Archivio aprile 2012

I giganti dell’avanguardia: Mirò, Mondrian, Calder e le collezioni Guggenheim in mostra a Vercelli

Alexander Calder - Senza Titolo

Appassionati di arte contemporanea? Se la vostra risposta è “sì”, c’è un appuntamento che non potete perdere per nessuna ragione. I giganti dell’avanguardia: Mirò, Mondrian, Calder e le collezioni Guggenheim è la mostra della collezione Guggenheim a Vercelli, in collaborazione con Regione e Comune. Inaugurata lo scorso 3 marzo, la rassegna sarà visitabile fino a domenica 10 giugno nello spazio Arca dell’ex chiesa di San Marco.

La mostra raccoglie quasi quaranta opere fra dipinti e sculture: la collezione ripercorre la storia dell’avanguardia artistica del Novecento, dagli esordi ai trionfi dei tre giganti. Le opere provengono dalla  Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York e di Venezia, dalla Calder Foundation di New York, dal Gemeentemuseum de L’Aja e dal Palazzo Collicola ArtiVisive-Museo Carandente di Spoleto. Alcuni dei capolavori in mostra sono in Italia per la prima volta in assoluto. Potrete ammirare il surrealismo poetico di Joan Mirò. La sala a lui dedicata inizia con una veduta di un paesaggio, la tela forse meno surrealista fra quelle esposte, e prosegue con l’Interno olandese II e la Pittura. Il genio di Mondrian rivive nel Boschetto di salici sul Gein, scenario paesaggistico che già rivela l’anelito dell’artista per la pura astrazione geometrica, come anche nel Faro a Westkapelle con le nuvole. Ultima ma non ultima la scultura astratta dell’americano Alexander Calder, venata da una irresistibile componente ludica, la cui essenza è rappresentata dall’ammirevole Arco di petali, scultura realizzata in alluminio, in parte dipinto, e fil di ferro.

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19; sabato e festivi dalle 8 alle 20. Per visitarla potete approfittare dell’offerta speciale di Borgo Ramezzana, esclusiva dimora di charme ospitata in un’antica Grangia del Vercellese. Il suo pacchetto prevede un soggiorno con prima colazione, cena e biglietto d’ingresso alla mostra con visita guidata fra i capolavori delle avanguardie del XX secolo.

Per tutti i visitatori della Mostra Guggenheim e dei tre musei di Vercelli ogni sabato e domenica è disponibile anche il tour gratuito della città in minibus, con partenza dal polo espositivo Arca. Vercelli è una delle città d’arte più belle e visitate del Piemonte. La celebre Basilica di Sant’Andrea, in stile romanico-gotico del Duecento, con influssi normanni e provenzali. La Cattedrale di Sant’Eusebio, imponente costruzione neoclassica, affacciata sull’omonima piazza. Centro vitale della città è Piazza Cavour, di aspetto medievale, circondata da una serie di portici su cui si erge la Torre dell’Angelo. Da visitare anche il Museo Camillo Leone, un’eclettica collezione di reperti archeologici, libri antichi, memorie storiche vercellesi e oggetti d’arte applicata. Sempre nel centro storico si trova il Museo Borgogna, la seconda pinacoteca del Piemonte per numero di opere. La collezione comprende opere del Rinascimento e del Barocco italiano, dipinti delle scuole fiamminghe, tedesche, francesi, olandesi e inglesi, oltre a una ricca esposizione di arti decorative, sculture, disegni e stampe.

Mirò - Interno olandese II    Mondrian - Boschetto di salici sul Gein    Peggy Guggenheim con l'Arco di petali di Calder    Vercelli - Basilica di Sant’Andrea

Vercelli - Piazza Cavour    Borgo Ramezzana - Esterno    Borgo Ramezzana - Piscina    Borgo Ramezzana - Suite Novecento

26 aprile 2012  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Alla scoperta di Noli, il piccolo borgo marinaro re del Ponente ligure

Panorama del borgo di Noli

Certo, non fu mai tra le grandi repubbliche marinare che per gran parte del Medioevo si contesero le rotte e il dominio dei mari italiani. Ma dal 1192 al 1797 anche Noli fu la capitale di un piccolo tratto di terra in guerra con la vicina Savona e alleata della più potente Genova. Oggi Noli è fra i Borghi più Belli d’Italia e di quella lontana età ha conservato signorili palazzi preceduti da un fronte porticato verso il mare. Ci troviamo sulla Riviera ligure di Ponente.

Il centro storico dell’antico borgo marinaro s’affaccia sulla baia compresa fra l’isola di Bergeggi e Capo Noli. Riparate dai venti che salgono e spirano dal mare, oltre i tetti di Noli spiccano le torri rosso mattone. Tradizione vuole che ai tempi d’oro della piccola repubblica, il borgo marinaro ne contasse ben 72. Vero e falso che sia, oggi ne restano quattro. La più alta è la Torre del Canto, o dei Quattro Canti: spicca sul mare di tetti del borgo con i suoi 38 metri; sorge nei pressi delle mura interne e si distingue dalle altre per la sua forma trapezoidale, cosa che ne consente di ammirare tre lati in uno sguardo solo, presso il pilastro di destra, all’altezza di Porta San Giovanni. Poco più bassa è la Torre del Comune, adiacente all’antico palazzo comunale, già sede del governo della Repubblica di Noli.

Sulla via che conduce alla Cattedrale del borgo, nelle vicinanze della Torre del Canto, incontriamo la Torre Peluffo, mentre nella parte più a nord dell’abitato, congiunta alle mura del Castello di Monte Ursino, spunta la Torre di Papone, adiacente a Porta Papona. Per raggiungere il castello sul piccolo colle che sovrasta Noli bisogna percorrere gran parte del reticolo di carüggi, le strette vie tipiche della Liguria talora sormontate da piccoli archi in pietra e affiancate da edifici medievali, case-torri e palazzotti signorili. Il castello fu a lungo possesso dei marchesi Del Carretto nel Medioevo, ma quel che vediamo oggi è il risultato di lavori eseguiti dai genovesi nel Cinquecento.

