosciuta come la città degli innamorati, il merito è di Shakespeare. Se siete in cerca di romanticherie, visitate i luoghi della tragedia di Romeo e Giulietta. La Casa di Giulietta è in via Cappello, a pochi passi da Piazza delle Erbe. La Casa di Romeo è poco più in là, in via delle Arche Scaligere: a differenza della residenza dei Capuleti, la dimora è privata, ma sulla sua facciata un’iscrizione ricorda la storia tragica dei due amanti.

Via Sottoriva

Da via delle Arche Scaligere camminate verso l’Adige e imboccate via Sottoriva, una delle strade più caratteristiche della Verona medievale. Su un lato, la via è porticata. Sotto i suoi archi si respira un’atmosfera di rara tranquillità.

Torre dei Lamberti

Lasciate via Sottoriva e l’Adige alle vostre spalle e, attraverso Corso Sant’Anastasia, raggiungete Piazza delle Erbe. Qui svetta la Torre dei Lamberti. Potete salire i suoi 84 metri con le scale o in ascensore e godervi dall’alto una vista mozzafiato della città.

Arco della Costa

Raggiungete il lato nord-est di Piazza delle Erbe e alzate gli occhi. Sotto l’arco che precede Piazza dei Signori è appesa una grande costola. Qualcuno dice che sia un osso di qualche animale preistorico, altri di una balena. A voi la soluzione del mistero.

Museo degli Scavi Scaligeri e Verona sotterranea

Nel Cortile del Tribunale, a pochi passi da Piazza delle Erbe e da Piazza dei Signori, potete esplorare gli scavi della Verona romana e altomedievale. Scendete qualche metro sotto il livello della città da un ingresso collocato sotto le tre arcate del Palazzo di Cansignorio, di fronte a Piazza Viviani. Il percorso guidato vi accompagna fra antiche tombe, resti di case-torri, lastricati romani e brani di mosaici.

Porta Borsari

Camminando su Corso Porta Borsari, arriverete di fronte alla monumentale Porta Borsari, simbolo della Verona romana. Come il Teatro Romano, la porta risale al I secolo a.C.; sotto i suoi archi a tutto sesto un tempo passava la via Postumia. Di fronte spicca Palazzo Carlotti: una targa sulla sua facciata barocca ricorda ai passanti il duello di Romeo e Tebaldo, prologo dell’esilio del giovane Montecchi da Verona.

La tomba di Giulietta

La tradizione vuole che l’epilogo del dramma dei due amanti si tenne nella cripta della chiesa conventuale di San Francesco al Corso, appena fuori da quelle che erano le mura duecentesche della città. La tomba di Giulietta è un sarcofago vuoto in marmo rosso. In una delle sale del monastero, centinaia di coppie ogni anno celebrano la loro unione con un rito civile, più noto come il giuramento d’amore di Giulietta.

Cappella Pellegrini

In prossimità del centro storico, al civico 28 dello Stradone Antonio Provolo, troverete la chiesa di San Bernardino. La chiesa conta sei cappelle. L’ultima in ordine di costruzione è la Cappella Pellegrini, commissionata dalla nobildonna Margherita Pellegrini al Sanmicheli, il più celebre degli architetti veronesi, per accogliere le spoglie del figlio Nicolò. La Cappella, quasi nascosta su un lato della navata, è uno dei tesori meno conosciuti di Verona. Ispirata alle forme classicheggianti del Pantheon, è un luogo dal sapore quasi mistico.

Teatro RomanoTorre Lamberti in Piazza delle ErbePorta BorsariCappella Pellegrini

14 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

10 cose da vedere a Todi e dintorni

Piazza del Popolo

Ha abbracciato da tempo la filosofia slow. Sarà per questo che Todi è nota per essere una delle città più vivibili al mondo. Affacciato sulla media valle del Tevere, su un poggio non troppo pretenzioso, il suo centro storico ruota tutt’attorno alla piazza medievale, una delle più graziose fra le tante dell’Umbria. Meta ideale per un weekend di puro svago, potete scoprire Todi in dieci passi. Ma prima, fate un giro fra i nostri hotel in Umbria.