Abbarbicato alle pendici del Monte Ursino sorge il complesso medievale che ospita Residenza Palazzo Vescovile, un tempo dimora dell’alto clero di Noli, oggi incantevole hotel di charme composto da una serie di sale cinquecentesche perfettamente conservate precedute da incantevoli terrazze a mare. Da qui il panorama è fantastico: davanti a voi l’insenatura di Noli, il borgo marinaro e la distesa del mare blu; verso levante, i profili delle Alpi Apuane in lontananza. Per un soggiorno romantico vi attende la Suite Monsignor Galeotto Della Rovere, distribuita su due livelli e impreziosita da preziosi frammenti di affreschi del Quattrocento.

Sulla terrazza a mare, la cucina del Ristorante Il Vescovado, citata dalle migliori guide del settore, vi offre una raffinata selezione dei sapori liguri. Su tutti, il cappon magro, piatto tradizionale del borgo di Noli, di origini povere, preparato con verdure, con la galletta dei marinai e con il pescato fresco di giornata. Non per nulla, Noli può vantare ancora la presenza di pescatori del posto che ogni notte solcano i mari appena fuori dalla baia per offrire ai turisti le delizie del golfo. Da assaggiare anche qualche proposta della ricca carta dei vini, che spazia dalle proposte locali alle grandi etichette nazionali e straniere. Fra le proposte del territorio, chiedete un assaggio del Lumassina, un bel vino bianco prodotto dal vitigno omonimo che cresce fra Noli e Finale Ligure, perfetto se abbinato alle portate di pesce.

Noli propone spiagge, sole e mare a volontà in estate. Ma non solo. Se amate la natura e l’escursionismo, basta lasciarsi alle spalle il piccolo borgo marinaro e salire le prime pendici dei colli d’attorno. Un percorso di circa tre chilometri conduce fino al miglior punto panoramico di questo tratto di costa, Capo Noli vetta, che dall’alto dei suoi mille metri ci consente di abbracciare in un sol sguardo tutto l’arco della costa ligure. Tra Noli e Finale Ligure si estende l’altopiano delle Manie, un’area naturalistica ricca di specie botaniche e reperti archeologici e fitta di percorsi per il trekking e per la mountain bike. A piedi possiamo raggiungere il bel borgo di Spotorno, attraverso il sentiero medievale a mezzacosta sospesa fra mare, ulivi e frutteti.

Noli - Piazza del Comune    La baia di Noli con Monte Ursino in lontananza    Noli - Torre di Porta Papona    Veduta della costa ligure dal Castello di Noli

Residenza Palazzo Vescovile - Vista dal mare    Residenza Palazzo Vescovile - Camera    Residenza Palazzo Vescovile - Ristorante Il Vescovado    Residenza Palazzo Vescovile - Terrazza vista mare

24 aprile 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Itinerario nella Toscana rinascimentale, un inedito percorso da Empoli a Lucca

Lucca - Piazza dell'Anfiteatro

Chi non ama la Toscana? I profili arcuati dei suoi colli e il verde delle sue campagne. Il patrimonio d’arte e di cultura delle sue città. La varietà di paesaggi e di musei. Questo che vi proponiamo oggi è un itinerario da Empoli a Lucca, nelle terre del Rinascimento toscano. Empoli è la nostra tappa di partenza. La città si trova nel Valdarno inferiore, a pochi chilometri da Firenze, lungo l’Arno che punta verso il mare. L’area empolese è ricca di produzioni di eccellenza. La più famosa è quella del vetro, forte di una tradizione artigianale lunga almeno sette secoli. Famoso in tutto il mondo è il vetro verde empolese, utilizzato soprattutto per l’imbottigliamento dei vini toscani, ma è rilevante e pregevole anche la produzione artistica. Il Museo del Vetro, ospitato nei locali storici del Magazzino del Sale, in pieno centro storico, ripercorre le tappe più significative della storia del vetro.

L’edificio più noto della città è però la Collegiata di Sant’Andrea, dall’inconfondibile facciata in marmo bianco e verde. L’adiacente Museo della Collegiata conserva opere di Filippo Lippi, Masolino, Rossellino e di altri maestri del Quattro e Cinquecento. Il pittore empolese più celebre fu Jacopo Carrucci, altrimenti noto come il Pontormo. Sue sono le due tavole con San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo custodite nella chiesa parrocchiale di San Michele a Pontorme, il quartiere più orientale della città. Al civico 97 di via Pontorme è ancora visitabile la casa natale dell’artista.

Un quarto d’ora di strada da Empoli basta per raggiungere Vinci, la città di Leonardo, genio indiscusso del Rinascimento. I luoghi leonardiani sono più d’uno. Iniziamo la visita dalla casa natale: si trova a soli tre chilometri da Vinci, in località Anchiano. Al suo interno, una mostra didattica permanente con una mappa del Valdarno disegnata da Leonardo. A Vinci visitiamo il Museo Leonardiano, collocato in due diverse sedi, la Palazzina Uzielli e il Castello dei Conti Guidi. Il museo espone una prestigiosa collezione di macchine e modelli realizzati a partire dagli schizzi e dagli studi di Leonardo.

Da Vinci riscendiamo a Empoli e arriviamo a Fucecchio. Il suo borgo s’erge su un colle del Valdarno inferiore, il Poggio Salamartano, ancora oggi dominato dalle antiche torri del castello. A Fucecchio accorrono turisti da tutto il mondo. Il motivo? Qui nacque il più grande giornalista del Novecento, Indro Montanelli. La casa di famiglia, Palazzo Doddoli Costagli, si affaccia da un lato su Piazza Garibaldi, e dall’altro, verso il giardino, sul panorama infinito del Valdarno. A pochi metri si trova il Palazzo della Volta, sede della Fondazione Montanelli Bassi, istituita nel 1987 per volontà dello stesso giornalista. Al suo interno, una ricca documentazione di tutte le opere, degli articoli e degli scritti montanelliani, una biblioteca e una ricostruzione accurata degli studi milanese e romano di Montanelli, con tanto di Lettera 22, strumento di lavoro inseparabile del giornalista. Nei dintorni del borgo sono da vedere il cinquecentesco Ponte Mediceo di Cappiano e il Padule di Fucecchio, una fra le più grandi aree umide d’Italia, oasi naturale ricca di flora e fauna tipica.

Meno di un’ora di strada ci porta all’ultima tappa del nostro viaggio. Lucca è una graziosa città d’arte, un autentico tesoro dell’arte e dell’architettura rinascimentale. Rinascimentali sono le sue mura difensive, ancora intatte. Sui bastioni si snoda una lunga passeggiata ombreggiata da alti alberi secolari. Superata la cinta, entriamo nella città delle cento chiese. La maggiore è la Cattedrale di San Martino, medievale ma con alcuni inserti rinascimentali. Nel Duomo possiamo ammirare alcuni capolavori di Tintoretto, Jacopo della Quercia e di Nicola Pisano. Via Fillungo, il corso principale della città, c’introduce ai più eleganti palazzi medievali e rinascimentali lucchesi. In uno di questi, Palazzo Mansi, si trova la Pinacoteca Nazionale, un’ampia collezione di capolavori di Guido Reni, del Veronese, del Pontormo, del Bronzino e del Tintoretto, per citarne solo alcuni. Al termine di via Fillungo ecco spuntare la sagoma ellittica di Piazza dell’Anfiteatro, altrimenti nota come Piazza del Mercato.

Il nostro peregrinare per le vie della città presto o tardi ci condurrà in Piazza Napoleone. Si tratta della parte più moderna del centro storico lucchese: la sua forma monumentale e squadrata, tipicamente francese, risale al primo Ottocento. Su questo grande spazio si affaccia il Palazzo Ducale; al suo fianco, Piazza del Giglio, con l’omonimo teatro consacrato alla lirica e agli spettacoli di prosa. In Piazza del Giglio si trova anche l’Hotel Universo, esclusiva residenza signorile, già locanda nel 1850 e hotel a partire dal 1857. Dalle sue camere, splendide vedute sul Duomo, su Piazza Napoleone e sul Teatro del Giglio. Lo stile classico e tradizionale delle sue stanze ben si abbina ai comfort moderni a disposizione degli ospiti. Frequentato dai più grandi nomi della lirica e del teatro nazionale e internazionale, l’Hotel Universo vi racconterà un tratto dell’incredibile storia di Lucca e della Toscana.

Empoli - Collegiata di Sant’Andrea    Anchiano - Casa natale di Leonardo    Vinci - Museo Leonardiano    Panorama di Fucecchio e del Valdarno

Lucca - Cattedrale di San Martino    Lucca - Hotel Universo    Hotel Universo - Camera Superior    Hotel Universo - Camera Deluxe

19 aprile 2012  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

Un itinerario insolito a Venezia

Campo del Ghetto Nuovo

D’accordo, Venezia è sempre Venezia. Chi non l’ha visitata almeno una volta? Piazza San Marco, il Palazzo Ducale, il Ponte dei Sospiri, la gita romantica in gondola. Eppure, dietro alla solita Venezia battuta dalle orde di turisti affamate di cartoline e cliché lagunari, esiste un’altra città, più intima, raccolta, pittoresca. Insolita, insomma. Ecco perché in questo articolo vi proponiamo un itinerario originale per un weekend a Venezia. Ideale per uno dei prossimi ponti di Primavera.

Primo giorno

Al mattino visitiamo il Ghetto Ebraico, quella parte di città nel sestiere di Cannaregio che ospitò la numerosa comunità ebraica veneziana fino alla fine della Repubblica (1797). Da Piazzale Roma possiamo raggiungere il Ghetto in poco più di cinque minuti a piedi, attraverso il Ponte della Costituzione, Lista di Spagna, Campo San Geremia e il Ponte delle Guglie. Prima del 1516, gli ebrei a Venezia godevano di libertà e tolleranza. In quell’anno, il Senato veneziano decretò l’obbligo per tutti di risiedere in quello che sarà il primo ghetto d’Europa.

In Campo del Ghetto Nuovo possiamo visitare il Museo Ebraico di Venezia. Nel sestiere sorgono ancora cinque sinagoghe, un tempo erano nove, una per ogni confessione ebraica praticata in città. Sapori e profumi della tradizione yiddish sono perfetti per la pausa di metà mattino. Tra i dolci della tradizione ebraica possiamo assaggiare le Orecchiette di Amman, ripiene di frutta, le tipiche Bisce, biscotti dalla tipica forma a “esse”, gli Zuccherini e le Azime Dolci, simili a ciambelle.

Sempre nel Sestiere di Cannaregio, affacciata sull’omonimo campo, possiamo visitare la Chiesa di Sant’Alvise, di origini trecentesche ma profondamente rinnovata nel Seicento. Al suo interno, tre dipinti del Tiepolo con scene della passione di Cristo. In Campo della Madonna dell’Orto, nel lembo più settentrionale del sestiere, troviamo la gotica Chiesa della Madonna dell’Orto. Questa fu la parrocchia di un altro celebre pittore della Serenissima, Tintoretto, al secolo Jacopo Robusti – le spoglie dell’artista sono custodite dal 1594 nella cappella a destra del presbiterio. Nella vicina Fondamenta dei Mori possiamo visitare anche la casa di Tintoretto, residenza quattrocentesca sempre in stile gotico.

Al pomeriggio possiamo spostarci nel Sestiere di Castello per respirare le influenze dell’arte e della cultura bizantine. Questo è il sestiere più esteso e il secondo per numero di abitanti di tutta Venezia e si trova nella parte più orientale della città, a nord-ovest rispetto al Sestiere di Cannaregio, unito a questo tramite il ponte dei Santi Giovanni e Paolo. Nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo si trovano le tombe di numerosi dogi. In questo sestiere sorge anche l’Arsenale di Venezia, un tempo cuore pulsante della potenza marittima e militare dell’antica Repubblica, oggi di proprietà della Marina militare.

Secondo giorno

Questa giornata è dedicata tutta all’esplorazione delle isole della Laguna. Iniziamo da Murano e dalla sua lunga tradizione dell’arte del vetro. Da visitare il Museo del Vetro, ospitato negli ambienti di Palazzo Giustinian: straordinaria la sua ricca collezione di creazioni artistiche e capolavori dell’arte vetraria, che va dai primi secoli dopo Cristo al Novecento. Sempre a Murano sorge la Basilica dei Santi Maria e Donato, antico luogo di culto e fra i massimi esempi dello stile romanico marciano.

Al pomeriggio, in vaporetto ci spostiamo sull’isola di Sant’Erasmo, la seconda per estensione della Laguna dopo Venezia. L’isola si trova al centro di un ideale triangolo formato da Murano, Burano e Punta Sabbioni; si tratta di una delle poche parti di Venezia aperte al transito delle automobili. Per esplorare come si deve Sant’Erasmo basta però la bicicletta. Ancora oggi, grazie alla sua felice vocazione agricola, l’isola è considerata l’Orto di Venezia: sono famosi i suoi carciofi, i cardi e gli asparagi. Discreta anche la presenza di vigne, da cui si ricava una certa quantità di vino. Sull’isola possiamo visitare la torre Massimiliana, fortificazione eretta durante la dominazione asburgica, verso la metà dell’Ottocento, ma ispirata ai concetti difensivi medievali.