Piazza del Popolo

La visita di Todi non può che iniziare dalla sua piazza maggiore, incorniciata dagli edifici storici più importanti della cittadina. Da una parte il simbolo del potere religioso, la Cattedrale dell’Annunziata; dall’altra, i tre palazzi del potere civile: il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Popolo e il Palazzo del Capitano. Ogni seconda domenica del mese la piazza ospita un grazioso mercatino dell’antiquariato.

Cattedrale dell’Annunziata

Dalla facciata squadrata, fiancheggiata da una torre campanaria e preceduta da un ordine di scale monumentali, la Cattedrale dell’Annunziata è in stile romanico-lombardo e si affaccia sul lato nord di Piazza del Popolo. La sua fondazione risale al XII secolo ma l’edificio è stato rimaneggiato più volte dal Quattrocento in poi. Pregevole l’affresco del Giudizio Universale realizzato sul finire del Cinquecento da Ferraù Fenzoni, detto il Faenzone.

Palazzo dei Priori

Sorge di fronte al Duomo, sul lato opposto della piazza. La sua facciata è solida, massiccia, quasi austera: è traforata da una serie di finestre con arcate a tutto sesto realizzate nel Cinquecento in stile rinascimentale. All’interno, da vedere le Sale delle Udienze, affrescate nel Trecento.

Palazzo del Popolo

L’edificio è unito al Palazzo del Capitano da una scalinata esterna a due rampe. In stile lombardo-gotico, risale al Duecento ed è uno dei più antichi palazzi comunali d’Italia. Il Palazzo del Popolo, insieme al Palazzo del Capitano, ospita il museo civico.

Palazzo del Capitano

Anche il Palazzo del Capitano, come l’attiguo Palazzo del Popolo, risale al Duecento. La bella facciata in stile gotico c’introduce all’interno. Al primo piano, la Sala del Capitano del Popolo, con affreschi del Trecento. Di fronte, il Salone del Consiglio Generale. All’ultimo piano, le collezioni del museo civico e della pinacoteca. Fra i tanti oggetti esposti, anche la sella di Anita Garibaldi – fonti storiche accreditano il passaggio da Todi dei garibaldini.

Rocca

È il punto più alto di Todi con i suoi 411 metri. A commissionare la costruzione della Rocca, nel 1373, fu Papa Gregorio XI. Smantellata agli inizi del Cinquecento, rimane solo una torre circolare, battezzata il Mastio dai tudertini, e poco altro. Oggi l’area ospita un grande parco pubblico.

Tempio di Santa Maria della Consolazione

Se nel centro storico di Todi spiccano motivi e forme medievali, basta uscire dalle mura cittadine per cambiare panorama. Sulla strada per Orvieto spiccano la cupola e i volumi rinascimentali del Tempo di Santa Maria della Consolazione, uno dei simboli dell’architettura del tempo. Alto più di sessanta metri, l’edificio venne iniziato nel 1508 su progetto, pare, di Bramante, ma venne completato solo un secolo dopo con il contributo, fra i tanti, del Vignola.

Monastero delle Lucrezie

Abitato nel Quattrocento da una nobile marchigiana, Lucrezia della Genga, il complesso si trova nel rione Nidola, nei pressi del palazzo vescovile. Nel polo museale del monastero è ospitato il Museo Lapidario, una collezione di materiali lapidei dell’età antica, del Medioevo e dell’età moderna.

Todi Arte Festival

Teatro di prosa, danza, musica colta, arti visive e incontri letterari. Todi Arte Festival è una delle rassegne culturali più importanti d’Italia. Tre palcoscenici – Piazza del Popolo, il Teatro Comunale e il Complesso delle Lucrezie -, l’evento si tiene fra fine agosto e i primi di settembre. La prossima edizione, la XXVIII, è in programma dal 23 agosto al 1° settembre 2013.