A nord di Burano spunta Torcello, l’isola amata da Ernest Hemingway. Torcello si trova in una posizione marginale della Laguna, lungo una rotta poco battuta dai vaporetti, e oggi è quasi del tutto disabitata. L’isola è attraversata da un canale. Di fronte  a una piccola ansa sorge la Locanda Cipriani, la residenza dove ha vissuto e lavorato per sei mesi, nel 1949, l’autore di Addio alle armi. Sull’isola sorge anche una cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, in stile veneto-bizantino, e il Ponte del Diavolo, tipico ponte veneziano privo di parapetti.

Chiesa di Sant'Alvise Chiesa della Madonna dell'Orto Casa di Tintoretto Arsenale di Venezia - Ingresso di terra

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo Lavorazione del vetro a Murano Isola di Torcello Giuseppe Cipriani con Ernest Hemingway a Torcello - Immagine tratta da www.locandacipriani.com

18 aprile 2012  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

I giardini di Villa Taranto, lo spettacolo dell’arte botanica sul Lago Maggiore

I Giardini Botanici di Villa Taranto

In vista dei prossimi weekend di Primavera, oggi vi suggeriamo una meta ai più ignota. Per raggiungerla dobbiamo arrivare fino alle rive occidentali del Lago Maggiore. Sul promontorio della Castagnola, fra le frazioni di Intra e Pallanza, scorgiamo una folta macchia verde. I giardini botanici di Villa Taranto sono una meraviglia botanica più unica che rara. Si tratta di una serie di giardini terrazzati estesa su una superficie di circa sedici ettari. Decine di migliaia di piante fioriscono proprio in questo periodo: una moltitudine di colori, specie botaniche rare, lunghi viali alberati, percorsi d’acqua e cascatelle s’alternano in stupefacenti giochi di incredibile armonia.

Fino a mercoledì 25 aprile i giardini di Villa Taranto ospiteranno la Settimana del Tulipano, vera e propria tradizione inaugurata dal padre fondatore di questa meraviglia botanica, il capitano scozzese Neil McEacharn. Il giardino ospita oltre 65 varietà differenti di tulipani, come il tulipano nero Queen of night o l’ancor più raro Big chief – la sua corolla ha un diametro di quasi dieci centimetri.

Ai giardini di Villa Taranto si può arrivare sia dalla strada fra Intra e Pallanza, nei pressi di Verbania, sia dall’imbarcadero del lago, con attracco proprio davanti ai giardini. Il viale d’ingresso è un lungo percorso di variopinte bordure floreali. I giardini sono un museo delle specie botaniche più rare e incredibili. Nelle serre potrete vedere le piante tropicali e subtropicali: fra queste, l’enorme ninfea equatoriale, la regina delle piante acquatiche i cui semi giunsero a Villa Taranto nel 1956 dall’orto botanico di Stoccolma. In un bacino del parco si schiudono i fior di loto, con i loro carnosi petali rosa; tra aprile e maggio tocca ai Cornus Florida Rubra e alla Davidia Involucrata, la prima dalle splendide tonalità rosate, la seconda dalle tenui tinte verdi.

I giardini botanici di Villa Taranto sono visitabili ogni giorno, festivi inclusi, dalle 8.30 alle 18.30. Ma se decidete di concedervi un weekend nell’Alto Lago Maggiore, vi consigliamo di dedicare un poco del vostro tempo a esplorare la riva che da Verbania si spinge verso la Svizzera, fino a Cannobio, ultimo paese prima della frontiera. Lungo questo tratto paesaggistico potrete imbattervi in stupende vedute sulle tre sponde del lago, quella piemontese, quella lombarda e quella svizzera.

Lungo la litoranea statale 34 incontrerete tante altre ville e giardini, alcuni privati, altri aperti al pubblico. E se poi vorrete trascorrere un vero soggiorno romantico sul Lago Maggiore, non vi resta che scegliere l’incanto di una dimora storica affacciata sullo specchio d’acqua, nei pressi del porticciolo turistico. L’Hotel Cannobio vi accoglierà con la sobria eleganza delle sue vesti neoclassiche, con i suoi pregiati marmi e con i suoi maestosi decori. Sulla terrazza del lago, una cena a lume di candela accompagnata dalla cucina del ristorante Porto Vecchio innaffiata da una delle rinomate etichette disponibili nella carta dei vini.

Giardini Botanici Villa Taranto - Viale d'ingresso    Giardini Botanici Villa Taranto - Tulipani    Giardini Botanici Villa Taranto - Fior di loto    Giardini Botanici Villa Taranto - Tulipani rossi

Hotel Cannobio - Vista dal lungolago    Hotel Cannobio - Esterno    Hotel Cannobio - Camera    Hotel Cannobio - Camera

17 aprile 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Visita alla Reggia di Caserta, un viaggio memorabile fra ricordi regali

Panorama della Reggia di Caserta

Nei desideri del suo committente doveva reggere il confronto con la reggia di Versailles. Verso la metà del Settecento, il re di Napoli Carlo III di Borbone convocò presso la sua corte l’architetto Luigi Vanvitelli. Così ebbe inizio la progettazione di uno fra i più sontuosi palazzi reali mai realizzati da mano d’uomo. La Reggia di Caserta è l’ultima realizzazione del Barocco italiano. Dalla sua progettazione alla posa dell’ultima pietra ci volle quasi un secolo, anche se il palazzo era già abitato sul finire del Settecento. Per completarla occorse il lavoro di oltre 2.600 maestranze fra operai semplici, capomastri, guardie e schiavi.

Il palazzo conta 1.200 stanze e 1.790 finestre distribuite su un totale di 8 piani. Vista dall’alto, la Reggia di Caserta appare come un grande edificio di forma rettangolare, scandito da quattro cortili. Lo spettacolo dell’architettura fa il paio con quello offerto dall’immenso parco reale, un lungo tappeto verde in lieve pendenza, esteso su una superficie di 120 ettari decorato da fontane, giochi d’acqua, statue realizzate dai migliori maestri napoletani, da un giardino all’italiana e da uno all’inglese. L’effetto scenografico del parco è stupefacente e culmina nella Grande Cascata finale, adornata dalle scene del celebre gruppo di statue di Diana e Atteone.