Massa Martana

A una manciata di chilometri da Todi, lungo l’antica Via Flaminia e alle falde dei Monti Martani, troverete uno dei Borghi più Belli d’Italia. Antico centro di origine romana, Massa Martana è abbracciata ancora dalle mura castellane. A cinque minuti dal centro storico, San Pietro Sopra le Acque, convento secentesco convertito in elegante resort di charme.

Scorcio del centro storicoTempio di Santa Maria della ConsolazionePanorama di TodiSan Pietro Sopra le Acque

9 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

I luoghi più insoliti di Firenze per un weekend originale

Scorcio del centro storico di Firenze

Ci sono città da sfogliare con lentezza, come le pagine di un bel libro illustrato. Firenze è fra queste. Se avete già visto Ponte Vecchio, gli Uffizi, Santa Maria Novella, Palazzo Pitti e i Giardini di Boboli, buttate nel cestino la vostra guida turistica e scoprite insieme a noi i luoghi per una visita insolita di Firenze. Ne rimarrete piacevolmente stupiti. Un weekend in città? Date un’occhiata ai nostri hotel a Firenze!

Santa Trìnita
Piazza Santa Trìnita, 1
Feriali, 8-12 e 16-18. Festivi, 8-10.45 e 16-18.
Ingresso gratuito

Attenzione, l’accento cade sulla prima sillaba – non chiedete di Santa Trinità, qualche fiorentino potrebbe guardarvi storto. Scherzi a parte, la Chiesa di Santa Trìnita si affaccia sull’omonima piazza verso l’Arno, nel tratto finale di via de’ Tornabuoni, la strada più elegante della città. Ogni cappella custodisce un’opera pittorica preziosa. La più famosa è la Cappella Sassetti, con l’Adorazione dei pastori e il ciclo di affreschi delle Storie di San Francesco, entrambe di Domenico Ghirlandaio.

Palazzo Davanzati
Via di Porta Rossa, 13
Da lunedì a domenica, 8.15-13.50; chiuso nella seconda e quarta domenica del mese e nel primo, terzo, quinto lunedì del mese, Capodanno, 1° maggio, Natale.
Biglietto intero € 2.00

Chissà come vivevano le famiglie benestanti della Firenze del Tardo Medioevo. Se volete togliervi la curiosità, a meno di duecento metri da Santa Trìnita potete visitare Palazzo Davanzati. La residenza è al civico 13 di via di Porta Rossa. All’interno, il Museo della Casa Fiorentina Antica. Il suggestivo cortile introduce alla visita delle collezioni: dipinti, sculture, merletti, maioliche, la sala da giorno, lo studiolo e la camera da letto, i vani della servitù e la cucina. Tutto come nel Trecento.

Santa Felìcita
Piazza Santa Felìcita, 3
Feriali: 9-30-12 e 15.30-17.30
Ingresso gratuito

Si pronuncia sempre alla latina e anche lei si affaccia sulla piazza omonima. Siamo nell’Oltrarno, appena al di là di Ponte Vecchio, sul lato sinistro di Via de’ Guicciardini. È una delle chiese fiorentine più antiche – la sua fondazione risale all’età romana, anche se l’aspetto attuale risale al Settecento. Perché visitarla? Varcate l’ingresso e volgete il vostro sguardo a destra, verso la Cappella Capponi. Vi troverete di fronte alla Deposizione di Jacopo da Pontormo, capolavoro dell’arte manierista.

Cioccolateria Hemingway
Piazza Piattellina, 9

È l’indirizzo dei golosi in città. La Cioccolateria Hemingway è nell’Oltrarno, a pochi passi dalla Chiesa di Santa Maria del Carmine. Locale intimo, arredo in vecchio stile e laboratorio artigianale di delizie sempre pronto per sfornare la cioccolata più buona di Firenze. Se volete restare sul classico, una bella tazza di cioccolata fumante o una crêpe. In cerca di novità? Allora provate la cheesecake, le barrette di riso soffiato, il muffin o la minestra, di cioccolato of course.

Museo Horne
Via de’ Benci, 6
Da lunedì a sabato, 9-13 (chiuso domenica e festivi)
Biglietto intero € 6.00

Inserito nel circuito dei musei fiorentini minori, è il lascito di Herny Percy Horne, architetto e storico dell’arte londinese morto a Firenze nel 1916. C’è chi lo ritiene il museo più raffinato di tutta la città. Oltre seimila opere del Medioevo e del Rinascimento. Capolavoro del museo è il Santo Stefano di Giotto, dipinto a tempera e oro su tavola. Il Museo Horne riflette l’eclettismo del donante: fra i pezzi esposti, sigilli, mazzi di carte antiche e monete, cassapanche rinascimentali e ceramiche decorate.

Tepidarium
Via Bolognese, 17
Tutti i giorni, 8.30-19 (con variazioni stagionali)
Ingresso gratuito

Nel Giardino dell’Orticoltura troverete il Tepidarium, la più grande serra d’Italia. È un vero e proprio gioiello architettonico, realizzato in stile Liberty nel 1862 su progetto dell’architetto Giacomo Roster. Romantico e poco noto ai turisti, lo trovate fuori da Porta San Gallo, nei pressi del Ponte Rosso. Armatevi di macchina fotografica: in primavera potete assistere alla nascita delle farfalle. La serra ospita Un tè con le farfalle, locale suggestivo con apericena, tutti i giorni, eccetto il lunedì, dalle 19.30.

Museo Stibbert
Via Frederick Stibbert, 26
Da lunedì a mercoledì, 10-14. Da venerdì a domenica, 10-18 (chiuso giovedì)
Biglietto intero € 8.00

Fra i musei più insoliti di Firenze non può mancare lo Stibbert. La sua collezione raccoglie armi e armature di ogni epoca e Paese, europee, islamiche e giapponesi. L’eclettismo dell’esposizione fa il paio con il parco all’inglese della villa: passeggiandoci, vi imbatterete in monumenti a dir poco curiosi, fra cui un tempietto in stile egizio, con tanto di obelisco e cuspide piramidale, al centro di un laghetto artificiale.

L'Adorazione dei pastori nella Chiesa di Santa TrinitaIl cortile di Palazzo DavanzatiIl Tepidarium nel Giardino dell'OrticolturaLa collezione di armature del Museo Stibbert

8 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

10 cose da vedere a Ravenna

Scorcio della Basilica di San Vitale

La sua candidatura a capitale europea della cultura nel 2019 è il suggello di una storia lunga oltre duemila anni. Duemila anni di capolavori che il tempo non è riuscito a scalfire. Città d’arte famosa in tutto il mondo per i suoi mosaici, Ravenna ha tutto quello che serve per stupirvi piacevolmente. Noi ci siamo stati e vi raccontiamo le 10 cose da vedere. Mete per un weekend in città? I nostri hotel a Ravenna vi aspettano!

1. Basilica di San Vitale

Capolavoro dell’arte religiosa paleocristiana, la Basilica di San Vitale è uno dei monumenti più impressionanti di Ravenna. In questo edificio religioso potete contemplare il ciclo di mosaici più belli della cristianità. Sempre con gli occhi rivolti verso l’alto potete ammirare gli affreschi barocchi della cupola e i giochi di luci e ombre esaltati dagli ampi volumi della costruzione. Di fronte all’altare, sul pavimento del presbiterio, volgete lo sguardo verso il basso per seguire la raffigurazione di un labirinto, simbolo della ricerca della purificazione.