Varcato il maestoso portone d’ingresso della reggia, si apre un grande vestibolo di forma ottagonale e, su un lato di questo, ecco spuntare lo scalone reale a doppia rampa, capolavoro dell’architettura tardo barocca realizzato con marmi pregiati, rifiniti con insuperabile maestria. I suoi 117 gradini hanno fatto da set a numerosi film italiani e internazionali.

Salito lo scalone reale, arriviamo al vestibolo d’accesso dei piani superiori del palazzo. Da una parte, la Cappella Palatina, ispirata alla medesima collocata nella Reggia di Versailles, e il piccolo Teatro di Corte, a forma di ferro di cavallo. Dall’altra parte, inizia la visita alla lunga sequenza di appartamenti. La reggia è un’opera d’arte del patrimonio architettonico italiano e, a sua volta, è un contenitore di molte altre opere d’arte. Nelle sue sale e nei suoi appartamenti è un continuo susseguirsi di affreschi, sculture, stucchi e bassorilievi.

La Sala del Trono è il più ricco e suggestivo degli appartamenti della reggia. In questa enorme sala, lunga ben 36 metri, il re amministrava la giustizia, riceveva gli ambasciatori e teneva le sue feste da ballo. Poco oltre, ecco l’appartamento settecentesco, o appartamento vecchio, una serie di quattro stanze dedicate alle quattro stagioni: le prime tre erano riservate alle udienze del re, mentre l’ultima era adibita a luogo di vestizione di sua maestà.

L’ampio cerchio di sale e appartamenti della reggia vi stupirà per lusso e sontuosità. Ma non potrete fare a meno di uscire all’aperto per ammirare gl’incredibili giochi di prospettive offerti dal grande parco reale. Tutte le fontane del parco, fra le maggiori se ne contano ben sei, sono decorate da grandi gruppi scultorei rappresentanti scene mitologiche e sono alimentate dall’acquedotto Carolino, un complesso sistema idraulico che attinge l’acqua a oltre quaranta chilometri di distanza dalla reggia, superando valli e rilievi. Il miglior panorama sul complesso regale potrete ammirarlo al culmine del parco, proprio sotto la Grande Cascata. Tuttavia, anche nei giardini gli scorci idilliaci non mancano.

Sul lato orientale del parco si apre il Giardino Inglese, 23 ettari di verde, con piante provenienti dall’Inghilterra, dall’America e dall’Olanda, palme esotiche originarie delle Canarie, cedri del Libano, araucarie dell’Australia e della Nuova Guinea. Ampi prati, aiuole e giochi d’acqua nel Giardino all’Italiana, complesso di gradevoli simmetrie e forme strabilianti.

Settecentesca è anche Tenuta San Domenico, certo non paragonabile per dimensioni alla vicina Reggia di Caserta, che dista appena una manciata di chilometri. Tenuta San Domenico si trova nei pressi di Capua e come il più illustre palazzo reale è circondato da un bel parco fiorito. Già residenza di nobili famiglie borboniche, la residenza ospita un relais con otto camere elegantemente arredate e dotate di vasca idromassaggio. Location perfetta per qualunque vostro evento di prestigio, anche grazie all’assistenza di un ottimo ristorante, Tenuta San Domenico vi propone tanto relax e quiete. Nel rigoglioso parco di dieci ettari, decorato da specie floreali provenienti da ogni angolo del mondo, la piscina e il solarium per le vostre ore dedicate al dolce far niente.

Il Parco della Reggia di Caserta    Scalone reale    Statua di Diana nella Grande Cascata    Specchio d'acqua nel Giardino all'Inglese

Tenuta San Domenico - Parco fiorito    Tenuta San Domenico - Ingresso    Tenuta San Domenico - Piscina    Tenuta San Domenico - Evento a bordo piscina

12 aprile 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »

Il Parco dell’Alta Murgia e Castel del Monte, natura e mistero in Puglia

Profilo di Castel del Monte nel panorama delle Murge

Se in questo periodo è ancora prematuro parlare di mare e spiagge dorate, è anche vero che la Puglia ha molto di più da offrirvi. Alle spalle dell’azzurro del mare Adriatico spunta la natura delle Murge. La tappa del nostro viaggio di oggi è la Puglia, più precisamente il Parco nazionale dell’Alta Murgia. Il parco si estende su una superficie di quasi 70 chilometri quadrati, fra le province di Barletta-Andria-Trani e di Bari.

L’area protetta è nata nel 2004 per la salvaguardia della flora e della fauna di questo territorio, che annovera fra le tante, numerose specie di uccelli. Il parco vi propone sei diversi itinerari di facile percorrenza, adatti ad adulti e ragazzi. Fra i sei proposti, noi vi suggeriamo l’itinerario fra i castelli della zona, in parte da percorrere a piedi e in parte con il pulmino messo a disposizione dall’ente gestore del parco. Punto di partenza è Gravina di Puglia, sede principale dell’area protetta. La prima tappa è rappresentata dal Castel del Garagnone, altrimenti noto come “castello invisibile”; oggi, sull’alto sperone roccioso che domina la valle, ne restano solo alcuni ruderi, mimetizzati con l’ambiente circostante. Pochi minuti a bordo del pulmino ci portano in prossimità della Lama reale, la più grande e maestosa lama della Murgia. Le lame sono profondi solchi di origine carsica, quasi dei piccoli canyon un tempo percorsi dalle acque di torrenti ora scomparsi.

Altra tappa lungo l’itinerario è quella posta in località San Magno. In questo luogo, a circa 13 chilometri da Corato, è stata rinvenuta una necropoli di sepolcri a tumulo, antica di almeno 2500 anni. Sempre in località San Magno è visitabile l’omonima chiesa rurale del XII secolo, affiancata da una masseria dell’Ottocento e da una maestosa quercia secolare. In prossimità della chiesa si trova anche la fontana di San Magno, unica grande riserva d’acqua perenne dell’Alta Murgia, molto preziosa nei periodi di prolungata siccità. L’ultima tappa di questo itinerario, la più importante, è rappresentata da Castel del Monte. Per arrivarci serve un’escursione a piedi di circa un’ora e mezza, che ci condurrà al culmine del piccolo rilievo su cui sorge il castello.