2.  Mausoleo di Galla Placidia

A pochi passi da San Vitale esiste un altro ciclo di affreschi, il più antico di Ravenna e non meno meraviglioso rispetto a quello custodito nella Basilica di San Vitale. Non fatevi ingannare dall’aspetto esterno del piccolo edificio, spoglio e anonimo. La meraviglia inizia appena varcato il suo ingresso. Alzate lo sguardo per farvi incantare dalla cupola punteggiata di stelle dorate – ce ne sono 570. Il tema conduttore dei mosaici è la vittoria della vita eterna sulla morte. La tradizione vuole che il Mausoleo venne fondato da Galla Placidia, sorella dell’imperatore Onorio, nel V secolo d.C.

3. Basilica di Sant’Apollinare Nuovo

Eretta per volere del re dei goti Teodorico nel 505 d.C. per il culto ariano, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo divenne luogo per il rito ortodosso con il passaggio di Ravenna all’Impero bizantino, per poi passare sotto la Chiesa cattolica. Come gli altri edifici religiosi di Ravenna, l’attrazione principale della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo è il suo ciclo di mosaici, una serie di scene dedicate alla rappresentazione del Nuovo Testamento.

4. Basilica di Sant’Apollinare in Classe

Da non confondere con Sant’Apollinare Nuovo, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe dista circa cinque chilometri dal centro di Ravenna, lungo la via Romea. La costruzione è dedicata al primo vescovo di Ravenna e risale alla prima metà del VI secolo d.C. Splendido il manto policromo di mosaici dell’abside. L’edificio è uno dei più grandi esempi di basilica paleocristiana al mondo.

5.  Tomba di Dante

È un tempietto neoclassico nel centro della città, nella via dedicata al poeta fiorentino, accanto al convento di San Francesco, sede del Museo Dantesco – Dante visse i suoi ultimi anni di esilio a Ravenna e vi morì nel 1321. Eletta monumento nazionale, il tempietto custodisce il sarcofago con le ossa del poeta, sopra cui arde una lampada votiva alimentata dall’olio d’oliva toscano donato ogni anno dalla città di Firenze. Dal cancello accanto al tempio si accede al Quadrarco di Braccioforte, piccolo giardino in passato adibito a oratorio.

6. Cripta Rasponi e Giardini Pensili

I Giardini Pensili del Palazzo della Provincia sono uno degli angoli più romantici di Ravenna. Sceglieteli per una passeggiata mano nella mano. A pochi metri dalla Tomba di Dante, in Piazza San Francesco, la Cripta Rasponi conserva un bel pavimento a mosaico di notevole ricchezza cromatica. Dalla cripta si può raggiungere il belvedere con vista su Piazza San Francesco.

7. Domus dei tappeti di pietra

Ravenna è una sorpresa continua. Nel 1993, nel corso dei lavori di scavo per la costruzione di alcune autorimesse sotterranee, venne rinvenuto un ampio complesso datato fra il III secolo a.C. e il VI secolo d.C. La Domus dei tappeti di pietra è uno dei più importanti siti archeologici italiani aperti al pubblico. La trovate in via Barbiani, nel centro città. Entrate dalla chiesa di Sant’Eufemia, attraversate la sala dei Cento Preti e scendete fino a incontrare gli ambienti sotterranei decorati con mosaici policromi e preziosi marmi – i mosaici del complesso si estendono su una superficie di 700 metri quadrati.

8. Mausoleo di Teodorico

Immerso in un’area verde alle porte della città, il Mausoleo di Teodorico venne eretto verso il 520 d.C. su commissione dello stesso imperatore, quale sua futura tomba. Interamente realizzato con blocchi di pietra d’Istria, la sua copertura è il tratto più straordinario del monumento: è un monolite di 300 tonnellate e 11 metri di diametro. All’interno, la vasca di porfido rosso dove un tempo, così vuole la tradizione, riposarono le spoglie di Teodorico.

9. Tamo

Tamo, ovvero Tutta l’Avventura del Mosaico, è uno dei musei più innovativi d’Italia. Le sue sale, ospitate nella chiesa di San Nicolò, ospitano sette percorsi tematici dedicati alla storia del mosaico, dai reperti più antichi alle realizzazioni degli artisti contemporanei. Installazioni multimediali e allestimenti interattivi offrono la possibilità di imparare senza rinunciare al divertimento.