Castel del Monte è un’opera architettonica grandiosa, perfetta nella sua simmetrica forma ad ottagono, sintesi mirabile delle più avanzate conoscenze matematiche, geometriche e astronomiche dell’epoca. L’imponente edificio risale alla metà del Duecento e venne commissionato dall’imperatore dei Romani Federico II. La tradizione definisce castello questa costruzione, tuttavia la sua esatta funzione è ignota ancora oggi. Con tutta probabilità non fu una fortezza né un avamposto difensivo: sorge in una zona scarsamente strategica e non presenta particolari accorgimenti architettonici, quali fossati o ampie feritoie, che ne facciano supporre una destinazione militare. All’interno della struttura, sono numerosi gli elementi simbolici, soprattutto astrologici. La loro presenza hanno alimentato nel tempo la curiosità degli studiosi e l’addensarsi dei misteri attorno a questo spettacolare monumento, dal 1996 entrato a far parte dei patrimoni dell’umanità tutelati dall’Unesco. La leggenda più in voga, mai suffragata da alcun riscontro storico, vorrebbe che il castello sia stato commissionato da Federico II per custodirvi niente di meno che il Sacro Graal, portato qui dai Cavalieri Templari.

Meno misteriosa ma ugualmente affascinante è Lama di Luna, un’autentica masseria del Settecento rivisitata secondo i principi moderni della bioedilizia, anch’essa immersa nella natura del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Tutt’attorno, splende la luce e il verde della campagna pugliese. Un cancello di ferro ci invita a entrare nella corte interna della struttura, bianca della pietra di Puglia.

Ampie e luminose le camere, in legno di pino e olivo o in ottone dell’Ottocento i letti, tutti con materassi in lattice naturale. L’attenzione e il rispetto dell’ambiente di Lama di Luna è stupefacente. Un sistema di pannelli solari consente la produzione di acqua calda e garantiscono il riscaldamento a tutti gli ambienti interni. La vostra giornata a Lama di Luna inizierà con la colazione servita nella bella veranda. E potrà continuare poco più in là, dove vi attende la piscina panoramica a sfioro: nelle sue acque si specchiano le sagome massicce di alcuni ulivi secolari. I trulli, la grotta antica e i quaranta fumaioli vi sussurreranno la storia di questo luogo, delle genti che lo hanno abitato nel tempo, delle tradizioni e dei sapori di Puglia che ritroverete ancora nel ristorante della biomasseria. Siete pronti a esplorare le Murge?

Castel del Garagnone    Chiesetta di San Magno    Castel del Monte    Castel del Monte - Interno

Lama di Luna Biomasseria    Lama di Luna Biomasseria - Camera    Lama di Luna Biomasseria - Ristorante    Lama di Luna Biomasseria - Piscina panoramica

11 aprile 2012  |  categoria: Regalati Emozioni  |  leggi tutto »

Torino e Langhe in Dimore D’Epoca, un viaggio fra le eccellenze del Piemonte

Reggia di Venaria Reale

C’è Torino, elegante e nobile città che dall’industrializzazione forzata è riuscita a salvare l’impronta sabauda del suo centro storico. Ci sono le Langhe, la patria dei grandi vini piemontesi e di molte altre eccellenze piemontesi. Per darvi la possibilità di visitarli insieme, l’Hotel Le Rondini e il Monastero di Cherasco hanno pensato di proporvi un pacchetto di 5 giorni e 4 notti da trascorrere tra la città e i colli piemontesi. Siete curiosi di saperne di più? Trovate l’offerta speciale Torino e Langhe in Dimore D’Epoca nel nostro portale. Grazie alla Torino+Piemonte Card  inclusa nel pacchetto, potrete visitare le principali attrazioni turistiche del capoluogo e delle Langhe. Vediamole più in dettaglio.

Torino

In città ci attende il Museo Egizio, il più importante al mondo dopo quello del Cairo. La sua collezione conta oltre trentamila reperti, dal paleolitico all’epoca copta. Il Museo Egizio si trova nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze, in pieno centro storico.

All’interno della Mole Antonelliana possiamo visitare il Museo Nazionale del Cinema. La sua collezione è in continua crescita e comprende oltre dodicimila film, tanti documenti fotografici, manifesti, apparecchi e volumi dedicati alla storia del cinema. Nel museo è installato anche un ascensore panoramico: in soli 59 secondi vi condurrà fino agli 85 metri del piccolo tempio della Mole Antonelliana, da cui potrete ammirare il panorama torinese.

Con il Chocopass, incluso nel pacchetto, potrete visitare i caffè storici di Torino, le degustazioni di cioccolato non sono incluse, mentre il City Sightseeing vi propone il tour della città sul bus panoramico.

La visita alle meraviglie di Torino non finisce qui. Con la Torino+Piemonte Card potrete varcare anche i cancelli dorati della Reggia di Venaria Reale e dei suoi giardini, monumentale residenza sabauda riportata ai suoi antichi fasti dopo imponenti lavori di restauro. Alle spalle della Reggia inizia il Parco Regionale de La Mandria, il più grande parco cintato d’Europa. Al suo interno, possiamo visitare Borgo Castello, residenza del re Vittorio Emanuele II di Savoia, che nel parco amava perdersi in lunghe battute di caccia.

Langhe

Ed eccoci nella terra delle eccellenze piemontesi. Su tutte, il Barolo, il vino rosso, all’occorrenza anche da meditazione, da accompagnare alle carni succulente preparate in questa parte di Piemonte. Nel piccolo borgo omonimo in provincia di Cuneo sorge un antico castello, ancor’oggi posseduto da marchesi Falletti. E in questo maniero si trova il WiMu, Museo del Vino. Qui il nettare di Bacco viene declinato e presentato in ogni suo risvolto: il vino in cucina, nell’arte, nella storia, nello spettacolo, nella musica, nella letteratura e nel cinema. Ma il vino è anche da gustare. Negli ambienti di tinaggio del castello, il Tempio dell’Enoturista vi accoglie con le note fruttate dei grandi vini del Piemonte. Accanto al castello, in un’antica cantina, possiamo visitare anche il Museo dei Cavatappi, un’originale collezione di 500 esemplari provenienti da ogni angolo del mondo.

Da Barolo scendiamo al Castello di Grinzane Cavour, famoso per ospitare tra i tanti eventi anche l’asta mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, ogni novembre. Nella residenza apre le sue porte al pubblico il Museo delle Langhe, raccolta etnografica di tradizioni, usi, costumi ed eccellenze piemontesi, dal tartufo ai vini delle Langhe e del Roero. Una sala del museo è dedicata a Camillo Benso conte di Cavour, che visse nel castello dal 1832 al 1849.

Dal Castello di Grinzane Cavour scendiamo ancora un poco a valle fino ad Alba. Questa è l’ultima tappa del viaggio nelle Langhe proposto dal nostro pacchetto. Nel centro della cittadina ci attende la visita del Museo Archeologico e di Scienze Naturali. Il suo percorso didattico ci accompagna a ritroso sulle orme della storia naturale del territorio di Alba. E con un piccolo supplemento, potrete regalarvi la possibilità di una visita guidata con degustazione in una delle tante cantine delle Langhe.

Consultate subito la nostra offerta Torino e Langhe in Dimore D’Epoca e prenotate il vostro viaggio fra le eccellenze del Piemonte.

Museo Egizio - Torino    Mole Antonelliana - Torino    Piazza Castello - Torino    Il borgo di Barolo

Museo dei Cavatappi - Barolo    Castello di Grinzane Cavour    Hotel Le Rondini - San Francesco al Campo (Torino)    Monastero di Cherasco - Cherasco (Cuneo)

10 aprile 2012  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

10 cose da vedere nei dintorni di Parma

Castello di Torrechiara

Giusto ieri vi abbiamo proposto un itinerario a Parma, nel centro storico di uno dei più incantevoli centri d’arte d’Italia. Oggi usciamo dai confini cittadini e andiamo a esplorare il Parmense. Sarebbe difficile, per non dire impossibile, visitarlo tutto in un giorno solo. Perciò abbiamo scelto di proporvi le dieci mete più significative a pochi minuti dalla città. Se poi cercate un soggiorno nella Storia, scoprite i nostri hotel a Parma e provincia. Che dite? Si parte?

Reggia di Colorno

A soli quindici chilometri da Parma ecco la reggia ducale fatta costruire dai Farnese nel Settecento sui resti dell’antica rocca. Nel XVIII secolo fu una delle residenze di corte più lussuose di tutta Europa. Vi stupiranno i suoi giardini, in parte all’italiana e in parte alla francese, lunghi oltre quattro chilometri, decorati con giochi d’acqua e solcati da grandi viali. Non meno affascinanti le quattrocento sale della reggia. Da vedere gli appartamenti del Duca e della Duchessa e l’osservatorio astronomico.
Apertura: tutto l’anno. Biglietto intero: € 6,50

Museo del Prosciutto e dei Salumi di Parma

Poco più di mezz’ora d’auto dalla città e arriverete a Langhirano, il regno del Prosciutto crudo di Parma. All’interno dell’ex Foro Boario potrete visitare il museo dedicato al dolce di Parma e all’arte della norcineria. Possibilità di degustazioni.
Apertura: 1° marzo-8 dicembre. Biglietto intero: € 4,00

Museo del Salame di Felino

Sulla strada che conduce verso i primi rilievi dell’Appennino incontrerete il paese di Felino. Se vi è capitato di assaggiare il suo salame, visitatene il museo. È ospitato nel castello del borgo, nei locali delle cantine settecentesche.
Apertura: 5 marzo-8 dicembre. Biglietto intero: € 5,00 con degustazione – € 4,00 senza degustazione

Rocca di Sala Baganza

Tra Parma e Felino incontrate il paese di Sala Baganza. Nel suo centro storico potrete visitare la Rocca appartenuta alla famiglia Sanvitale. Recenti lavori di restauro hanno interessato i saloni interni della rocca, tornata ai fasti di un tempo.
Apertura: tutto l’anno. Biglietto intero: € 4,00

Castello di Torrechiara

Poco prima di Langhirano, sulla vostra destra se provenite da Parma, noterete su un piccolo colle una massiccia costruzione difensiva con torri squadrate e tre cerchie di mura. È il Castello di Torrechiara. Al suo interno, la straordinaria Camera d’Oro.
Apertura: tutto l’anno. Biglietto intero: € 3,00

Rocca di Fontanellato

Nel bel mezzo del piccolo borgo medievale di Fontanellato, a circa mezz’ora d’auto da Parma, sorge la Rocca Sanvitale, circondata da un ampio fossato d’acqua. Al suo interno, la saletta dipinta dal Parmigianino nel primo Cinquecento, capolavoro del manierismo italiano.
Apertura: tutto l’anno. Biglietto intero: € 7,00

Rocca dei Rossi di San Secondo

Prima fortezza medievale e poi residenza rinascimentale dei Rossi, fra le famiglie più illustri di tutto il Parmense. La rocca si trova a San Secondo Parmense, a una manciata di chilometri da Fontanellato. Il paese di San Secondo è famoso anche per la Spalla Cotta, prezioso salume consumato preferibilmente caldo e accompagnato da abbondante torta fritta.
Apertura: tutto l’anno. Biglietto intero: € 6,00

Rocca Meli Lupi di Soragna

Verso Busseto e le Terre Verdiane troviamo Soragna. Anche questo paese vanta la sua rocca, ancor’oggi posseduta e abitata dalla famiglia Meli Lupi. L’aspetto austero della parte esterna, circondata da un ampio fossato, è mitigato dai graziosi interni. Un grande parco romantico all’inglese, piante secolari, un laghetto e una grotta ricavata dentro una montagnola. Sontuose le sale, impreziosite da decori e mobili d’epoca. Accanto al muro di cinta del parco della rocca sorge il complesso dei Castellazzi con il Museo del Parmigiano Reggiano.
Apertura: tutto l’anno. Biglietto intero: € 7,50

Busseto

È il capoluogo delle Terre Verdiane. La casa di Giuseppe Verdi si trova nella frazione di Roncole, a pochi minuti dal paese. Alle porte di Busseto, nella rinascimentale Villa Pallavicino, da visitare il Museo Nazionale Giuseppe Verdi.