10. Museo NatuRa

Nella frazione di Sant’Alberto, a pochi minuti dal centro di Ravenna, potete esplorare il Parco del Delta del Po. Il punto di partenza è il Museo NatuRa, centro di riferimento per la conoscenza dell’habitat del parco, delle sue specie animali e vegetali. Una sala mostre, un laboratorio didattico e l’atelier dei piccoli dedicato ai bambini in visita al parco. Dal museo parte una fitta rete di escursioni nella natura del Delta del Po, libere e guidate.

L'interno del Mausoleo di Galla PlacidiaLa Basilica di Sant'Apollinare in ClasseLa Tomba di DanteIl Parco del Delta del Po

7 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Un weekend romantico in Costiera Amalfitana

La piscina panoramica del Monastero Santa Rosa Hotel & Spa

Il momento giusto per concedersi una fuga a due? Se non questo, quale altro? Puntate la vostra bussola sulla Costiera Amalfitana. Scendete lungo le curve sinuose ritagliate nella roccia viva dell’unica strada che da Sorrento corre fino a Salerno – è la strada statale 163. Fra un tornante e l’altro, ecco lo spettacolo del panorama a picco sul mare e dei piccoli borghi incastonati fra una cala e l’altra. Fra maggio e giugno la Divina Costiera è tutta per voi. Perché non approfittarne? La nostra selezione di hotel in Costiera Amalfitana vi lascerà a bocca aperta (vedere per credere).

Positano

La prima tappa è la perla più preziosa di tutta la Costiera. Positano è la meta chic e romantica per eccellenza. Lungo le sue stradine tortuose, nei vicoli angusti e sulle scalinate a gradoni troverete le pezze di Positano (i tipici vestiti dell’estate dai colori sgargianti), piccoli atelier di artisti, caffè e ristorantini tipici. Scendete i ripidi scalini per arrivare alla Spiaggia Grande – se il tempo è clemente, potete concedervi una tintarella e il primo bagno di stagione. La Spiaggia Grande è una delle più ampie della Costiera e in estate, sotto i suoi ombrelloni, potrete incontrare le dive e i divi del jet set internazionale.

Praiano

Aspettate il calar del sole prima di arrivarci. A Praiano potrete godervi il tramonto più romantico di tutta la Costiera. Per il tramonto a mare, dal centro del paese dovete raggiungere la Cala della Gavitella, piccola baia affacciata su Capri, l’isola Li Galli e Positano. Nella baia troverete la Fontana dell’Altare, un’incantevole piscina naturale di fronte a una grotta.

Furore

Se da Praiano continuerete sulla strada panoramica diretta ad Amalfi, fra Praiano e Conca dei Marini vi imbattere nel Fiordo di Furore. Non è un vero e proprio borgo, piuttosto una serie di minuscole contrade e casette colorate a strapiombo sul mare. Qui Anna Magnani visse la sua storia d’amore con Roberto Rossellini – erano i primi anni Cinquanta. Furore è un paese dipinto: fra le sue abitazioni troverete una vera e propria galleria d’arte all’aperto, con oltre cento muri d’autore, murales e sculture.

Conca dei Marini

Vale una pena una sosta a Conca dei Marini. Il borgo è  frequentato soprattutto per la Grotta dello Smeraldo. Potete arrivarci sia dalla strada statale, scendendo con l’ascensore o con le scale, o dal mare, sulle barchette che fanno la spola dalla grotta al paese. Parzialmente sommersa dalle acque, la Grotta dello Smeraldo venne scoperta da un pescatore negli anni Trenta del Novecento. Stalattiti e stalagmiti riflettono i riflessi verdi creati dai giochi di luce e ombre del mare. Se cercate una meta esclusiva per il vostro weekend romantico, provate a guardare le suite del Monastero Santa Rosa Hotel & Spa, nuovo gioiello 5 stelle lusso della Divina Costiera (panorami da vertigine).

Amalfi

Poco più in là di Conca dei Marini incontrerete Amalfi, la regina della Costiera. Già repubblica marinara, nel suo centro storico spicca il complesso monumentale del Duomo, capolavoro in stile gotico introdotto da una delle scalinate più fotografate al mondo. Amalfi è da scoprire poco per volta. Passeggiate senza fretta fra i suoi vicoli e le casette bianche. Respirate le fragranze del limone sfusato, dalla caratteristica forma allungata. Ad Amalfi e dintorni lo si usa in mille modi diversi: per fare il limoncello, per condire insalate, piatti di pesce e di carne e perfino nel caffè.

Ravello

Ravello è uno dei pochi borghi della Costiera Amalfitana lontani dal litorale. Per arrivarci, da Castiglione dovrete imboccare la statale 373 e superare qualche curva a gomito. Ed ecco spuntare belvedere romantici e ville d’altri tempi, giardini rigogliosi, architetture arabo-sicule e terrazze fiorite. Ravello è la Città della Musica. Ha stregato un po’ tutti i letterati, di ogni secolo e di ogni lingua, da Boccaccio a Steinbeck, da Ibsen a Richard Wagner – al compositore tedesco è dedicato l’annuale Festival Musicale. Il luogo più romantico? Al tramonto, varcate le soglie di Villa Cimbrone e affacciatevi dal suo belvedere: sotto di voi luccicherà tutto il golfo di Salerno. Se riuscirete a volgere lo sguardo oltre questa meraviglia, fate pochi passi fino a Villa Maria, romanticissimo hotel di charme fra Villa Rufolo, la piazza e Villa Cimbrone.

Monastero Santa Rosa Hotel & SpaIl Duomo di AmalfiI giardini di Villa RufoloVilla Maria

2 maggio 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Cosa vedere a Padova: spritz, shopping e un pizzico di scienza nella città dei senza

La Basilica del Santo di Padova

C’è chi la chiama la città dei senza. Padova ha il “santo senza nome” – il suo patrono, Sant’Antonio, per i padovani è semplicemente il Santo. Ha il “caffè senza porte” – lo storico Caffè Pedrocchi fino a un secolo fa era aperto ventiquattr’ore al giorno. Ha il “prato senza erba” – il Prato della Valle, la più grande piazza cittadina, fino al Settecento era una palude malsana. Ma Padova è nota pure per aver accolto letterati e studiosi di fama internazionale: vi dice niente il nome di Galileo Galilei? Sede di una delle università più antiche al mondo e di capolavori dell’arte rinascimentale, Padova è una città giovane, mercantile, dinamica, elegante, senza sfarzi eccessivi. Insomma, merita una visita approfondita. Raggiungerla è semplice: Padova dista poco più di mezz’ora d’auto da Venezia e da Vicenza. Un weekend alla scoperta della città? I nostri hotel in Veneto vi aspettano.

Cappella degli Scrovegni

Se Padova può fregiarsi del titolo di “capitale degli affreschi”, buona parte del merito spetta a Giotto. Alcuni suoi affreschi sono andati perduti – Basilica di Sant’Antonio e Palazzo della Ragione. Non quelli della Cappella degli Scrovegni, i veri capolavori dell’artista toscano. La Cappella è nel centro storico, nei Giardini dell’Arena, accanto ai Musei Civici Eremitani. Consigliata la prenotazione: sono ammesse fino a 25 persone per turno.