Zibello

Benvenuti nella capitale del famoso Culatello, nelle terre bagnate dal Grande Fiume raccontate con mano felice da Giovannino Guareschi, il “papà” di Don Camillo e Peppone. Il Culatello di Zibello nasce qui e tra fine maggio e i primi di giugno tutto il paese lo festeggia. Ogni anno, la Festa del Culatello richiama migliaia di visitatori da ogni parte del Nord Italia. Ma se volete mangiare il miglior Culatello del mondo, fate una sosta all’Antica Corte Pallavicina: ne vale sempre la pena.

P.S.: buona Pasqua a tutti i nostri lettori!

Reggia di Colorno    Rocca di Sala Baganza    Rocca di Fontanellato    Rocca di San Secondo

Rocca di Soragna    Casa natale di Giuseppe Verdi nella frazione di Roncole    Villa Pallavicino a Busseto    Lo chef Massimo Spigaroli nelle cantine di Culatelli di Antica Corte Pallavicina

5 aprile 2012  |  categoria: Itinerari nelle Dimore  |  leggi tutto »

Un itinerario a Parma, sulle note di Verdi e i sapori della Food Valley

Piazza Duomo a Parma

Musicata da Giuseppe Verdi. Raccontata da Giovannino Guareschi. Rappresentata da Bernardo Bertolucci. Parma è un centro culturale e artistico di primo piano nel panorama nazionale. Città d’arte, di musica e sport, attira a sé schiere di turisti in ogni stagione. Questo che vi proponiamo è un itinerario tra i luoghi parmigiani maggiori per rilevanza e numero di visite. Iniziamo dalla Cattedrale, dedicata all’Assunta, in stile romanico lombardo, dalla facciata a capanna e dal campanile svettante fra i cieli di Parma. Accanto, il celebre Battistero in marmo rosa di Verona, uno dei simboli supremi della città, frutto della genialità di uno dei maggiori architetti e scultori del Medioevo, Benedetto Antelami. Di grande suggestione la Piazza del Duomo, una delle piazze medievali più incantevoli d’Italia. Pochi passi dietro alla Cattedrale ci conducono fino alla Camera di San Paolo, nell’omonimo monastero, affrescata dal Correggio nel Cinquecento con spettacolari scene mitologiche.

Proprio accanto al Battistero, separato soltanto da pochi metri di vicolo pedonale, ecco Palazzo Dalla Rosa Prati, storica residenza nel cuore di Parma, già casa natale di Fra’ Salimbene, il più grande cronista dell’Età di Mezzo. Nessun’altra dimora cittadina vi potrà offrire lo spettacolo del Duomo e del Battistero davanti alle vostre finestre. Palazzo Dalla Rosa Prati dispone di suite e appartamenti di dimensioni diverse; da una delle camere potrete scorgere perfino gli affreschi delle pareti interne del Battistero. Tutte le camere e gli appartamenti sono dotati di angolo cottura o di cucine attrezzate.

Al piano terra del palazzo, nel TCafè, potrete gustare i migliori prodotti selezionati in tutto il mondo; la caffetteria è disponibile anche per business lunch, coffee break, colazioni e aperitivi a corredo di eventi, meeting o riunioni d’affari organizzati negli appositi spazi attrezzati di Palazzo Dalla Rosa Prati. La posizione strategica di questa dimora ci consente di esplorare il centro storico di Parma a piedi o, a scelta, nella bella stagione, in sella a una bicicletta.

Pochi metri lungo Strada del Duomo ci conducono da Palazzo Dalla Rosa Prati a Piazzale della Pace e su Strada Garibaldi. Sulla vostra sinistra noterete le forme neoclassiche del Teatro Regio, uno dei massimi templi della lirica italiana. Sul suo palco sono saliti i maggiori interpreti dell’opera nazionale e internazionale. Eretto per volere della duchessa Maria Luigia, oggi il Teatro Regio ospita un ricco calendario di spettacoli e rappresentazioni, un’intera stagione lirica e, ogni anno, in ottobre, il Festival Verdi.

A pochi metri dal Teatro Regio, l’antico Palazzo della Pilotta, edificio grandioso eretto sul finire del Cinquecento dai Farnese, quale degno complemento del Palazzo Ducale, distrutto dai bombardamenti dell’ultima guerra. Perdute le sue credenziali di residenza nobiliare con l’Unità d’Italia, la Pilotta, come i parmigiani la chiamano confidenzialmente, è il polo culturale maggiore della città. Al suo interno potrete visitare il Teatro Farnese, antico teatro di corte dei duchi di Parma, interamente realizzato in legno e inserito nel più ampio percorso di visita della Galleria Nazionale, museo fra i maggiori d’Italia, custode di opere del Parmigianino, Correggio, Tintoretto, Leonardo da Vinci e Beato Angelico, fra i tanti. Non lasciate la Pilotta senza aver prima visto il Museo archeologico nazionale, il Museo Bodoniano, dedicato alla storia della tipografia, e la preziosa raccolta di libri e manoscritti della Biblioteca Palatina – sono catalogate oltre 700 mila opere.

Dopo tutte queste visite ci vuole una sosta ristoratrice. A Parma non avrete che l’imbarazzo della scelta in quanto a scelta e qualità delle proposte gastronomiche. Siamo pur sempre nel cuore della Food Valley, dove nascono alcuni fra i prodotti tipici made in Italy più celebrati nel mondo. Certo non hanno bisogno di troppe presentazioni il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto crudo di Parma, autentiche eccellenze che mai mancano sulle tavole di Parma. La cucina parmigiana è gravida di sapori e di profumi e si avvale dei prodotti tipici di punta in numerose ricette della tradizione.

Dal Palazzo della Pilotta superiamo il torrente Parma grazie al ponte Verdi. Siamo arrivati di fronte al cancello principale che introduce al Parco Ducale, per i parmigiani soltanto “il giardino”. Esteso su una superficie equivalente a quasi trenta campi da calcio, il parco è il polmone verde della città. I parmigiani lo frequentano per passeggiare, fare jogging o semplicemente rilassarsi.

Questo è soltanto un breve itinerario in città. Appuntamento a domani per una visita ai luoghi più interessanti delle terre parmensi.

Palazzo Dalla Rosa Prati e il Battistero    Palazzo Dalla Rosa Prati - Suite Lucrezia    Palazzo Dalla Rosa Prati - Appartamento Giglio    Palazzo Dalla Rosa Prati - TCafe

Spettacolo al Teatro Regio    Teatro Farnese    Prosciuttificio a Parma    Parco Ducale

4 aprile 2012  |  categoria: Scopri i nostri Hotel  |  leggi tutto »