Caffè Pedrocchi

Non potete dire di essere stati a Padova se non avrete varcato le soglie di questo caffè, uno dei locali storici più noti d’Italia. Esiste dal 1831 e fino al 1916 era aperto giorno e notte. Il caffè, in stile neoclassico, è al civico 15 di via VIII Febbraio, nei pressi di piazza Cavour. Entrateci per lo spritz, il the delle cinque o per assaggiare lo zabaione Stendhal: calorico ma irresistibile. Una curiosità. La Sala Verde, al piano terra del caffè, fu a lungo il ritrovo degli studenti squattrinati di Padova: da questa consuetudine nacque il modo di dire essere al verde.

Liston e shopping

È il corso pedonale del centro storico: attraversa il cuore della città, da Piazza Garibaldi a Riviera Tito Livio. Su Piazza Garibaldi si affaccia via San Fermo, la mecca padovana dello shopping con le boutique griffate della moda italiana e internazionale. Nei pressi di Piazza Cavour scorgerete Palazzo del Bo, sede storica dell’università fondata nel 1222. Il palazzo risale però al Quattrocento e custodisce il teatro anatomico e la cattedra lignea su cui la tradizione vuole che abbia insegnato Galileo Galilei, docente di matematica e fisica dal 1592 al 1610 – sempre a Padova, lo scienziato inventò e costruì il primo cannocchiale.

Piazza delle Erbe

Al mattino ospita un pittoresco mercato di fiori, frutta e verdura. Al calar del sole, Piazza delle Erbe diventa il luogo di ritrovo preferito dagli studenti della città – da alcuni anni il mercoledì è il giorno dedicato al rito dello spritz. Sulla piazza s’affaccia il Palazzo della Ragione, un tempo sede dei tribunali cittadini, ardita opera architettonica realizzata fra il Due e il Trecento: al tempo, fu la più grande sala pensile mai eretta al mondo. Non per nulla il popolo lo battezzò il Salone.

Piazza dei Frutti

Sul lato nord del Palazzo della Ragione si apre un’altra piazza. Si chiama Piazza dei Frutti. Ancora oggi, come un tempo, ospita un popolare mercato di frutta e verdura. Al suo centro spicca una colonna romanica, il Peronio, forse un tempo usata come sostegno per un tendone sotto cui si vendevano i perones (zoccoli e stivaletti).

Piazza dei Signori

A lato di Piazza dei Frutti troviamo Piazza dei Signori. Abbracciata da due quinte di facciate di case porticate, sullo spazio spiccano le forme aggraziate della Loggia della Gran Guardia, del Palazzo del Capitanio e della Chiesa di San Clemente. Un tempo la piazza introduceva alla reggia dei Carrara, signori di Padova, sostituita nel Quattrocento dalla Torre dell’Orologio.

Prato della Valle

Con tutta probabilità è una delle piazze più grandi d’Italia. Per arrivarci dal centro storico, percorrete tutta la passeggiata del Liston e corso Umberto I. La sua forma ellittica ricorda l’antico teatro romano (andato perduto). Secondo la tradizione, è qui che Sant’Antonio predicava alla folla. Palude malsana nell’età moderna, il suo aspetto attuale risale al Settecento: è ornata da una serie di 78 statue e da un canale, al cui centro sorge l’isola Memmia. Il Prato della Valle è uno dei luoghi serali preferiti dai giovani padovani e dagli studenti dell’università, sede di concerti e del mercato cittadino del sabato.

Basilica del Santo

Sul lato più meridionale di Prato della Valle potete visitare il patrimonio religioso della città. La Basilica di Sant’Antonio, o Basilica del Santo, somiglia a un mosaico: la facciata in stile romanico-lombardo, le cupole bizantine, i campanili ispirati alle forme dell’arte islamica, gli archi gotici, la Cappella del Tesoro in stile barocco. La fondazione della chiesa risale al 1232, un anno dopo la morte di Sant’Antonio, ma poté dirsi compiuta solo ottant’anni dopo. Sul piazzale della basilica spicca il monumento equestre al Gattamelata, opera di Donatello.

La Cappella degli ScrovegniIl Palazzo della RagioneIl teatro anatomico nel Palazzo del BoIl Prato della Valle

30 aprile 2013  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »